Paola Senesi ed i suoi 15 studenti del Giulio Cesare al CWMUN Emirates

Intervista a Paola Senesi, Dirigente Scolastico dal 1991 ed attualmente Preside del prestigioso Liceo Classico Statale Giulio Cesare di Roma.

“Notte prima degli esami” e “Compagno di scuola” sono due celebri canzoni del grande Antonello Venditti dedicate alla sua scuola, il Liceo Classico Giulio Cesare, è fiera di lavorare in un istituto così importante?

Moltissimo, il mio liceo è il più grande d’Italia: ha il maggior numero di sezioni dedicate ai circa 1040 alunni del liceo classico.

A proposito di cantautori, lei quest’anno ha partecipato alla V edizione del CWMUN EMIRATES che si è conclusa con un bellissimo concerto di Francesco De Gregori.

È stato davvero toccante, ho potuto rivedere il cantautore sotto un’altra luce. Riascoltare di nuovo dal vivo tutte quelle canzoni che hanno accompagnato un pezzo di storia personale di ognuno di noi, non ha prezzo. È stato un concerto bellissimo, c’è stata molta intimità nel canto di De Gregori, ci siamo emozionati tutti.

È stata la sua prima esperienza in viaggio con Diplomatici?

Si è stata la mia prima volta con Diplomatici e ne sono rimasta davvero colpita. Il progetto è molto interessante e l’organizzazione del viaggio è stata curata nei minimi dettagli.

Come mai ha deciso di partecipare?

Con il mio liceo siamo una vera new entry, negli Emirati è stata la prima volta che abbiamo realizzato un’attività con Diplomatici. Abbiamo battezzato questa collaborazione proprio con il CWMUN Emirates, come sarei potuta mancare?

Il Campus della New York City di Abu Dhabi ha accolto oltre 500 studenti provenienti da tutto il mondo per simulare le principali commissioni delle Nazioni Unite, solo a sentirlo dire non sembra vero, lei cosa ne pensa?

La formazione che se ne ricava va al di là dell’aspetto meramente didattico che già ha la sua rilevanza poiché si ragiona su importanti temi di attualità, senza tralasciare che la simulazione viene svolta tutta in lingua inglese. Il grande valore che questo progetto ha è quello di abituarli a confrontarsi con gli altri e sviluppare quelle competenze anche di relazione che sono fondamentali per una partecipazione da cittadino consapevole e responsabile a quelli che sono i contesti di vita, qualunque essi siano.

Cosa ha notato durante le giornate di simulazione? Cosa l’ha colpita?

Ho seguito la simulazione e ascoltato i pareri dei miei ragazzi, si sono molto impegnati e questo vuol dire che il percorso che hanno fatto ha saputo coinvolgerli.

I suoi studenti sono stati bravi?

Sono riusciti a stare nel ruolo e non è così scontato. Facevano parte del Consiglio di Sicurezza, e come delegates hanno anche vinto un premio, sono molto fiera di loro.

Feedback un volta tornati in Italia?

Gli studenti erano entusiasti di questa iniziativa anche perché alcuni di loro sono interessati a professioni per le quali sono richieste competenze che si tenta di sviluppare con percorsi come questo progetto di Diplomatici.

“Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” è stato il main topic della simulazione, sono temi che normalmente gli studenti affrontano anche in aula?

Si, o meglio, noi come liceo abbiamo messo in campo una progettualità già a partire dallo scorso anno che tiene conto degli obiettivi di Agenda 2030 sull’ecosostenibilità quindi temi come il clima, l’impatto che questo ha sul turismo e simili, sono argomenti che vengono già trattati anche nell’attività ordinaria.

Da Dirigente Scolastico che idea si è fatta sul progetto di Diplomatici e perché pensa che sia importante?

Il progetto mi sembra senz’altro valido, un ottimo modo per conoscere altre realtà e soprattutto sapercisi concentrare. Dell’Associazione mi ha colpita non solo il loro evidente impegno ma soprattutto loro motivazione a portare avanti iniziative di questo genere, il loro modo di agire che va oltre l’aspetto meramente organizzativo e didattico.


Cerimonia di chiusura dei lavori del CWMUN Emirates

Paola Senesi durante la premiazione di alcuni suoi studenti


 

L’esperienza a New York della Professoressa Maria Michela Papapietro del Liceo Classico Duni-Levi di Matera

La Professoressa Maria Michela Papapitetro, insegnante di inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Duni – Carlo Levi di Matera, racconta il suo percorso professionale e la sua entusiasmante voglia di migliorare l’esperienza scolastica, che è palestra di scambio e di crescita.

