Due giorni ad Abu Dhabi per capire come funzionano le Nazioni Unite

INTERNAZIONALE

apparso il 6 Dicembre 2015 – di Francesca Gnetti

Bianca ha 13 anni e frequenta il liceo scientifico Leone XIII di Milano. Da grande vuole fare la pediatra. Rahzadie ha 15 anni, è nata in Australia da genitori colombiani. Frequenta la Cranleigh school di Abu Dhabi e vuole diventare una giornalista esperta di questioni umanitarie.

Anche Felix è un australiano trapiantato ad Abu Dhabi con la famiglia. Ha 13 anni e gli occhialetti tondi lo fanno somigliare a Harry Potter. Da grande vuole fare il diplomatico ed entrare in politica, ma vuole anche diventare giocatore di cricket e di basket. Oggi è molto impegnato a delineare la strategia diplomatica che il Venezuela deve tenere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un compito molto complesso perché, come spiega lui con serietà, “il paese si trova in una situazione critica e deve cercare di restare il più possibile neutrale”.

Bianca, Rahzadie e Felix fanno parte dei 180 giovani tra i 14 e i 26 anni di varie nazionalità che a novembre hanno partecipato al progetto Change the world model United Nations, organizzato dall’associazione italiana Diplomatici in collaborazione con la New York University di Abu Dhabi.

Due giorni in cui i ragazzi riproducono il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite. Ognuno di loro rappresenta un paese e cerca di promuovere le sue istanze e i suoi interessi sullo scacchiere internazionale. Discutono di sicurezza informatica, di potenza nucleare, ma anche del conflitto siriano, dell’affermazione del gruppo Stato islamico, del ruolo della diplomazia globale, propongono mozioni, prendono la parola, votano risoluzioni.

 

Per ora la strada che arriva al campus finisce contro un muro e torna indietro

Fuori delle aule climatizzate e oltre le mura del campus di 450mila metri quadrati della New York University, inaugurato nel maggio del 2014 dopo quattro anni di lavori, si stende il deserto.

La zona di Saadiyat Island, dove sorge il campus, si trova lungo la costa appena fuori Abu Dhabi. In lontananza si scorgono i profili dei grattacieli che arrivano fino al lungomare della città e intorno ai ventuno edifici che compongono il campus è pieno di cantieri, gru, camion che trasportano materiali.

Il governo ci tiene molto a rispettare la scadenza del 2020 fissata nell’ambito di un progetto da quasi 25 miliardi di euro per trasformare questo lembo di deserto in un complesso commerciale, residenziale e ricreativo dove dovrebbero essere costruite anche le sedi dei musei del Louvre e il Guggenheim. Per ora la strada che arriva al campus finisce contro un muro e torna indietro.

L’inaugurazione in pompa magna dell’università, cui ha partecipato anche l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, e l’iscrizione per l’anno accademico 2015-2016 di oltre novecento studenti di più di cento paesi del mondo hanno cercato di mettere a tacere le polemiche scoppiate dopo le inchieste del New York Times e del Guardian sulle dure condizioni di vita degli operai impiegati nella costruzione del campus.

Anche se il paese ospite non è un campione di apertura al dialogo culturale e di rispetto dei diritti umani, i ragazzi che partecipano al programma Change the world parlano di questioni spinose e delicate senza censure e nel rispetto reciproco.

Ragazze di Abu Dhabi con il capo coperto siedono accanto alle loro coetanee di Catania in minigonna, perché, come sostiene Morgan Whitfield, insegnante di storia e geografia alla Cranleigh school di Abu Dhabi, “i ragazzi nel profondo sono tutti uguali, ci sono più analogie che differenze”. Durante il laboratorio formativo i ragazzi si confrontano e acquisiscono quelle soft skill, come la capacità di parlare in pubblico, di lavorare in gruppo e di esprimersi in una lingua straniera, che troppo spesso restano fuori di programmi scolastici.

