Un mondo di 1.600 studenti diplomatici, 700 italiani, partecipa alla IV edizione di Change the World in corso al Palazzo di Vetro

Oggi a new york

Il prossimo anno Change the World Model UN auspica di poter contare sulla partecipazione dei rappresentanti di tutti gli Stati aderenti alle Nazioni Unite dove ieri si è svolta la cerimonia di apertura della quarta edizione che vede la partecipazione di 1.600 giovani provenienti da 92 stati.
Riuniti nella storica sala dell’Assemblea Generale del Palazzo di Vetro, fino al 25 prossimo gli studenti lavorano in qualità di ambasciatori all’Onu degli Stati membri, nonché di premier e ministri nelle simulazioni di G8. G20, World Bank e Fondo Monetario Internazionale.

L’evento Change the World è tra i più prestigiosi al Palazzo di Vetro per la partecipazione di ospiti di primissimo piano della diplomazia mondiale. E’ l’occasione in cui i giovani possono confrontarsi con i leader e affermare le proprie idee per lo sviluppo sostenibile del pianeta, fondato sui valori della democrazia e della tolleranza, oltre ad aspirare a diventare leader del domani.
Piu’ che mai attuali gli argomenti specifici al centro della conferenza di Change the World 2015: diritti umani, risorse idriche, energia e sicurezza; temi questi che sono la base del messaggio lanciato da Milano Expo che apre il primo maggio.

Per dare il saluto di benvenuto agli aspiranti ambasciatori sono saliti sul podio l’ambasciatore presso l’Onu Sebastiano Cardi, Claudio Corbino fondatore dell’Associazione Diplomatici, l’inviato speciale del Segretario Generale per la Gioventù Ahmad Alhendarwi, l’alto rappresentante dell’Onu per Alliance of Civilizations Abdulaziz Al-Nasser, la co-fondatrice della San Patrignano Foundation Letizia Moratti e tra gli ospiti il campione del calcio Marco Tardelli.
“È un anno importante, perché questo è anche l’anno di verifica dei gol del millennio. È un anno – ha sottolineato Moratti – nel quale si fa il punto sul raggiungimento degli obiettivi del millennio e tra questi i temi della povertà, della fame, della scarsità di risorse idriche, della malnutrizione. Il 2015 è un anno importante per le Nazioni Unite, le sue agenzie e per tutti i governi”. Letizia Moratti ha invitato i giovani a riflettere. “Partendo da alcune considerazioni. La prima è che ci sono più di 800 milioni di persone che soffrono la fame, ci sono più di due milioni di bambini che muoiono ogni anno per malnutrizione e c’è un tema che riguarda anche le donne. Lavorano tre quarti delle ore lavorative nel mondo, ma guadagnano il dieci per cento del profitto mondiale.
Lo ha ribadito, mettendo in evidenza il ruolo della donna.
“Il mio stimolo ai giovani è quello di ragionare sull’importanza di ridurre gli sprechi di cibo, lavorare per cui nel mondo ci sia una migliore distribuzione del cibo e ragionare sulla opportunità di dare più responsabilità alle donne, perché grazie alle donne molti dei problemi legati al cibo possono essere risolti” ha aggiunto Moratti.
Palrando di Milano Expo 2015, Letizia Moratti ha detto che “gli italiani sono sempre bravi a recuperare anche nelle situazioni più difficili”. “L’Italia ha una quantità di risorse naturali, paesaggistiche che possono attrarre anche aldilà di Expo e credo – ha sottolineato – che la possibilità di dibattere un tema così importante possa far si che Expo diventi un volano di crescita, di sviluppo e di occupazione, ma soprattutto anche di riflessione su temi così importanti”.

Il fondatore dei Diplomatici, Claudio Corbino ha sostenuto che al quarto anno di Change the World si può parlare di riscontri. “Il primo è una accentuazione della volontà dei ragazzi di andare a conseguire il titolo finale distudio all estero. Questo da italiano naturalmente mi dispiace – ha detto Corbino -, vorrei che l’Italia fosse in grado di attrarre cervelli e speranze. Invece, in questa fase purtroppo altri paesi risultano più attrattivi. La nostra speranza è quella di riuscire a mantenere il flusso di attività con i ragazzi”.
I presenti alla IV edizione sono 1.600 di cui 700 italiani, gli altri provenienti da 92 Paesi del mondo, con un forte incremento che Corbino ha attribuito all’attenzione che le istituzioni italiane e internazionali hanno saputo rivolgere a questo evento. Per l’anno prossimo, ha spiegato il fondatore, vuole promettere all’ambasciatore Cardi di riuscire a portare alle Nazioni Unite almeno uno studente per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu.

