All’Onu oltre 1500 studenti provano a cambiare il mondo #2

corriere del sud

E’ il tema del sogno a galvanizzare gli oltre 1500 ragazzi delle scuole e delle università di 88 Paesi del mondo che ieri, alle Nazioni Unite di New York, hanno aperto i lavori della simulazione di processi diplomatici “Change the World Model Un”.
“L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare, magari accendendo la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”, ha detto l’ambasciatore Italiano al Palazzo di vetro, Sebastiano Cardi, aprendo nella sala generale della sede di New York l’evento promosso dall’associazione italiana “Diplomatici”.
Tra i relatori anche la cofondatrice di San Patrignano, Letizia Moratti che dal podio delle Nazioni Unite ha parlato del tema sul quale si confronteranno gli studenti nel loro gioco formativo (ricostruendo proprio le commissioni Onu): innovazione tecnologica e diritti umani.
Poi salutando i ragazzi della delegazione di San Patrignano, accompagnati dall’ambasciatore della Repubblica di San Marino, Daniele Bodini, e mostrando un video della comunità l’ex ministro ha detto: “La solidarietà ci rende tutti uguali senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Il diritto alla libertà è fondamentale. Ma la penetrazione della tecnologia nella nostra vita è cambiata – ha sottolineato Letizia Moratti – e voi giovani non dovete fare dominare dall’informazione in rete”.
L’ex sindaco di Milano, parlando del tema centrale della simulazione Cwmun dice: “Siate critici cercate la controprova, lavorate per formarvi la vostra opinione. Non abbiate timore, andate avanti nella vostra personale ricerca per essere unici,ma non isolati. Diamo il nostro personale contributo per fare un mondo migliore.”
Secondo Letizia Moratti “le tecnologie sono importanti, ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali: in rete sono più facili, ma non sono i soli. Coltivate i rapporti interpersonali la rete vi arrichisce ma non vi domini”.
Ieri, al termine della relazione Moratti ha ricevuto dal presidente de i Diplomatici, Claudio Corbino, la prima edizione del premio ‘Future leader program’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca.
All’iniziativa, che è iniziata martedì scorso alla Fao di Roma e prosegue fino a domani a New York, partecipano oltre 1.500 giovani provenienti da 88 Nazioni, 776 dei quali italiani.
Organizzata dall’associazione Diplomatici, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare questo tipo di eventi, Cwmun è giunta alla terza edizione
“Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente dell’associazione, Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.
Alla cerimonia di apertura, trasmessa in diretta da Un Tv, la televisione tematica delle Nazioni Unite, hanno partecipato anche il politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’international board di Diplomatici, Salvatore Carrubba e tra guest anche l’ambasciatore dello Sri Lanka all’Onu, Palithika Kohona.
L’anno prossimo, è stato annunciato, Cwmun si legherà all’Expò 2015 e il main topic sarà pensato sui temi dell’esposizione milanese.

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Diplomatici in erba all’Onu. L’ambasciatore Cardi parla a 1500 studenti. 776 sono italiani

