Sfide e novità: così Diplomatici raddoppia l’offerta formativa

Il Presidente di Diplomatici presenta la stagione ricca di nuovi eventi: dal Giappone a un CWMUN itinerante

Di Claudio Corbino
Presidente Associazione Diplomatici

 

Comincia una nuova stagione e vi assicuro che sarà una stagione faticosa ma esaltante, ricca di novità e piena di entusiasmo per tutti quelli che, a qualsiasi titolo, ruoteranno intorno alla galassia di Diplomatici.

L’anno scorso abbiamo sperimentato tutta una serie di novità legate alla didattica in termini di rivisitazione dei materiali, aggiornamento scientifico delle nostre proposte, di coinvolgimento di nuovi docenti e nuove professionalità. Questi cambiamenti hanno portato un lusinghiero successo soprattutto per la novità del World In Progress (WIP) e allora abbiamo deciso di portare tutte queste innovazioni anche all’interno delle nostre proposte più tradizionali, sia nel Model UN che nelle simulazioni del Parlamento italiano (Democracy).

Il risultato è stato quello di riuscire, per rispondere alla enorme richiesta di partecipazione degli studenti di tutta Italia e dal resto del mondo, a moltiplicare alcuni eventi.

Così sarà proprio per Democracy che avrà due edizioni, una adesso a ottobre e una a maggio, così sarà per CWEU, il Change The World specifico sulle realtà dell’Unione Europea che si svolgerà a fine ottobre 2017 e a metà maggio, così sarà per alcuni WIP che avranno due edizioni sia a Washington che a New York presso l’Ecosoc dell’Onu di cui – come sapete – l’Associazione Diplomatici è ONG ufficialmente riconosciuta.

Poi c’è il CWMUN di Abu Dhabi (8-15 novembre) che quest’anno  vedrà il doppio dei partecipanti rispetto all’anno scorso: oltre 400 ragazzi per un terzo italiani e per due terzi dal resto del mondo con grande partecipazione dal bacino mediorientale, confrontarsi nel prestigioso campus della New York University di Abu Dhabi sui temi del terrorismo, dello Stato Islamico e degli scenari che da sempre questo angolo di mondo ha riservato sugli equilibri internazionali. Qui il nostro sforzo didattico è proprio quello di fornire ai ragazzi una informazione plurima che tenga conto dei diversi punti di vista, delle diverse culture, tradizioni, orientamenti religiosi, cercando di mettere i ragazzi nella migliore condizione per sviluppare una idea personale e originale su quanto sta accadendo. Se questo vale per tutti gli scenari internazionali, vale ancor di più in Medio Oriente.

Poi c’è il grande progetto del CWMUN di New York (16-21 marzo 2018) dove l’anno scorso abbiamo portato più di 2200 ragazzi, di cui la metà italiani. Quest’anno la tre giorni dentro il Palazzo di Vetro vedrà importanti miglioramenti sul piano dell’offerta didattica e della qualità dei lavori all’ONU. Quella è una macchina quasi perfetta: è l’unico progetto al mondo che si svolge interamente e per tre giorni nelle aule delle Nazioni Unite, con quel coinvolgimento di grandi esponenti onusiani e personalità del mondo culturale, politico e intellettuale difficilmente migliorabile. Ma la sfida ci dice che si può rinnovare: per cui grande attenzione sarà data al topic centrale non ancora definito, per capire bene come i ragazzi possano essere i protagonisti assoluti di questa nostra esclusiva mondiale. Ci saranno grandi ospiti.

E, se come lo scorso anno, arriveremo al tutto esaurito perché la capienza della General Assembly Hall è di 2250 posti, posso anticipare che faremo di tutto per raddoppiare anche il CWMUN di New York con una Summer Edition a giugno o luglio.

Sempre in tema di grandi novità stiamo studiando un Round The World, cioè un CWMUN che ogni anno cambi location per consentirci di unire all’elemento soggettivo dello studio internazionale delle diversità del mondo, anche quello oggettivo di stare anche fisicamente e materialmente in una di quelle località più interessanti di cui si è parlato, da cui è partita una crisi o, perché no, da cui è partita una ventata di cambiamento e di speranza.

E ancora, c’è il progetto dei WIP, World In Progress, che segnalano il mondo in continuo movimento. Non una semplice fotografia ma lo sforzo di capire e interpretare le complessità di alcune realtà. Sarà – come è stato per l’anno di esordio – un progetto riservato massimo a 25/30 studenti per volta, studenti universitari con un bagaglio di skill eccellenti, che saranno accettati dopo una rigorosa selezione. Andremo, con la collaborazione delle nostre ambasciate, a capire come il nostro Paese si sta rapportando con quelle diverse realtà. Oltre a confermare Washington, l’Ecosoc dell’ONU (New York), Israele e Territori Palestinesi e Kosovo organizzeremo sicuramente un WIP in Giappone in estate perché vogliamo andare a discutere di disarmo e sicurezza internazionale e quale zona più “calda” del Giappone dopo le minacce e i missili lanciati poche settimane fa dalla Corea del Nord? Certamente ci saranno anche new entry di altri Paesi ma voglio annunciarli solo a date definite.