Da quanti anni lavora e cosa insegna?
Sono in servizio da quasi 40 anni e insegno inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Dumi – Carlo Levi nella bellissima città di Matera.

A distanza di 40 anni è felice di aver intrapreso un lavoro così legato ai giovani?
Il lavoro dell’insegnante non è sempre semplice ma non cambierei il mio mestiere con niente al mondo. Lavorare con i giovani è stimolante, io ad esempio devo tenermi sempre al passo con i tempi ed aggiornarmi per garantire ai miei studenti la migliore istruzione possibile.

La sua materia è l’inglese, crede che i progetti di Associazione Diplomatici siano un modo per avvicinare lo studente allo studio?

Moltissimo, ci sono molte realtà dove l’aspetto internazionale è assente ed i progetti di Diplomatici aiutano a “sprovincializzare” i nostri ragazzi. Hanno l’opportunità di incontrarsi con studenti provenienti da tutto il mondo e fanno un’esperienza unica nel loro genere.

Lei ha mai partecipato ad un progetto di Diplomatici accompagnando i ragazzi?

Si, sono stata al CWMUN New York nel marzo scorso. Ho accompagnato 19 studenti nella Grande Mela ed ho sperimentato in prima persona la validità del progetto. I ragazzi erano molto coinvolti e per loro è stata una grande fonte di riflessione. L’ho trovata un’esperienza molto formativa per gli studenti ma anche un’occasione per potenziare il lavoro didattico.

Si tratta quindi di ragazzi molto giovani. Lei che li ha accompagnati pensa che sia stato faticoso occuparsi di temi così complessi in una lingua che non è la loro?

In realtà no, ho trovato il progetto solo stimolante perché i ragazzi a quell’età sono molto maturi, in più sono tematiche che si dibattono anche a scuola. C’è questo discorso di apertura alle tematiche sociali globali che ormai è comune nelle scuole, per fortuna abbiamo un’ottica internazionale.

E lei Maria Michela, da docente cosa pensa del Change The World?

È un’occasione anche per confrontarci tra docenti, ci sono stati dei momenti in cui ci siamo trovati a dibattere sulle tematiche oggetto della simulazione. Questo contatto con altri docenti che provengono da tanti Paesi è stato un modo per andare oltre all’incontro virtuale. È uno stimolo che poi portiamo nelle nostre classi e nelle scuole e che noi professori potremmo condividere con dei lavori di didattica. Sarebbe bello se anche noi prof. potessimo arrivare a creare un lavoro di gruppo e di scambio di proposte anche tra docenti.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Il nostro Istituto partecipa ai progetti di Diplomatici da tre anni ormai e non ho mai visto tornare da un viaggio uno studente scontento o deluso. Della mia esperienza in America, che porterò sempre nel cuore, ricordo la felicità dei ragazzi, la loro serenità ed il loro entusiasmo, abbiamo avuto tutto il tempo di visitare la città e le sue bellezze, e poi diciamolo New York è una favola.
È stato un bel momento che rimarrà nella vita dei ragazzi, quando vivono queste forti esperienze possiamo star sicuri di esser riusciti nell’importante compito di averli formati come cittadini del mondo.

Il grande successo della V edizione del CWMUN EMIRATES

Ragazzi, cosa significa realmente essere liberi?”. La platea fatta di cinquecento studenti, per una metà italiani, per l’altra metà provenienti da Russia, Australia, Egitto, Emirati Arabi, Canada, India, Cina, Regno Unito, Olanda, Marocco, Germania, Lussemburgo, Algeria, Colombia ed Ecuador, ascolta con attenzione la domanda di Claudio Corbino. Il presidente dell’Associazione Diplomatici ha portato per il quinto anno consecutivo, nel bellissimo campus della New York University, il suo progetto di punta, il CWMUN (Change the World Model UN). Per tre giorni i 500 ragazzi, divisi in apposite commissioni, hanno discusso simulando il lavoro dei delegati delle Nazioni Unite, di cyber bullismo, dei cambiamenti climatici, di turismo o di crescita economica sostenibile. Tutto sotto il tema principale del dibattito che è: “Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” in sintonia con quelle che saranno le linee di indirizzo della prossima Expo universale prevista qui vicino, a Dubai, nel 2020.

Un nuovo grande successo per Corbino e per Diplomatici: il numero dei ragazzi italiani presenti qui ad Abu Dhabi è raddoppiato rispetto all’anno scorso dopo il grande exploit dell’edizione di New York del marzo scorso che ha registrato oltre tremila iscritti per la sessione all’interno del Palazzo di Vetro di New York. Segno evidente della qualità per la formazione offerta ai ragazzi che vogliono intraprendere le carriere dell’associazionismo internazionale, vuoi impegnati nella diplomazia, vuoi nella gestione delle crisi umanitarie, vuoi nel lavoro duro delle ong e della cooperazione internazionale.