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Da Gallarate a New York: una settimana da ambasciatori

Varese News

Luca ha ancora l’aria entusiasta di chi ha vissuto un’esperienza unica. In effetti, partire per New York per simulare l’attività delle Nazioni Unite non capita tutti i giorni. Invece, Luca Colombo, assieme a Laura Ballabio, studenti della IV liceo linguistico Gadda Rosselli di Gallarate, è volato nella Grande Mela per discutere, confrontarsi, capire e giudicare insieme a ragazzi di altre parti del mondo per il “Change the World Model United Nations”. «Ho capito che cosa voglio fare nella vita – afferma Luca – il diplomatico o il giornalista. Incontrare, parlare, ascoltare, mediare, cercare soluzioni sono ambiti che mi appassionano. Inoltre, vivrò in Argentina. Senza alcun dubbio!».
Abituato a viaggiare con la famiglia, Luca si vede con la valigia in mano: « Sin da piccolo bofonchiavo parole simil inglese per darmi un’area internazionale. Lo sento: quella è la mia via…».
Tanto è stato l’impegno, che lo studente di Gallarate si è meritato una delle cinque menzioni come miglior delegato: « È accaduto a Roma, nella fase preparatoria che abbiamo vissuto alla FAO. Io rappresentavo la Sierra Leone in un tavolo dove si discuteva di “micro finanze in rapporto all’agricoltura”. Ognuno di noi era preparato sull’economia del paese che rappresentava. Dovevamo simulare una vera trattativa cercando di mediare ma tenendo fede alla linea politica dello stato rappresentato. Essere in queste grandi organizzazioni ti permette di conoscere e valutare ogni aspetto ma, al momento della decisione, uno non può scostarsi dal sentire del paese che rappresenta».
In sette giorni a New York, Luca e Laura hanno conosciuto molti ragazzi dei 1200 presenti: « I coetanei del centro e sud America sono, più o meno, come noi. Completamente diversi, senza formalismi, sono invece i ragazzi americani. Quelli asiatici, che pur non ho conosciuto bene, mi sono sembrati molto precisi e attenti. Abbiamo lavorato su un tema difficile ma molto attuale: “donne e sviluppo in relazione alle nuove tecnologie” dove io e Laura rappresentavamo Santa Lucia».
Oltre alle discussioni e alle trattative, i ragazzi hanno anche visitato i luoghi dove si discutono le strategie mondiali: « Siamo stati al Palazzo di vetro e abbiamo ascoltato l’intervento in Assemblea generale di Moratti che rappresentava la comunità di San Patrignano e si è soffermata sui rischi della social generation sempre connessa ma poco capace di relazionarsi».
Quindi Luca è già con la valigia pronta: « L’Italia mi piace, ci vivo bene. Ma l’Argentina è il mio sogno».
E Laura? Laura è già ripartita, destinazione Germania per una settimana di scambio. Al linguistico gallaratese

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Studenti siciliani ambasciatori a New York

UStation

Duecento studenti siciliani provenienti dalle università dell’isola e dalle scuole superiori di varie città della Sicilia saranno oggi presenti al Palazzo di Vetro di New York, sede delle Nazioni Unite, per la cerimonia di inaugurazione di Change the World Model UN, la simulazione di processi diplomatici organizzata dall’associazione cataneseDiplomatici.

I giovani siciliani, aspiranti ambasciatori, fanno parte della delegazione di ben 1500 studenti provenienti da 88 nazioni diverse che, fino a domenica, si sfideranno in un grande gioco formativo ricostruendo proprio le Nazioni Unite e confrontandosi sul rapporto che intercorre tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche.

La cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming, a partire dalle 15.30 italiane, sul portale webtv.un.org e all’evento parteciperanno, oltre al presidente di Diplomatici, Claudio Corbino, anche l’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi, Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, il politologo e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’International Board di Diplomatici, Salvatore Carubba, Amy Ruggiero, Co-Founder & Managing Director, e Ahmad Alhendawi della segreteria generale delle Nazioni Unite.