Democracy, anche lui raddoppiato, cambierà il nome in Change The World for Democracy e si svolgerà sempre a Roma con chiusura presso la Camera dei Deputati. Anche qui i ragazzi avranno strumenti didattici per sentirsi ancora più protagonisti, molta più capacità di interagire tra loro nella preparazione delle proposte di legge che dovranno produrre.

 

Tutti i progetti che abbiamo definito sono già sold out e questo ci consente di moltiplicare le edizioni e di mantenere il numero dei partecipanti leggermente più basso per aumentare la qualità degli eventi stessi.

Un evento a cui sono particolarmente legato anche emotivamente è il CWMUN EU, quello di Bruxelles. Anche qui si è raddoppiato e abbiamo già assegnato la metà delle borse di studio a disposizione per la prossima edizione. Mi emoziona la voglia dei ragazzi di partecipare a questo evento e vedere la voglia di Europa che c’è in loro a dispetto del disfattismo e delle negatività che l dibattito degli “adulti” fa invece emergere.

Confermati infine i CWMUN di Roma  a febbraio e di Barcellona ad aprile e il festival Mare Liberum di Catania che nelle loro edizioni del 2017 hanno registrato un clamoroso successo di partecipazione e di critica.

 

Si prospetta dunque una stagione ricca di eventi e di crescita aziendale. Abbiamo investito molto nello staff di web marketing e nella filiera di comunicazione verso gli studenti e ci aspettiamo quindi che la nostra capacità di raggiungere gli studenti italiani, europei e del resto del mondo si sia rafforzata. Questo dicono i dati dei primi tre mesi. Ora, noi ci rimbocchiamo le maniche, voi entusiasmatevi per le nostre proposte.

Si è conclusa la quarta edizione del CWM EUROPE

Dopo il successo delle prime tre edizioni, Associazione Diplomatici ha organizzato il quarto appuntamento con il Change the World Model Europe, un progetto di formazione sui temi dell’Agenda Europea rivolto a studenti tra i 19 e i 29 anni, regolarmente iscritti ad un corso di laurea triennale o magistrale, master e dottorato di ricerca in Italia o all’estero.

Il corso, che si è tenuto a Bruxelles, mira a diffondere la conoscenza del funzionamento delle Istituzioni Europee e a promuovere l’appartenenza delle giovani generazioni al sistema dell’Unione.

I 35 studenti partecipanti al progetto, si sono impegnati a seguire seminari e workshop sui temi delle migrazioni, cooperazione allo sviluppo e sostegno alla competitività delle piccole e medie imprese, sotto la guida di funzionari ed esperti delle varie Direzioni Generali della Commissione Europea.

Ampio spazio è stato inoltre dedicato all’orientamento professionale e alle opportunità di carriera in ambito internazionale, in collaborazione con l’Ufficio Europeo di Selezione del Personale (EPSO).

L’ultima giornata è invece stata dedicata al ruolo dell’Italia in ambito comunitario, con un incontro presso la sede della Rappresentanza Permanente d’Italia all’interno dell’Unione Europea e si è conclusa con una visita al Parlamentarium, il più grande centro visitatori parlamentare in Europa situato presso la sede di Bruxelles del Parlamento.

In definitiva, il CWMUN Europe rappresenta un’esperienza unica di apprendimento e networking per iniziare a muovere i primi passi nel mondo delle organizzazioni internazionali.

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Washington, New York, Kosovo, Israele, qual è la tua meta?

Dopo il successo di quest’anno si prepara un nuovo tour per il 2018

Dagli Stati Uniti d’America ai Balcani fino ai territori Israelo-Palestinesi, Associazione Diplomatici ha organizzato, nei mesi di giugno e luglio 2017, l’intenso programma di studi World in Progress (WiP), un innovativo progetto formativo pensato per offrire agli studenti universitari italiani l’opportunità di confrontarsi in prima persona con alcune delle principali sfide che le relazioni internazionali presentano oggi.

“Questa esperienza è stata in tutto e per tutto positiva ed altamente formativa. Il Kosovo è un case study per eccellenza, e abbiamo avuto occasione di confrontarci con le organizzazioni presenti sul territorio e vedere come si lavora effettivamente sul campo”

“Questo viaggio a Gerusalemme è capace di stravolgere e appassionare. Un viaggio alla scoperta di una terra in cui non si può non lasciare parte di sé, in cui è impossibile tenere da parte le emozioni e in cui non si vede l’ora di tornare. Una terra in cui la storia la fa da padrona”

Queste sono solo alcune delle tante dichiarazioni rilasciate dagli oltre 100 studenti che hanno partecipato ai diversi study visits e che testimoniano il grande successo riscosso da questa nuova iniziativa. Iniziativa che si è articolata in quattro appuntamenti che hanno avuto come mete Washington, Pristina, New York e Gerusalemme.