L’Associazione Diplomatici, nata a Catania, nel 2000 si è ormai affermata a livello mondiale come la più prestigiosa scuola di formazione per i ragazzi universitari o liceali che hanno voglia di confrontarsi con la salute del mondo e con le possibilità di renderlo migliore. Non a caso il CWMUN di New York, che si svolge ogni anno alla fine di marzo e che la scorsa edizione ha visto la relazione introduttiva affidata all’ex Presidente americano Bill Clinton, è considerato nel mondo il più importante forum studentesco dedicato ai temi della geopolitica e delle relazioni internazionali.

Dunque: cosa significa realmente essere liberi? In un discorso introduttivo che ha spaziato da Federico Fellini a Luigi Einaudi, da Papa Francesco al fondatore degli Emirati Arabi Zayed bin Sultan a John Kennedy, Corbino ha ricordato l’importanza fondamentale della conoscenza come chiave decisiva per affrontare il presente, disegnare il futuro, provare a cambiare il mondo e soprattutto lasciare alle generazioni future: “Il desiderio e l’umile suggerimento che io posso mandarvi è di provare a camminare sul filo dei vostri e dei nostri sogni ed imparare a stare in equilibrio tra il desiderio di cambiare il mondo e trasferirlo ai vostri figli, così come i nostri padri hanno fatto con noi. Fino a quando scoprirete che la trasformazione e il cambiamento sono basati sulla conoscenza e la capacità di imparare ad interpretare il futuro attraverso la Storia. Fino a quando scoprirete che il delicato filo che pensavate vi sorreggesse lungo il bellissimo viaggio della vita, in realtà non c’è più. E scoprirete che potrete rimanere ugualmente in equilibrio”. E chiudendo il discorso non poteva mancare una citazione per Francesco De Gregori, l’ospite speciale di questa edizione di CWMUN Emirates, accolto da un grandissimo applauso di tutta la platea di studenti e insegnanti che ha concluso l’evento con un concerto straordinario i cui biglietti sono stati prenotati on line e andati esauriti in due ore. Citando “Arlecchino”, una vecchia canzone del 1974 che diceva “…Arlecchino è lì sospeso, ma il filo sotto i piedi non ce l’ha. Ed anche questo in fondo è libertà…” Corbino si è soffermato proprio sull’ultima frase: “Anche questo,in fondo, è libertà” cercando di offrire una risposta aperta alla sua domanda iniziale.

Durante le giornate di simulazione sono intervenuti l’ambasciatore italiano Liborio Stellino, amico del CWMUN dalla nascita che ha esortato i ragazzi: “Fate la vostra scelta, non ascoltate per forza i nostri consigli ma non fate gli errori delle generazioni precedenti”. Oppure l’appassionato intervento di Giuseppe Ayala, ex magistrato del pool antimafia e grande narratore che ha citato Antonio Gramsci: “Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza, studiate perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. E ancora, la campionessa mondiale e straordinaria atleta Tania Cagnotto, intervistata da Corbino, che ha ricordato a tutti come: “Passione e amore sono alla base del successo. Il talento ci vuole ma non basta. Anche io ho avuto momenti nerissimi, ero precipitata giù. Ho preso tempo, mi sono calmata e poi ho sentito la voglia e il bisogno di riprovarci, di farmi guidare dalla passione. E ce l’ho fatta”.

I ragazzi sono stati divisi in tante commissioni e hanno cominciato a trattare, illustrare, mediare, promettere, convincere, mettere ai voti le proprie mozioni. Come fanno “i grandi” nelle sedi deputate a trattare i temi mondiali. Come faranno tra pochissimo proprio loro, il nostro futuro possibile.

CWMUN Emirates: raddoppiano le iscrizioni e De Gregori chiuderà i lavori con un grande concerto

Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” è il main topic della V edizione del CWMUN Emirates (Change the World Model United Nations) organizzata da Associazione Diplomatici.

Sono oltre cinquecento gli studenti liceali e universitari provenienti da tutto il mondo che parteciperanno alla simulazione di Abu Dhabi, nel bellissimo campus della New York University della capitale emiratina, che prenderà il via l’8 novembre.

