Diplomatici al WeFree Days 2015

RIMINI TODAY

Oltre 1000 studenti arrivanti nella comunità di San Patrignano per i WeFree Days

Un grande puzzle che rivela la scritta “Il mondo che vorrei dipende da noi” sotto un tripudio di coriandoli. E’ quanto hanno gridato a gran voce oggi gli oltre 1000 studenti presenti a San Patrignano all’interno dei WeFree Days, il grande evento che la Comunità dedica ogni anno alla prevenzione. La presa di coscienza simbolica che devono essere loro stessi a costruire il futuro, scoprendo ciò che conta veramente nella vita, senza perdersi nelle dipendenze. Un messaggio che la Comunità s’impegna a portare avanti da tempo, incontrando oltre 50mila studenti l’anno. Grande entusiasmo quindi per la seconda giornata di questa tre giorni di prevenzione della Comunità, dove questa mattina parte degli studenti ha seguito lo spettacolo “Lo Specchio” e parte il forum istituzionale di incontro con il mondo adulto sul tema “Il futuro dei giovani: proposte per guardare avanti”. «Un evento dedicato alla bellezza, che vuole essere un inno alla vita, perché i giovani siano i veri artefici del nostro futuro», queste le parole di Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale alla guida della Comunità che ha preso parte al forum.

«“Fare impresa sociale significa mettere l’uomo al centro del progetto, come sosteneva Vincenzo Muccioli”. Per andare avanti dobbiamo spogliarci delle vecchie abitudini e creare progetti che puntino alla continuità. Farlo richiede una sinergia tra famiglia, scuola, istituzioni e sistema formativo. Essere un’impresa sociale a San Patrignano significa insegnare ai ragazzi un mestiere e guidarli in un percorso di reinserimento come cellule attive nella società e non come persone da assistere a vita è una priorità, oltre che uno dei principi fondanti della comunità». A sottolineare l’importanza di un nuovo modello economico per i giovani anche Peter Holbrook, presidente delle Imprese Sociali Europee che ha parlato dell’importanza di dar vita a questo tipo di attività: «Negli ultimi 60 anni le imprese sociali hanno avuto un enorme picco di crescita e ad oggi esse in UK producono un fatturato di 24 miliardi di sterline. Questo è un ramo su cui è necessario investire, perché la situazione mondiale sta mutando, e bisogna far fronte a problematiche come aumento della popolazione mondiale, fame e sete nel mondo, urbanizzazione, cambiamenti climatici e conseguenti catastrofi naturali in aumento. L’impresa sociale vuole far fronte a questi problemi, prefissandosi obiettivi che aiutino le persone, che si preoccupino degli sprechi, dell’ambiente, oltre che al profitto. In UK ci sono più di 70.000 aziende sociali e di queste ben 35.000 sono nate negli ultimi 5 anni. I giovani possono fare impresa, investire, lavorare per realtà che vogliono trovare delle soluzioni sostenibili. Tutta una serie di aziende tra cui la Danone, Unilever, Diageo, ha capito l’importanza di fare un business impegnato socialmente. I giovani possono fondare e scegliere di lavorare per aziende sociali, il mio appello accorato è quello di invitarli ad entrare in queste realtà».