In particolare, i percorsi World in Progress hanno offerto ai giovani partecipanti, circa 30 per study visit, l’occasione di approfondire tematiche legate al territorio di riferimento. È stata, difatti, data loro la possibilità: di confrontarsi sui temi della politica estera internazionale, in particolare sulla situazione politica americana dopo l’elezione del Presidente Donald Trump; di approfondire sia la storia che ha portato il Kosovo da provincia autonoma della Serbia all’auto-proclamazione della propria indipendenza, sia il conflitto inter-etnico che esplose alla fine degli anni ’90 e che vide riproporsi dinamiche di pulizia etnica e di gravi violazioni dei diritti umani; di partecipare ai lavori del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite nel quartier generale di New York approfondendo i temi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed infine di comprendere le ragioni del conflitto israelo-palestinese.

Visto il grande interesse riscontrato per i progetti WIP e dati gli eccellenti profili dei candidati, la Presidenza Nazionale di Diplomatici ha deciso di riproporre una seconda edizione del World in Progress di cui si stanno definendo date e destinazioni.

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Il CWMUN Program 2018 riparte da Abu Dhabi

“Extremism and non-state actors in the Middle East”, il main topic della quarta edizione del cwmun emirates

L’estremismo religioso, il ruolo dell’Isis in quello che viene definito lo Stato Islamico, i “foreign fighters”, la connivenza di alcuni Paesi dell’area mediorientale con le milizie del terrorismo, i flussi dei migranti che fuggono dalle zone di guerra e in primo luogo dalla Siria, il ruolo delle grandi potenze internazionali in questo scacchiere. Questi i principali temi del dibattito degli oltre quattrocento studenti liceali e universitari venuti ad Abu Dhabi, nel bellissimo campus della New York University della capitale emiratina per la quarta edizione del CWMUN (Change the World Model United Nations) organizzato dall’Associazione Diplomatici.

L’evento di quest’anno, che ha preso il via il 9 novembre, segna un nuovo clamoroso successo dell’Associazione fondata e presieduta da Claudio Corbino. Rispetto all’edizione del 2016 – che già aveva fatto registrare un ottimo incremento rispetto al 2015 – il numero dei ragazzi iscritti è quasi raddoppiato: “E’ un segnale che ci conforta e conferma il successo del nostro core business. Il 2017 – dice Corbino – è stato un anno che ha fatto registrare la crescita della nostra azienda di oltre il 20 per cento su base annua. L’evento più importante, quello di marzo a New York nella sede dell’ONU ha raccolto oltre 2000 ragazzi provenienti da 104 Paesi del mondo di cui la metà italiani. Abbiamo inoltre lanciato i WIP (World In Progress), eventi più piccoli, massimo una cinquantina di ragazzi, con un livello di specializzazione sui temi internazionali più elevato. Siamo andati a Washington, in Kosovo, in Israele e Territori Palestinesi e presso l’Ecosoc dell’ONU di cui – ricordo – l’Associazione Diplomatici è considerata una ong ufficialmente riconosciuta con lo status di  osservatore permanente. I WIP sono organizzati con la fondamentale collaborazione delle ambasciate italiane e questo è un altro segnale importante della sintonia costruita con il nostro Ministero degli Esteri. Poi c’è stato, a maggio, il festival di Catania Mare Liberum, in collaborazione con la rivista di geopolitica Eastwest, che pure ha registrato un ottimo successo sia di partecipazione degli studenti che di critica vista anche la qualificata partecipazione di illustri personalità come Romano Prodi, Javier Solana, Francesco Paolo Tronca, Piero Fassino e Giuseppe Scognamiglio. Adesso c’è il CWMUN di Emirates con un incremento di quasi il 100 per 100”.

 

Numeri importanti che danno la dimensione di crescita e al tempo stesso dell’autorevolezza che l’Associazione fondata a Catania ma con sedi anche a Palermo, Roma, Milano e Napoli,  è riuscita, nel corso di questi anni, a conquistarsi nel panorama internazionale della formazione qualificata di studenti che vogliono intraprendere le carriere legate all’associazionismo internazionale. Dal 2000, anno del primo CWMUN a New York, Diplomatici ha formato e fatto viaggiare nei suoi numerosi eventi, oltre 40mila ragazzi dai 14 ai 26 anni.