La manifestazione, rapidamente divenuta punto di riferimento per numerosissimi studenti che vogliono intraprendere le carriere legate all’associazionismo internazionale e che ha visto raddoppiare la presenza degli studenti italiani del 50% rispetto al 2017, rappresenta un clamoroso successo dell’Associazione fondata e presieduta da Claudio Corbino.

I partecipanti saranno divisi in singole commissioni e si confronteranno su alcuni temi come il Cyber bullismo, i cambiamenti climatici, il turismo o la crescita economica, pronti a discutere, presentare mozioni e creare alleanze come in un vero organismo delle Nazioni Unite.

All’edizione prenderanno parte anche numerosi ospiti fra cui l’ambasciatore italiano negli Emirati, Liborio Stellino, il presidente dell’International Board di Diplomatici, Salvatore Carrubba, l’ex magistrato e parlamentare Giuseppe Ayala, l’ex campionessa mondiale di tuffi, Tania Cagnotto ed il campione del mondo 1982 nonché Goodwill Ambassador di Associazione Diplomatici, Marco Tardelli.

Il grande cantautore italiano Francesco De Gregori chiuderà i lavori di simulazione il 10 novembre con uno straordinario concerto dedicato agli studenti italiani del CWMUN e alla comunità italiana negli Emirati e che ha registrato il tutto esaurito in pochissime ore.

L’evento sarà, inoltre, anche un’occasione per introdurre il tema dell’Expo 2020 di Dubai “Connecting Minds, Creating the Future”.

La Prof. Annalisa Onorato ci racconta la sua esperienza con Diplomatici

I progetti dell’Associazione Diplomatici hanno grande riflesso sul lavoro scolastico e per noi professoresse è una vera soddisfazione”, le parole della Prof. Annalisa Onorato insegnante storia e filosofia nel liceo Mamiani a Pesaro.

Conosce i progetti di Associazione Diplomatici?

Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di accompagnare i ragazzi durante i viaggi ma conosco tutti i progetti di Diplomatici, in particolare l’anno scorso ho seguito le lezioni per la preparazione al CWMUN di New York e soprattutto ho avuto i feedback degli studenti al ritorno dal viaggio.

Quanti studenti hanno partecipato al Change the World Model UN di New York City lo scorso anno?

Hanno preso parte al progetto otto ragazzi provenienti da 3 diversi indirizzi: linguistico, classico e scienze umane.

Dalle testimonianze riportate dai suoi giovani studenti, che idea si è fatta dei progetti?

Assolutamente positiva, i ragazzi erano entusiasti della simulazione svoltasi nelle aule dell’ONU. Si tratta di un’esperienza che offre la possibilità di confrontarsi con la politica internazionale ed ampia molto i loro orizzonti, sia culturali che relazionali.

A livello didattico, trova dei miglioramenti negli studenti che partecipano alle simulazioni?

I ragazzi maturano, acquisiscono maggiore sicurezza in se stessi, diventano più autonomi e capaci di organizzare meglio il lavoro. Oltretutto ho notato dei grandi benefici non solo nelle esperienze dei singoli studenti partecipanti ma anche nell’intera classe.

In che senso?

Ho notato una maggiore attenzione nei confronti della storia, una maggiore curiosità, i ragazzi si appassionano a ciò che studiano. Per me che sono un’insegnante di storia è stata una ricchezza per la classe.

Lei non ha mai partecipato ad un progetto ma personalmente che ruolo ha nello svolgimento dell’attività?

Indipendentemente dalla partecipazione dei ragazzi ai progetti di Diplomatici, i nostri ragazzi a scuola trattano molti dei temi che sono oggetto delle simulazioni. Inoltre, i progetti di Diplomatici offrono l’opportunità di approfondire maggiormente queste tematiche che poi vengono nuovamente affrontate con tutta la classe poiché attinenti con il nostro percorso di studi.

Cw for Democracy: si è conclusa alla grande l’ottava edizione

Grazie a tutta l’associazione di Democracy per averci offerto la possibilità di prendere parte a questa coinvolgente simulazione e grazie a tutti voi ragazzi per avere realizzato questo piccolo percorso con tanta energia, passione, dedizione e impegno”, le parole di una giovane partecipante alla simulazione.

È da poco terminata l’ottava edizione del progetto CW for Democracy.  Sono stati circa 300 gli studenti provenienti da tutta Italia, universitari e liceali, che dal 23 al 26 ottobre si sono ritrovati a Roma per rivestire l’importante ruolo di parlamentari.

Riforma del Trattato sul libero scambio” e “Il diritto di asilo”, questi i due topic assegnati, rispettivamente agli universitari il primo ed hai ragazzi del liceo il secondo.