america oggi

Se il mondo ha bisogno di una nuova classe di leader, ieri alle Nazioni Unite 1.500 studenti e universitari hanno fatto la prova generale in veste di futuri diplomatici nell’appropriata sede dell’Assemblea Generale, dove si sono confrontati su diritti umani e infrastrutture tecnologiche.
Per la terza edizione del “Change the World Model Un” gli studenti – 776 dei quali italiani – provenienti da 88 nazioni si sono riuniti per una simulazione di processi diplomatici organizzata dalla Associazione Diplomatici di Catania, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata con l’Onu che realizza un modello per la diplomazia del futuro.
Essendo la storica sala dell’Assemblea Generale in corso di rifacimento, la conferenza si è svolta nella struttura provvisoria.
Alla cerimonia di apertura dei lavori hanno partecipato l’ambasciatore al Palazzo di Vetro Sebastiano Cardi, Claudio Corbino presidente della Associazione Diplomatici, Letizia Moratti co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, Lucio Caracciolo direttore di Limes e Salvatore Carrubba presidente dell’International Board of Diplomatici.
L’ambasciatore presso l’Onu Cardi ha tracciato il ruolo dell’organizzazione mondiale, illustrando la partecipazione leader dell’Italia alle missioni di pace e del notevole contributo che ci pone al 7.o posto tra i membri membri.
“L’Onu è nata da un sogno dopo la Seconda Guerra Mondiale per fare un mondo migliore e oggi, anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare”, ha detto Cardi agli studenti.
Nell’occasione l’ambasciatore ha annunciato che l’Italia sta studiando con le Nazioni Unite la possibilità di stabilire a Torino un polo per la formazione dei Caschi Blu.
“L’Italia è partner ideale dell’Onu, come ha detto il segretario generale Ban Ki-moon”, precisando che sono in corso i colloqui per dar vita ad un centro la formazione di peacekeeper, sfruttando la Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino.
Ricomincia quindi una nuova avventura riservata agli studenti delle scuole e università promossa da Diplomatici, l’associazione nata a Catania 13 anni fa che ha adottato il sistema learn by doing, permettendo agli studenti di apprendere ricostruendo il funzionamento di importanti enti internazionali.
Fino a domenica alle Nazioni Unite è in svolgimento un grande gioco formativo per i giovani chiamati a rappresentare il proprio paese nella discussione globale.
“Spero – ha proseguito Cardi – che in qualcuno di voi si possa accendere la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”.
Giorni fa, nella sede della Fao a Roma, si era tenuta l’edizione italiana di “Change the World”.
Ad una generazione immersa a tempo pieno tra social media e news in tempo reale, Letizia Moratti ha lanciato l’invito ad essere critici e a non isolarsi.
“Non fatevi dominare dall’informazione in rete. Siate critici, cercate la controprova, lavorate per formare la vostra opinione, non abbiate timore, andate avanti nella vostra ricerca personale per essere unici, ma non isolati. Diamo il nostro contributo per fare un mondo migliore. Il diritto alla libertà è fondamentale – ha sottolineato -, ma la penetrazione della tecnologia nella vostra vita è cambiata e voi giovani non dovete farvi dominare dall’inpormazione in rete”.
La “zia” di San Patrignano ha toccato anche un argomento che le sta a cuore. “La solidarietà – ha proseguito Letizia Moratti – ci rende tutti uguali, senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Le tecnologie sono importanti, ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali”, ha concluso sottolineando il rischio reale dell’isolamento.
Al termine dell’intervento Claudio Corbino ha consegnato a Letizia Moratti la prima edizione del premio “Future leader program”.
“Non avrei mai immaginato – ha commentato Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.

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All’Onu oltre 1500 studenti provano a cambiare il mondo

catania oggi

E’ il tema del sogno a galvanizzare gli oltre 1500 ragazzi delle scuole e delle università di 88 Paesi del mondo che ieri, alle Nazioni Unite di New York, hanno aperto i lavori della simulazione di processi diplomatici “Change the World Model Un”.
“L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare, magari accendendo la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”, ha detto l’ambasciatore Italiano al Palazzo di vetro, Sebastiano Cardi, aprendo nella sala generale della sede di New York l’evento promosso dall’associazione italiana “Diplomatici”.
Tra i relatori anche la cofondatrice di San Patrignano, Letizia Moratti che dal podio delle Nazioni Unite ha parlato del tema sul quale si confronteranno gli studenti nel loro gioco formativo (ricostruendo proprio le commissioni Onu): innovazione tecnologica e diritti umani.
Poi salutando i ragazzi della delegazione di San Patrignano, accompagnati dall’ambasciatore della Repubblica di San Marino, Daniele Bodini, e mostrando un video della comunità l’ex ministro ha detto: “La solidarietà ci rende tutti uguali senza vivremmo in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri. Il diritto alla libertà è fondamentale. Ma la penetrazione della tecnologia nella nostra vita è cambiata – ha sottolineato Letizia Moratti – e voi giovani non dovete fare dominare dall’informazione in rete”.
L’ex sindaco di Milano, parlando del tema centrale della simulazione Cwmun dice: “Siate critici cercate la controprova, lavorate per formarvi la vostra opinione. Non abbiate timore, andate avanti nella vostra personale ricerca per essere unici,ma non isolati. Diamo il nostro personale contributo per fare un mondo migliore.”
Secondo Letizia Moratti “le tecnologie sono importanti, ma fate in modo che non sia una sostituzione di rapporti personali: in rete sono più facili, ma non sono i soli. Coltivate i rapporti interpersonali la rete vi arrichisce ma non vi domini”.
Ieri, al termine della relazione Moratti ha ricevuto dal presidente de i Diplomatici, Claudio Corbino, la prima edizione del premio ‘Future leader program’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca.
All’iniziativa, che è iniziata martedì scorso alla Fao di Roma e prosegue fino a domani a New York, partecipano oltre 1.500 giovani provenienti da 88 Nazioni, 776 dei quali italiani.
Organizzata dall’associazione Diplomatici, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare questo tipo di eventi, Cwmun è giunta alla terza edizione
“Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente dell’associazione, Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.
Alla cerimonia di apertura, trasmessa in diretta da Un Tv, la televisione tematica delle Nazioni Unite, hanno partecipato anche il politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’international board di Diplomatici, Salvatore Carrubba e tra guest anche l’ambasciatore dello Sri Lanka all’Onu, Palithika Kohona.
L’anno prossimo, è stato annunciato, Cwmun si legherà all’Expò 2015 e il main topic sarà pensato sui temi dell’esposizione milanese.