Una linea sposata in pieno da Roberto Leonardi, presidente, segretario generale per la Fondazione per l’innovazione del terzo settore di Banca Prossima: «Le imprese sociali restituiscono il denaro meglio e se l’investitore vuole vincere deve capire che la finanza deve essere inclusiva altrimenti non si può parlare di impresa sociale». A porre l’accento sul problema della disoccupazione giovanile Claudio Corbino, presidente Associazione Diplomatici: «Se la disoccupazione giovanile in Italia è oltre il 40%, significa che si è rotto il rapporto tra competenze e mercato del lavoro. All’interno del nostro laboratorio alle Nazioni Unite i ragazzi coinvolti sono addestrati a comportarsi da ambasciatori di ognuno degli Stati membri che compongono l’assemblea generale affinché l’interesse collettivo sia il prodotto della sintesi degli interessi particolari. Attraverso questo meccanismo possiamo creare delle soft skills centrali nell’ingresso del mondo del lavoro che sono oggi verificabili dai datori di lavoro. Capacità di comunicare, lavorare in gruppo, essere leader: con l’esperienza che noi forniamo si acquisiscono strumenti in grado di supplire alle mancanze del sistema formativo italiano. L’esperienza della nostra associazione si concretizza con oltre 2000 studenti aderenti al programma ogni anno. I ragazzi italiani però soffrono di un grande deficit di competenze linguistiche e informatiche, e per questo voglio lanciare due proposte concrete da questo palco: basta sperperare denaro in attività inutili, occorre costituire un’agenzia di rating per la formazione e iniziamo a concepire l’immigrazione come risorsa nel mercato del lavoro». All’interno del forum anche due ragazzi under 30 che hanno portato le loro esperienze di successo nel mondo dell’impresa sociale, partite entrambe dal basso e arrivate ad ottimi risultati anche a livello internazionale.

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Il Presidente Cattaneo docente all’ONU per il “Change the World Model United Nations”

LOMBARDIA QUOTIDIANO

“In questa sala si respira la storia, ma essere degni della storia comporta sempre una grande responsabilità. Non c’è privilegio, non c’è potere, senza responsabilità”. Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, parlando dal podio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è rivolto ad una platea di 2000 giovani provenienti da 5 Continenti riuniti presso il Palazzo di Vetro a New York per il “Change the World Model United Nations”.

Il laboratorio formativo – che ha come obiettivo mostrare ai ragazzi il funzionamento degli organi istituzionali – è stato organizzato dalla collaborazione tra la Future Leader Society e l’Associazione diplomatici, presieduta da Claudio Corbino. Tra i docenti d’eccezione anche, il campione del mondo Marco Tardelli, l’ambasciatore permanente per l’Italia presso le Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, il Presidente della Future Leader Society, Salvatore Carrubba, e Letizia Moratti, come cofondatrice della Fondazione San Patrignano.

“Questo luogo non è solo una sede fisica – ha proseguito Cattaneo – ma qui c’è la risposta che vincitori e vinti diedero allo smisurato dolore e al fiume di sangue versato nell’ultimo conflitto mondiale. Esso nasce da una idea in fondo semplice, ma che è insieme la più grande aspirazione dell’umanità: che possa essere possibile una pace permanente”. Cattaneo ha citato i dati dell’Heidelberg Istitute for International Conflict Research che ha calcolato come nel mondo nel 2013 fossero in corso ben 414 conflitti, 45 dei quali giudicati ‘molto violenti’ e 20 classificati come vere e proprie ‘guerre’. “Gli uomini da tempo hanno imparato che la forza della parola può essere ben più capace di risolvere le controversie della forza della spada; che la parola può essere il primo strumento per perseguire il bene comune. Proprio da questa visione sono nati i Parlamenti e la fiducia nella forza del diritto e della legge. Qui siamo nell’Aula di quello che in un certo senso è il Parlamento del Mondo. Ma il valore di ogni parlamento è analogo come uguale è l’idea ispiratrice: la parola è più forte della spada”.

Il Presidente ha rivolto poi un invito ai ragazzi: “Sognate per cooperare alla costruzione di un’etica e di un diritto all’altezza delle sfide di un secolo che si è aperto nel segno della globalizzazione e della complessità. La globalizzazione impone la necessità di una sintesi nuova tra locale e globale, tra le specificità dei territori, le diversità delle culture e l’universalità dei diritti”. Cattaneo ha inoltre sottolineato che il compito delle istituzioni e della politica è “valorizzare ciò che esiste per la autonoma capacità di organizzarsi delle persona e della società, far crescere dal basso ciò che esiste per la sconfinata creatività sociale. Le istituzioni non sono mai ‘di qualcuno’, sono di tutti. Chi ha il compito di rappresentarle, deve sentire il valore e il peso di questa responsabilità che non ha eguali al servizio del bene comune. In un momento storico come questo, la buona Politica e il lavoro nelle Istituzioni rimane un baluardo della libertà del popolo e uno strumento per costruire una società più giusta”.