I giovani deputati sono stati accolti presso l’Hotel Rome Pisana da Alessandro Pisanu, coordinatore operativo della sede di Roma e dai Presidenti delle due Camere per questa edizione del CW for Democracy, l’avvocato Marco Stasi, coordinatore della sede Puglia e Presidente della commissione università e Valeria Corbino, Coordinatrice della sede di Associazione Diplomatici a Palermo e Presidente della sessione scuole.

Durante le tre giornate di simulazione del Parlamento italiano i ragazzi si sono concentrati al massimo a negoziare, dibattere e fare nuove proposte legislative sui temi loro proposti. Nella commissione universitaria, presieduta dall’Avv Marco Stasi, ad esempio, gli studenti hanno approfondito il CETA, il trattato sul libero scambio UE – Canada. In particolare si sono contrapposte le ragioni di chi si dichiarava a favore delle ratifica del trattato da parte del nostro parlamento o chi si dichiarava contrario.

La fase finale della simulazione si è svolta come sempre presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio.  I giovani onorevoli, prima di votare le diverse proposte di legge finali, sono stati accolti da Claudio Corbino, Presidente di Associazione Diplomatici, che ha spronato i ragazzi “a dare al massimo, sempre”, dall’ex magistrato Giuseppe Ayala che ha affrontato in generale il tema relativo alle libertà in assoluto e dal direttore della rivista EastWest, Giuseppe Scognamiglio, che ha toccato la delicata ed attuale situazione della democrazia in Italia ed in Europa, ripercorrendo la storia dalla caduta del muro di Berlino ad oggi.

Una volta conclusasi la Cerimonia di Accoglienza dei ragazzi nelle Aule del Parlamento, gli studenti si sono poi potuti nuovamente concentrare sulla simulazione. Quest’anno i giovani deputati delle due diverse commissioni hanno potuto votare reciprocamente le leggi degli altri, novità dell’ottava edizione. La commissione scuola ha infatti votato la proposta di legge della commissione università sul tema del libero scambio e la commissione università si è espressa votando sulla proposta di legge della commissione scuola sul diritto d’asilo, favorendo così un’integrazione finale degli argomenti.

Il CW for Democracy è un’esperienza utile a sviluppare la capacità di confronto e dialogo dei partecipanti in un’ottica propositiva e le parole dei nostri ragazzi ne sono la prova: “Democracy in fondo era un gioco, un bellissimo gioco, un’esperienza che ci ha indubbiamente migliorato come persone e come cittadini”.

Ottanta ragazzi a Bruxelles per la prima edizione del Model EU

Dal 22 al 25 ottobre si è svolto a Bruxelles la prima edizione del Model EU, un progetto che ha coinvolto quasi ottanta studenti ed organizzato dal think tank di nuova formazione EastWest European Institute (EWEI) in collaborazione con Associazione Diplomatici.

Nel corso di quattro giorni intensivi di incontri e seminari, i ragazzi partecipanti hanno avuto modo di entrare in contatto con le Istituzioni europee e i loro funzionari nel cuore della Capitale d’Europa. Dapprima Christine Grau, capo dell’Unità per le relazioni inter-istituzionali e della cittadinanza della Direzione generale della Migrazione e degli Affari Interni e Katerina Wolfova, coordinatrice delle politiche della Commissione Europea per la Migrazione e degli Affari Interni, hanno illustrato agli studenti la situazione migratoria attuale, ovvero il tema affrontato nel corso di questo progetto formativo, sottolineando i passi avanti fatti dall’Unione, specialmente per quanto riguarda la cooperazione con paesi terzi. In seguito a questo primo incontro, gli studenti sono stati ospiti nella residenza dell’Ambasciatore Maurizio Massari, Rappresentante Permanente della Repubblica Italiana presso l’Unione Europea. Con l’occasione, il presidente di EWEI, Giuseppe Scognamiglio, ha rivolto i saluti istituzionali a tutti i partecipanti, i quali hanno avuto occasione di entrare in contatto con i diplomatici in servizio in ambasciata e conoscere da vicino una realtà decisamente lontano dal quotidiano.

Il secondo giorno gli studenti hanno visitato il Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE), il “ministero degli esteri” dell’Unione. Seguendo il leitmotif dell’immigrazione, gli studenti hanno partecipato a seminari tenuti da personalità di spicco delle istituzioni europee e non, come Giulio Di Blasi, membro del gabinetto di Federica Mogherini, David Tunney, responsabile della comunicazione strategica della SEAE, Kristiina Lilleorg e Laura Palatini, rappresentanti dell’IOM (Organizzazione Internazionale della Migrazione) e il diplomatico Fernando Gentilini, Direttore della SEAE per l’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa). A chiusura della giornata di incontri, l’Ambasciatore Maurizio Massari ha chiarito la posizione del governo italiano sul controverso tema dell’immigrazione.