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Onu: Cardi ‘in cattedra’ a Palazzo Vetro con 1500 studenti

ansa

(ANSA) – NEW YORK, 21 MAR – “Spesso si sente dire che le Nazioni Unite sono in crisi, ma quando ci sono situazioni di crisi, di ogni genere, in ogni luogo, in ogni momento, e’ sempre all’Onu che si guarda per trovare una soluzione”: l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente d’Italia al Palazzo di Vetro, ha accolto con queste parole i 1.500 giovani di tutto il mondo, di cui 776 italiani, sbarcati al Palazzo di Vetro per la conferenza ‘Change the World Model Un’. I ragazzi, provenienti da scuole superiori e universita’, grazie ad un’iniziativa dell’associazione Diplomatici di Catania con il sostegno della Missione Italiana alle Nazioni Unite, sono arrivati a New York per una simulazione durante la quale si confrontano come i ‘veri’ diplomatici fanno quotidianamente per sostenere le ragioni del Paese che rappresentano. L’ambasciatore Cardi, salito ‘in cattedra’ per l’inedita seduta dell’Assemblea Generale, ha analizzato il ruolo dell’organizzazione internazionale, sottolineando che “in questi decenni il mondo e’ cambiato, ma il bisogno di multilateralismo e di rispetto per valori universali, in una parola il bisogno di Onu, e’ sempre presente e forte”. “Le Nazioni Unite sono nate da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per creare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare”, ha continuato il rappresentante permanente, il quale ha poi analizzato il ruolo dell’Italia all’Onu e i nostri principali campi di intervento. Tra i temi toccati la riforma del Consiglio di Sicurezza, la difesa dei diritti umani, tema sul quale il nostro Paese e’ particolarmente impegnato. E ancora il funzionamento delle missioni di pace, con un riguardo particolare all’importante contributo fornito da Roma, sia dal punto di vista finanziario che per quanto riguarda le truppe di caschi blu. L’ambasciatore ha anche ricordato le parole del segretario generale Ban Ki-moon, il quale ha detto di considerare l’Italia “partner ideale delle Nazioni Unite”. Il consiglio di Cardi per i ragazzi che vogliono intraprendere la carriera diplomatica e’ quello di lavorare sodo, seriamente e con costanza, informarsi, ma anche vivere con curiosita’ le vicende del mondo. All’evento ha preso parte anche Letizia Moratti, ambasciatrice di San Patrignano. “Cercate di selezionare le informazioni che trovate in rete, siate critici”, ha detto Moratti ai giovani presenti in sala, tra i quali anche una delegazione della comunita’. “Non limitatevi ad assorbire quanto vi viene detto, ma lavorate per formarvi una vostra opinione”, ha concluso l’ex sindaco di Milano, sottolineando pero’ l’importanza della tecnologia per conoscere problemi distanti dalla realta’ in cui viviamo e per rendere piu’ efficaci le nostre battaglie.

Model UN: a NY la simulazione di Associazione Diplomatici

ONU Italia

Apparso il 21 Marzo 2014 – di Alessandra Baldini

NEW YORK –  ”L’Onu è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per fare un mondo migliore, e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare”. Lo ha detto il Rappresentante Permanente italiano al Palazzo di Vetro,  Sebastiano Cardi, aprendo nell’Aula dell’Assemblea Generale la conferenza ‘Change the World Model UN’ promossa dall’Associazione Diplomatici.  Oltre 1.500 i giovani in sala, provenienti da 88 nazioni, 776 dei quali italiani per questa edizione puntata su “Diritti Umani e Infrastrutture Tecnologiche”: “Spero che per qualcuno di voi – ha auspicato Cardi – questa esperienza faccia accendere una lampadina, contribuisca a far nascere la passione per la diplomazia, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”.

Associazioni Diplomatici viene da Catania ed e’ l’unica organizzazione non americana che da anni tiene parte delle simulazioni di Model Un all’interno del Palazzo di Vetro: affermatasi inizialmente come esperienza legata esclusivamente all’ateneo catanese, è oggi presente su tutto il territorio nazionale e, attraverso le sue sedi estere, anche in Argentina, Brasile, Capo Verde, Portogallo, Spagna e nella sede centrale operativa di New York City. “Non avrei mai pensato – ha commentato il presidente Claudio Corbino – che partendo da Catania si potesse creare una così grande aggregazione di giovani dalla quale potrà emergere la nuova classe di leader del futuro per mettere in asse il mondo”.