Per l’evento di New York 2018 sono state bandite più di 200 borse di studio destinate ai ragazzi più meritevoli e motivati che permetteranno di abbattere in tutto o in parte i costi di partecipazione. Continua ancora Corbino: “Come abbiamo offerto queste facilitazioni, c’è stata una risposta molto forte per ottenere una di queste borse, e non escludo che, al loro esaurimento, se ne possano bandire ancora altrettante”. Un’ulteriore interessante opportunità nasce dalla convenzione che Diplomatici ha stipulato con Unicredit grazie alla quale è possibile per ogni famiglia rateizzare la spesa per il corso di formazione e la partecipazione all’evento di Manhattan in comode rate mensili senza interessi. Le iscrizioni per partecipare al CWMUN di New York si chiuderanno il 30 novembre e per chi è interessato basta andare sul sito www.diplomatici.it e seguire le istruzioni per prenotare un posto

Tornando ad Abu Dhabi, i ragazzi hanno potuto ascoltare nella cerimonia di apertura che, si è svolta nella bellissima sede degli Archivi Nazionali, il saluto del direttore degli Archivi Abdullah Al Raisi e quello dell’ambasciatore italiano Liborio Stellino che, come ogni anno ha voluto sottolineare la stima per il CWMUN e l’amicizia per l’Associazione presieduta da Claudio Corbino. “I miei genitori – ha detto l’ambasciatore italiano presso gli Emirati Arabi – hanno visto la caduta degli imperi coloniali, io ho visto la caduta del muro di Berlino, voi rischiate di vedere la morte degli stati nazionali e l’innalzamento di tanti piccoli muri. Per questo c’è bisogno di voi, della vostra conoscenza, della vostra grinta, della vostra intelligenza e della vostra passione. Il terrorismo prolifera in assenza di leadership o con leadership sbagliate”.

Particolarmente applauditi gli interventi di Corbino (“Siamo qui per provare a diventare studenti migliori e cittadini migliori. Fate il meglio ma non limitatevi, comportatevi da leader. Siete giovani cittadini che diventeranno decision maker nel prossimo futuro”), di Salvatore Carrubba e dell’ex magistrato e deputato Giuseppe Ayala. La giornalista televisiva Maria Latella ha moderato un faccia a faccia tra Salvatore Carrubba, presidente dell’International Board di Diplomatici e Toby Harward, responsabile dell’Alto Commissariato per i Rifugiati UNHCR del Medio Oriente sugli scenari delle migrazioni e dell’accoglienza.

Poi i 400 ragazzi si sono divisi nelle singole commissioni (Energia Nucleare, Consiglio di Sicurezza, Traffico di droga e crimini internazionali, Comitato antiterrorismo) e hanno discusso, presentato le loro mozioni, creato alleanze come in un vero organismo delle Nazioni Unite. Alla fine dei tre giorni, e dopo le premiazioni per le migliori performances, sono tornati a casa, consapevoli che questa esperienza di simulazione non troppo lontana dalla realtà ha rafforzato in loro le speranze di rendere migliore questo mondo malato lasciato in eredità dagli adulti.

 

Associazione Diplomatici costituisce il Consiglio di Indirizzo

Novità anche all’interno della struttura dell’Associazione Diplomatici. Su iniziativa del Presidente Claudio Corbino, è stato costituito il Consiglio di Indirizzo di cui fanno parte alcune delle personalità che più assiduamente collaborano con l’organizzazione degli eventi, in primo luogo il circuito Change the World Model UN.
Compito del Consiglio è proporre i temi didattici gli argomenti da trattare, ed eventuali personalità da invitare quali ospiti e relatori e coordinare l’insieme delle attività culturali e

didattiche dell’Associazione.

Fanno parte del Consiglio, oltre ovviamente a Claudio Corbino, Anna Alessi, Giuseppe Ayala, Tania Cagnotto, Lucio Caracciolo, Salvatore Carrubba, Maria Latella, Alessandra La Rocca, Fabrizio Paladini, Daniele Pelli, Stefano Pistolini, Giuseppe Scognamiglio e Marco Tardelli.

 

Viaggio in Terra Santa: 30 ragazzi alla scoperta delle ragioni del conflitto israelo-palestinese

Si è conclusa l’ultima tappa del progetto WiP Israele/Territori Palestinesi promosso da Associazione Diplomatici

Dal 16 al 23 luglio, per 30 ragazzi italiani e stranieri, si è svolto l’ultimo appuntamento del progetto WORLD IN PROGRESS ISRAELE/TERRITORI PALESTINESI, promosso da Associazione Diplomatici, che ha avuto come obiettivo la comprensione delle ragioni del conflitto israelo-palestinese e la scoperta di una tra le più complesse realtà odierne, lasciandosi alle spalle una narrativa preconfezionata e fatta di pregiudizi. Di base a Gerusalemme, contesa da Israele e Palestina e città sacra alle tre religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo, islam- i partecipanti hanno vissuto questa ‘terra santa’ in tutti i suoi aspetti e divisioni, contrasti e similitudini.