 

È una generazione molto pratica, che vuole la concretezza, e che purtroppo è anche cinica

Ma soprattutto “imparano il rispetto per gli altri, il rispetto per le culture diverse dalla propria”, spiega Claudio Corbino, presidente dell’associazione Diplomatici e fondatore nel 2011 del progetto Change the world, che a marzo porterà per il quinto anno di seguito circa duemila ragazzi al palazzo di vetro delle Nazioni Unite a New York.

Un progetto “nato per sbaglio”, come dice Corbino che nel 2000 era uno studente di giurisprudenza all’università di Catania e per caso ha partecipato a New York a un Model United Nation, una conferenza in cui sono simulate le assemblee dell’Onu. “Una volta arrivato lì mi sono accorto che era un mondo fantastico, un vero laboratorio delle scienze umane”.

Così, rientrato in Italia, Corbino ha deciso di creare un’associazione in grado di far precedere la partecipazione all’evento di New York da una formazione che unisse i contenuti alle capacità relazionali. Dopo dieci anni è nato il progetto Change the world, attraverso il quale l’associazione ha cominciato a organizzare un proprio evento a New York e, negli anni successivi, anche a Bruxelles, a Roma, ad Abu Dhabi e a Barcellona.

Abbracciare il mondo intero

Negli anni hanno partecipato migliaia di ragazzi da tutto il mondo. Il contatto con loro porta Corbino a definirli “una generazione di ragazzi con le palle”. Si tratta di una generazione “totalmente post ideologica, non gliene frega niente di aderire a una verità precostituita. È una generazione molto pratica, che vuole la concretezza, e che purtroppo è anche cinica, perché mancano i grandi ideali di riferimento, ma la colpa è nostra che non siamo più capaci di trasmetterglieli”, prosegue Corbino.

Anche Marina Novelli, preside del liceo scientifico Vitruvio Pollione di Avezzano, che ha accompagnato nove studenti ad Abu Dhabi, pensa che il cambiamento dei ragazzi ponga una sfida continua alla scuola, che a volte non è in grado di rispondere in modo adeguato. “Per questo motivo Change the world è utile al livello educativo, è importante per sollecitare degli interessi che poi sono coltivati in futuro. Consente ai ragazzi di ampliare i loro orizzonti e di abbracciare il mondo intero”, spiega Novelli.

 

Nell’aula del consiglio di sicurezza si sta discutendo dell’intervento delle Nazioni Unite in Siria

“Ciò che è diverso attrae e qui c’è una grande sete di conoscenza”, commenta Salvatore, che ha vent’anni, studia giurisprudenza a Catanzaro e insieme al suo collega Giuseppe, di 19 anni, fa parte della commissione di peacebuilding. “È bello poter parlare con ragazzi che vengono da paesi diversi e farmi spiegare come vivono, qual è la loro religione e la loro cultura”.

Nell’aula del consiglio di sicurezza si sta discutendo dell’intervento delle Nazioni Unite in Siria. I delegati prendono la parola a favore e contro l’intervento, presentano emendamenti e li votano. Felix ascolta concentrato le opinioni degli altri ma alla fine si oppone alla risoluzione perché, spiega “non risolverebbe i problemi e si tornerebbe al punto di partenza”.

Emma, statunitense di 14 anni che da grande vuole fare la chef, invece è favorevole e il paese che rappresenta, la Spagna, sta cercando di creare un summit promuovere il dialogo tra paesi con posizioni divergenti. Alla fine la risoluzione passa. Gabriele, 18 anni di Catania e rappresentante della Malesia, è molto soddisfatto. Ha vinto la diplomazia. E i ragazzi escono dall’aula parlottando tra loro, i fogli degli appunti appallottolati in mano, lo zainetto in spalla.