La missione istituzionale del Presidente Cattaneo si è conclusa con l’incontro con la Presidente del Consiglio Comunale di New York, Melissa Mark Viverito.

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Missione Oltreoceano per il consiglio regionale lombardo

VARESE NEWS

Il presidente Raffaele Cattaneo nella sede dell’ONU si rivolgerà ad oltre mille ragazzi da cinque continenti nell’evento organizzato da “Change the World Model United Nations”, laboratorio formativo per studenti.

Missione istituzionale a New York per il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che nella sede dell’ONU si rivolgerà ad oltre mille ragazzi provenienti da cinque continenti nell’ambito dell’evento organizzato da “Change the World Model United Nations”, il laboratorio formativo per studenti che si confrontano sui principali temi dell’agenda politica internazionale e promosso dall’Associazione Diplomatici. La collaborazione e tra il Consiglio regionale della Lombardia e l’Associazione è nata nel dicembre scorso, quando nell’Aula del Pirellone 100 giovani ragazzi, guidati dal Presidente Claudio Corbino, hanno seguito una lezione sul tema dell’Expo e della lotta alla corruzione.

La missione ha anche lo scopo di rafforzare la collaborazione tra i parlamenti regionali europei e la NCSL (Conferenza dei parlamenti USA) in vista del Forum Mondiale delle Assemblee Legislative che si svolgerà a Milano in occasione di Expo 2015, il prossimo 23 e 24 ottobre.

La giornata è iniziata con l’incontro ad Albany, dove ha sede il Parlamento dello Stato di New York, con il Vice Presidente Feliz Ortiz, membro del comitato esecutivo NCSL e Presidente della Task Force sulle relazioni internazionali. Ortiz ha illustrato il funzionamento del Parlamento dello Stato di New York mentre il Presidente Cattaneo ha consegnato la bozza di protocollo d’intesa tra Calre e NCSL e si è soffermato sui contenuti e gli obiettivi del Forum.

«L’incontro -ha detto Cattaneo- è stata un’occasione preziosa per condividere l’esperienza tra due realtà differenti come quella dello Stato di New York e la Lombardia e per rafforzare la collaborazione tra la NCSL e la Calre in vista del Forum. Il protocollo di intesa ha lo scopo di rendere sempre più sistematico le relazioni tra queste due realtà attraverso la condivisione di best practise e di esperienze legislative a diversi livelli».

La giornata proseguirà con l’intervento presso la sede delle Nazioni Unite. A seguire il Presidente Cattaneo incontrerà Melissa Mark Viverito, Presidente del Consiglio comunale della città di New York, l’ambasciatore permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite Sebastiano Cardi e Amir Dossal, direttore esecutivo dell’ufficio per i partenariati delle Nazioni Unite.

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Scognamiglio incontra gli eurodeputati catanesi e i ragazzi dell’associazione ‘Diplomatici’

Catania oggi.com

scognamiglioBruxelles-Catania. Si inquadra su questa rotta il forum organizzato da Diplomatici, l’associazione specializzata in formazione internazionale che, prima nella città sede dell’Ue e poi nel capoluogo etneo, ha promosso e ha preso parte, a una serie di incontri per discutere dei temi geo-economici legati all’Europa.

Ieri alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania, il vice presidente di UniCredit ed editore della rivista Global Geopolitics, Giuseppe Scognamiglio è stato fra gli ospiti della tavola rotonda rivolta soprattutto agli studenti dal tema “Un’Europa protagonista: alla ricerca del tempo perduto” alla quale hanno partecipato anche l’ex direttore del Sole 24ore Salvatore Carrubba ed il prof. Rosario Sapienza.