All’inaugurazione dei lavori hanno partecipato anche l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti e Lucio Caracciolo, direttore di Limes.  ”Non fatevi dominare dall’informazione in rete. Siate critici”, ha chiesto la Moratti ai giovani di “Change the World” tra cui e’ venuta a New York anche una piccola delegazione della comunità di San Patrignano: per 72 ore saranno i rappresentanti di Ruanda, Venezuela e Iraq. Letizia Moratti ha ricevuto da Corbino la prima edizione del premio ’Future Leader Programm’, che è stato assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca per il suo straordinario contributo nella lotta alla mafia.

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A New York inaugurazione del CWMUN oltre 200 studenti siciliani all’Onu

La sicilia web

CATANIA – È in programma oggi al Palazzo di Vetro di New York, sede delle Nazioni Unite, la cerimonia inaugurale di “Change the world Model Un”, la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università, organizzata dall’associazione “Diplomatici”, l’unica organizzazione non americana e non direttamente collegata all’Onu a realizzare un ‘model’ nella culla delle diplomazia mondiale.

Gli aspiranti ambasciatori, oltre 1.500 e provenienti da 88 nazioni, fino a domenica prossima si sfideranno in un grande gioco formativo ricostruendo proprio le Nazioni Unite e confrontandosi sul rapporto intercorrente tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche. Fanno parte del gruppo anche 200 studenti siciliani provenienti dalle università dell’Isola e dalle scuole superiori di varie città della Sicilia Nei giorni scorsi a Roma, nella sede generale della Fao, si è svolta l’edizione italiana dell’evento, alla quale hanno partecipato di centinaia di ragazzi.

In occasione della cerimonia inaugurale in programma nella sala dell’assemblea generale dell’Onu sono previsti, oltre all’intervento del presidente di Diplomatici Claudio Corbino, quelli dell’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi, della co-fondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti, del politologo e direttore di Limes Lucio Caracciolo, del presidente dell’International Board di Diplomatic, Salvatore Carubba, di Amy Ruggiero, Co-Founder & Managing Director, ed Ahmad Alhendawi della segreteria generale delle Nazioni Unite.

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Al palazzo di vetro di New York la simulazione di processi diplomatici per studenti di tutto il mondo

Inform

NEW YORK – E’ in programma oggi al Palazzo di Vetro di New York, sede delle Nazioni Unite, la cerimonia inaugurale di Change the World Model Un, la simulazione di processi diplomatici riservata agli studenti delle scuole e delle università, organizzata dall’associazione Diplomatici.
Gli aspiranti ambasciatori sono oltre 1500 e provengono da 25 nazioni diverse. Fino a domenica prossima si sfideranno in un grande gioco formativo ricostruendo proprio le Nazioni Unite confrontandosi sul rapporto intercorrente tra i diritti umani e le infrastrutture tecnologiche.
Fanno parte del gruppo anche 200 studenti siciliani provenienti dalle università dell’Isola e dalle scuole superiori di varie città della Sicilia. Nei giorni scorsi a Roma, nella sede generale della Fao, si è svolta l’edizione italiana dell’evento che ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi.
Oltre al presidente di Diplomatici Claudio Corbino, in occasione della cerimonia inaugurale in programma nella sala dell’assemblea generale dell’Onu sono previsti gli interventi dell’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi, di Letizia Moratti co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, del politologo e direttore di Limes Lucio Caracciolo, del presidente dell’ International Board di Diplomatici Salvatore Carubba, di Amy Ruggiero, Co-Founder & Managing Director, ed Ahmad Alhendawi della segreteria generale delle Nazioni Unite.
La cerimonia è trasmessa in diretta tv sul canale tematico delle Nazioni Unite visibile su internet all’indirizzo webtv.un.org.

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I ragazzi ambasciatori all’Onu inseguendo il sogno della pace

La Repubblica

Apparso il 20 Marzo 2014 – di Lucio Luca

Per il terzo anno anche la delegazione siciliana con i mille studenti invitati nel Palazzo di Vetro per una settimana: progetti, relazioni, risoluzioni. E il sogno della carriera diplomatica

NEW YORK – Dalla Sicilia al Palazzo di Vetro con un sogno: occuparsi di diritti umani, contribuire con le proprie idee a cambiare i destini del mondo. Troppo? Probabilmente sì, ma chi non sogna a 16 anni? Sono in mille gli studenti provenienti da tutto il pianeta che da oggi – e per una settimana – “invaderanno” le Nazioni Unite trasformandosi in ambasciatori in erba. La delegazione più numerosa, come sempre, arriva proprio dalla Sicilia, anche perché l’associazione che organizza questo “tour” di studio e divertimento è catanese. Si chiama “I diplomatici” e punta a formare una nuova classe dirigente più attenta ai bisogni del mondo che agli interessi economici dei paesi leader.

