#CWMUNemotion: vi presentiamo il vincitore del primo contest fotografico organizzato da Associazione Diplomatici

Con una sola foto ed un hastag, #CWMUNemotion, è riuscito a guadagnare ben 578 like in meno di 36 ore.

Cosa fai nella vita e come mai hai deciso di partecipare al CWMUN NYC 2017?

“Sono laureato in Cinese economico ed a settembre inizierò la magistrale in relazioni internazionali. Ho partecipato al CWMUN perché avevo già esperienza nel campo e perché mi interessava moltissimo”.

Quale Paese rappresentavi ed in quale Commissione eri?

“Rappresentavo il Cile nella Commissione per la prevenzione dei crimini e giustizia, è stato molto interessante”.

Era la prima volta che partecipavi ad un contest fotografico? Perché hai deciso di partecipare?

“È stata la prima volta che partecipavo ad un contest fotografico perché sono molto timido. Ho deciso comunque di partecipare perché mi sembrava una buona occasione per mettermi in gioco pur non sapendo quale fosse il premio in palio. È stato molto emozionante”.

Quali aspirazioni hai per il futuro?

“Per il futuro sono estremamente positivo, amo la mia vita e quello che faccio. Nell’immediato futuro continuerò a studiare, poi mi piacerebbe poter lavorare in qualche organizzazione internazionale o ONG”.

 

Se fossi a capo di una ONG, come sarebbe?

“Se fossi a capo di una ONG, la mia si occuperebbe sicuramente di diritti umani. Ho fatto richiesta per un tirocinio finanziato dalla Commissione Europea dove vengono selezionati 16 ragazzi da tutto che il mondo che avranno la possibilità di parlare davanti ai leader europei e la tematica che ho scelto sono proprio i diritti umani ed i giovani”.

 

Secondo te quali sono i 3 pilastri su cui si dovrebbe fondare la democrazia per i prossimi 15 anni?

  • Educazione: credo fermamente nell’educazione perché solo educando le persone si può avere una democrazia. L’educazione ti da un background di tutte le informazioni di cui si ha bisogno per poter essere un uomo libero.
  • Formazione: ti permette di applicare le regole in un contesto sociale che cambia da paese a paese.
  • Un buon sistema politico

 

Quali sono i 3 diritti inviolabili per essere davvero liberi?

 “Libertà di pensiero, libertà di poter scegliere sulla propria vita e quindi anche sulla propria morte ed educazione”.

 

Connettività, analisi dei dati, la qualità e la possibilità di accesso all’informazione, secondo te sono degli elementi che vanno a beneficio o a scapito della democrazia?

 Oggi come oggi credo che siano totalmente a scapito della democrazia perché mezzi come fb, instagram e blog sono diventati una forma di disinformazione incredibile che violano la sicurezza e la libertà dell’uomo.

 

Beatrice Balzanetti

Il secondo appuntamento del WiP ha portato più di 20 ragazzi nel cuore dei Balcani, in Kosovo

Dal 17 al 25 giugno si è svolta World in Progress – Balkan Studies in Kosovo, una visita studio dedicata all’approfondimento dei temi del post-war reconstruction e degli interventi della comunità internazionale in quella che fu Provincia autonoma della Serbia e che oggi è uno stato indipendente. Scopo del viaggio era consentire ai partecipanti di toccare con mano una realtà studiata solo sui testi universitari, contraddistinta da divisioni etniche, ferite provocate dalla violenza della guerra del 1999 ma anche dal desiderio di superare il passato per entrare a far parte della famiglia europea.

Il viaggio è iniziato con la visita ai luoghi cari alla cultura e religione serba, il Patriarcato di Peć e il Monastero di Visoki Dečani, per poi affrontare il doloroso nodo delle vittime della guerra del 1999: l’Associazione “Grida delle Madri”, che si batte da anni per avere notizie delle centinaia di albanesi ancora scomparsi, così come le minoranze che hanno subìto la vendetta nei mesi immediatamente successivi al ritiro delle forze jugoslave dal territorio del Kosovo. La visita a quella che era una “enclave” serba, e che oggi è un sito di valore culturale e religioso protetto dalla legge del Kosovo, Velika Hoča/Hoca e Madhe, testimonia di un progresso importante nel senso dell’ integrazione della minoranza serba nel tessuto albanese ma anche di una enorme difficoltà a sopravvivere in una situazione priva di prospettive economiche.

