Ad Abu Dhabi ambasciatori di domani

ANSA – Legalità e scuola

(di Luciano Fioramonti) ANSA – ABU DHABI, 15 NOV 2018 – Delegati in fibrillazione impegnati a decidere le strategie comuni contro cyberterrorismo, cambiamenti climatici, e povertà usando ogni risorsa delle nuove tecnologie per garantire sicurezza e disarmo. Non è l’Onu ma gli assomiglia molto lo scenario allestito dall’Associazione Diplomatici per i circa 500 studenti dai 14 ai 25 anni coinvolti ad Abu Dhabi nella quinta edizione di “Change the world” secondo il modello delle Nazioni Unite. Stavolta Claudio Corbino, l’imprenditore catanese che ha fondato nel 2000 questo trampolino per formare i giovani e lanciarli nel campo della mediazione internazionale, ha riservato una sorpresa speciale chiamando Francesco De Gregori a chiudere con un grande concerto nella New York University la tre giorni di simulazione di come si lavora nel Palazzo di Vetro.

“Change the world” avrà il suo clou alla fine di marzo quando proprio nella sede della Onu a New York saranno circa tremila i ragazzi proventi da tutto il mondo a muoversi come i delegati dell’ Assembea Generale e del Consiglio di Sicurezza. All’ appuntamento partecipano ogni anno grandi personaggi della politica. L’anno scorso fu l’ex presidente americano Clinton a salutare i giovani nella cerimonia di apertura. “New York 2019 si incentrerà sul tema dei muri – dice Corbino -. Nel trentesimo anniversario del crollo del muro di Berlino vogliamo invitare i ragazzi ad abbattere tutti i tipi di muri, ideali, ideologici, invisibili ma invadenti che rischiano di circondarci”.

Nel moderno ed esclusivo Campus universitario della capitale degli Emirati Arabi Uniti i 500 studenti – la metà italiani (il doppio dell’ anno scorso), il resto di altri 15 Paesi – si sono cimentati per tre giorni nella gestione delle questioni internazionali con un occhio alla questione dei diritti e della libertà. “Il mondo vive il contrasto tra visioni più aperte e visioni più chiuse e meno pronte ad accogliere la diversità. – ha spiegato Corbino – Volendo noi affermare l’ idea di massima apertura e la globalità assoluta del sapere, della conoscenza e della convivenza, abbiamo capovolto il punto di vista partendo dall’arte e dalla cultura”. Ad Abu Dhabi, ha fatto notare, “abbiamo la NY University, pensata per formare la nuova classe dirigente moderata dell’Islam, e il Louvre, straordinario non tanto per ciò che espone ma per ciò che tenta di raccontare: la qualità dell’uomo trascende la sua provenienza geografica, culturale e religiosa. E’ un museo dove nella Sala delle Religioni, nel pieno del Golfo Persico, convivono il Corano, la Bibbia, i Testi induisti e la Torah ebraica. La libertà è conoscenza, è un ponte, non un muro”.

L’ ambasciatore Italiano Liborio Stellino ha invitato i giovani a essere “giocatori attivi in un contesto in cui vincere, oggi, equivale a salvare vite nel mediterraneo o a portare aiuti a chi vive in luoghi sperduti. Fate le vostre scelte ma non ripetete gli errori delle generazioni passate”. La parola poi è passata ai testimonial. “Cercate la vostra strada con passione – ha detto la campionessa di tuffi Tania Cagnotto -. Ognuno può sbagliare. E’ successo anche a me. Ho provato e riprovato finchè ce l’ ho fatta”. Per l’ex magistrato antimafia Giuseppe Ayala “l’ improvvisazione non dà garanzie. La formazione è fondamentale”. A Marco Tardelli, campione mondiale della Nazionale nel 1982, il calcio ha insegnato un principio fondamentale: “Devi meritarti quello che conquisti. Nessuno ti può raccomandare se non dimostri sul campo quello che vali”.

L’ esperienza di Abu Dhabi oltre che una grande scuola di diplomazia indica anche come costruirsi un futuro. “I ragazzi hanno dimostrato di saper prendere il meglio da questa esperienza, che ha fatto capire come agire con determinazione da cittadini consapevoli e responsabili per modificare la realtà con le loro idee”, ha commentato Paola Senesi, preside del Liceo Giulio Cesare di Roma, che ha accompagnato un gruppo di studenti. “Voglio muovermi verso una carriera diplomatica internazionale – ha spiegato Lorenzo Baraggia, 16 anni, liceale di Borgomanero -. Qui ho trovato spunti e idee e un confronto molto stimolante con i giovani di altri paesi”. Per Flavia Procacci, 18 anni, del liceo Anco Marzio di Ostia, il bilancio è più che positivo: “Sono felice di come è andata. Ho imparato a vincere la timidezza. Con gli altri ragazzi abbiamo lavorato sodo e trovato soluzioni realistiche, che era l’ obiettivo di tutto il lavoro”.

http://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/2018/11/15/ad-abu-dhabi-ambasciatori-di-domani_b03f98e4-7558-48b6-854d-a6923244872b.html

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