La prima giornata è stata dedicata alla visita dei luoghi della memoria del popolo ebraico. Prima tappa lo Yad Vashem, museo dedicato alla Memoria dell’Olocausto che colpisce subito per la sua struttura: una cicatrice che taglia il versante occidentale del monte Herzl, a simboleggiare la ferita sempre viva della persecuzione nei confronti del popolo ebraico.
Finita la visita, i partecipanti hanno passeggiato sul Monte Herzl, località che prende il nome da Theodor Herzl, una delle figure più importanti del sionismo.  All’interno si trova un grande cimitero militare e vi sono sepolte importanti figure della storia recente israeliana, tra le quali lo stesso Herzl. La visita è stata molto significativa, aprendo molte domande le cui risposte i ragazzi avrebbero trovato nei giorni successivi nell’incontro con il Dr. David Mendelsson della Hebrew University.
I ragazzi si sono poi spostati al Consolato Generale d’Italia, dove hanno avuto la possibilità di relazionarsi con il Console Generale Fabio Sokolowicz, il Console Luigi Mattirolo, e gli altri funzionari dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Questa prima giornata, toccante ed al contempo formativa, all’insegna delle emozioni e della memoria, una memoria vivida, appassionata ed orgogliosa, una memoria che porta con sé tanta speranza e tanta voglia di riscatto, non ha solo emozionato i ragazzi ma ha anche permesso loro di conoscere e capire aspetti più tecnici e politici della questione, rivelandosi essenziale per la crescita personale di ognuno dei partecipanti.

Nella seconda giornata i partecipanti si sono spostati a Tel Aviv, dove, presso il Peres Center for Peace, hanno incontrato Nadav Tamir, ex consigliere politico dell’allora Presidente israeliano, Shimon Peres, e attualmente Direttore degli Affari Internazionali e di Governo del Peres Center. Il centro in questione è stato creato durante la presidenza di Shimon Peres per attuare, tramite più specifici programmi, la sua visione politica di “un prospero Israele in un pacifico Medioriente”. “Optimism is not a way to perceive the world, but to affect it”, ha spiegato con passione Nadav nel tentativo di trasmettere ai ragazzi quale sia stata la molla dell’attività del centro: il carisma e l’ottimismo testimoniati dalla vita personale e politica di Shimon Peres, che, in particolare, firmò gli accordi di pace di Oslo (1993), i quali oggi rimangono forse l’ultimo serio passo in avanti- per quanto lontano ancora dalla soluzione definitiva- verso una soluzione politica e concordata del conflitto. In seguito i partecipanti hanno avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza dell’Ambasciatore italiano in Israele in uscita Francesco M. Talò, assieme a Cristina Caputo, responsabile dei rapporti commerciali tra Israele e Italia.
Dopo un pranzo a Jaffa, la parte più antica della città di Tel Aviv, gli studenti hanno partecipato a due lezioni all’Università di Tel Aviv con Uzi Rabi, professore di Studi Mediorientali, che ha illustrato le diverse e complicate dinamiche delle guerre in Medio Oriente e poi con Jessie Divon direttore del Palestinian Internship Program, che ha invece spiegato l’importanza di inserire gli studenti universitari palestinesi nel settore del lavoro di Israele, in modo da incoraggiare il dialogo tra i due popoli. Attraverso questi incontri i giovani partecipanti hanno conosciuto delle interessanti iniziative con cui si cerca di reagire al conflitto “dal basso”, lavorando con la società e le persone oltre che sul piano delle scelte politiche.

Il viaggio è proseguito con la visita a Gerusalemme  sui luoghi sacri alle tre religioni monoteiste e con la partecipazione ad un dialogo inter-religioso sulla storia israelo-palestinese. Questo ha consentito di approfondire la dimensione socio-religiosa del conflitto e fare luce sulle diverse iniziative di dialogo tra i rappresentanti delle tra religioni presenti in città.

Una giornata è stata dedicata alla visita di Betlemme, raccontata da alcuni ragazzi come “un’esperienza toccante ed intensa“. Vincenzo Bellomo, membro dell’associazione Pro Terra Sancta, ha guidato il gruppo nella Betlemme cristiana, attraverso la piccola via chiamata “strada della Stella”, antico percorso di pellegrinaggio che arriva alla Basilica della Natività. I 30 ragazzi, attraversando il sud della Betlemme musulmana, sono arrivati, poi, ad uno dei tre campi profughi di Betlemme, l’Aida Camp, dove hanno potuto assaggiare un piatto tipico palestinese cucinato dall’associazione di donne del campo ‘Noor Empowerment Group’, nata per finanziare scuole e centro di fisioterapia per i bambini del campo profughi. Dopo pranzo, Hamdan Jewe’i Abu Ryan, attraverso i racconti dei problemi causati dalla disabilità in Palestina, ha guidato gli studenti sia attraverso i vicoli del campo per raccontare la situazione dei rifugiati palestinesi, sia in una passeggiata che costeggia il Muro di separazione.

Il penultimo giorno è stato dedicato agli incontri con alcune Organizzazioni Internazionali presenti in Israele/Territori Palestinesi: OCHA (United Nation Organisation for the Coordination of Humanitarian Affairs), la Rappresentanza dell’Unione Europea (West Bank and Gaza Strip, UNRWA) ed EUPOL COPPS (European Union Police Mission in Palestine), per avere un quadro pratico e realistico della situazione e per capire da vicino il ruolo della comunità internazionale in questi luoghi.