Ma cosa è successo del Kosovo dalla fine della guerra ad oggi? Perché resta un caso studio fondamentale per chi si occupa di relazioni ed organizzazioni internazionali? Perché il Kosovo rientra fra i pochi casi di amministrazione diretta delle Nazioni Unite, della quale ancora si discute in termini di sua efficacia. Con l’autoproclamata dichiarazione di indipendenza, il Kosovo resta sotto tutela internazionale fino al 2012, quando ne viene dichiarata l’effettiva indipendenza: e, così, l’Unione Europea si pone come attore fondamentale nel processo di consolidamento democratico delle istituzioni del paese, grazie alla missione EULEX e alla presenza del EU Special Representative. L’incontro che si è tenuto proprio rappresentanti dell’Office of the EU Special Representative ha chiarito ai partecipanti quali sono per l’Unione Europea i nodi che restano da sciogliere nella strada che porta all’integrazione del paese nell’Unione Europea.

 Un altro tema affrontato durante il viaggio è stato quello della sicurezza: se, da un lato, la Polizia del Kosovo ha raggiunto un livello molto soddisfacente di professionalità e la libertà di movimento delle minoranze in Kosovo sembra effettiva, dall’altro si ritiene ancora oggi necessaria la presenza della forza internazionale a guida NATO, la KFOR, seppur fortemente ridotta. Lo staff di ComKFOR ha ricevuto i partecipanti per un brifing sulla presenza della NATO in Kosovo e le prospettive future. Uno degli aspetti cruciali resta l’integrazione delle municipalità a maggioranza serba del Nord all’interno delle istituzioni del Kosovo. Qui, lo sforzo internazionale per una integrazione fra le etnie continua a risentire fortemente dell’andamento delle relazioni fra Belgrado e Pristina. Durante la visita all’ufficio OSCE di Mitrovica Sud si è parlato del loro costante impegno sui temi della riconciliazione inter-etnica, con un particolare focus sulle giovani generazioni, mentre la Multinational Specialized Unit (MSU) ha condotto il gruppo a Mitrovica Nord attraverso il Ponte di Austerlitz, analizzando le criticità in termini di sicurezza delle due parti della città divise lungo linee inter-etniche.

Ha concluso il programma di viaggio la visita all’anima ottomana del Kosovo, la bella città di Prizren, probabilmente la più multiculturale del paese, vista la forte presenza di comunità di turchi, bosniaci e gorani oltre agli albanesi e serbi.

Durante tutta la visita studio, i partecipanti hanno goduto del trasporto e della scorta messi a disposizione dalla MSU dei Carabinieri presente in Kosovo, al quale va il più sentito ringraziamento dell’Associazione Diplomatici.

Un ringraziamento del tutto speciale va all’Ambasciata di Italia a Pristina, ed in particolare all’Ambasciatore S.E Piero Cristoforo Sardi e al Vice Capo Missione Dott. Matteo Corradini, per i numerosissimi spunti di riflessione offerti nel corso del briefing presso l’Ambasciata e per il prezioso aiuto fornito nell’organizzazione di questa visita studio.

Infine, ai 25 giovani studenti che hanno partecipato al viaggio, vanno i miei complimenti: la loro curiosità intellettuale, la sensibilità culturale dimostrata anche nei momenti più delicati dell’esperienza e il forte spirito di gruppo hanno reso questo viaggio indimenticabile!

Stefania Paradisi
Responsabile Relazioni Esterne e Didattica
Associazione Diplomatici

New York la prossima meta che Associazioni Diplomatici ha in programma per l’estate

Dopo l’appuntamento di Washington, Associazione Diplomatici ha in programma altri due eventi: WIP in ECOSOC (United Nations Economic And Social Council), un progetto di formazione Exploring the United Nations’ Role in the Promotion of the Agenda 2030 for Sustainable Development, che si svolgerà a New York dal 9 al 15 luglio 2017.

A New York gli studenti avranno la possibilità di partecipare ad alcune sessioni di lavoro dell’ECOSOC, nell’ambito della strategia annuale dell’High Level Political Forum, incontro annuale del Consiglio finalizzato a verificare i risultati ottenuti a livello internazionale verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030. Il progetto si pone l’obiettivo di fornire a studenti e giovani professionisti la possibilità di vivere un’esperienza teorico/pratica sui temi della cooperazione internazionale, dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà globale. Si inserisce nella cornice dei lavori svolti in seno all’ECOSOC, organo consultivo e di coordinamento delle attività economiche e sociali delle Nazioni Unite, con particolare riferimento alla progressiva attuazione dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e dei Sustainable Development Goals.

