Cari ragazzi, dovete sapere che i selezionatori impiegano meno di 10 secondi per analizzare un curriculum. Questo perché seguono un percorso visivo molto lineare che consente di cogliere velocemente le informazioni salienti e degne di nota. Quindi, quanto più un cv è scritto in maniera chiara, lineare e professionale, tanto più facilmente i selezionatori riescono a reperire le informazioni che interessano loro senza cestinare il vostro curriculum!

Da dove cominciare allora per creare un curriculum completo e accattivante? Se siete alle prime armi è consigliabile seguire un template già definito, un modello di curriculum vitae che vi guidi nella compilazione senza tralasciare informazioni importanti e che abbia una struttura nota ai selezionatori. Proprio come l’Europass, il Curriculum Vitae Europeo o altri modelli di curriculum indicati per capire quali informazioni valga la pena inserire e quale ordine cronologico seguire.

Come compilare un curriculum

Per quanto riguarda lo spazio riservato alla foto, riempitelo solo se l’immagine è professionale, non è il caso di mostrarvi al mare o in vacanza. Sarebbe un primissimo, grave errore, e credetemi…succede!

A questo punto cominciamo a compilare i vari spazi, iniziando dai dati personali. Innanzitutto il consiglio è quello di riportare nome e cognome in maniera visibile e centrale nel documento, usando il grassetto e possibilmente dandone rilievo anche nelle dimensioni. La seconda cosa da ricordarsi è di numerare le pagine. In questo modo, se il selezionatore vorrà condividere il vostro cv con colleghi e ne stamperà più copie sarà nelle condizioni di riassemblarlo facilmente.

Sotto il nome vanno segnalati l’indirizzo, i contatti telefonici (preceduti sempre da +39, il prefisso dell’Italia), l’indirizzo email (preferibilmente costituito da nome e cognome, meglio evitare nickname e soprannomi incomprensibili), l’indirizzo Skype (visto che ormai sempre più spesso il colloquio di selezione avviene attraverso questa piattaforma).

Dopo aver compilato le parti relative alle vostre generalità e ai vostri contatti è il momento di aggiungere le informazioni che riguardano la vostra vita, le vostre esperienze, gli studi compiuti e la formazione professionale. Iniziate elencando percorso di studi ed esperienze lavorative e non a partire dal più recente per procedere poi a ritroso nel tempo. Per esempio, prima verrà la laurea o gli studi universitari in corso, poi il diploma di scuola superiore.

Se avete già conseguito la laurea, riportate il titolo di studio e poi l’Università in cui avete studiato, facendo bene attenzione a riportare la denominazione precisa dell’uno e dell’altro: laurea in […], Università degli Studi di […]. Stessa cosa per un eventuale master. Vi invito anche a non esaurire questo tipo di informazione con il titolo, voto e università, ma anche a elencare brevemente le materie che hanno caratterizzato il percorso di studi. E anche in questo caso, domandatevi se ci sono materie che avete studiato, tesine che avete preparato, seminari ai quali avete partecipato o borse di studio ottenute, che possono essere messi in risalto al fine di impressionare positivamente il selezionatore.

Dovrete sempre adattare il curriculum e la lettera di presentazione motivazionale a ciascun potenziale datore di lavoro. Non si tratta, fate bene attenzione, di inventare un profilo o capacità che non si hanno, quanto piuttosto di far emergere le proprie competenze e conoscenze, skills e capacità che sono particolarmente utili e più rispondenti alla job description per cui vi state candidando.
In quest’ottica, oltre alle materie principali del corso di studi, potrete aggiungere quei corsi – anche extracurriculari – che possono dimostrare la vostra preparazione o un vostro interesse specifico. Un esempio? Se fate domanda per una prima esperienza con una ONG in Africa e avete studiato aspetti della cultura africana o della sua storia, dovrete certamente scriverlo nel vostro curriculum. Allo stesso modo, se avete fatto una tesi su un argomento che il vostro selezionatore potrebbe trovare interessante ai fini delle attività da svolgere, riportate senz’altro il titolo della tesi. Infine, soprattutto se avete conseguito un buon voto di laurea, e magari anche la lode, non mancate di scriverlo!