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Diplomacy in action at CWMUN 2014

Lycée Français de New York LIFE BLOG

di Arthur Plaza – Head of the History, Geography & Economics Department

Besides the awards, the LFNY participants at Model UN this year learned what it takes to persuade people and pass resolutions. The 18 Y9 and Y10 students came out with a lot of enthusiasm from their experience, working alongside 1500 other high school and college students from 14 different countries. During this annual event sponsored by the UN, students learn to confront a range of topics with the perspective of their assigned country or organization. Through these experiences – during preparation, in committee sessions, and even in hallway caucuses – students develop an appreciation of differing viewpoints, experience the challenges of negotiation, see the rewards of cooperation, broaden their world view, and discover the human side of international relations and diplomacy.

P1040821The LFNY Model UN team in front if the international organization’s General Assembly on March 23, 2014.
In preparation of this year’s Change the World Model United Nations (CWMUN) conference, moderator and LFNY history teacher Carine Gibert invited a trainer from Associazione Diplomatici, which sponsors the conference, to address students at the Lycée. In addition, a journalist from United Nations radio, Stephanie Coutrix, met students prior to the conference to explain the role of media at the UN.
This preparation paid handsome rewards when the Lycée Français’s MUN Team participated in the CWMUN Conference for the second year from March 21-23, 2014. Our 18 students in Y9 and Y10 represented the school proudly alongside 1500 other high school and college students. A total of 122 high schools sent delegations from 14 countries to attend the conference held at the UN General Assembly Hall and in the Grand Hyatt Hotel.
“Not just words on a homework assignment”
Students simulated the functions of the UN General Assembly, Security Council, Economic and Social Council, and Committee on Science and Technology for Development. They studied issues such as urbanization and development, women and development, technology in the Arab Spring, and security in space. “Model UN gave me the opportunity to actually feel and address world issues with my own voice“, said Phenix K, one of the participants, “in a classroom, world issues only seem to be …words written on a homework assignment, but here at Model UN, I finally came to realize that all global issues apply to everyone and not just to those broadcasted on television.”
The Lycée was recognized with several awards for its participants. Javier E. and Michèle M. garnered awards for their position papers submitted in advance of the conference. Tara S. and Emile W. (Australia) and Celine B. and Rhéa K. (Rwanda) received honorable mention for their simulation of their respective country’s delegation. “The most memorable moment of this conference was probably when our resolution was passed“, said Rhéa, “Our topic, the role of technology in the Arab Spring, is very controversial. After a lot of debating, persuading, and hard work, our coalition not only managed to get our points across, but we wrote the resolution with the most approvals and signatories.”
Representing Australia on the UN Security Council, Javier E. was attributed an award of excellence for his simulation. He was also recognized by his fellow delegates for distinction. “There were three kinds of people: those who were prepared and harassed you with quotes and documents; those who weren’t prepared but could still pull it off and adapt to circumstances; and those who were not prepared and simply sat in the back saying nothing. So unless you are very prepared, you better be of the kind that adapts”, said Javier after the conference.
All the participants benefited from the learning experience of collaborating with international students to formulate resolutions and forge coalitions in response to problems facing the world today. LFNY Secondary students also participated earlier this year in another simulation event at Harvard.

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A scuola di diplomazia alle Nazioni Unite

san patrignano

I ragazzi di San Patrignano a New York come finti delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda

Cinque ragazzi di San Patrignano sono tra i 1500 studenti provenienti da 25 nazioni che da domani venerdì 21 marzo parteciperanno al Change the World Model United Nations, una simulazione dei processi diplomatici tra i paesi delle Nazioni Unite, in corso a New York sino al 23 marzo.

Ad aprire i lavori dei finti diplomatici sarà una sessione inaugurale nella sala dell’assemblea generale del palazzo di vetro dell’ONU, a cui parteciperanno Sebastiano Cardi, Ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Letizia Moratti, Fondazione San Patrignano, Amy Ruggiero e Salvatore Carubba, Associazione Diplomatici.

Il tema cardine della simulazione “Information communications technology and human right” sarà introdotto dall’intervento di Letizia Moratti, che in qualità di Ambasciatrice della Comunità presenterà anche l’esperienza di San Patrignano, dove i diritti umani vengo difesi ogni singolo giorno.