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Onu: Cardi ‘in cattedra’ a Palazzo Vetro con 1500 studenti

ansa

(ANSA) – NEW YORK, 21 MAR – “Spesso si sente dire che le Nazioni Unite sono in crisi, ma quando ci sono situazioni di crisi, di ogni genere, in ogni luogo, in ogni momento, e’ sempre all’Onu che si guarda per trovare una soluzione”: l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente d’Italia al Palazzo di Vetro, ha accolto con queste parole i 1.500 giovani di tutto il mondo, di cui 776 italiani, sbarcati al Palazzo di Vetro per la conferenza ‘Change the World Model Un’. I ragazzi, provenienti da scuole superiori e universita’, grazie ad un’iniziativa dell’associazione Diplomatici di Catania con il sostegno della Missione Italiana alle Nazioni Unite, sono arrivati a New York per una simulazione durante la quale si confrontano come i ‘veri’ diplomatici fanno quotidianamente per sostenere le ragioni del Paese che rappresentano. L’ambasciatore Cardi, salito ‘in cattedra’ per l’inedita seduta dell’Assemblea Generale, ha analizzato il ruolo dell’organizzazione internazionale, sottolineando che “in questi decenni il mondo e’ cambiato, ma il bisogno di multilateralismo e di rispetto per valori universali, in una parola il bisogno di Onu, e’ sempre presente e forte”. “Le Nazioni Unite sono nate da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per creare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare”, ha continuato il rappresentante permanente, il quale ha poi analizzato il ruolo dell’Italia all’Onu e i nostri principali campi di intervento. Tra i temi toccati la riforma del Consiglio di Sicurezza, la difesa dei diritti umani, tema sul quale il nostro Paese e’ particolarmente impegnato. E ancora il funzionamento delle missioni di pace, con un riguardo particolare all’importante contributo fornito da Roma, sia dal punto di vista finanziario che per quanto riguarda le truppe di caschi blu. L’ambasciatore ha anche ricordato le parole del segretario generale Ban Ki-moon, il quale ha detto di considerare l’Italia “partner ideale delle Nazioni Unite”. Il consiglio di Cardi per i ragazzi che vogliono intraprendere la carriera diplomatica e’ quello di lavorare sodo, seriamente e con costanza, informarsi, ma anche vivere con curiosita’ le vicende del mondo. All’evento ha preso parte anche Letizia Moratti, ambasciatrice di San Patrignano. “Cercate di selezionare le informazioni che trovate in rete, siate critici”, ha detto Moratti ai giovani presenti in sala, tra i quali anche una delegazione della comunita’. “Non limitatevi ad assorbire quanto vi viene detto, ma lavorate per formarvi una vostra opinione”, ha concluso l’ex sindaco di Milano, sottolineando pero’ l’importanza della tecnologia per conoscere problemi distanti dalla realta’ in cui viviamo e per rendere piu’ efficaci le nostre battaglie.