WIP/Washington: lobbying, cooperazione, finanza. I “segreti” Usa raccontati agli studenti

Per i 15 studenti universitari provenienti da tutta Italia si è conclusa la prima edizione del progetto organizzato da Associazione Diplomatici

Si è concluso alla grande il primo dei quattro appuntamenti del World in Progress (WiP), innovativo programma di formazione che Associazione Diplomatici ha in programma nei mesi di giugno e luglio 2017. Il primo appuntamento del WiP,  che si è svolto dal 5 al 13 giugno, è stato ospitato dalla città di Washington, fulcro del potere e della politica americana, ed ha visto la partecipazione di un gruppo di studenti universitari provenienti da tutta Italia.

Il progetto WIP Washington rappresenta il punto di partenza del programma formativo e del percorso didattico del World In Progress per l’importanza e per le implicazioni sulla definizione delle attuali politiche e relazioni internazionali.

Per gli studenti si è trattato di un’occasione unica per potersi confrontare in prima persona con alcune delle principali sfide che le relazioni internazionali presentano oggi.

Una settimana fitta di impegni, workshop, conferenze e incontri che hanno visto la partecipazione dei ragazzi che si sono confrontati sia sui temi della politica estera internazionale, sia sulla situazione politica americana dopo l’elezione del Presidente Donald Trump.

Sono stati spiegati loro i meccanismi di lobbying negli Stati Uniti ed il modo in cui vengono percepiti all’interno della società; le politiche di sostegno e di cooperazione multilaterale allo sviluppo, attraverso incontri con lo staff delle istituzioni finanziarie internazionali: Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.

I ragazzi al Woodrow Wilson Center
I giovani partecipanti al WiP Washington

Al Woodrow Wilson Center, inoltre, gli studenti hanno affrontato con i massimi esponenti in materia, la delicata questione delle crisi migratorie in America centrale. Noah Bullock, direttore esecutivo della Fundación America, ha sottolineato “l’importanza di garantire i diritti umani e creare un sistema di documentazione dei punti più critici. Una delle preoccupazioni principali è che le conseguenze dell’estrema violenza, delle violazioni dei diritti umani e dello migrazione rimangano invisibili nella maggior parte del resto del mondo”.

L’esperienza si è conclusa all’Ambasciata Italiana negli Stati Uniti con un intervento di Marilina Armellin, rappresentante Italia all’OSA, che ha  illustrato ai partecipanti quali sono le carriere internazionali e nello specifico “le funzioni svolte dall’Ambasciata Italiana negli Usa e cosa l’Italia fa per promuovere la cultura del nostro Paese oltre oceano”.

Catania, L’altra faccia del G7: a MARE LIBERUM il faccia a faccia tra mille studenti e i loro ‘maestri’

Dal 26 al 28 maggio 2017 il progetto organizzato da Associazione Diplomatici e la rivista EastWest

C’è un altro G7, a pochi chilometri da Taormina. E’ quello dei ragazzi, oltre mille studenti che sono arrivati a Catania per parlare di migranti, di legalità, di clima, di sviluppo sostenibile, di religione. Studenti che ascoltano e interrogano altri potenti della terra, come l’ex Presidente della Commissione Europea Romano Prodi. O come l’ex Segretario generale della Nato Javier SolanaE’ questa la prima edizione del Festival di Geopolitica Mare Liberum, organizzato dall’Associazione Diplomatici e dalla rivista Eastwest

Diplomatici è la più importante scuola di formazione italiana per ragazzi che vogliono intraprendere la carriera internazionale. E’ una ong dell’ONU con status di osservatore in Ecosoc, il comitato economico e sociale delle Nazioni Unite. Ogni anno raduna migliaia di giovani provenienti da oltre cento Paesi nel Palazzo di Vetro a New York per le simulazioni Onu. Dal 2011, anno di fondazione, sono oltre 30mila i ragazzi che hanno partecipato a New York, Abu Dhabi, Bruxelles, Barcellona e Roma alle simulazioni. Dice Claudio Corbino, presidente di Diplomatici a margine del Festival: “In questi giorni parliamo di futuro, lo facciamo attraverso un filo conduttore, una pietra angolare che è il rispetto delle regole, della tutela del diritto e dei diritti”. Eastwest è invece una delle più importanti e autorevoli riviste di geopolitica. Suo direttore e animatore è Giuseppe Scognamiglio, vice presidente di Unicredit per comunicazione e public affairs: “C’è l’esigenza di parlare di geopolitica e di farlo nel modo più opportuno. Questo evento è dedicato ai ragazzi che studiano o che si affacciano sul mondo del lavoro. Abbiamo il dovere di far capire loro quest’Europa cos’è e consentire a questi ragazzi di dire la loro”.

