Alla festa, scivolone razzista sul Maghreb

La Sicilia

di Claudio Corbino

Ho potuto prendere visione, attraverso un video diffuso in rete, di parte del dibattito svoltosi ieri durante la “Festa dell’Unità” e che ha avuto come protagonisti l’On. Faraone e l’On. Francesca Puglisi, rispettivamente sottosegretario all’Istruzione del Governo Renzi e responsabile nazionale Scuola per il PD.

Non è mio interesse entrare nel merito della questione e del resto, di certo, le mie opinioni al riguardo nulla aggiungerebbero alla discussione sulla riforma della Scuola né, tanto meno, potrebbero offrire risposte alle migliaia di professori che vivono una situazione di grave e oggettivo disagio.

Tuttavia, la parte finale dell’intervento dell’On. Puglisi ha destato in me un forte senso di contrarietà.
L’Onorevole, infatti, durante una fase piuttosto concitata del dibattito che, almeno da quanto si è potuto apprezzare sul web, pareva averla messa in una qualche difficoltà, proprio mentre veniva incalzata dalla platea sugli aspetti più controversi della riforma della Scuola, chiamava in causa il Sindaco Enzo Bianco, forse, così facendo, tentando di sviare il discorso su altri temi.

Rivolgendosi al primo cittadino, l’On. Puglisi né ha declamato le lodi, in particolare, cito testualmente, per le “magnifiche piste ciclabili realizzate” che, sempre a suo dire, darebbero l’esatta misura della differenza tra “una città veramente europea e una qualunque citta del MAGHREB”.

Chi mi conosce sa bene quale sia la mia opinione sull’amministrazione che governa la nostra città. Ma né questo, né l’uscita infelice sulle “magnifiche piste ciclabili”, che forse denota tuttalpiù un certo, preoccupante, scollamento dal comune sentire, meriterebbero forse una reazione se non fosse per l’incredibile paragone affermato dall’On. Puglisi per la quale, evidentemente, esisterebbero le “civilissime” città europee e le incivili, arretrate e scostumate città del MAGHREB. Incivili e, per l’appunto, senza neanche una pista ciclabile.

E’ chiaro che l’On. Puglisi non sa bene di cosa parli, quando fa riferimento al MAGHREB e troverei del tutto stucchevole, in questa sede, spiegare perché. Quello che non mi pare stucchevole, ma se mai doveroso, è che non si lasci cadere nel vuoto un’affermazione cosi gravemente offensiva per un’importante area del mondo parte della quale, per altro, vive anni tragici, segnati da una guerra di cui non si riesce ancora a intravvedere la fine. Ci vorrebbe maggiore consapevolezza e maggiore rispetto. Durante la festa nazionale dell’Unità, a Catania, in presenza del Sindaco della città e di un esponente del Governo, una parlamentare della Repubblica, per lo più responsabile Scuola del principale partito del Paese, si è lasciata andare ad una considerazione di stampo chiaramente razzista. Credo che la Festa rimarrà in città ancora per una decina di giorni: ebbene se qualcuno, seguendo l’ormai negletto costume del buon senso e della buona educazione, tra i responsabili, gli organizzatori, il partito, la stessa Puglisi, il sindaco volesse chiedere scusa per quanto accaduto, renderebbe di certo un migliore omaggio alla tradizione di un mondo che questa Festa, evidentemente non senza una qualche difficoltà, tenta ancora di rappresentare.

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