L’appuntamento newyorkese si inserisce tra i MUN (Model United Nations), meeting internazionali di studenti provenienti da ogni parte del mondo che simulano il meccanismo di funzionamento degli organi delle Nazioni Unite.Ai partecipanti è richiesto di comportarsi come veri delegati ONU, rispettando fedelmente la linea del paese rappresentato.

In particolare la piccola delegazione proveniente da San Patrignano rappresenterà i delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda. Tre paesi impegnativi che hanno richiesto un’accurata preparazione prima della partenza, offerta da alcuni rappresentanti dell’Associazione Diplomatici.

Un impegno affrontato con entusiasmo dai ragazzi coinvolti che a New York avranno modo di confrontarsi con un contesto internazionale in cui sviluppare una conoscenza della diplomazia multilaterale e potenziare capacità negoziali, di problem solving e di leadership positiva.

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San Patrignano a scuola di diplomazia alle Nazioni Unite. Impegno affrontato con grande entusiasmo

Romagna gazette

RIMINI SAN PATRIGNANO. Cinque ragazzi di San Patrignano sono tra i 1500 studenti provenienti da 25 nazioni che da venerdì 21 marzo parteciperanno al Change the World Model United Nations, una simulazione dei processi diplomatici tra i paesi delle Nazioni Unite, in corso a New York sino al 23 marzo.
Ad aprire i lavori dei finti diplomatici sarà una sessione inaugurale nella sala dell’assemblea generale del palazzo di vetro dell’ONU, a cui parteciperanno Sebastiano Cardi, ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Letizia Moratti, Fondazione San Patrignano, Amy Ruggiero e Salvatore Carubba, associazione Diplomatici.
IL TEMA DELLA SIMULAZIONE. Il tema cardine della simulazione ‘Information communications technology and human right’ sarà introdotto dall’intervento diLetizia Moratti, che in qualità di ambasciatrice della Comunità presenterà anche l’esperienza di San Patrignano, dove i diritti umani vengo difesi ogni singolo giorno. L’appuntamento newyorkese si inserisce tra i MUN (Model United Nations), meeting internazionali di studenti provenienti da ogni parte del mondo che simulano il meccanismo di funzionamento delle Nazioni Unite. Ai partecipanti è richiesto di comportarsi come veri delegati ONU, rispettando fedelmente la linea del paese rappresentato e discutendo su temi specifici con gli altri stati membri.
In particolare la piccola delegazione proveniente da San Patrignano rappresenterà i delegati di Venezuela, Iraq e Ruanda. Tre paesi impegnativi che hanno richiesto un’accurata preparazione prima della partenza, offerta da alcuni rappresentanti dell’Associazione Diplomatici. Un impegno affrontato con entusiasmo dai ragazzi coinvolti che a New York avranno modo di confrontarsi con un contesto internazionale in cui sviluppare una conoscenza della diplomazia multilaterale e potenziare capacità negoziali, di problem solving e di leadership positiva.

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Ocho futuros abogados de Mendoza simularán integrar la Organización de las Naciones Unidas

Los Andes – argentina

Dejando de lado sus propias creencias particulares, ocho jóvenes mendocinos viajarán a Nueva York para representar a Vietnam, Rusia, Canadá y Turquía en un modelo de la Organización de Naciones Unidas (ONU) junto a 500 universitarios de distintas partes del mundo.

gal-592169Los chicos, que son estudiantes o recién graduados de Derecho de la Universidad de Mendoza, participarán del Programa “Change The World Model United Nations”. Así se convertirán en los primeros jóvenes de una institución académica de Argentina en ser convocados a esta actividad internacional. En la misma se recrea la acción y el trabajo de los organismos de la ONU y se premia a los que mejor se desempeñen con una invitación a volver el año siguiente con todo pago.