Prima dell’incontro con i ragazzi, Scognamiglio, accompagnato dal presidente di Diplomatici, Claudio Corbino, si è intrattenuto con i tre eurodeputati catanesi: Michela Giuffrida, Giovanni La Via e Salvo Pogliese per condividere la necessità di un percorso comune sullo sviluppo di politiche economiche rivolte alla città e più diffusamente alla Sicilia.

Gli europarlamentari hanno sottolineato come a causa del prolungarsi della crisi sia necessario, rispetto al sistema bancario, trovare dei meccanismi di triangolazione anche con la Bce che possano portare ad un migliore utilizzo del quadro delle nuove risorse istituzionali.

In particolare gli europarlamentari, ribadendo la compattezza della delegazione italiana a prescindere dalle posizioni politiche, hanno specificato come le prossime erogazioni della Bce non potranno prescindere dall’impegno del sistema bancario in favore di impresa e famiglia.

Scognamiglio ha condiviso le istanze ed ha immaginato un incontro a Bruxelles con i deputati proprio per studiare assieme una strada maestra rimarcando che “il modello di business bancario va concordato con chi fa le leggi”.

“Volendo – ha poi analizzato il vicepresidente di Unicredit – potremmo ritrasformarci in nazionale, anche se la riteniamo un’occasione persa, altrimenti cerchiamo di far funzionare un modello internazionale che ha tanti vantaggi. Mettiamoci attorno ad un tavolo e soprattutto decidiamo assieme che modello di società vogliamo perché di questo si tratta e non solo di business…”

Scognamiglio, e gli stessi parlamentari, commentando poi lo stress test dei giorni scorsi a cui sono stati sottoposti alcuni istituti ha ammesso che il sistema bancario italiano è solido: “E’ un sistema – ha spiegato – nel quale il contribuente italiano ha messo 10 miliardi sul piatto per salvare banche greche e spagnole ed ha dovuto fare molto meno, solo 1 miliardo, per quelle italiane. Quindi ha mostrato solidità da apprezzare”.

Rimane cruciale, soprattutto per l’Italia, la questione dell’accesso al credito. “E’ un discorso complicato – aggiunge Scognamiglio – ma noi stiamo facendo ogni sforzo possibile affinché sia più facile per tutti: imprese, famiglie, persone. Tuttavia ci dobbiamo anche interrogare su un futuro in cui i fondi propri siano una percentuale maggiore di quelli che oggi gli imprenditori mettono nelle loro imprese. Questo è il vero piano strategico per resistere alla prossima crisi e per competere nei mercati internazionali”.

Il vicepresidente di Unicredit riconosce che “in Italia l’esposizione al debito bancario è eccessiva, in media al 70 per cento, mentre in America è l’esatto contrario, quindi serve correggere qualcosa di strutturale”.
Sia ai ragazzi che agli esponenti politici Scognamiglio ha citato l’esempio della risoluzione della crisi in Ucraina in cui ‘la compattezza’ dell’Europa è stata determinante, per il manager – che vanta anche una carriera diplomatica – è la testimonianza più evidente di come i problemi, e quindi la crisi, possano essere superati se esiste una linea comune.

A Corbino è stato riconosciuto il ruolo di facilitatore dell’incontro ed il presidente di Diplomatici ha ringraziato sia Scognamiglio che gli europarlamentari per avere accolto il suo invito. “Sono particolarmente felice perché tutto ciò è accaduto nella mia città, a Catania, dove la nostra associazione ha mosso i primi passi. E’ indubbio che senza un rilancio del ruolo italiano in Europa, e senza una nuova vision della presenza italiana nell’UE, a tutti i livelli istituzionali, non c’è futuro per il Paese”.

