Catania, L’altra faccia del G7: a MARE LIBERUM il faccia a faccia tra mille studenti e i loro ‘maestri’

Dal 26 al 28 maggio 2017 il progetto organizzato da Associazione Diplomatici e la rivista EastWest

C’è un altro G7, a pochi chilometri da Taormina. E’ quello dei ragazzi, oltre mille studenti che sono arrivati a Catania per parlare di migranti, di legalità, di clima, di sviluppo sostenibile, di religione. Studenti che ascoltano e interrogano altri potenti della terra, come l’ex Presidente della Commissione Europea Romano Prodi. O come l’ex Segretario generale della Nato Javier SolanaE’ questa la prima edizione del Festival di Geopolitica Mare Liberum, organizzato dall’Associazione Diplomatici e dalla rivista Eastwest

Diplomatici è la più importante scuola di formazione italiana per ragazzi che vogliono intraprendere la carriera internazionale. E’ una ong dell’ONU con status di osservatore in Ecosoc, il comitato economico e sociale delle Nazioni Unite. Ogni anno raduna migliaia di giovani provenienti da oltre cento Paesi nel Palazzo di Vetro a New York per le simulazioni Onu. Dal 2011, anno di fondazione, sono oltre 30mila i ragazzi che hanno partecipato a New York, Abu Dhabi, Bruxelles, Barcellona e Roma alle simulazioni. Dice Claudio Corbino, presidente di Diplomatici a margine del Festival: “In questi giorni parliamo di futuro, lo facciamo attraverso un filo conduttore, una pietra angolare che è il rispetto delle regole, della tutela del diritto e dei diritti”. Eastwest è invece una delle più importanti e autorevoli riviste di geopolitica. Suo direttore e animatore è Giuseppe Scognamiglio, vice presidente di Unicredit per comunicazione e public affairs: “C’è l’esigenza di parlare di geopolitica e di farlo nel modo più opportuno. Questo evento è dedicato ai ragazzi che studiano o che si affacciano sul mondo del lavoro. Abbiamo il dovere di far capire loro quest’Europa cos’è e consentire a questi ragazzi di dire la loro”.

D’altro canto, come ha detto il magistrato Giuseppe Ayala rivolgendosi agli studenti, durante l’incontro sulla Legalità in Europa e in Italia “oltre alla formazione scolastica è necessaria la consapevolezza di essere cittadini” e questo deve necessariamente passare “attraverso il recupero di un corretto concetto di democrazia diretta, che non si sostanzia nell’attuale corsa al click sul computer”. Dalla democrazia alla legalità che per il prefetto Tronca– che ha ricevuto il Premio Legalità 2017– “è un dovere e, insieme, una sfida che va assolutamente vinta”, al recupero del rapporto tra i “maestri” e i giovani, i “millenials” che saranno la futura classe dirigente.  

Il futuro non c’è ancora ma lo stiamo costruendo – dice Stefano, studente liceale – Abbiamo, è vero, sfiducia nella classe dirigente, nella burocrazia e nella politica ma progetti come questo ti consentono di venire a contatto con qualcosa che sui libri non studi: grandi personalità, nomi illustri, esperienze e vite che hanno molto da insegnarci. D’altra parte, come possiamo essere la futura classe dirigente, se non conosciamo ciò che accade oggi e ciò che stiamo vivendo, se non impariamo cosa sia l’integrazione reale?”.

Integrazione che passa per la coesistenza tra grandi religioni, tema sul quale sono intervenuti Monsignor Gaetano Zito e Abdelhafid Kheit, Imam della Moschea di Catania, ma anche attraverso lo sport, come testimoniato da due campioni come Marco Tardelli e Tania Cagnotto. E poi le sfide per l’economia e le strategie europee per lo sviluppo sostenibile, con il contributo di Enrico Giovannini e il rapporto tra attualità, cooperazione e sviluppo sul quale si è soffermato Piero Fassino. “Una scuola di vita riassunta in tre giorni – commenta Chiara, studentessa universitaria – Noi ragazzi viviamo di speranze, ma spesso non bastano”.

A dar loro la chiave di lettura il Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Francesco Basile: “E’ difficile avere ideali oggi, ma vanno costruiti: la vita è fatta di credo, di cultura e di ideali. Costruiteli, ragazzi. Perché nessun futuro è possibile senza una nuova idea di leadership”.

Dopo tre giornate di incontri e lavori, i Maestri scendono dalla cattedra e tornano sui banchi, a farsi interrogare dai ragazzi. Si chiude così,  nella sala consiliare del Comune di Catania, la prima edizione del Festival Internazionale di Geopolitica, Mare Liberum, organizzato dall’Associazione Diplomatici e dalla rivista Eastwest. Ruoli che si rovesciano, una sorta di mondo capovolto che ha visto alcuni dei mille ragazzi partecipanti al progetto Mare Liberum, intervistare i loro “maestri”, dal prefetto Francesco Paolo Tronca, all’ex Magistrato Giuseppe Ayala, da Bruno Montanari a Salvatore Carrubba.  L’Europa che c’è, quella che i ragazzi vorrebbero e quale percorso costruire.

 

 
La politica di oggi che non è quella che si vorrebbe. Il fervore che ha animato l’Ottocento e la sensazione di smarrimento degli anni contemporanei. Ma anche i valori che non tramontano, le speranze che non si spengono, il desiderio di costruire qualcosa di nuovo,  oltre i cliché sui ragazzi di oggi, forse un po’ annoiati e parecchio distanti.

 

“Noi studenti siamo spesso visti come vasi da riempire. Invece siamo fuochi da accendere. E questo insegnamento e questa esperienza li porterò sempre con me”, dice Laura. 
“Finalmente abbiamo avuto una finestra aperta su ciò che avviene nel nostro Paese e in Europa. Qualcosa che noi ragazzi non avremmo saputo senza questo progetto”, spiega Erika.

 Il valore della democrazia, il pericolo dei populismi, il muro tra generazioni diverse che spesso non comunicano e non dialogano. Un muro che per Mauro, “abbiamo creato anche noi, ragazzi della nuova generazione, arroccandoci nelle nostre realtà, al chiuso delle nostre esperienze. Ed è molto pericoloso perché significa non capire molto di ciò che ci circonda, dall’importanza del voto a quella di un ruolo essenziale, nel nostro piccolo, di fronte a temi come quelli dell’accoglienza e dell’integrazione“.

Perché il futuro fa paura, è vero, ma creare un “ponte tra noi e i ragazzi, ascoltarli parlare, interagire, fa sperare in un domani diverso. Un domani che costruiremo insieme e  di fronte al quale la paura viene meno“, dice Claudio Corbino.

C’è una fiducia crescente, una passione  civile incredibile  nell’affrontare temi e discutere di principi e valori – dice Giuseppe Scognamigliocon un clima costruttivo che ci fa ben sperare per il futuro“. Un futuro in costruzione, una tela che aspetta di essere tracciata e colorata. Ma stavolta l’insegnamento più grande arriva proprio da un banco, quello del prefetto Tronca che si rivolge così ai ragazzi in cattedra: “State dipingendo il quadro della vostra vita: mi auguro che siate protagonisti nel dipingerlo, sporcandovi le mani ma mantenendo gli occhi puliti“.

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