D’altro canto, come ha detto il magistrato Giuseppe Ayala rivolgendosi agli studenti, durante l’incontro sulla Legalità in Europa e in Italia “oltre alla formazione scolastica è necessaria la consapevolezza di essere cittadini” e questo deve necessariamente passare “attraverso il recupero di un corretto concetto di democrazia diretta, che non si sostanzia nell’attuale corsa al click sul computer”. Dalla democrazia alla legalità che per il prefetto Tronca– che ha ricevuto il Premio Legalità 2017– “è un dovere e, insieme, una sfida che va assolutamente vinta”, al recupero del rapporto tra i “maestri” e i giovani, i “millenials” che saranno la futura classe dirigente.  

Il futuro non c’è ancora ma lo stiamo costruendo – dice Stefano, studente liceale – Abbiamo, è vero, sfiducia nella classe dirigente, nella burocrazia e nella politica ma progetti come questo ti consentono di venire a contatto con qualcosa che sui libri non studi: grandi personalità, nomi illustri, esperienze e vite che hanno molto da insegnarci. D’altra parte, come possiamo essere la futura classe dirigente, se non conosciamo ciò che accade oggi e ciò che stiamo vivendo, se non impariamo cosa sia l’integrazione reale?”.

Integrazione che passa per la coesistenza tra grandi religioni, tema sul quale sono intervenuti Monsignor Gaetano Zito e Abdelhafid Kheit, Imam della Moschea di Catania, ma anche attraverso lo sport, come testimoniato da due campioni come Marco Tardelli e Tania Cagnotto. E poi le sfide per l’economia e le strategie europee per lo sviluppo sostenibile, con il contributo di Enrico Giovannini e il rapporto tra attualità, cooperazione e sviluppo sul quale si è soffermato Piero Fassino. “Una scuola di vita riassunta in tre giorni – commenta Chiara, studentessa universitaria – Noi ragazzi viviamo di speranze, ma spesso non bastano”.

A dar loro la chiave di lettura il Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Francesco Basile: “E’ difficile avere ideali oggi, ma vanno costruiti: la vita è fatta di credo, di cultura e di ideali. Costruiteli, ragazzi. Perché nessun futuro è possibile senza una nuova idea di leadership”.

Dopo tre giornate di incontri e lavori, i Maestri scendono dalla cattedra e tornano sui banchi, a farsi interrogare dai ragazzi. Si chiude così,  nella sala consiliare del Comune di Catania, la prima edizione del Festival Internazionale di Geopolitica, Mare Liberum, organizzato dall’Associazione Diplomatici e dalla rivista Eastwest. Ruoli che si rovesciano, una sorta di mondo capovolto che ha visto alcuni dei mille ragazzi partecipanti al progetto Mare Liberum, intervistare i loro “maestri”, dal prefetto Francesco Paolo Tronca, all’ex Magistrato Giuseppe Ayala, da Bruno Montanari a Salvatore Carrubba.  L’Europa che c’è, quella che i ragazzi vorrebbero e quale percorso costruire.

 

 
La politica di oggi che non è quella che si vorrebbe. Il fervore che ha animato l’Ottocento e la sensazione di smarrimento degli anni contemporanei. Ma anche i valori che non tramontano, le speranze che non si spengono, il desiderio di costruire qualcosa di nuovo,  oltre i cliché sui ragazzi di oggi, forse un po’ annoiati e parecchio distanti.

 

“Noi studenti siamo spesso visti come vasi da riempire. Invece siamo fuochi da accendere. E questo insegnamento e questa esperienza li porterò sempre con me”, dice Laura. 
“Finalmente abbiamo avuto una finestra aperta su ciò che avviene nel nostro Paese e in Europa. Qualcosa che noi ragazzi non avremmo saputo senza questo progetto”, spiega Erika.

 Il valore della democrazia, il pericolo dei populismi, il muro tra generazioni diverse che spesso non comunicano e non dialogano. Un muro che per Mauro, “abbiamo creato anche noi, ragazzi della nuova generazione, arroccandoci nelle nostre realtà, al chiuso delle nostre esperienze. Ed è molto pericoloso perché significa non capire molto di ciò che ci circonda, dall’importanza del voto a quella di un ruolo essenziale, nel nostro piccolo, di fronte a temi come quelli dell’accoglienza e dell’integrazione“.