Il terzo giorno gli studenti sono entrati nel vivo dell’esperienza, simulando un meeting del Consiglio dell’Unione Europea, riunitosi per proporre un emendamento all’articolo 18 del Regolamento Frontex. Per tutta la durata della simulazione, tenutasi nella sala Aldo Moro del Parlamento Europeo, i ragazzi hanno imparato l’importanza della diplomazia nella ricerca di alleati che potessero supportare e votare la loro proposta, il tutto rispettando il principio dello “stay in character”. Solo dopo sette intense ore di negoziati, la proposta di Austria, Belgio e Bulgaria è passata con pochi voti di scarto. Ai margini della simulazione vi è stato discorso introduttivo tenuto da Laura Corrado, capo dell’Unità per l’Immigrazione Legale e l’Integrazione del Direttorato Generale Giustizia e Affari Interni della Commissione Europea e il racconto finale dell’esperienza personale di due giovani collaboratori del Parlamento Europeo.

Infine, l’ultimo giorno del viaggio è stato dedicato all’orientamento alle carriere europee tramite l’intervento di Mario Nava, capo dell’Unità “Financial Market Infrastructure” della Commissione e Marina Manfredi Magillo, ex direttore della Commissione Europea, e la presentazione di Michele Colucci, collaboratore di EPSO (European Personnel Selection Office). A conclusione della giornata, Andrea Sabatini ha presentato agli studenti i corsi di dottorato offerti dal College of Europe, una delle università europee più rinomate a livello mondiale.

I ragazzi durante la simulazione del Consiglio Europeo

 

L’intervista a Giovanni Magistrale, Preside del liceo Scacchi di Bari

Come ha conosciuto Associazione Diplomatici e da quanto tempo i suoi studenti partecipano?

È l’ottavo anno che gli studenti del liceo Scacchi di Bari partecipano agli eventi dell’Associazione. Dei ragazzi poco più grandi dei miei studenti si presentarono nel mio liceo con questa iniziativa delle simulazioni dei principali organi dell’ONU e si instaurò subito un rapporto di fiducia.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Abbiamo iniziato con il CWMUN di New York e poi si sono aggiunti Democracy, Abu Dhabi e via dicendo. Dalle prime esperienze sia gli studenti che i docenti sono tornati sempre molto soddisfatti, dunque eccoci ancora qui, pronti a partire per la stagione 2018/2019.

E lei invece? Ha mai partecipato ad un progetto?

Sono stato sempre invitato ma a causa del lavoro non sono mai potuto andare.. fino a quest’anno quando finalmente ho potuto partecipare di persona alla grande simulazione di New York.

Ci racconti la sua esperienza nella Grande Mela.

È stato davvero emozionante. Ho alloggiato con i ragazzi, ho seguito i lavori delle commissioni,  ho partecipato alle sedute, sono stato nell’Assemblea Generale dell’ONU dove ho assistito al discorso di Bill Clinton. Ho potuto vedere di persona la serietà dell’Associazione, la serietà della formazione, l’entusiasmo dei ragazzi che partecipavano, il livello e la qualità dell’iniziativa.

Dunque il Cwmun come esperienza non solo didattica ma anche formativa, ritiene che sia un’attività realmente efficace, formativa e utile per i ragazzi?

Molto positiva da molti punti di vista, in primo luogo perché insegna agli studenti la metodologia didattica del “debate”. I ragazzi si abituano a documentarsi e a discutere le loro tesi, per non parlare dell’acquisizione delle competenze linguistiche, sono soft skills fondamentali per i giovani di oggi. Noi crediamo molto in questo tipo di formazione.

Quanti studenti partecipano ogni anno?

Il numero degli studenti varia. Non è un progetto della scuola ma un progetto che la scuola ospita e a cui partecipano non solo i nostri studenti ma anche quelli di altre scuole baresi. In genere il numero oscilla da 8 a 20, poi ci sono i ragazzi delle altre scuole. Onestamente penso che sia  un numero destinato ad aumentare perché sempre più anche le famiglie credono in questo tipo di iniziative così come ci credono i ragazzi che partono.

Qual è il progetto più amato dagli studenti, cosa li colpisce di più e perché secondo lei?

Non credo di poter parlare di preferenze, sono tanti gli studenti che partecipano sia a Democracy sia alle simulazioni dell’ONU. Da ex studente, però, credo che nel cuore dei ragazzi New York sia sempre la meta più ambita.