Catania invasa dai futuri diplomatici

Corriere del Mezzogiorno

Catania invasa da futuri diplomatici. Infatti, sono sbarcati in città e ci resteranno fino a sabato 2 agosto, un centinaio di studenti provenienti da tutto il mondo per partecipare alla tappa etnea di “Change the World”, il programma di scuole e Università, attraverso il quale giovani di tutto il mondo programmano veri e propri interventi diplomatici.

Attraverso specifici workshop i ragazzi hanno iniziato a programmare l’organizzazione del laboratorio formativo “Change the World Model Un” che si terrà dal 19 al 25 marzo 2015, al Palazzo di vetro dell’ Onu a New York.

Il workshop, a novembre, prevede poi una nuova edizione anche a Dubai. Sono arrivati alle falde dell’Etna dal Pakistan, dall’India, dalla Spagna, dall’Est Europa, dagli Usa, dal Regno Unito e da tutte le regioni d’Italia, gli oltre cento ragazzi che fino al prossimo al 2 agosto, faranno di Catania la capitale della diplomazia del futuro. Idee, innovazioni, spunti interessanti che ciascuno di loro fornirà per dare un contributo alla diplomazia internazionale. “Guardiamo alle nuove capitali del mondo partendo proprio dalla città, che più di tutte rappresenta l’anello di congiunzione fra occidente e oriente e ne parliamo nel luogo doce è cominciato tutto, Catania”, spiega Claudio Corbino, presidente di Diplomatici.

I model ‘Change the world’ sono delle simulazioni di processi diplomatici che consentono ai ragazzi di imparare interpretando le esigenze e proponendo le istanze di tutti i paesi del mondo. Un appassionante gioco virtuale dove vige una sola regola, seguire le vere leggi delle Nazioni Unite cercando di centrare l’obiettivo di un preciso topic scelto dal Comitato scientifico di Diplomatici. Dopo New York e Roma quest’anno sarà la volta di Dubai, mentre sono in programma iniziative analoghe anche a Rio de Janeiro e Mosca. Tutto però parte e torna a Catania, la città da dove è iniziata per la prima volta in Italia l’avventura dei Diplomatici, grazie alla vincente intuizione di Claudio Corbino. E da Catania partono anche le nuove offerte formative e le nuove iniziative dell’associazione Diplomatici e in particolare è stato annunciata la nascita del comitato “Must : il futuro è un dovere” – Center for young occupability e international career”. Must, presieduto da Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano e composto da Salvatore Carrubba, già direttore del Sole24ore, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, Giuseppe Scognamiglio, vice presidente Unicredit ed editore della rivista East, nasce dalla volontà di affermare la centralità della formazione internazionale quale strumento irrinunciabile per la creazione di una nuova classe dirigente perfettamente adeguata a un ingresso produttivo nel mercato del lavoro globale.

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Da Gallarate a New York: una settimana da ambasciatori