Perché il futuro fa paura, è vero, ma creare un “ponte tra noi e i ragazzi, ascoltarli parlare, interagire, fa sperare in un domani diverso. Un domani che costruiremo insieme e  di fronte al quale la paura viene meno“, dice Claudio Corbino.

C’è una fiducia crescente, una passione  civile incredibile  nell’affrontare temi e discutere di principi e valori – dice Giuseppe Scognamigliocon un clima costruttivo che ci fa ben sperare per il futuro“. Un futuro in costruzione, una tela che aspetta di essere tracciata e colorata. Ma stavolta l’insegnamento più grande arriva proprio da un banco, quello del prefetto Tronca che si rivolge così ai ragazzi in cattedra: “State dipingendo il quadro della vostra vita: mi auguro che siate protagonisti nel dipingerlo, sporcandovi le mani ma mantenendo gli occhi puliti“.

Claudio Corbino, Presidente Associazione Diplomatici: San Patrignano, capitale della speranza.

Il giorno 20 maggio, ospite della comunità di San Patrignano, il Presidente dell’Associazione Diplomatici, Claudio Corbino, ha ricevuto il premio “Abbracci” 2017, giunto alla sua quinta edizione. Il premio viene assegnato a coloro i quali si sono particolarmente distinti in azioni di sostegno alla comunità di recupero che vede tra i co-fondatori Letizia e Gianmarco Moratti.

Corbino è stato premiato perché da molti anni l’Associazione Diplomatici, durante il forum alle Nazioni Unite da essa organizzato: “Change the World”, ospita alcuni dei ragazzi di Sanpa. 

Durante la premiazione Corbino ha voluto ricordare come a pochi giorni dal venticinquesimo anniversario dalla morte di Giovanni Falcone e in vista della stessa triste ricorrenza relativa al giudice Paolo Borsellino, coloro che possono cambiare il mondo sono soprattutto le persone che fanno ogni giorno il proprio dovere. “Quando uccisero questi due valorosi servitori dello Stato avevo 14 anni e compresi che il modo migliore per far sopravvivere le loro idee non era quello di cercare di diventare un eroe ma di provare a fare sempre il mio dovere. Questo è anche l’insegnamento che traggo ogni qual volta mi viene offerta la grande opportunità di passare del tempo con i ragazzi di Sanpa”.

“San Patrignano -ha aggiunto Corbino- dovrebber essere nominato Ministero della Speranza, Sanpa è un po’ la capitale della speranza dei ragazzi di tutto il mondo affetti da dipendenze”. Tra i premiati anche l’imprenditore Diego Della Valle, l’ex campione olimpico di pallavolo Andrea Lucchetta e le altre personalità del panorama culturale italiano.

Festival dello Sviluppo Sostenibile, un’occasione unica per discutere su come disegnare il nostro futuro

 200 EVENTI IN 17 GIORNI PER CONOSCERE L’AGENDA ONU 2030 E MOBILITARE L’ITALIA PER CENTRARE GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

Oltre 7 italiani su 10 non conoscono i goal dell’Agenda 2030. Eppure l’84% si dice favorevole a politiche per lo sviluppo sostenibile. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (di cui fa parte l’Associazione Diplomatici insieme ad altre 130 realtà produttive della società civile), con i suoi 160 aderenti, ha promosso dal 22 maggio al 7 giugno un grande confronto sulle sfide del nostro tempo: povertà, lavoro, educazione, disuguaglianze, energia, infrastrutture, cooperazione internazionale e ambiente. Più di mille speaker coinvolti, 200 scuole, decine di università, migliaia di partecipanti su tutto il territorio nazionale. Un’occasione unica per discutere su come disegnare il nostro futuro e cambiare il presente per realizzare uno sviluppo equo e sostenibile.

Il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile si è chiuso il 7 giugno con un evento di altissimo livello cui hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Repubblica, la Presidente della Camera dei Deputati e il Presidente del Consiglio dei ministri. In particolare, si è avuto un riscontro estremamente positivo da parte dello staff del Presidente Sergio Mattarella, mentre il Presidente Paolo Gentiloni, annunciando i contenuti dell’imminente Strategia di Sviluppo Sostenibile, ha accettato molte delle proposte avanzate dall’Alleanza in tema di governance della Strategia, prima fa tutte la regia della Presidenza del Consiglio su un tema così trasversale e rilevante per il futuro del Paese. Parallelamente, nel corso del dibattito, il Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha confermato l’intenzione della Conferenza di aderire all’ASviS e il Presidente del Consiglio dell’ANCI Enzo Bianco ha proposto di mobilitare nei prossimi mesi tutti i comuni italiani sul tema dello sviluppo sostenibile attraverso un’azione coordinata. 