Los universitarios, que parten hoy a la tarde hacia Estados Unidos, se han divido en cuatro parejas para convertirse por una semana en embajadores de los cuatro países que les tocaron. Ellos fueron previamente seleccionados en una convocatoria que lanzó la casa de altos estudios en la que se inscribieron 50 alumnos. A dos de ellos, la universidad les otorgó media beca para ayudarlos a solventar los gastos.

Jugando un rol

“El modelo de la ONU es como un juego de roles, uno simula estar trabajando y debatiendo con miembros de otros países y aunque pienses diferente tenés que manifestar la opinión del lugar que te toca”, comenzó a explicar Juan Grilletti (20) quien tendrá que representar a Turquía junto con su compañera Constanza Nofal.

“Para ello, nos han brindado capacitaciones por Skype y distintos materiales, además hemos tenido que mandar un documento con nuestra postura como país”, continuó el chico que está muy interesado en el derecho internacional y le gustaría ser diplomático.

A nivel personal, el joven considera a esta experiencia sumamente enriquecedora: “Conocés gente de todo el mundo y aprendés a ponerte en el lugar del otro”, remarcó quien ha estado involucrado previamente en modelos de la ONU que se han organizado en Mendoza y en Buenos Aires para estudiantes de secundaria.

Además, Juan valora mucho el hecho de ser el primer grupo de Argentina en tener la oportunidad de viajar al extranjero con ese propósito: “Si todo sale bien les estamos abriendo la puerta a que otros chicos puedan participar en el futuro”, señaló.

Camila Martinez (21) también forma parte de la delegación y con su compañero Nicolás Oyanarte peleará por los intereses de Vietnam. “Tuvimos que investigar mucho sobre el país y la verdad que es muy diferente a Argentina”, apuntó la chica que también adquirió experiencia previa en este tipo de propuesta durante su secundaria. “Ahora va ser muy diferente, porque son estudiantes universitarios de todas partes del mundo, tenés menos tiempo y además se habla todo en inglés, hasta con tu propio compañero de país”, destacó.

Durante su estadía en Estados Unidos ella y sus compañeros podrán conocer la sede de la ONU en Nueva York, donde se hará la apertura, pero además tendrán tiempo para visitar algunos sitios turísticos de la ciudad.

En la piel rusa

Nahuel Bento (22) y Carolina Bartolini (25) tienen un desafío extra al tener que representar a Rusia en un contexto mundial complicado. “Tenemos que debatir en el G20 sobre medidas contra la corrupción”, detalló Nicolás quien reconoció que tal vez no les será fácil que los otros países apoyen las mociones que propongan. “Rusia está muy complicado, voy a tratar de juntar votos con carisma y buena onda”, adelantó. De todas maneras, se siente preparado porque con su compañera han conseguido mucha información sobre falencias de otros países. “Por si necesitamos retrucar algunos temas”, deslizó.

Para él, lo más importante es conservar en todo momento el stay in character que significa permanecer siempre en el rol que le corresponde y no dejar interponer sus propias ideas.

Su coequiper Carolina es la única participante que ya se recibió de abogada: “Me enteré de la convocatoria en diciembre, a pocos meses de haberme recibido, pero igual quise formar parte”, relató la profesional.”Me gusta porque es una simulación muy estricta y te permite palpar como se ven las cosas desde afuera”, resaltó.

Aunque ella nunca ha pisado Rusia, por todo lo que ha estudiado y aprendido ya se siente ciudadana rusa. “Sé un montonazo de cosas que de otra manera nunca me hubiera enterado y en un contexto en el que el país suena mucho”, expuso.

También viajarán a Nueva York Martín Dupetit y Rocío Linares a los que les toca interpretar a embajadores de Canadá.

