Si è concluso il CWMUN di NYC: “Stay in love” e la platea di oltre 2000 ragazzi si infiamma

Per l’edizione dei record ospiti d’eccezione: da Oscar Farinetti al ministro Alfano. Le storie dei grandi atleti Marco Tardelli, Tania Cagnotto e Bebe Vio. E un hashtag speciale: #CWMUNemotion

“Stay in love”. La frase lanciata da Sara Tardelli dal palco dell’Assemblea Generale dell’ONU ha percorso l’immensa sala gremita da oltre 2000 ragazzi in ogni ordine di posti. “Stay in love” ha urlato Sara e tutti i ragazzi si sono lasciati andare a un applauso fatto col cuore prima che con le mani, un applauso che includeva tutti, perché “stay in love” è una condizione che unisce, emoziona, fa quasi volare. E’ così, con questo spirito esplosivo che si è aperta la settima edizione del CWMUN di New York.

Un’edizione dei record: oltre 2000 ragazzi da 104 Paesi del mondo, oltre 350 borse di studio assegnate, un incremento del 35 per cento rispetto al 2016. E così i ragazzi per tre giorni hanno lavorato e fatto le loro simulazioni in un clima di grande collaborazione e interesse per le materie trattate.

L’intervento di Angelino Alfano, Ministro degli Esteri della Repubblica italiana, durante la Cerimonia di chiusura della settima edizione del CWMUN NYC.

Da sinistra: Bebe Vio e Tania Cagnotto alla Cerimonia di apertura del CWMUN NYC 2017.

 

L’introduzione di Claudio Corbino, Presidente di Diplomatici: “Siete la generazione più fortunata. Una generazione che fa della connettività la propria forza, senza distanze, senza confini. Siete il sorriso di Dio sul mondo. Ma dovete essere consapevoli che il diritto per il futuro è fondato sul dovere. Ragazzi, prendetevi le vostre responsabilità, godetevi il CWMUN, godetevi il vostro futuro. Ma soprattutto: cambiate il mondo”.A seguire l’affettuoso omaggio del padrone di casa rappresentato dall’ambasciatore Sebastiano Cardi, capo della rappresentanza italiana all’ONU che, con il Vicesegretario Generale Amina Mohammed e la giornalista Maria Latella hanno approfondito il ruolo delle Nazioni Unite, quello dell’Italia in Africa: migrazione, disuguaglianza, sanità, alimentazione.

Poi è toccato ad Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly: paura, speranza, futuro, destino: “Guardate da dove venite ed esprimete il talento delle vostre radici”.

Il direttore della rivista Limes Lucio Caracciolo e il vicecapo della Missione permanente italiana ambasciatore Inigo Lambertini, moderati da Myrta Merlino, hanno analizzato il cambiamento del sistema dei poteri internazionali, i nuovi equilibri nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

L’ultima parte è stata quella dedicata agli ospiti dello sport. Marco Tardelli, Goodwill Ambassador di Diplomatici, sua figlia Sara giornalista sportiva, Tania Cagnotto e Bebe Vio si sono seduti sul palco più importante del mondo. Su uno schermo gigante sono passate le immagini della “remuntada” del Barcellona, che nei giorni scorsi ha ribaltato lo 0-4 dell’andata contro il PSG in un pazzesco 6-1 ottenendo la qualificazione. Perché la “remuntada”? “Perché ciascuno ha il dovere e il diritto di provare a fare la propria rimonta” ha detto Sara. E così i campioni dello sport hanno raccontato le proprie difficoltà, i momenti di scoraggiamento, le crisi emotive e gli infortuni fisici. Ognuno ha detto come e perché nulla è impossibile.

Bebe: “Dovete sognare, come ho fatto io quando avevo 11 anni e mi hanno staccato alcuni pezzi del corpo. Poi bisogna lottare con tenacia, ma alla base di tutto c’è il sogno”.

Tania: “Ragazzi, non mollate mai, soprattutto davanti ai primi problemi. Gli obiettivi e la passione faranno la differenza in qualunque vita sceglierete di avere.

Poi l’ormai celebre urlo di Tardelli ai Mondiali del 1982 e l’urlo di Bebe alla conquista della medaglia d’oro alle Paraolimpiadi di Rio. Un urlo che unisce generazioni lontanissime ma che corona i sacrifici di questi due straordinari atleti. Un urlo condiviso dai ragazzi che forse domani rappresenteranno la classe dirigente ma che certamente sono il futuro di questo pianeta.

La cerimonia di chiusura è stata altrettanto emozionante. L’ambasciatore Inigo Lambertini, numero due della rappresentanza diplomatica italiana presso l’ONU, l’ambasciatrice dell’Honduras presso l’ONU Mary Elizabeth Flores, Salvatore Carrubba, Lucio Caracciolo, Giuseppe Ayala e il ministro degli Esteri Angelino Alfano e naturalmente il presidente di Diplomatici Claudio Corbino hanno spronato i ragazzi ad andare sempre avanti, ad avere coraggio, a rispettare i doveri per rivendicare i diritti.

Poi, le premiazioni per le migliori delegazioni delle varie commissioni, il vincitore del contest fotografico legato all’hashtag #CWMUNemotion, i saluti e l’appuntamento all’anno prossimo. Bye bye New York, see you soon.

 

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