Il giorno successivo, i sindaci delle città metropolitane hanno firmato la “Carta di Bologna” realizzata con il contributo dell’ASviS, la quale traccia una roadmap con impegni molto concreti sui temi dello sviluppo sostenibile per le nostre città, perfettamente in linea con la Bozza di “Agenda urbana sostenibile” predisposta dal gruppo dell’ASviS coordinato da Urban@it. La “Carta di Bologna” si affianca agli impegni sottoscritti, nel corso di altri eventi organizzati nell’ambito del Festival, dalle organizzazioni imprenditoriali e della finanza nel corso e al manifesto per il “consumerismo sostenibile” predisposto da Consumer’s Forum con riferimento alle associazioni della distribuzione e dei consumatori. 

Basterebbe citare questi importantissimi risultati per sostenere che il Festival sia stato uno strumento molto efficace per mobilitare la società e le istituzioni del nostro Paese sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ma ciò non renderebbe giustizia alla ricchezza del Festival. I 221 eventi organizzati in 17 giorni su tutto il territorio nazionale, con 2.300 speaker e decine di migliaia di partecipanti, rappresentano la testimonianza indiscussa di come il Festival sia stato uno straordinario successo. Al di là della massiccia presenza sui media tradizionali, soprattutto su quelli locali e online, i social media hanno rappresentato un efficace canale di comunicazione, anche grazie all’impegno di molti aderenti a diffondere le informazioni riguardanti il Festival.  In particolare:

  • Attraverso il sito dedicato al Festival sono stati diffusi aggiornamenti e notizie riguardanti tutti gli aspetti relativi ai 221 eventi del Festival. E’ stata data la possibilità di seguire i tre eventi principali organizzati dal Segretariato in live streaming, di scaricare materiali multimediali (ebook, podcast, video di testimonial, fotogallery) e ascoltare audio interviste con i protagonsti prinicipali della sostenibilità in Italia e non solo. Gli utenti singoli che hanno vistato il sito sono stati oltre 46.000;
  • attraverso i social media sono state raggiunte circa 800.000 persone. Nei giorni degli eventi gestiti dal Segretariato, il Festival è stato sempre un “trending topic” su Twitter, cioè uno dei messaggi più veicolati. Il numero di followers dell’ASviS è più che raddoppiato sia su Twitter che su Facebook.

Ma al di là degli aspetti comunicativi, il Festival ha creato una comunità di persone e di istituzioni senza pari, favorendo collaborazioni tra soggetti che non avevano avuto precedenti esperienze di lavoro congiunto. Basti pensare ai legami stabiliti, sul territorio, tra università ed aderenti dell’Alleanza, o a casi come quello di Parma, dove si sono svolti quasi trenta eventi in 17 giorni.  

Ovviamente, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro entusiasmo e impegno. Così come non sarebbe stato possibile svolgere l’immane quantità di lavoro che l’organizzazione del Festival ha comportato senza l’impegno e l’abnegazione dei membri del Segretariato. A tutti va il nostro ringraziamento.

Tutti insieme abbiamo fatto quello che in molti considerano “un miracolo”. Ma il successo del Festival conferma l’esattezza della lettura dello stato della società italiana che ha condotto alla nascita dell’Alleanza, cioè che la società civile e le forze economiche e sociali del Paese sono pronte ad accettare la sfida di costruire, pur nelle difficoltà, un futuro più equo e sostenibile“, sono le parole di Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

A Roma un nuovo Master Internazionale in Cultural Diplomacy

Città, musei, arti visive, musica, sport, mega eventi e social media rappresentano la nuova frontiera della reputazione globale.

Il nuovo Master in Cultural Diplomacy forma professionisti per carriere internazionali sia nel settore pubblico che in quello privato nel campo delle relazioni internazionali, della creazione di grandi eventi di arte e cultura, nonché per le strategie di branding di Nazioni, città, imprese multinazionali.