L’intervista a Maria Chiara Sidori, Dirigente Scolastico dell’Istituto Villa Flaminia

Nasce come docente di latino e greco e dopo una lunga esperienza in aula, la Prof.ssa Maria Chiara Sidori, dal 1992 è Dirigente Scolastico dell’Istituto Paritario Villa Flaminia, a Roma.


Come mai ha deciso di aderire ai progetti di Associazione Diplomatici e da quanto tempo i suoi studenti partecipano?

Ho conosciuto Associazione Diplomatici più di dieci anni fa e sono rimasta subito colpita dall’entusiasmo e dalla concretezza del progetto dell’avvocato Claudio Corbino, Presidente di Associazione Diplomatici. Ho subito colto la valenza formativa, più che gli aspetti della didattica, che poteva nascere da questo rapporto con l’Associazione.

 

 

Data la Sua esperienza di docente prima ancora che di Dirigente Scolastico, perché pensa che i progetti di Associazione Diplomatici siano formativi ed in particolare cosa la colpisce di più?

Mi piaceva molto l’idea che gli studenti fossero traghettati in una realtà così importante, come quella delle Nazioni Unite ad esempio, per la prima volta non come “vittime” che subissero un meccanismo degli adulti ma come protagonisti. Questo era il segnale nuovo, da un punto di vista educativo, che Diplomatici ci stava trasmettendo. Smettere di formare i ragazzi dall’alto ma renderli protagonisti e partecipi dell’azione e da questa suggestione poi sono nati tutti gli altri progetti che sono sfociati alla fine, due anni fa, nella redazione addirittura di un piano di alternanza scuola lavoro.

 

Sono molti gli studenti del Villa Flaminia che partecipano ogni anno alle iniziative di Associazione Diplomatici?

Si, una media di circa 20/30 studenti a progetto. Una media, quindi vuol dire che un anno possono partire anche 50/60 ragazzi. Posso dirle con certezza che l’anno scorso siamo stati la scuola che ha avuto il maggior numero di partecipanti al Change the World New York City. I ragazzi sono tornati entusiasti, un vero successo.

 

Il progetto arricchisce i ragazzi sicuramente da un punto di vista personale ma ai fini scolastici in che modo può influire? Quelli affrontati durante le simulazioni di Associazione Diplomatici, sono temi che normalmente vengono affrontati anche a scuola?

Tre anni fa abbiamo introdotto una nuova materia a scuola che si chiama Global Perspective. Rientra pienamente nel meccanismo di Associazione Diplomatici e per noi è un riscontro didattico. La scuola ha sposato un progetto esterno fondendosi in un’unica materia di insegnamento trasversale che non è una vera e propria materia ma è più un modo di affrontare i problemi di natura globale come ad esempio la siccità, il surriscaldamento del pianeta, etc.

 

Quest’anno durante il CWMUN di New York, l’ospite d’onore Bill Clinton ha parlato ai ragazzi di cooperazione, accoglienza dei migranti, la possibilità che Internet dà ai giovani di far sentire con più forza la loro voce. In che modo pensa sia istruttivo?

Il discorso di Clinton è stato meraviglioso, i miei docenti erano in collegamento con me su skype e l’ho seguito in diretta. Il discorso, il grande impatto emotivo soprattutto, è stato un po’ la sublimazione di questa public speaking che i ragazzi studiano a scuola e che in quell’occasione hanno vissuto sulla propria pelle da un personaggio come Clinton. Diciamolo, non capita tutti i giorni di potersi trovare nell’aula dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ad ascoltare l’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

 

Lei ha mai partecipato a qualche evento di Associazione Diplomatici?

Purtroppo io non sono mai andata personalmente né al CWMUN ad Abu Dhabi né al CWMUN a New York ma curo tutto da qui. Ci sono però dei professori referenti, io cerco di cambiare accompagnatore ogni anno per poter rendere protagonista anche il professore in modo che non si fossilizzi tutta la dinamica su un’unica persona. Sono molto soddisfatta perché i docenti tornano con impressioni molto positive, si creano dei meccanismi di sinergia tra professori e studenti e questo giova molto alla scuola e all’andamento scolastico dei nostri ragazzi.

 

Com’è il rapporto tra L’Istituto Villa Flaminia e l’Associazione Diplomatici?