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La UGR “conquista” Naciones Unidas

Ideal.es – Spagna

«Yo represento a Rusia». Tal cual. Durante seis días Leyre Navarrete representará al país que está en el punto de mira de todo el mundo en la actualidad. Lo hará en Naciones Unidas. Leyre es alumna de último curso de Derecho de la Universidad de Granada (UGR) y participará desde el día 20 al 26 en el proyecto llamado ‘Change The World Model United Nations’. Es un modelo de simulación de Naciones Unidas organizado por una asociación Italiana que se llama Associazione Diplomatici. Esta asociación está compuesta por estudiantes y jóvenes profesionales que se involucran en ambiciosos proyectos internacionales relacionados con la diplomacia, la economía y las relaciones internacionales.
Leyre tendrá que defender los intereses de Rusia, incluido el tema de Crimea. Es muy consciente de que tiene que estar informada y actualizando el contenido de su discurso al minuto. Desde diciembre está preparándose sobre temas como la guerra y los ataques cibernéticos, la cooperación de Naciones Unidas o los niños en conflictos armados. La exposición debe ser en inglés. A quien tenga algún fallo o no se exprese en ese idioma se le sanciona y se le expulsa del proyecto.
‘Change The World’ tiene por objeto involucrar a los estudiantes en la adopción de decisiones a escala global asignándoles el rol de representar fielmente los intereses de un determinado país en organismos y foros internacionales.
Así, se simula el funcionamiento y el proceso de negociación y toma de decisiones de órganos como el G20, G8, Consejo de Seguridad de Naciones Unidas, el Banco Mundial o el Unctad -Conferencia de las Naciones Unidas sobre Comercio y Desarrollo-. Los estudiantes han investigado todo lo relacionado con el país que han de representar (nunca el suyo) y todo lo relacionado con la posición del mismo en el plano de las relaciones internacionales. Han sido varios los meses que les ha llevado este trabajo. Manuel Ruiz es otro de los alumnos que intervendrá. En este caso defenderá los intereses de Italia y deberá hablar sobre temas económicos.
«Se trata de un juego de diplomacia, negociación, estrategia y puesta en práctica de conocimientos teóricos previamente adquiridos», explica Rocío Naranjo, alumna de la doble titulación de Derecho y Administración y Dirección de Empresas, que el año pasado participó en el proyecto y este lo está coordinando junto a otras alumnas como Begoña Lorente.
Durante tres jornadas de trabajo (mañana y tarde) los estudiantes, cada uno como embajador de su país, deberán debatir dentro del foro que les ha sido asignado, diversos temas de interés para la comunidad internacional que han sido fijados previamente por la organización siendo el objetivo final la redacción de una resolución o ‘Final Statment’.
Complejidad
Los temas a debatir son de gran actualidad y complejidad, lo cual ha requerido un estudio y una formación previa de los estudiantes durante uno curso de formación intensivo que ha sido impartido en la facultad de Derecho por el personal de Diplomatici. El primer día en Nueva York tendrá lugar laceremonia de apertura de las negociaciones en la sede central de Naciones Unidas, donde participarán como ponentes una serie personalidades de la diplomacia internacional. En los sucesivos, los estudiantes trabajarán mañana y tarde a un ritmo intensivo en el que pondrán en práctica todas sus habilidades de negociación bajo presión. El proyecto tiene una duración total de seis días (20-26 marzo), como se ha dicho, durante los cuales además del trabajo ha sido prevista la realización de diversos eventos socioculturales. En ‘Change The World’ participan en torno a 500 estudiantes universitarios de 30 naciones distintas (España, Italia, México, Argentina, Alemania, USA, Brasil…)
«Gracias a la colaboración y la enorme implicación de la Facultad de Derecho de Granada, y sobre todo de su decano, Miguel Olmedo, ha sido posible por segundo año consecutivo, llevar a cabo este proyecto en la UGR», concreta Rocío Naranjo. De los mejores alumnos de todos aquellos que presentaron su solicitud, fueron becados por el decanato de Derecho cinco. Todos han debido demostrar un alto nivel de inglés y redactar una carta de motivación para su participación en el proyecto así como una entrevista personal con el equipo decanal.
El decanato de Derecho ha confiado en este proyecto como un complemento formativo que refuerza la posición internacional de la facultad. Los alumnos serán embajadores de Naciones Unidas durante una semana. En total participarán 21 estudiantes de la UGR de varias titulaciones (no solo Derecho) junto con la European University de Barcelona, Universidad de Islas Baleares como instituciones y diversos estudiantes de otras universidades que participan a título individual.
El objetivo es «lograr que los estudiantes sepan desenvolverse en un ambiente internacional y desarrollen sus capacidades de liderazgo, de negociación y trabajo en grupo».