A questo punto elencate esperienze e mansioni che avete svolto, se possibile nel dettaglio. Un buon metodo può essere l’utilizzo dei bullet points, che inducono alla sintesi e aiutano l’occhio a orientarsi meglio tra le varie informazioni. Rileggete ancora una volta la job description, evidenziate i requisiti richiesti e quello che ci si aspetta che facciate una volta assunti. E cercate di capire se le vostre esperienze pregresse possono rispondere a quanto viene richiesto, se possono identificarvi come il candidato che possiede, se non tutti i requisiti, almeno parte di essi.

Non dimenticate quindi di menzionare se avete dovuto coordinare il lavoro di qualcun altro e se avete dovuto scrivere rapporti o analisi di contesto o se avete avuto a che fare con amministrazione, budget e logistica…tutto questo vi sarà sempre estremamente utile perché molto ricercato, in particolare dalle ONG. Naturalmente, a ciascuna esperienza corrisponderà una data, con mese e anno di inizio e di fine. Non lasciate niente di vago nel vostro curriculum, quanto più rendete facile la sua lettura e la comprensione di quello che avete fatto, tanto migliore è il servizio che rendete alla vostra candidatura spontanea!

E ora siete arrivati alla parte del vostro curriculum che la maggioranza di voi ritiene la più spinosa: l’esperienza professionale. Anche in questo caso è bene rileggere la vacancy: Di quale tipo di persona hanno bisogno? Quali sono le esperienze pregresse richieste e quali le competenze? Una volta rilette e avendole ben chiare in mente, cerchiamo di ricordare tutte le esperienze che abbiamo fatto e che possono dire molto di noi: per lavorare in ambito internazionale molte sono le esperienze utili che tendete a sottovalutare, spesso perché non retribuite. E questo è un grave errore: il contributo che avete dato, che sia retribuito o meno, che sia stato svolto in Italia a favore dei migranti o in Africa per aiutare comunità in difficoltà, è meritevole di grande attenzione e rispetto perché testimonia la predisposizione che avete nei confronti dell’“altro”, della disponibilità a portare aiuto, impegnarvi in prima persona e credere in quello che fate.

Se non avete fatto esperienze attinenti al lavoro con l’ONG, potete sempre averne fatte altre che possono essere riconosciute come rilevanti. Ad esempio, mentre studiavate all’Università avete lavorato d’estate all’estero? Avete fatto il cameriere o la ragazza alla pari per mantenervi imparando una lingua straniera? O avete partecipato a uno dei progetti organizzati da Associazione Diplomatici?
Non sottovalutate l’importanza di queste esperienze ai fini del curriculum: queste dimostrano che avete capacità di adattamento, che siete entrati in contatto con culture diverse dalla vostra, che l’esperienza che avete fatto vi ha in qualche modo “svegliato”, mettendovi a contatto con il mondo del lavoro e insegnandovi a cavarvela da soli e ad assumervi responsabilità.

Ricordate che un buon cv non deve lasciare al selezionatore e alla sua immaginazione l’interpretazione di cosa volevate dire scrivendo, per esempio, “July 2015: worked at NNYBKB International, Nairobi”. Ricordatevi sempre di esplicitare il vostro titolo (assistant, educator, etc), per chi avete lavorato (organizzazioni, imprese, fondazioni, enti, etc) e dove.

Cercate sempre di inserire le informazioni essenziali e più utili per far capire chi siete e perché siete motivati a fare domanda per un posto di lavoro, e se fate domanda per un’organizzazione internazionale, governativa o no, dovreste cercare di contenere le informazioni in massimo due pagine. Se partiamo da questo presupposto non avrete bisogno di risalire alle scuole medie per riempire le pagine e dimostrare cosa avete fatto nei primi anni della vostra vita. Tanto più che il selezionatore cercherà di capire chi siete, oltre a quanto avete studiato.

Lettera di presentazione

La lettera di presentazione spiega al potenziale datore di lavoro perché proprio tu sei adatto per entrare a far parte di quella particolare azienda e ad occupare quello specifico ruolo e, se scritta bene, può fare davvero la differenza per essere chiamati per un colloquio.