Siamo in una sintonia talmente naturale, la dinamica della nostra scuola, proprio perché così antica nel sodalizio con Diplomatici è una dinamica pioneristica. Ci troviamo sugli stessi temi non avendoli neanche studiati insieme e così i ragazzi arrivano preparati ai progetti. Sarà per questo che poi i nostri alunni sono motivati perché partecipano ai progetti con una competenza ed una consapevolezza maggiore. Una storia di grande successo.

Alla scoperta del Kosovo con Associazione Diplomatici

WiP Kosovo – Balkan Studies, giunta alla sua seconda edizione, si è tenuta dal 17 al 25 giugno. Questa secondo viaggio ha portato nel paese di recente indipendenza 30 studenti universitari con un forte interesse per i Balcani e per la travagliata storia di questa terra.
Resasi indipendente nel 2008, il Kosovo si trova oggi ad affrontare numerose sfide, sia sul campo economico che dello sviluppo dello stato di diritto, del rispetto delle minoranze e della lotta alla criminalità. E, tuttavia, è un paese che ha incantato i giovani che hanno preso parte al progetto per la bellezza artistica e naturale così come per la gentilezza e l’accoglienza della popolazione locale.

Il viaggio ha seguito nella sua prima parte un filo storico, ripercorrendo la tragedia della guerra, della pulizia etnica e della difficile ricostruzione da parte delle Nazioni Unite con la missione UNMIK. Una ricostruzione non solo materiale ma anche morale, dopo le atrocità del conflitto e le vendette contro le minoranze. Durante i primi giorni, i partecipanti hanno visitato il Patriarcato di  Peć  e il Monastero di Visoki Dečani, simboli non solo della spiritualità serbo – ortodossa ma anche della cultura e arte serba nella regione nel corso dei secoli. Padre Petar ha accolto il gruppo di visitatori con grande generosità e disponibilità, mostrando le bellezze artistiche del Monastero, insieme all’Archimandrita Padre Sava.
L’attenzione si è poi spostata sulla guerra e sulle sue vittime, con la visita alla casa della famiglia Cerkezi, che la Sig.ra Cerkezi ha trasformato in museo di ricordi dopo l’uccisione del marito e dei quattro figli. La visita alle due località a maggioranza serba, Velika Hoča/Hoca e Madhe e il Quartiere serbo di Rahovac/Orahovac, che moltissimi giovani hanno preferito lasciare, hanno completato il quadro delle conseguenze del conflitto inter-etnico nella parte meridionale del Kosovo. L’incontro presso il Centro di Documentazione a Pristina con Humanitarian Law Center ha infine chiuso il cerchio per quanto riguarda il processo di identificazione dei criminali di guerra e la loro punizione, il problema della verità storica non condivisa da padre dell’etnia albanese e serba e l’opera di sensibilizzazione fatta nelle scuole del Kosovo per quanto riguarda il tema delle vittime di crimini di guerra a prescindere dall’appartenenza etnica.

In quale direzione va il Kosovo oggi, a dieci anni dalla dichiarazione di indipendenza? e quali le sue prospettive di integrazione europea? A queste domande hanno risposto sia il  Generale Cuoci, Comandante di KFOR, che l’Ambasciatore Sardi e i funzionari dell’Ufficio dell’Unione Europea in Kosovo ed EULEX. Mentre la situazione relativa alla sicurezza sembra in gran parte stabilizzata, con l’attribuzione sempre maggiore di responsabilità e competenze alla polizia locale, difficoltà permangono dal punto di vista dell’avvicinamento agli standard europei di economia di mercato, dell’apparato giudiziario e della lotta alla corruzione e al crimine organizzato.

Per comprendere il grado di difficoltà che le municipalità a maggioranza serba del nord e le istituzioni del Kosovo ancora incontrano, i partecipanti hanno visitato Mitrovica Nord insieme ai Carabinieri dell’MSU, venendo a conoscenza dell’importanza del ruolo di questa forza impegnata nella zona più calda del paese, così come Il briefing precedentemente  tenuto dal Comandante Di Stefano e la visita alla Base dell’MSU.

La bella città di Prizren ha affascinato il gruppo nella giornata dedicata al turismo libero di questo che è stato un importante crocevia di commerci in epoca ottomana e luogo dove la Lega degli Albanesi rivendicò nel 19°secolo la propria determinazione a diventare uno stato. L’ultimo giorno ha visto i partecipanti impegnati nella visita alla tekke Bekhtashi a Gjakovë/Đakovica uno dei molti luoghi di culto della setta sufi, e nel debriefing finale prima del rientro in Italia, dove le emozioni del viaggio, le impressioni e le riflessioni sulla ricostruzione del Kosovo e le sue molte sfide sono state condivise…con un po’ di tristezza per l’imminente fine del viaggio.