ALMED, Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo, con il sostegno didattico e scientifico di ASERI, Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, promuove il Master Internazionale:

CULTURAL DIPLOMACY: ARTS AND MEDIA FOR INTERNATIONAL RELATIONS

AND GLOBAL COMMUNICATION

Roma, I edizione

Novembre 2017-Ottobre 2018

Master Internazionale di I livello in inglese

Come parte integrante del programma gli studenti avranno l’opportunità di visitare musei, istituzioni culturali e headquarters di organizzazioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Al termine del percorso formativo è previsto un periodo di internship al termine del quale gli studenti dovranno presentare un portfolio che evidenzi gli obiettivi raggiunti.

L’approccio multidisciplinare. Il Master affronta in modo innovativo i temi legati alla diplomazia culturale, alla public diplomacy, alla diplomazia digitale e alla comunicazione globale per permettere agli studenti di poter acquisire le competenze in chiave strategica per poter operare sia nel pubblico che nel privato.

Il Network. Creato da Federica Olivares che lo dirige con Ruggero Eugeni, il Master è partner di Associazione Diplomatici, una ONG partner ufficiale delle Nazioni Unite, con lo status consultivo nel Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU.

Per maggiori informazioni:

master.culturaldiplomacy@unicatt.it

 

CWMUN in salsa catalana: esordio alla grande con 250 ragazzi

Dal 25 Aprile al 1 Maggio 2017 si è tenuta la prima edizione del CWMUN BARCELLONA, organizzato da Associazione Diplomatici con la collaborazione della prestigiosa scuola, St Peter’s School di Barcellona.

La Cerimonia di apertura, svoltasi presso l’Aula Sacra dell’Universitat Abat Oliba CEU, pensata ed edificata da un allievo del “maestro” Antoni Gaudì, ha ospitato 250 studenti delle scuole superiori, provenienti da 20 paesi differenti, professori, ed ospiti illustri, tra cui il Ministro dell’Istruzione della Catalunya, Meritxell Ruiz, inaugurando l’inizio dei lavori di commissione.

Gli studenti hanno dibattuto sull’argomento principale di questa prima edizione: “The protection of civilians in armed conflicts”, in lingua inglese, simulando i lavori del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Per la prima volta, gli studenti hanno indossato i panni degli ambasciatori, in rappresentanza del Paese loro assegnatogli, durante il corso di formazione, tenutosi nel periodo precedente l’evento. Negoziando e fornendo strategie diplomatiche, hanno prodotto delle Risoluzioni sull’argomento in analisi.

I 5 Consigli di Sicurezza simulati hanno affrontato una crisi, relativa ad una tematica attuale e pregnante, che vede protagonista la Korea del Nord, palesando abilità risolutive e mantenendo le rispettive posizioni politiche.

La Cerimonia di chiusura si è tenuta presso l’Auditorium della St. Peter’s School, ove gli studenti, che si sono contraddistinti per bravura e preparazione, sono stati premiati come “migliore delegazione” nelle rispettive commissioni già simulate.

Il Direttore Esecutivo della St. Peter’s, Jordi Ginjaume Culell ed il Direttore Operativo dell’Associazione Diplomatici, Giorgio Serrano, hanno ringraziato gli studenti per il brillante esito dell’evento e la grande carica emotiva durante i lavori di simulazione.

Dato il grande successo di questa prima edizione, l’Associazione Diplomatici e la St. Peter’s School confermano la seconda edizione del CWMUN BARCELLONA, che si terrà dal 18 al 24 Aprile 2018.

L’iniziativa si è svolta mercoledì 3 maggio presso l’università di Trento

WORLD IN PROGRESS (WiP) è il titolo della giornata promossa dall’Associazione Diplomatici e dal Centro Europeo d’Eccellenza Jean Monnet dell’Università degli Studi di Trento, dedicata all’orientamento sulle carriere internazionali.

WiP è un progetto rivolto ai giovani universitari che si compone di due “anime”, entrambe con lo scopo di avvicinare i giovani universitari all’ambito internazionale: WiP – Carriere Internazionali, che si tiene nelle università italiane e che orienta alle professioni, e WiP – Beyond Experience, una serie di Study Visits nel cuore della diplomazia mondiale e del lavoro delle organizzazioni internazionali (Washington, Kosovo, Israele e Territori Palestinesi e New York presso l’ECOSOC).

Hanno preso parte all’evento di Trento oltre ottanta giovani universitari interessati ad approfondire le loro conoscenze in materia di carriera diplomatica, professioni nelle istituzioni europee e nelle grandi organizzazioni internazionali governative e non.