Per il terzo anno consecutivo, i ragazzi sono arrivati dall’Europa e dall’Australia, dalle Americhe e dall’Asia, dopo aver superato decine di test e selezioni nelle loro scuole e Università. Per qualche ora si sono anche seduti nella Sala Grande del Palazzo di Vetro, proprio dove solitamente prendono posto i rappresentanti dei 200 paesi che aderiscono alle Nazioni Unite. Hanno ascoltato, tra gli altri, l’ambasciatore permanente italiano Sebastiano Cardi, la cofondatrice di San Patrignano Letizia Moratti, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il rappresentate della Segreteria generale dell’Onu Ahmad Alhendawi. Quest’anno il tema è quello delle “Relazioni fra diritti umani e infrastrutture tecnologiche”, la Rete al servizio di chi soffre negli angoli più remoti del mondo. Punto centrale proprio della relazione di Lucio Caracciolo che per gli studenti rappresenta una traccia dell’intera settimana newyorchese di studi.

Giacca e cravatta per i ragazzi, tailleur scuro per le studentesse, cartellino in bell’evidenza e carpetta sotto braccio, sembrano davvero dei diplomatici delle Nazioni Unite. Certo, molti di loro hanno 16-17 anni, i più grandi poco più di una ventina. Ma il piglio e la determinazione che ci mettono non ha niente da invidiare ai “colleghi” veri. Basta origliare dietro le stanze del grande albergo di Manhattan che li ospita. Lì i mille di “Change The World” simulano Consigli di Sicurezza e riunioni di Commissione. Preparano risoluzioni, parlano di Siria e Ucraina, “litigano” per far passare le loro idee. Certo, dopo le lunghe giornate di lavoro fanno un salto in stanza, si cambiano e la sera puoi trovarli nei locali di Chelsea o Brooklyn a ballare assieme ai coetanei americani. Ma difficilmente fanno tardi la notte, perché la mattina successiva si ricomincia presto a “lavorare” per la diplomazia.

“Qui a New York sembra di vivere in un videogioco”, ride Francesco, 18 anni, catanese. “Con gli altri ragazzi mi trovo bene, siamo affiatati e molto interessati alle cose che discutiamo”. “Nella mia commissione ci stiamo occupando di diritti negati, soprattutto ai bambini – spiega Giulia, 16 anni, palermitana – I grandi del mondo parlano, lanciano appelli e allarmi, fanno promesse. Ma nella realtà la sostanza è ben diversa. Eppure con i mezzi tecnologici che esistono, davvero si potrebbe cambiare il destino di milioni e milioni di persone”.

Alla fine della settimana, una commissione di esperti giudicherà il lavoro dei ragazzi, eleggerà la “best delegation”, premierà le migliori risoluzioni presentate. “Change the World è sicuramente una simulazione, ma sui diritti umani nessuno di noi ha voglia di scherzare”, interviene Carlotta, di Trecastagni, 17 anni. “E poi, chi lo dice che da giovani come noi non possano arrivare proposte in grado di interessare anche gli ambasciatori veri?”.

Visibilmente soddisfatto Claudio Corbino, presidente dell’Associazione “I diplomatici” che ebbe l’idea di realizzare il sogno di portare gli studenti all’Onu durante una serata con gli amici di Catania e adesso è già alla terza edizione della manifestazione: “La nostra associazione si occupa di formazione d’alto livello e la possibilità di confrontarsi in un contesto così importante è per i nostri ragazzi sicuramente il modo migliore per crescere culturalmente e professionalmente. Siamo particolarmente orgogliosi – continua Corbino – perché i ragazzi sono entusiasti di questa esperienza. Per noi è l’ideale seguito di un percorso formativo che si sviluppa discutendo sui temi legati ai diritti umani. La formazione all’estero non può essere pensata come fuga, ma deve essere vissuta come momento di crescita. Bisogna partire, ma anche ritornare portando con sé nuove idee”.