Duranta l’ultima giornata i partecipanti hanno fatto un tour a Gerusalemme Est e poi un viaggio fino nel deserto, dove ad attendere il gruppo WIP vi era una calorosa comunità di beduini. In veste di guida vi era Angela Godfrey-Goldstein, donna israeliana impegnata nel sostegno alla causa delle popolazioni della West Bank e fondatrice del Jahalin Solidarity, un’organizzazione palestinese senza scopo di lucro intenta a collaborare con la società palestinese, specialmente quella più svantaggiata rappresentata dalla comunità di beduini, dalla popolazione abitante sia le zone C della West Bank che Gerusalemme est. L’ultima avventura si è conclusa con un pranzo presso la comunità dei beduini, più specificatamente nella tribù dei Jahalin originari del distretto di Tel Arad nel Deserto del Negev. È da subito emersa la condizione di precarietà nella quale uomini e donne e bambini di ogni età vivono, ma nonostante il disagio evidente, l’accoglienza è stata forte ed emozionante.

Questo ultimo incontro si è rivelato la giusta conclusione che ha permesso agli studenti di chiudere il quadro, cercando di far loro comprendere realtà poco visibili e spesso, purtroppo, dimenticate. Questo ultimo sguardo su un piccolo villaggio dietro le colline del deserto ha permesso di lasciare questa terra con un bagaglio più carico di cultura, fratellanza ed empatia.

Un ringraziamento speciale va sia all’Ambasciata di Italia a Tel Aviv ed in particolare all’ Ambasciatore Francesco M. Talò, a Cristina Caputo e a Francesco De Angelis, sia al Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, in particolare al Console Generale Fabio Sokolowicz e al Console Luigi Mattirolo, per gli interessanti ed approfonditi briefing e per le costanti disponibilità gentilezza nel supportare l’organizzazione di questa visita-studio.

Un sentito ringraziamento va anche all’Università di Tel Aviv, Facoltà di Management ed in particolare a Jesse Divon, Direttore del Palestinian Internship Program per l’ospitalità offertaci e per averci dato un’iniezione di ottimismo illustrando questo ambizioso progetto di ‘economia della pace’.

 

Paolo Iancale
Direttore Digital Media & Web Marketing

 

WiP ECOSOC: il ruolo dell’ONU nella promozione degli obiettivi di Agenda 2030

Per 25 studenti italiani è appena terminata la prima edizione del terzo appuntamento del progetto World In Progress in ECOSOC a New York, svoltosi dal 9-15 luglio 2017. Il progetto “Exploring the United Nations’ Role in the Promotion of the Agenda 2030 for Sustainable Development”, organizzato da Associazione Diplomatici, ONG con stato consultivo speciale a ECOSOC dal 2015, mira ad offrire agli studenti e ai giovani professionisti la possibilità di sperimentare un corso di formazione di alto livello sulla cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile.

Il quadro del progetto è stato il lavoro svolto dall’ECOSOC delle Nazioni Unite con particolare riguardo all’Agenda 2030 e ai suoi obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il suddetto programma di formazione è consistito in vari seminari in cui i professionisti ed i rappresentanti delle organizzazioni internazionali hanno informato i giovani partecipanti sugli argomenti che saranno discussi durante il Forum politico che si svolgerà presso le Nazioni Unite a luglio 2017, e sarà incentrata sull’eliminazione della povertà e la promozione della prosperità in un mondo in continua evoluzione.

Durante l’ultimo giorno dei lavori, Associazione Diplomatici ha organizzato per i ragazzi l’evento “Discussing the approaches and policies in eradicating poverty and enhancing food security, involving youth as a proactive actor ” che si è concentrato principalmente sulla spiegazione su come le istituzioni, le organizzazioni non governative, gli enti regionali e locali svolgono programmi dello sviluppo sostenibile finalizzato a sradicare la povertà e combattere la fame, tenendo conto anche della salvaguardia del patrimonio delle risorse naturali, illustrando e discutendo esempi e best pratice.

Sono stati analizzati i progetti di sviluppo sostenibile condotti da varie organizzazioni non governative, con particolare attenzione ai paesi dell’Africa e dell’America Centrale, nonché il loro impatto a livello regionale e locale.

L’ospite ospite dell’evento è stata H.E. Mary Elizabeth Flores Flake, ambasciatore dell’Honduras alle Nazioni Unite ma hanno partecipato all’evento anche i professori e gli esperti accademici sui progetti di sviluppo sostenibile.