In una lettera di presentazione non possono mancare luogo e data, i tuoi dati (nome, cognome) e i dati del destinatario (quelli della persona alla quale ti rivolgi). Se riesci è sempre meglio informarti e indirizzare la lettera in modo mirato a una persona dell’Ufficio Risorse Umane, o all’imprenditore / CEO se si tratta di una piccola azienda, o al responsabile della selezione se si tratta invece di una società di recruiting.

Se stai rispondendo a un annuncio, cita sempre il riferimento preciso alla posizione vacante e magari anche il sito dove hai trovato l’offerta. Altrimenti è bene mettere in evidenza che si tratta di una candidatura spontanea (nell’oggetto della mail), specificando per quale tipo di ruolo (addetto alle vendite, ingegnere chimico, redattore editoriale, collaboratore da casa, ecc.) ci si sta proponendo.
La lettera non deve superare una pagina di lunghezza, va scritta al computer e utilizzata come corpo della mail in cui invii il cv.
Ricorda di specificare cosa ti ha colpito di quella specifica organizzazione, quali opportunità intravedi per te, che lavoro ti piacerebbe fare e quali delle tante esperienze e competenze elencate nel cv allegato ritieni che facciano di te un candidato adatto a ricoprire quel ruolo.
Sito da cui si possono scaricare esempi di cv: https://www.ilcvperfetto.it

Curriculum vitae in inglese

Scrivere il proprio curriculum vitae non è facile e scriverlo in inglese è ancora più difficile. La buona notizia è che un cv in inglese generalmente è molto più corto di un cv in italiano. Grazie alla political correctness tipica del mondo anglofono, in Paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti, per ragioni culturali, è sconsigliato inserire la propria foto nel curriculum.
Se stai per affrontare l’iniziazione al mondo del lavoro, fatta di colloqui e di stage, scrivi il tuo cv in modo da attirare l’attenzione sui tuoi successi accademici e sulle competenze trasferibili che hai acquisito durante il tuo percorso personale. Fai attenzione anche quando devi tradurre titoli: il concetto di master in Italia non è lo stesso che negli Stati Uniti, per esempio. Meglio lasciarli in italiano, aggiungendo una parentesi esplicativa. Come nel caso del cv in italiano è bene inserire quelle esperienze della propria carriera che potrebbero far capire al datore di lavoro che sapete cosa vuol dire lavorare e, perché no, è bene inserire una voce di “Voluntary Work”. Anche qualcosa di semplice, come l’aver aiutato i compagni con i compiti in un programma di supporto dei pari, può fare colpo se presentato nel modo giusto.

Attenzione a non vantarsi di saper utilizzare piattaforme e programmi informatici come Office, Windows, Internet, che oggi insegnano anche a scuola: sarebbe strano il contrario!
Se avete già raggiunto diversi traguardi lavorativi ricordate di far rientrare tutto in poche pagine! Potreste, per esempio, creare una sezione “Achievements” per raccontare in brevi frasi i traguardi lavorativi raggiunti.

Per chi invece sceglie di candidarsi per un tipo di lavoro diverso da quelli svolti fino a quel momento, consigliamo di spiegare in breve i motivi per cui si è deciso di cambiare ambito per aiutare il lettore a orientarsi e fargli capire che il tuo diverso background professionale non è un punto debole bensì di forza. Al posto di elencare le svariate posizioni assunte in ordine cronologico, dividi la tua esperienza per titoli a seconda delle competenze trasferibili acquisite in altri settori, per esempio ‘Leadership’, ‘Organisation’ e ‘Teamwork’.

Lettera di presentazione – Cover letter for job application

Il modo migliore per fare arrivare la propria candidatura a destinazione è mandare una mail o una lettera formale scritta appositamente per questo scopo. La Cover Letter è generalmente utilizzata quando ci si candida per un lavoro retribuito.
La Motivation Letter è utilizzata in ambito universitario e per candidarsi a posizioni non retribuite in generale e può anche essere chiamata Letter of Interest.

In alcuni luoghi, per una candidatura, è buona norma accompagnare il proprio curriculum vitae con una Reference/Recommendation Letter, una lettera di referenze redatta dal precedente datore di lavoro.

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