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Cosa succede dopo il Change the World for Democracy: l’esperienza di nove studenti che hanno dato vita a un’associazione

Nove ragazzi diversi fra loro ma legati da un interesse comune: quello per la politica. Una passione che li ha portati prima a Roma per partecipare al progetto di Associazione Diplomatici Change the World for Democracy, dove si sono conosciuti, e poi a fondare un’associazione di promozione sociale per dare seguito alla loro missione comune: promuovere la cittadinanza attiva valorizzando i principi e i valori fondanti dell’Unione Europea. «Studiando Giurisprudenza sono sempre più convinta che lo Stato deve essere libero e deve parlare al popolo e fare l’interesse dei cittadini tenendo sempre presente il concetto di democrazia» – dice la ventunenne Roberta Ruggieri, che frequenta il 3° anno di Giurisprudenza alla LUISS Guido Carli di Roma.

Partecipando a Democracy ho avuto la possibilità di entrare nel meccanismo della politica e rendermi conto che non sempre è facile parlare di democrazia. Ci siamo accorti che è facile giudicare l’operato finale senza tenere conto dell’iter legislativo e normativo che c’è dietro». Un giudizio che, spesso, porta i cittadini, soprattutto giovani, ad allontanarsi dalla politica. «Molti dei ragazzi sono già influenzati da esperienze pregresse – interviene Riccardo Testa, 22 anni, al 4° anno di Giurisprudenza alla LUMSA di Roma e impegnato in uno stage presso l’organizzazione europea di cyber security – mentre credo che bisognerebbe avere un approccio obiettivo, soprattutto alla nostra età.

Anche Andrea Natale studia Giurisprudenza, ha 24 anni e sta per laurearsi alla Statale di Milano. «Fin dalle scuole medie sono stato affascinato dall’idea di mettere in pratica le proprie idee nella vita di tutti i giorni. La politica, per me, non è solo mera burocrazia, ma mettere in atto una tua idea e riportarla nel concreto».

Per Roberta la passione per la politica nasce dalla curiosità di capire come sono strutturate le cose e dall’ammirazione per uomini e donne che nel corso della storia si sono fatte valere dal punto di vista politico e umano. Ma anche dalla voglia di non restare fuori da quello che succede in Italia e nel mondo. Mentre nella famiglia di Riccardo si respira da sempre aria di politica. «Da piccolo pensavo significasse appartenere a un’unica bandiera, ma crescendo mi sono reso conto che abbraccia tanti rami della nostra società», dice lo studente, convinto dell’importanza di insegnare l’educazione civica nelle scuole per essere pronti, a 18 anni, ad affrontare il mondo istituzionale.

«Il primo obiettivo che mi ero prefissato partecipando a Democracy era capire come si costruisce una legge, mettere in pratica le doti di mediazione fondamentali in politica, riuscire a raggiungere un compromesso», spiega Andrea. Ma anche fare network con coetanei che condividono le stesse passioni e con cui, oltre a una bella amicizia, è nata pure un’associazione. Insieme a Federica Torre, Marco Laudato, Federica Andreotti, Paolo Intennimeo, Mariavittoria Natale e Giorgio Autieri, i tre ragazzi hanno dato vita a Europa per l’Italia, che nasce a Roma nel febbraio 2020.

«L’anno scorso Andrea ci ha proposto di organizzare conferenze e seminari con l’obiettivo di informare i ragazzi che avrebbero votato per la prima volta per le elezioni del parlamento europeo e l’idea ci è piaciuta molto», racconta Riccardo, che insieme ai colleghi ha organizzato gli incontri a Roma, Milano, Salerno e Siena». Un lavoro di sensibilizzazione e informazione che oggi, a causa della pandemia, sta proseguendo online, in attesa di poter riprendere gli appuntamenti nelle scuole e nelle università.

«Vogliamo avvicinarci ai nostri coetanei, ma anche ai ragazzi più piccoli, per sensibilizzarli e aiutarli a sviluppare una propria idea, attraverso un’open community e diverse rubriche in cui affrontare svariati argomenti e scambiarsi opinioni».