Inoltre, essendo uno dei principali focus dell’Associazione Diplomatici quello di sensibilizzare la gioventù coinvolgendo le nuove generazioni nel dibattito sulle tematiche dell’Agenda Globale, promuovendo la loro partecipazione ricca di risorse per discutere e trovare soluzioni, numerosi giovani studenti selezionati hanno partecipato all’evento al fine di esaminare il ruolo delle giovani generazioni per trovare soluzioni concrete nell’affrontare la povertà e la fame nel mondo.

Israele è l’ultima meta del programma World in Progress

Il progetto WORLD IN PROGRESS ISRAELE /TERRITORI PALESTINESI, promosso da Associazione Diplomatici, in collaborazione con l’Università Europea di Roma, che si svolgerà dal 17 al 23 luglio 2017, ha come obiettivo la -non sempre semplice- comprensione delle ragioni del conflitto israelo-palestinese e la scoperta di una tra le più complesse realtà odierne, lasciandosi alle spalle una narrativa preconfezionata.

Di base a Gerusalemme, città contesa da Israele e Palestina e città sacra alle tre religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo, islam- vivremo la città in tutti i suoi aspetti e divisioni, contrasti e similitudini: dalla emotivamente forte visita al Museo dell’Olocausto, alla passeggiata-lezione sulla nascita del sionismo sul Monte Hertzl, fino alla visita alla contesa Gerusalemme Est, per poi ascoltare un inusuale ma necessario confronto tra i rappresentati delle tre religioni.

Visiteremo poi Tel Aviv, centro della vita culturale ed economica di Israele, e Betlemme, città cristiana dei Territori Palestinesi, passando dal Muro di separazione, alla ricerca degli ostacoli che si frappongono alla ripresa del processo di pace, ma anche delle imminenti prospettive, scoprendo realtà in cui il dialogo e la collaborazione fra i due popoli funzionano. L’incontro con le minoranze che vivono sul territorio Israeliano ci aiuterà poi ad approfondire la complessità della situazione ed infine, grazie agli incontri con professori delle principali Università del luogo e, non ultimo, con funzionari della comunità internazionale apprenderemo gli strumenti storici, politici e tecnici per una capacità di lettura profonda e reale.

#CWMUNemotion: vi presentiamo il vincitore del primo contest fotografico organizzato da Associazione Diplomatici

Con una sola foto ed un hastag, #CWMUNemotion, è riuscito a guadagnare ben 578 like in meno di 36 ore.

Cosa fai nella vita e come mai hai deciso di partecipare al CWMUN NYC 2017?

“Sono laureato in Cinese economico ed a settembre inizierò la magistrale in relazioni internazionali. Ho partecipato al CWMUN perché avevo già esperienza nel campo e perché mi interessava moltissimo”.

Quale Paese rappresentavi ed in quale Commissione eri?

“Rappresentavo il Cile nella Commissione per la prevenzione dei crimini e giustizia, è stato molto interessante”.

Era la prima volta che partecipavi ad un contest fotografico? Perché hai deciso di partecipare?

“È stata la prima volta che partecipavo ad un contest fotografico perché sono molto timido. Ho deciso comunque di partecipare perché mi sembrava una buona occasione per mettermi in gioco pur non sapendo quale fosse il premio in palio. È stato molto emozionante”.

Quali aspirazioni hai per il futuro?

“Per il futuro sono estremamente positivo, amo la mia vita e quello che faccio. Nell’immediato futuro continuerò a studiare, poi mi piacerebbe poter lavorare in qualche organizzazione internazionale o ONG”.

 

Se fossi a capo di una ONG, come sarebbe?

“Se fossi a capo di una ONG, la mia si occuperebbe sicuramente di diritti umani. Ho fatto richiesta per un tirocinio finanziato dalla Commissione Europea dove vengono selezionati 16 ragazzi da tutto che il mondo che avranno la possibilità di parlare davanti ai leader europei e la tematica che ho scelto sono proprio i diritti umani ed i giovani”.

 

Secondo te quali sono i 3 pilastri su cui si dovrebbe fondare la democrazia per i prossimi 15 anni?

  • Educazione: credo fermamente nell’educazione perché solo educando le persone si può avere una democrazia. L’educazione ti da un background di tutte le informazioni di cui si ha bisogno per poter essere un uomo libero.
  • Formazione: ti permette di applicare le regole in un contesto sociale che cambia da paese a paese.
  • Un buon sistema politico

 

Quali sono i 3 diritti inviolabili per essere davvero liberi?

 “Libertà di pensiero, libertà di poter scegliere sulla propria vita e quindi anche sulla propria morte ed educazione”.

 

Connettività, analisi dei dati, la qualità e la possibilità di accesso all’informazione, secondo te sono degli elementi che vanno a beneficio o a scapito della democrazia?

 Oggi come oggi credo che siano totalmente a scapito della democrazia perché mezzi come fb, instagram e blog sono diventati una forma di disinformazione incredibile che violano la sicurezza e la libertà dell’uomo.