Varese News

Luca ha ancora l’aria entusiasta di chi ha vissuto un’esperienza unica. In effetti, partire per New York per simulare l’attività delle Nazioni Unite non capita tutti i giorni. Invece, Luca Colombo, assieme a Laura Ballabio, studenti della IV liceo linguistico Gadda Rosselli di Gallarate, è volato nella Grande Mela per discutere, confrontarsi, capire e giudicare insieme a ragazzi di altre parti del mondo per il “Change the World Model United Nations”. «Ho capito che cosa voglio fare nella vita – afferma Luca – il diplomatico o il giornalista. Incontrare, parlare, ascoltare, mediare, cercare soluzioni sono ambiti che mi appassionano. Inoltre, vivrò in Argentina. Senza alcun dubbio!».
Abituato a viaggiare con la famiglia, Luca si vede con la valigia in mano: « Sin da piccolo bofonchiavo parole simil inglese per darmi un’area internazionale. Lo sento: quella è la mia via…».
Tanto è stato l’impegno, che lo studente di Gallarate si è meritato una delle cinque menzioni come miglior delegato: « È accaduto a Roma, nella fase preparatoria che abbiamo vissuto alla FAO. Io rappresentavo la Sierra Leone in un tavolo dove si discuteva di “micro finanze in rapporto all’agricoltura”. Ognuno di noi era preparato sull’economia del paese che rappresentava. Dovevamo simulare una vera trattativa cercando di mediare ma tenendo fede alla linea politica dello stato rappresentato. Essere in queste grandi organizzazioni ti permette di conoscere e valutare ogni aspetto ma, al momento della decisione, uno non può scostarsi dal sentire del paese che rappresenta».
In sette giorni a New York, Luca e Laura hanno conosciuto molti ragazzi dei 1200 presenti: « I coetanei del centro e sud America sono, più o meno, come noi. Completamente diversi, senza formalismi, sono invece i ragazzi americani. Quelli asiatici, che pur non ho conosciuto bene, mi sono sembrati molto precisi e attenti. Abbiamo lavorato su un tema difficile ma molto attuale: “donne e sviluppo in relazione alle nuove tecnologie” dove io e Laura rappresentavamo Santa Lucia».
Oltre alle discussioni e alle trattative, i ragazzi hanno anche visitato i luoghi dove si discutono le strategie mondiali: « Siamo stati al Palazzo di vetro e abbiamo ascoltato l’intervento in Assemblea generale di Moratti che rappresentava la comunità di San Patrignano e si è soffermata sui rischi della social generation sempre connessa ma poco capace di relazionarsi».
Quindi Luca è già con la valigia pronta: « L’Italia mi piace, ci vivo bene. Ma l’Argentina è il mio sogno».
E Laura? Laura è già ripartita, destinazione Germania per una settimana di scambio. Al linguistico gallaratese

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Aspiranti diplomatici Onu in missione a New York

Il Centro

AVEZZANO. Sono rientrati i 26 studenti marsicani che hanno preso parte agli stage delle Nazioni Unite (Model united nations) a New York. I Mun sono meeting internazionali, di studenti provenienti da ogni parte del mondo, che hanno a oggetto la simulazione del meccanismo di funzionamento degli organi delle Nazioni Unite. Alla rete internazionale dei Mun sono collegate scuole e università rappresentative di tutti i paesi del mondo.
Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon (impossibilitato a partecipare per via della crisi Ucraina) ha voluto salutare l’iniziativa con un video mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini ha incoraggiato gli studenti a una partecipazione attiva già nella simulazione in Fao.
L’attività si è sviluppata attraverso un gioco di simulazione ovvero nel rappresentare (durante una sessione di lavori dell’Assemblea generale, del Consiglio di sicurezza e dell’Ecosoc) i Paesi membri assegnati a ciascuna scuola o università dallo staff board dell’ente organizzatore.
I “diplomatici in erba” hanno lavorato nelle singole commissioni fino alla votazione delle risoluzioni, avvenuta in Assemblea generale. L’obbligo di interloquire in lingua inglese ha accresciuto la complessità delle dinamiche e dei lavori.La fase preparatoria è iniziata a gennaio quando i ragazzi hanno preso parte a specifiche sessioni formative. Un significativo riconoscimento è stato attribuito al lavoro degli studenti Guido Caricola, Andrea Gentile, Ilaria Caroli e Vincenzo Galantini.
Il confronto tra realtà tanto diverse tra loro è stato il momento più significativo dell’esperienza. Il progetto è stato promosso sul territorio dall’associazione Diplomatici attraverso la professoressa Armida Crocenzi che ne è la referente per l’Abruzzo. Il Liceo Scientifico “Pollione” di Avezzano ha aderito e sostenuto l’iniziativa grazie al contributo della preside Marina Novelli e della professsoressa Emi Di Stefano.
Gli studenti partecipanti hanno ottenuto una borsa di studio per la partecipazione a “Democracy – Simulazione del Parlamento italiano”, che si terrà a Roma a maggio.

