WIP/Washington: lobbying, cooperazione, finanza. I “segreti” Usa raccontati agli studenti

Per i 15 studenti universitari provenienti da tutta Italia si è conclusa la prima edizione del progetto organizzato da Associazione Diplomatici

Si è concluso alla grande il primo dei quattro appuntamenti del World in Progress (WiP), innovativo programma di formazione che Associazione Diplomatici ha in programma nei mesi di giugno e luglio 2017. Il primo appuntamento del WiP,  che si è svolto dal 5 al 13 giugno, è stato ospitato dalla città di Washington, fulcro del potere e della politica americana, ed ha visto la partecipazione di un gruppo di studenti universitari provenienti da tutta Italia.

Il progetto WIP Washington rappresenta il punto di partenza del programma formativo e del percorso didattico del World In Progress per l’importanza e per le implicazioni sulla definizione delle attuali politiche e relazioni internazionali.

Per gli studenti si è trattato di un’occasione unica per potersi confrontare in prima persona con alcune delle principali sfide che le relazioni internazionali presentano oggi.

Una settimana fitta di impegni, workshop, conferenze e incontri che hanno visto la partecipazione dei ragazzi che si sono confrontati sia sui temi della politica estera internazionale, sia sulla situazione politica americana dopo l’elezione del Presidente Donald Trump.

Sono stati spiegati loro i meccanismi di lobbying negli Stati Uniti ed il modo in cui vengono percepiti all’interno della società; le politiche di sostegno e di cooperazione multilaterale allo sviluppo, attraverso incontri con lo staff delle istituzioni finanziarie internazionali: Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.

I ragazzi al Woodrow Wilson Center
I giovani partecipanti al WiP Washington

Al Woodrow Wilson Center, inoltre, gli studenti hanno affrontato con i massimi esponenti in materia, la delicata questione delle crisi migratorie in America centrale. Noah Bullock, direttore esecutivo della Fundación America, ha sottolineato “l’importanza di garantire i diritti umani e creare un sistema di documentazione dei punti più critici. Una delle preoccupazioni principali è che le conseguenze dell’estrema violenza, delle violazioni dei diritti umani e dello migrazione rimangano invisibili nella maggior parte del resto del mondo”.

L’esperienza si è conclusa all’Ambasciata Italiana negli Stati Uniti con un intervento di Marilina Armellin, rappresentante Italia all’OSA, che ha  illustrato ai partecipanti quali sono le carriere internazionali e nello specifico “le funzioni svolte dall’Ambasciata Italiana negli Usa e cosa l’Italia fa per promuovere la cultura del nostro Paese oltre oceano”.

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