 

Beatrice Balzanetti

Il secondo appuntamento del WiP ha portato più di 20 ragazzi nel cuore dei Balcani, in Kosovo

Dal 17 al 25 giugno si è svolta World in Progress – Balkan Studies in Kosovo, una visita studio dedicata all’approfondimento dei temi del post-war reconstruction e degli interventi della comunità internazionale in quella che fu Provincia autonoma della Serbia e che oggi è uno stato indipendente. Scopo del viaggio era consentire ai partecipanti di toccare con mano una realtà studiata solo sui testi universitari, contraddistinta da divisioni etniche, ferite provocate dalla violenza della guerra del 1999 ma anche dal desiderio di superare il passato per entrare a far parte della famiglia europea.

Il viaggio è iniziato con la visita ai luoghi cari alla cultura e religione serba, il Patriarcato di Peć e il Monastero di Visoki Dečani, per poi affrontare il doloroso nodo delle vittime della guerra del 1999: l’Associazione “Grida delle Madri”, che si batte da anni per avere notizie delle centinaia di albanesi ancora scomparsi, così come le minoranze che hanno subìto la vendetta nei mesi immediatamente successivi al ritiro delle forze jugoslave dal territorio del Kosovo. La visita a quella che era una “enclave” serba, e che oggi è un sito di valore culturale e religioso protetto dalla legge del Kosovo, Velika Hoča/Hoca e Madhe, testimonia di un progresso importante nel senso dell’ integrazione della minoranza serba nel tessuto albanese ma anche di una enorme difficoltà a sopravvivere in una situazione priva di prospettive economiche.

Ma cosa è successo del Kosovo dalla fine della guerra ad oggi? Perché resta un caso studio fondamentale per chi si occupa di relazioni ed organizzazioni internazionali? Perché il Kosovo rientra fra i pochi casi di amministrazione diretta delle Nazioni Unite, della quale ancora si discute in termini di sua efficacia. Con l’autoproclamata dichiarazione di indipendenza, il Kosovo resta sotto tutela internazionale fino al 2012, quando ne viene dichiarata l’effettiva indipendenza: e, così, l’Unione Europea si pone come attore fondamentale nel processo di consolidamento democratico delle istituzioni del paese, grazie alla missione EULEX e alla presenza del EU Special Representative. L’incontro che si è tenuto proprio rappresentanti dell’Office of the EU Special Representative ha chiarito ai partecipanti quali sono per l’Unione Europea i nodi che restano da sciogliere nella strada che porta all’integrazione del paese nell’Unione Europea.

 Un altro tema affrontato durante il viaggio è stato quello della sicurezza: se, da un lato, la Polizia del Kosovo ha raggiunto un livello molto soddisfacente di professionalità e la libertà di movimento delle minoranze in Kosovo sembra effettiva, dall’altro si ritiene ancora oggi necessaria la presenza della forza internazionale a guida NATO, la KFOR, seppur fortemente ridotta. Lo staff di ComKFOR ha ricevuto i partecipanti per un brifing sulla presenza della NATO in Kosovo e le prospettive future. Uno degli aspetti cruciali resta l’integrazione delle municipalità a maggioranza serba del Nord all’interno delle istituzioni del Kosovo. Qui, lo sforzo internazionale per una integrazione fra le etnie continua a risentire fortemente dell’andamento delle relazioni fra Belgrado e Pristina. Durante la visita all’ufficio OSCE di Mitrovica Sud si è parlato del loro costante impegno sui temi della riconciliazione inter-etnica, con un particolare focus sulle giovani generazioni, mentre la Multinational Specialized Unit (MSU) ha condotto il gruppo a Mitrovica Nord attraverso il Ponte di Austerlitz, analizzando le criticità in termini di sicurezza delle due parti della città divise lungo linee inter-etniche.

Ha concluso il programma di viaggio la visita all’anima ottomana del Kosovo, la bella città di Prizren, probabilmente la più multiculturale del paese, vista la forte presenza di comunità di turchi, bosniaci e gorani oltre agli albanesi e serbi.

Durante tutta la visita studio, i partecipanti hanno goduto del trasporto e della scorta messi a disposizione dalla MSU dei Carabinieri presente in Kosovo, al quale va il più sentito ringraziamento dell’Associazione Diplomatici.

Un ringraziamento del tutto speciale va all’Ambasciata di Italia a Pristina, ed in particolare all’Ambasciatore S.E Piero Cristoforo Sardi e al Vice Capo Missione Dott. Matteo Corradini, per i numerosissimi spunti di riflessione offerti nel corso del briefing presso l’Ambasciata e per il prezioso aiuto fornito nell’organizzazione di questa visita studio.

Infine, ai 25 giovani studenti che hanno partecipato al viaggio, vanno i miei complimenti: la loro curiosità intellettuale, la sensibilità culturale dimostrata anche nei momenti più delicati dell’esperienza e il forte spirito di gruppo hanno reso questo viaggio indimenticabile!

Stefania Paradisi
Responsabile Relazioni Esterne e Didattica
Associazione Diplomatici

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