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Ocho futuros abogados de mendoza simularán integrar la Organización de las Naciones Unidas

Diario UNO – Argentina

Apparso il 18 Marzo 2014 – di Rosana Villegas

Estudian en la Universidad de Mendoza y serán parte del Change the World Model United Nation. Viajarán a Nueva York y defenderán a Rusia, Canadá, Vietnam y Turquía, a modo de ensayo.

Están en el último tramo de la carrera de abogacía en la Universidad de Mendoza, pero seguramente cuando se iniciaron en esa apuesta no imaginaron que podrían conocer por dentro las oficinas de la Organización de las Naciones Unidas en Nueva York. Esta semana, estos ocho mendocinos conformarán la primera delegación argentina que participará en el programa Change the World Model United Nation.
“A través de un convenio con la Universidad de Granada, se lanzó la convocatoria en diciembre, y de 30 postulantes quedamos seleccionados nosotros, por rendimiento académico y manejo del inglés. Nos repartimos los cuatro países que nos habían tocado: Canadá, Vietnam, Turquía y Rusia, y tras investigar comenzamos a elaborar documentos en inglés de los tópicos a tratar. Eso es lo que tendrá en cuenta el jurado para seleccionar la delegación que elija”, puntualizó Juan Grilletti, uno de los integrantes que deberá representar los intereses de Turquía.
Así, divididos en parejas, estos futuros abogados conformaron cuatro equipos y debieron adentrarse en las problemáticas de los países que deberán encarnar, conscientes de que en la mesa de enfrente se sentarán otros tantos participantes de diferentes lugares del mundo dispuestos a rebatir sus propuestas, buscando imponer la propia, con la idea de que su documento termine siendo la resolución de la reunión.
“Por más que en nuestro caso, nuestro país, que es Rusia, esté complicado con lo de Ucrania, nuestro tema en el G20 será pelear contra la corrupción. Sabemos que el representante de Estados Unidos va a salir a enfrentarnos, pero nuestro lema es apuntar a la concientización contra la corrupción y conseguir aliados”, señaló Nahuel Bento, hijo del juez federal Walter Bento, quien junto con su compañera de equipo, María Bartolini, apuntarán a incluir el tema en las currículas escolares, y a hacer hincapié en hacer públicas las sanciones y penas para aquellos funcionarios públicos que incurran en corrupción.
Con estas premisas y otras tantas incluidas en Comercio Internacional y Desarrollo Sustentable, estos mendocinos buscarán defender sus propuestas en las exposiciones que se realizarán desde el próximo jueves y durante una semana en Nueva York. Si alguno de los equipos se convierte en la delegación seleccionada por el jurado, el próximo año podrá participar en el programa, que cuesta U$S925, gratis y, además, si alguno de ellos se destaca como mejor delegado podría recibir premios que van de los U$S650 a los U$S1.300.
“En nuestro órgano esta la disyuntiva entre los países desarrollados y los subdesarrollados. Los primeros quieren políticas limpias y ecológicas, pero los otro no tienen cómo implementarlas. En eso basaremos la discusión de desarrollo sustentable”, concluyó Martín Dupetit, representante de Canadá.
“Buscamos concientizar sobre el problema de la corrupción instalando la temática en las currículas escolares y haciendo públicas las sanciones a quienes incurran en eso” (María Bartolini)
“Vamos a tratar temas reales, como ayudar a Jamaica con su grave problema de deuda externa, que es lo que se trató en la reunión de la ONU del año pasado” (Martín Dupetit).

