COSA E’ LA CARRIERA DIPLOMATICA

Parlare in pubblico con la competenza e la disinvoltura di un ambasciatore all’Onu. Saper trattare, dialogare e mediare con chi la pensa diversamente come può capitare a un giovane console in un lontano Stato dell’Africa. Quanti di voi sognano di possedere le qualità di leader carismatici per avere un futuro brillante nella carriera diplomatica? O, perché no, nel diritto internazionale pubblico, nelle organizzazioni internazionali, negli affari esteri o nelle aziende multinazionali?

Una vita in continuo movimento fatta di viaggi, aerei, rapporti interpersonali e una buona dose di buonsenso e di sano pragmatismo, ma anche di responsabilità nei confronti dei cittadini di tutto il mondo. Quella del diplomatico è, certamente, una professione affascinante e difficile, ma fatta su misura per chi desidera rappresentare e promuovere gli interessi del proprio Paese in uno scenario internazionale e ha la passione per le relazioni internazionali, la politica estera, il diritto e l’economia mondiale.

Il primo grado della carriera diplomatica è il Segretario di Legazione, ruolo al quale si accede ‘in prova’ esclusivamente attraverso il superamento di un concorso pubblico per titoli ed esami piuttosto impegnativo, cui segue un periodo di 9 mesi di formazione presso l’Istituto Diplomatico della Farnesina. I gradi della carriera diplomatica sono cinque.

Quello di diplomatico, lo abbiamo già detto, è un lavoro per molti aspetti duro e faticoso, che ti costringe a viaggiare spesso e a trascorrere molto tempo lontano da casa e dalla famiglia. Tuttavia, il rovescio della medaglia è che a fine mese chi lavora nella diplomazia, in ambito politico economico, nella cooperazione internazionale, in politica estera o nelle organizzazioni internazionali, può contare su uno stipendio più che dignitoso, che ti permette di vivere nell’agio e non dover rinunciare alle vacanze o a qualche sfizio in più.

QUALI SONO I REQUISITI PER ACCEDERE ALLA CARRIERA DIPLOMATICA

Per intraprendere la carriera diplomatica è necessario avere un’indole curiosa e tanta voglia di viaggiare ed esplorare. Il diplomatico svolge infatti un mestiere molto delicato, poiché intrattiene le relazioni per conto di uno Stato con gli altri Stati e le varie organizzazioni internazionali.

Non è sufficiente, quindi, avere i requisiti solo sulla carta, ma è fondamentale possedere curiosità intellettuale per tutto ciò che è diverso dalla vostra cultura, spiccato interesse per quello che accade al di fuori del vostro Paese, capacità di interagire con persone di provenienza culturale anche molto diversa dalla vostra e di adattamento a condizioni a volte disagiate.

Inoltre bisogna essere consapevoli che intraprendere la carriera diplomatica significa accettare di passare la maggior parte della vostra vita professionale lontano dall’Italia, e quindi dai vostri familiari e dal vostro ambiente.

Un diplomatico deve avere anche competenze manageriali per gestire progetti di cooperazione, un bagaglio culturale e di esperienze importante, l’attitudine alla soluzione dei problemi, uno stile comunicativo chiaro ed efficace, la capacità di esprimersi compiutamente in più di una lingua straniera e l’abitudine all’esercizio dell’analisi critica.

Se sentite che tutto ciò rientra nelle vostre corde, allora il prossimo passo è mettervi alla prova! Erasmus, campi di volontariato estivi, stage all’estero e naturalmente i nostri CWMUN sono quello che fa per voi!

Ma qual è il percorso di studi più indicato per intraprendere la carriera diplomatica? E quali le lingue da conoscere?

COME FUNZIONA IL CONCORSO

Il concorso pubblico viene generalmente bandito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) con scadenza annuale e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e nella pagina Concorsi del sito.

Per accedere alle prove concorsuali sono richieste cittadinanza italiana, idoneità psico-fisica, laurea magistrale in determinate classi di laurea come Finanza, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Relazioni internazionali, Scienze delle pubbliche amministrazioni, Scienze economiche per l’ambiente e la cultura o Economia.

I candidati non devono aver superato i 35 anni di età, con alcune eccezioni per gli studenti di Medicina, e non devono aver subito condanne penali.

Durante il concorso i candidati devono sostenere una prova attitudinale scritta, le prove scritte per dimostrare la loro preparazione culturale e linguistica su diverse materie e la prova orale a cui si aggiungono alcune materie e durante cui il candidato viene chiamato a esprimere le proprie valutazioni su un tema di attualità internazionale.

Vediamo insieme quali sono le prove e le materie da affrontare durante il concorso diplomatico.

COME PREPARARSI AL CONCORSO

Per passare il concorso diplomatico potrebbe non essere sufficiente l’aver conseguito una laurea affine alle materie oggetto di esame; è consigliata una preparazione specifica sia sulla tipologia delle prove che occorre superare che sulle materie e sull’attualità internazionale. Uno studio puntuale e approfondito che può essere portato avanti individualmente sulla base ad esempio di una lista di testi consigliati che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale pubblica sul proprio sito.

Un’altra possibilità è quella di iscriversi ai corsi di preparazione al concorso per la carriera diplomatica, proposti da Istituti e Università. Si tratta di corsi o master della durata di un anno, i cui costi variano a seconda dell’ente proponente. Non sono obbligatori per accedere al concorso, ma possono essere molto utili nell’esercizio quotidiano di studio, nel colmare lacune nella preparazione accademica e nelle simulazioni di esame proposte. Sono generalmente corsi molto intensivi e che richiedono l’obbligo di presenza in aula, per cui i partecipanti sono tenuti a spostarsi a Roma o Milano per un anno per poterli frequentare, con tutti i costi monetari e di rinunce a livello lavorativo e famigliare che questo può comportare.

La partecipazione a questi corsi non garantisce il superamento del concorso, ma bisogna tener conto che ciascuno di essi può fornire strumenti professionalizzanti utili a operare in alternativa anche in aziende multinazionali o in enti e organizzazioni internazionali.