Model UN: a NY la simulazione di Associazione Diplomatici

ONU Italia

Apparso il 21 Marzo 2014 – di Alessandra Baldini

NEW YORK –  ”L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare”. Lo ha detto il Rappresentante Permanente italiano al Palazzo di Vetro,  Sebastiano Cardi, aprendo nell’Aula dell’Assemblea Generale la conferenza ‘Change the World Model UN’ promossa dall’Associazione Diplomatici.  Oltre 1.500 i giovani in sala, provenienti da 88 nazioni, 776 dei quali italiani per questa edizione puntata su “Diritti Umani e Infrastrutture Tecnologiche”: “Spero che per qualcuno di voi – ha auspicato Cardi – questa esperienza faccia accendere una lampadina, contribuisca a far nascere la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”.

Associazioni Diplomatici viene da Catania ed e’ l’unica organizzazione non americana che da anni tiene parte delle simulazioni di Model Un all’interno del Palazzo di Vetro: affermatasi inizialmente come esperienza legata esclusivamente all’ateneo catanese, è oggi presente su tutto il territorio nazionale e, attraverso le sue sedi estere, anche in Argentina, Brasile, Capo Verde, Portogallo, Spagna e nella sede centrale operativa di New York City. “Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.

All’inaugurazione dei lavori hanno partecipato anche l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti e Lucio Caracciolo, direttore di Limes.  ”Non fatevi dominare dall’informazione in rete. Siate critici”, ha chiesto la Moratti ai giovani di “Change the World” tra cui e’ venuta a New York anche una piccola delegazione della comunità di San Patrignano: per 72 ore saranno i rappresentanti di Ruanda, Venezuela e Iraq. Letizia Moratti ha ricevuto da Corbino la prima edizione del premio ’Future Leader Programm’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca per il suo straordinario contributo nella lotta alla mafia.

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A New York inaugurazione del CWMUN oltre 200 studenti siciliani all’Onu

La sicilia web

CATANIA – È in programma oggi al Palazzo di Vetro di New York, sede delle Nazioni Unite, la cerimonia inaugurale di “Change the world Model Un”, la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università, organizzata dall’associazione “Diplomatici”, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare un ‘model’ nella culla delle diplomazia mondiale.

Gli aspiranti ambasciatori, oltre 1.500 e provenienti da 88 nazioni, fino a domenica prossima si sfideranno in un grande gioco formativo ricostruendo proprio le Nazioni Unite e confrontandosi sul rapporto intercorrente tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche. Fanno parte del gruppo anche 200 studenti siciliani provenienti dalle università dell’Isola e dalle scuole superiori di varie città della Sicilia Nei giorni scorsi a Roma, nella sede generale della Fao, si è svolta l’edizione italiana dell’evento, alla quale hanno partecipato di centinaia di ragazzi.

In occasione della cerimonia inaugurale in programma nella sala dell’assemblea generale dell’Onu sono previsti, oltre all’intervento del presidente di Diplomatici Claudio Corbino, quelli dell’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi, della co-fondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti, del politologo e direttore di Limes Lucio Caracciolo, del presidente dell’International Board di Diplomatic, Salvatore Carubba, di Amy Ruggiero, Co-Founder & Managing Director, ed Ahmad Alhendawi della segreteria generale delle Nazioni Unite.

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A scuola di diplomazia alle Nazioni Unite

san patrignano

I ragazzi di San Patrignano a New York come finti delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda

Cinque ragazzi di San Patrignano sono tra i 1500 studenti provenienti da 25 nazioni che da domani venerdì 21 marzo parteciperanno al Change the World Model United Nations, una simulazione dei processi diplomatici tra i paesi delle Nazioni Unite, in corso a New York sino al 23 marzo.

Ad aprire i lavori dei finti diplomatici sarà una sessione inaugurale nella sala dell’assemblea generale del palazzo di vetro dell’ONU, a cui parteciperanno Sebastiano Cardi, Ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Letizia Moratti, Fondazione San Patrignano, Amy Ruggiero e Salvatore Carubba, Associazione Diplomatici.

Il tema cardine della simulazione “Information communications technology and human right” sarà introdotto dall’intervento di Letizia Moratti, che in qualità di Ambasciatrice della Comunità presenterà anche l’esperienza di San Patrignano, dove i diritti umani vengo difesi ogni singolo giorno.