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All’Onu oltre 1500 studenti provano a cambiare il mondo #2

corriere del sud

E’ il tema del sogno a galvanizzare gli oltre 1500 ragazzi delle scuole e delle università di 88 Paesi del mondo che ieri, alle Nazioni Unite di New York, hanno aperto i lavori della simulazione di processi diplomatici “Change the World Model Un”.
“L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare, magari accendendo la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”, ha detto l’ambasciatore Italiano al Palazzo di vetro, Sebastiano Cardi, aprendo nella sala generale della sede di New York l’evento promosso dall’associazione italiana “Diplomatici”.
Tra i relatori anche la cofondatrice di San Patrignano, Letizia Moratti che dal podio delle Nazioni Unite ha parlato del tema sul quale si confronteranno gli studenti nel loro gioco formativo (ricostruendo proprio le commissioni Onu): innovazione tecnologica e diritti umani.
Poi salutando i ragazzi della delegazione di San Patrignano, accompagnati dall’ambasciatore della Repubblica di San Marino, Daniele Bodini, e mostrando un video della comunità l’ex ministro ha detto: “La solidarietà ci rende tutti uguali senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Il diritto alla libertà è fondamentale. Ma la penetrazione della tecnologia nella nostra vita è cambiata – ha sottolineato Letizia Moratti – e voi giovani non dovete fare dominare dall’informazione in rete”.
L’ex sindaco di Milano, parlando del tema centrale della simulazione Cwmun dice: “Siate critici cercate la controprova, lavorate per formarvi la vostra opinione. Non abbiate timore, andate avanti nella vostra personale ricerca per essere unici,ma non isolati. Diamo il nostro personale contributo per fare un mondo migliore.”
Secondo Letizia Moratti “le tecnologie sono importanti, ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali: in rete sono più facili, ma non sono i soli. Coltivate i rapporti interpersonali la rete vi arrichisce ma non vi domini”.
Ieri, al termine della relazione Moratti ha ricevuto dal presidente de i Diplomatici, Claudio Corbino, la prima edizione del premio ‘Future leader program’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca.
All’iniziativa, che è iniziata martedì scorso alla Fao di Roma e prosegue fino a domani a New York, partecipano oltre 1.500 giovani provenienti da 88 Nazioni, 776 dei quali italiani.
Organizzata dall’associazione Diplomatici, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare questo tipo di eventi, Cwmun è giunta alla terza edizione
“Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente dell’associazione, Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.
Alla cerimonia di apertura, trasmessa in diretta da Un Tv, la televisione tematica delle Nazioni Unite, hanno partecipato anche il politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’international board di Diplomatici, Salvatore Carrubba e tra guest anche l’ambasciatore dello Sri Lanka all’Onu, Palithika Kohona.
L’anno prossimo, è stato annunciato, Cwmun si legherà all’Expò 2015 e il main topic sarà pensato sui temi dell’esposizione milanese.

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All’Onu oltre 1500 studenti provano a cambiare il mondo