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Dalla Sicilia a New York: la sfida “diplomatica” degli studenti

Scoop Square

Sono oltre 1500 e provengono da 25 nazioni, i giovani aspiranti ambasciatori che partecipano all’edizione 2014 di Change the world Model Un, la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università che abbraccia direttamente due continenti: l’Europa e gli Stati Uniti. A distanza di un anno ricomincia l’avventura promossa da Diplomatici, l’associazione nata a Catania 13 anni fa, fra le più attive ad avviare anche in Italia il sistema del learn by doing che permette agli studenti di apprendere ricostruendo il funzionamento di importanti enti int…

Il post dal titolo: «Dalla Sicilia a New York: la sfida ‘diplomatica’ degli studenti» è apparso il giorno 18/03/2014, alle ore 17:33, sul quotidiano online il Blog di Sicilia dove ogni giorno puoi trovare le ultime notizie dell’area geografica relativa a Provincia di Catania.

CWMUN. Dalla Fao a Roma al Palazzo dell’Onu a New York: la sfida dei 1500 aspiranti ambasciatori

L’Indipendente di Sicilia

ROMA – Sono oltre 1500 e provengono da 25 nazioni, i giovani aspiranti ambasciatori che partecipano all’edizione 2014 di Change the world Model Un, la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università che abbraccia direttamente due continenti: l’Europa e gli Stati Uniti. In questi giorni è in corso a Roma, nella sede generale della Fao, l’edizione italiana dell’evento, mentre a partire da giovedì prossimo il gruppo si trasferirà a New York, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, dove in grande gioco formativo gli studenti si sfideranno (rappresentando le varie nazioni del pianeta) sul rapporto intercorrente tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche. Change The world Model United Nation debutta nel 2012 e l’edizione 2014 vanta l’alto patrocinio del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, inoltre in occasione del ‘model’ in programma alla Fao di Roma sarà diffuso un messaggio di benvenuto del presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. Proprio nella sede generale della Fao sono previsti gli interventi, tra gli altri, degli ambasciatori Giulio Terzi di Sant’Agata e Guido Lenzi, del docente dell’Università europea di Roma Aniello Merone, del presidente di RaiNet, Carmen Lasorella, di Marcela Villarreal, direttore dell’ufficio sviluppo e partnership della Fao e di Brian Thompson, coordinatore della Seconda conferenza internazionale sulla Nutrizione della Fao. Oltre al presidente di Diplomatici, Claudio Corbino, in occasione della cerimonia inaugurale in programma venerdì 21 marzo nella sala dell’assemblea generale del Palazzo di Vetro dell’Onu sono previsti gli interventi dell’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, di Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, del politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, del presidente dell’ International Board di Diplomatici, Salvatore Carubba, di Amy Ruggiero, Co-Founder & Managing Director, ed Ahmad Alhendawi della segreteria generale delle Nazioni Unite. Nata a Catania nel 2000, oggi Diplomatici è presente su tutto il territorio nazionale con sedi operative a Milano,Roma,Catania,Palermo, Napoli, e New York. E’ stata tra la prima associazione a prendere parte alle simulazioni organizzate dall’Onu a nel Palazzo di Vetro e fra le più attive ad avviare anche in Italia il sistema del learn by doing che permette agli studenti di apprendere ricostruendo il funzionamento di importanti enti internazionali.

 

Lavoro: da Roma e New York la sfida dei 1500 aspiranti ambasciatori

ADN Kronos

Roma, 18 mar. (Adnkronos/Labitalia) – Sono oltre 1.500, e provengono da 25 nazioni, i giovani aspiranti ambasciatori che partecipano all’edizione 2014 di ‘Change the world model Un’ (Cwmun), la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università che abbraccia direttamente due continenti: l’Europa e gli Stati Uniti. In questi giorni, è in corso a Roma, nella sede generale della Fao, l’edizione italiana dell’evento, mentre a partire da giovedì prossimo il gruppo si trasferirà a New York, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, dove in un grande gioco formativo gli studenti si sfideranno (rappresentando le varie nazioni del pianeta) sul rapporto intercorrente tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche.

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