L’appuntamento newyorkese si inserisce tra i MUN (Model United Nations), meeting internazionali di studenti provenienti da ogni parte del mondo che simulano il meccanismo di funzionamento degli organi delle Nazioni Unite.Ai partecipanti è richiesto di comportarsi come veri delegati ONU, rispettando fedelmente la linea del paese rappresentato.

In particolare la piccola delegazione proveniente da San Patrignano rappresenterà i delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda. Tre paesi impegnativi che hanno richiesto un’accurata preparazione prima della partenza, offerta da alcuni rappresentanti dell’Associazione Diplomatici.

Un impegno affrontato con entusiasmo dai ragazzi coinvolti che a New York avranno modo di confrontarsi con un contesto internazionale in cui sviluppare una conoscenza della diplomazia multilaterale e potenziare capacità negoziali, di problem solving e di leadership positiva.

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I ragazzi ambasciatori all’Onu inseguendo il sogno della pace

La Repubblica

Apparso il 20 Marzo 2014 – di Lucio Luca

Per il terzo anno anche la delegazione siciliana con i mille studenti invitati nel Palazzo di Vetro per una settimana: progetti, relazioni, risoluzioni. E il sogno della carriera diplomatica

NEW YORK – Dalla Sicilia al Palazzo di Vetro con un sogno: occuparsi di diritti umani, contribuire con le proprie idee a cambiare i destini del mondo. Troppo? Probabilmente sì, ma chi non sogna a 16 anni? Sono in mille gli studenti provenienti da tutto il pianeta che da oggi – e per una settimana – “invaderanno” le Nazioni Unite trasformandosi in ambasciatori in erba. La delegazione più numerosa, come sempre, arriva proprio dalla Sicilia, anche perché l’associazione che organizza questo “tour” di studio e divertimento è catanese. Si chiama “I diplomatici” e punta a formare una nuova classe dirigente più attenta ai bisogni del mondo che agli interessi economici dei paesi leader.

Per il terzo anno consecutivo, i ragazzi sono arrivati dall’Europa e dall’Australia, dalle Americhe e dall’Asia, dopo aver superato decine di test e selezioni nelle loro scuole e Università. Per qualche ora si sono anche seduti nella Sala Grande del Palazzo di Vetro, proprio dove solitamente prendono posto i rappresentanti dei 200 paesi che aderiscono alle Nazioni Unite. Hanno ascoltato, tra gli altri, l’ambasciatore permanente italiano Sebastiano Cardi, la cofondatrice di San Patrignano Letizia Moratti, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il rappresentate della Segreteria generale dell’Onu Ahmad Alhendawi. Quest’anno il tema è quello delle “Relazioni fra diritti umani e infrastrutture tecnologiche”, la Rete al servizio di chi soffre negli angoli più remoti del mondo. Punto centrale proprio della relazione di Lucio Caracciolo che per gli studenti rappresenta una traccia dell’intera settimana newyorchese di studi.

Giacca e cravatta per i ragazzi, tailleur scuro per le studentesse, cartellino in bell’evidenza e carpetta sotto braccio, sembrano davvero dei diplomatici delle Nazioni Unite. Certo, molti di loro hanno 16-17 anni, i più grandi poco più di una ventina. Ma il piglio e la determinazione che ci mettono non ha niente da invidiare ai “colleghi” veri. Basta origliare dietro le stanze del grande albergo di Manhattan che li ospita. Lì i mille di “Change The World” simulano Consigli di Sicurezza e riunioni di Commissione. Preparano risoluzioni, parlano di Siria e Ucraina, “litigano” per far passare le loro idee. Certo, dopo le lunghe giornate di lavoro fanno un salto in stanza, si cambiano e la sera puoi trovarli nei locali di Chelsea o Brooklyn a ballare assieme ai coetanei americani. Ma difficilmente fanno tardi la notte, perché la mattina successiva si ricomincia presto a “lavorare” per la diplomazia.