La speranza, come sempre, è quella che qualcuno di questi studenti, un giorno, possa tornare a New York, magari proprio con un ruolo da diplomatico: “E’ già successo – conclude Corbino – e per noi questa sarebbe la soddisfazione più grande. In ogni caso siamo sicuri che nessuno di questi ragazzi dimenticherà una settimana così piena di emozioni”

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Ocho futuros abogados de Mendoza simularán integrar la Organización de las Naciones Unidas

Los Andes – argentina

Dejando de lado sus propias creencias particulares, ocho jóvenes mendocinos viajarán a Nueva York para representar a Vietnam, Rusia, Canadá y Turquía en un modelo de la Organización de Naciones Unidas (ONU) junto a 500 universitarios de distintas partes del mundo.

gal-592169Los chicos, que son estudiantes o recién graduados de Derecho de la Universidad de Mendoza, participarán del Programa “Change The World Model United Nations”. Así se convertirán en los primeros jóvenes de una institución académica de Argentina en ser convocados a esta actividad internacional. En la misma se recrea la acción y el trabajo de los organismos de la ONU y se premia a los que mejor se desempeñen con una invitación a volver el año siguiente con todo pago.

Los universitarios, que parten hoy a la tarde hacia Estados Unidos, se han divido en cuatro parejas para convertirse por una semana en embajadores de los cuatro países que les tocaron. Ellos fueron previamente seleccionados en una convocatoria que lanzó la casa de altos estudios en la que se inscribieron 50 alumnos. A dos de ellos, la universidad les otorgó media beca para ayudarlos a solventar los gastos.

Jugando un rol

“El modelo de la ONU es como un juego de roles, uno simula estar trabajando y debatiendo con miembros de otros países y aunque pienses diferente tenés que manifestar la opinión del lugar que te toca”, comenzó a explicar Juan Grilletti (20) quien tendrá que representar a Turquía junto con su compañera Constanza Nofal.

“Para ello, nos han brindado capacitaciones por Skype y distintos materiales, además hemos tenido que mandar un documento con nuestra postura como país”, continuó el chico que está muy interesado en el derecho internacional y le gustaría ser diplomático.

A nivel personal, el joven considera a esta experiencia sumamente enriquecedora: “Conocés gente de todo el mundo y aprendés a ponerte en el lugar del otro”, remarcó quien ha estado involucrado previamente en modelos de la ONU que se han organizado en Mendoza y en Buenos Aires para estudiantes de secundaria.

Además, Juan valora mucho el hecho de ser el primer grupo de Argentina en tener la oportunidad de viajar al extranjero con ese propósito: “Si todo sale bien les estamos abriendo la puerta a que otros chicos puedan participar en el futuro”, señaló.

Camila Martinez (21) también forma parte de la delegación y con su compañero Nicolás Oyanarte peleará por los intereses de Vietnam. “Tuvimos que investigar mucho sobre el país y la verdad que es muy diferente a Argentina”, apuntó la chica que también adquirió experiencia previa en este tipo de propuesta durante su secundaria. “Ahora va ser muy diferente, porque son estudiantes universitarios de todas partes del mundo, tenés menos tiempo y además se habla todo en inglés, hasta con tu propio compañero de país”, destacó.

Durante su estadía en Estados Unidos ella y sus compañeros podrán conocer la sede de la ONU en Nueva York, donde se hará la apertura, pero además tendrán tiempo para visitar algunos sitios turísticos de la ciudad.

En la piel rusa

Nahuel Bento (22) y Carolina Bartolini (25) tienen un desafío extra al tener que representar a Rusia en un contexto mundial complicado. “Tenemos que debatir en el G20 sobre medidas contra la corrupción”, detalló Nicolás quien reconoció que tal vez no les será fácil que los otros países apoyen las mociones que propongan. “Rusia está muy complicado, voy a tratar de juntar votos con carisma y buena onda”, adelantó. De todas maneras, se siente preparado porque con su compañera han conseguido mucha información sobre falencias de otros países. “Por si necesitamos retrucar algunos temas”, deslizó.

Para él, lo más importante es conservar en todo momento el stay in character que significa permanecer siempre en el rol que le corresponde y no dejar interponer sus propias ideas.

Su coequiper Carolina es la única participante que ya se recibió de abogada: “Me enteré de la convocatoria en diciembre, a pocos meses de haberme recibido, pero igual quise formar parte”, relató la profesional.”Me gusta porque es una simulación muy estricta y te permite palpar como se ven las cosas desde afuera”, resaltó.

Aunque ella nunca ha pisado Rusia, por todo lo que ha estudiado y aprendido ya se siente ciudadana rusa. “Sé un montonazo de cosas que de otra manera nunca me hubiera enterado y en un contexto en el que el país suena mucho”, expuso.

También viajarán a Nueva York Martín Dupetit y Rocío Linares a los que les toca interpretar a embajadores de Canadá.

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