L’Ambasciatore Spinelli, già Ambasciatore d’Italia a Budapest, ha illustrato il ruolo e le funzioni che un diplomatico è chiamato a svolgere oggi, in un momento storico in cui alla diplomazia tradizionale del secolo scorso si è sostituita la diplomazia diretta dei “Grandi”. E, tuttavia, il ruolo del diplomatico rimane essenziale per lo sviluppo pacifico delle relazioni fra stati – un “ponte” fra due popoli, come lo ha definito l’ambasciatore stesso – e per la protezione e promozione degli interessi dello stato che si rappresenta. Una disamina delle varie fasi del concorso diplomatico ha chiuso la sessione, insieme ai consigli che l’Ambasciatore ha dato ai giovani presenti per prepararsi al meglio già dagli anni universitari.

Alla sessione dedicata, invece, alle opportunità in ambito europeo, il Direttore del Centro Jean Monnet, Prof. Vincent Della Sala, e la Dott.ssa Marina Manfredi Magillo, già Direttrice alla Direzione Generale del Personale della Commissione UE, hanno introdotto il tema dello stato di salute dell’Unione Europea in questa delicata fase storica. E, nonostante le difficoltà emerse nel corso del dibattito, le professioni all’interno delle istituzioni europee si confermano di grande interesse per tutti i giovani interessati a lavorare in una grande organizzazione internazionale, così importante per l’equilibrio nel continente e per il suo contributo alla stabilità internazionale.

Infine la sessione pomeridiana, dedicata alle organizzazioni internazionali governative e non, che si occupano di cooperazione allo sviluppo e all’assistenza umanitaria. Nella prima parte della presentazione si è parlato delle implicazioni del lavoro sul campo e dei requisiti di base necessari per intraprendere queste professioni.La Dott.ssa Tana Anglana ha poi parlato della sua esperienza all’interno dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), spiegando quali siano gli aspetti positivi e negativi di un lavoro in ambito internazionale e cogliendo l’occasione anche per sensibilizzare i giovani al tema della migrazione in Italia. Infine, la Dott.ssa Nadia Simeoni, che si occupa proprio delle risorse umane all’interno dell’ONG MLAL Progetto Mondo, ha raccontato in cosa consista il lavoro di un cooperante e di quali sono i profili più adatti e ricercati dalle ONG in questo settore. Di grande importanza anche le possibilità che i giovani hanno sia nel corso dell’università che dopo la laurea per iniziare a creare un curriculum coerente con i loro obiettivi professionali, e cioè iniziando con esperienze di volontariato con le ONG, con i progetti SVE e del Servizio Civile Nazionale ed Internazionale e dei Corpi Civili di Pace.

Hanno moderato e contribuito alle sessioni le Dott.sse Stefania Paradisi, Responsabile della Didattica e già funzionario dell’OSCE, e Valeria Lonati, Responsabile della sede di Roma di Diplomatici.

 

Approfondimenti

Dal 1999 l’Università ha ottenuto dalla Commissione Europea (EACEA) un cofinanziamento per istituire un “Polo Europeo Jean Monnet”, Centro di Eccellenza per gli studi europei, il cui obiettivo principale è la valorizzazione delle conoscenze sull’Integrazione Europea a favore di un pubblico ampio e diversificato. Il Polo organizza attività di formazione, attraverso la promozione delle tematiche europee, rivolte a studenti, dottorandi e personale docente, al fine di diffondere le competenze europeistiche nell’ambiente professionale, politico, economico e culturale della provincia di Trento e della Regione Trentino-Alto Adige. Stimola inoltre la ricerca, attraverso un supporto per la progettazione attraverso la promozione della ricerca in settori tra cui: regionalismo europeo, europeizzazione dei contesti nazionali e regionali, costituzionalizzazione dell’UE, comparazione delle autonomie locali e regionali, collaborazione transfrontaliera, sicurezza, sistemi educativi europei, rappresentazioni sociali dell’Europa.

L’associazione Diplomatici è una ONG partner ufficiale delle Nazioni Unite, con lo status consultivo nel Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU. E’ costituita da personalità della cultura italiana e internazionale, da studenti e docenti universitari e delle scuole, e da giovani professionisti.

Impegnata da oltre quindici anni nella formazione dei giovani su temi di carattere internazionale, offre percorsi formativi altamente specializzati e organizza eventi nazionali e internazionali. Lo scopo delle attività dell’associazione è di consentire ai giovani di applicarsi in difesa dei valori della democrazia attraverso lo studio e la simulazione dei lavori delle grandi organizzazioni internazionali, comprendendo il significato del rispetto, della tolleranza e della convivenza fra cittadini del mondo di diversa cultura, fede o appartenenza etnica.

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