“Qui a New York sembra di vivere in un videogioco”, ride Francesco, 18 anni, catanese. “Con gli altri ragazzi mi trovo bene, siamo affiatati e molto interessati alle cose che discutiamo”. “Nella mia commissione ci stiamo occupando di diritti negati, soprattutto ai bambini – spiega Giulia, 16 anni, palermitana – I grandi del mondo parlano, lanciano appelli e allarmi, fanno promesse. Ma nella realtà la sostanza è ben diversa. Eppure con i mezzi tecnologici che esistono, davvero si potrebbe cambiare il destino di milioni e milioni di persone”.

Alla fine della settimana, una commissione di esperti giudicherà il lavoro dei ragazzi, eleggerà la “best delegation”, premierà le migliori risoluzioni presentate. “Change the World è sicuramente una simulazione, ma sui diritti umani nessuno di noi ha voglia di scherzare”, interviene Carlotta, di Trecastagni, 17 anni. “E poi, chi lo dice che da giovani come noi non possano arrivare proposte in grado di interessare anche gli ambasciatori veri?”.

Visibilmente soddisfatto Claudio Corbino, presidente dell’Associazione “I diplomatici” che ebbe l’idea di realizzare il sogno di portare gli studenti all’Onu durante una serata con gli amici di Catania e adesso è già alla terza edizione della manifestazione: “La nostra associazione si occupa di formazione d’alto livello e la possibilità di confrontarsi in un contesto così importante è per i nostri ragazzi sicuramente il modo migliore per crescere culturalmente e professionalmente. Siamo particolarmente orgogliosi – continua Corbino – perché i ragazzi sono entusiasti di questa esperienza. Per noi è l’ideale seguito di un percorso formativo che si sviluppa discutendo sui temi legati ai diritti umani. La formazione all’estero non può essere pensata come fuga, ma deve essere vissuta come momento di crescita. Bisogna partire, ma anche ritornare portando con sé nuove idee”.

La speranza, come sempre, è quella che qualcuno di questi studenti, un giorno, possa tornare a New York, magari proprio con un ruolo da diplomatico: “E’ già successo – conclude Corbino – e per noi questa sarebbe la soddisfazione più grande. In ogni caso siamo sicuri che nessuno di questi ragazzi dimenticherà una settimana così piena di emozioni”

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San Patrignano a scuola di diplomazia alle Nazioni Unite. Impegno affrontato con grande entusiasmo

Romagna gazette

RIMINI SAN PATRIGNANO. Cinque ragazzi di San Patrignano sono tra i 1500 studenti provenienti da 25 nazioni che da venerdì 21 marzo parteciperanno al Change the World Model United Nations, una simulazione dei processi diplomatici tra i paesi delle Nazioni Unite, in corso a New York sino al 23 marzo.
Ad aprire i lavori dei finti diplomatici sarà una sessione inaugurale nella sala dell’assemblea generale del palazzo di vetro dell’ONU, a cui parteciperanno Sebastiano Cardi, ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Letizia Moratti, Fondazione San Patrignano, Amy Ruggiero e Salvatore Carubba, associazione Diplomatici.
IL TEMA DELLA SIMULAZIONE. Il tema cardine della simulazione ‘Information communications technology and human right’ sarà introdotto dall’intervento diLetizia Moratti, che in qualità di ambasciatrice della Comunità presenterà anche l’esperienza di San Patrignano, dove i diritti umani vengo difesi ogni singolo giorno. L’appuntamento newyorkese si inserisce tra i MUN (Model United Nations), meeting internazionali di studenti provenienti da ogni parte del mondo che simulano il meccanismo di funzionamento delle Nazioni Unite. Ai partecipanti è richiesto di comportarsi come veri delegati ONU, rispettando fedelmente la linea del paese rappresentato e discutendo su temi specifici con gli altri stati membri.
In particolare la piccola delegazione proveniente da San Patrignano rappresenterà i delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda. Tre paesi impegnativi che hanno richiesto un’accurata preparazione prima della partenza, offerta da alcuni rappresentanti dell’Associazione Diplomatici. Un impegno affrontato con entusiasmo dai ragazzi coinvolti che a New York avranno modo di confrontarsi con un contesto internazionale in cui sviluppare una conoscenza della diplomazia multilaterale e potenziare capacità negoziali, di problem solving e di leadership positiva.

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