catania oggi

E’ il tema del sogno a galvanizzare gli oltre 1500 ragazzi delle scuole e delle università di 88 Paesi del mondo che ieri, alle Nazioni Unite di New York, hanno aperto i lavori della simulazione di processi diplomatici “Change the World Model Un”.
“L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare, magari accendendo la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”, ha detto l’ambasciatore Italiano al Palazzo di vetro, Sebastiano Cardi, aprendo nella sala generale della sede di New York l’evento promosso dall’associazione italiana “Diplomatici”.
Tra i relatori anche la cofondatrice di San Patrignano, Letizia Moratti che dal podio delle Nazioni Unite ha parlato del tema sul quale si confronteranno gli studenti nel loro gioco formativo (ricostruendo proprio le commissioni Onu): innovazione tecnologica e diritti umani.
Poi salutando i ragazzi della delegazione di San Patrignano, accompagnati dall’ambasciatore della Repubblica di San Marino, Daniele Bodini, e mostrando un video della comunità l’ex ministro ha detto: “La solidarietà ci rende tutti uguali senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Il diritto alla libertà è fondamentale. Ma la penetrazione della tecnologia nella nostra vita è cambiata – ha sottolineato Letizia Moratti – e voi giovani non dovete fare dominare dall’informazione in rete”.
L’ex sindaco di Milano, parlando del tema centrale della simulazione Cwmun dice: “Siate critici cercate la controprova, lavorate per formarvi la vostra opinione. Non abbiate timore, andate avanti nella vostra personale ricerca per essere unici,ma non isolati. Diamo il nostro personale contributo per fare un mondo migliore.”
Secondo Letizia Moratti “le tecnologie sono importanti, ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali: in rete sono più facili, ma non sono i soli. Coltivate i rapporti interpersonali la rete vi arrichisce ma non vi domini”.
Ieri, al termine della relazione Moratti ha ricevuto dal presidente de i Diplomatici, Claudio Corbino, la prima edizione del premio ‘Future leader program’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca.
All’iniziativa, che è iniziata martedì scorso alla Fao di Roma e prosegue fino a domani a New York, partecipano oltre 1.500 giovani provenienti da 88 Nazioni, 776 dei quali italiani.
Organizzata dall’associazione Diplomatici, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare questo tipo di eventi, Cwmun è giunta alla terza edizione
“Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente dell’associazione, Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.
Alla cerimonia di apertura, trasmessa in diretta da Un Tv, la televisione tematica delle Nazioni Unite, hanno partecipato anche il politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’international board di Diplomatici, Salvatore Carrubba e tra guest anche l’ambasciatore dello Sri Lanka all’Onu, Palithika Kohona.
L’anno prossimo, è stato annunciato, Cwmun si legherà all’Expò 2015 e il main topic sarà pensato sui temi dell’esposizione milanese.

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Giovani catanesi ambasciatori all’Onu. In arrivo 1500 ragazzi da tutto il mondo

corriere del mezzogiorno

CATANIA – «L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare». Lo ha detto l’ambasciatore Italiano al Palazzo di vetro, Sebastiano Cardi, aprendo nella sala generale della sede di New York la conferenza di «Change te world» promossa dall’ associazione «I Diplomatici». All’iniziativa partecipano oltre 1.500 giovani provenienti da 88 nazioni, 776 dei quali italiani. «Spero che a qualcuno di voi – ha auspicato l’ambasciatore Cardi – possa accendersi la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove». Al Palazzo di Vetro di New York si tiene una simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università, organizzata dall’associazione Diplomatici, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare un modello per la diplomazia del futuro. Vi partecipano anche Letizia Moratti e Lucio Caracciolo, direttore di Limes. «Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente dell’associazione, Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo».

LA MORATTI – Letizia Moratti ha ricevuto dal presidente di «Diplomatici» Claudio Corbino, la prima edizione del premio «Future leader programme», che è stato assegnato anche al prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca. «Non fatevi dominare dall’ informazione in rete. Siate critici». È l’invito rivolto da Letizia Moratti agli oltre 1.500 giovani che partecipano all’assemblea generale dell’Onu. Ai lavori partecipa anche una delegazione della comunità di San Patrignano, «La solidarietà – ha aggiunto – ci rende tutti uguali. Senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Il diritto alla libertà è fondamentale, ma la penetrazione della tecnologia nella nostra vita l’ha cambiata – ha sottolineato Moratti – e voi giovani non dovete farvi dominare dall’ informazione in rete». «Siate critici – è stato il suo auspicio – cercate la controprova, lavorate per formarvi la vostra opinione. Non abbiate timore: andate avanti nella vostra personale ricerca per essere unici, ma non isolati: diamo il nostro personale contributo per fare un mondo migliore». Un rischio reale quello dell’isolamento secondo Letizia Moratti: «Le tecnologie sono importanti – ha osservato – ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali: in rete sono più facili, ma non sono i soli. Coltivate i rapporti interpersonali – ha chiosato Letizia Moratti – la rete vi arricchisca ma non vi domini».

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