 

 

 

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«Democracy ti dà l’opportunità di toccare con mano la vita politica del Paese»

«Toccare con mano i meccanismi dell’attività parlamentare è stato ciò che mi ha colpito di più di questa esperienza. La politica, infatti, non è fatta solo di discorsi e grandi ideali, ma anche e soprattutto di lavoro all’interno delle istituzioni con regole e dinamiche ben precise, che il progetto Democracy consente di analizzare da vicino». Lorenzo Eccheli è uno dei tanti studenti che negli anni ha preso parte al Change the World for Democracy e che oggi vuole raccontarlo ai suoi coetanei e a chi è curioso di esplorare dall’interno il mondo della politica e dei suoi meccanismi.

Come lui, centinaia di ragazzi. Tra cui il ventunenne romano Daniele Ferraguti, che ha partecipato all’edizione di Democracy di gennaio 2020 e racconta l’impatto con il Palazzo, affascinante e curioso. «Si respirava sin da subito un’atmosfera professionale, con dinamiche che spesso rappresentavano realmente ciò che succede negli ambienti politici. La collaborazione con gli altri ragazzi e ragazze – aggiunge – è stata vera, leale e produttiva.

Il primo obiettivo era quello di partecipare concretamente a un progetto di simulazione legislativa, confrontarmi con coetanei competenti e ambiziosi. E alla fine di questa esperienza ho acquisito un bagaglio personale e tecnico superiore alle mie aspettative».

Motivo per cui molti degli studenti che partecipano a Democracy sono convinti dell’importanza di inserire nei programmi scolastici il diritto e l’educazione civica come materie fondamentali per prepararsi a qualsiasi corso di studi. «Senza ombra di dubbio lo studio dei meccanismi della politica nelle scuole non può che fare bene alla società in prospettiva futura, perché la politica, oltre ad avere un suo fascino, contribuisce ad arricchire la base culturale dello studente spingendolo così a formare una propria e decisa personalità», osserva Elio Pernice, 19 anni, che viene da Mazara del Vallo, in Sicilia, e studia Giurisprudenza a Roma.

Elio ha partecipato a Democracy nel 2018 e ha ottenuto, insieme alla sua coalizione, la maggioranza dei voti con una proposta di legge sulle diposizioni di attuazione del Testamento Biologico. «Personalmente, non nascondo il fatto che lo scarso interesse da parte dei giovani verso la politica desta preoccupazione. Bisognerebbe intervenire in maniera forte e decisa per prendere in mano la situazione, promuovendo progetti come questo in tutte le scuole».

Tra i protagonisti di Democracy 2017, invece, c’era il ventiduenne Graziano Rizzo, siciliano, che ha affrontato il tema Fake news e Web Reputation. «La partecipazione al progetto ha segnato un’esperienza fondamentale nella nostra vita sociale e politica – dice Graziano – grazie a tutor ed esperti abbiamo studiato i meccanismi della democrazia e i percorsi che servono a legiferare, abbiamo instaurato rapporti con gli altri “colleghi onorevoli”, rafforzato le nostre idee politiche.

Sono stato anche eletto leader del partito “Deputati per l’Italia” ed essendo già coordinatore di un partito giovanile italiano aver vissuto all’interno delle Istituzioni ha trasmesso in noi “onorevoli” il senso di responsabilità, il senso del dovere, il senso del bene comune, il senso di governare».

«Molti giovani – conclude – paragonano la politica a qualcosa di sporco, di brutto. Secondo me la politica è mettersi al servizio dei cittadini con dedizione, amore e passione. E credo che progetti come questo debbano coinvolgere le scuole, facendo studiare così ai ragazzi i meccanismi della politica e facendo scoprire il vero significato di una delle più importanti istituzioni: la politica».

 

 

 

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Background diversi ma un’unica passione: quella per la politica. Le aspirazioni dei giovani partecipanti di Democracy

Vengono da tutta Italia, hanno background diversi, diversi percorsi di studi. Anche sogni diversi, se pensano al loro futuro. Ma condividono una grande passione, quella per la politica, che, da Nord a Sud, li ha spinti a prendere un aereo o un treno per raggiungere il Parlamento in occasione del progetto di Associazione Diplomatici Change the World for Democracy.

«L’aspetto più importante del progetto è che ti dà l’opportunità di capire davvero cos’è il dibattito e come funzionano l’organo istituzionale che ci rappresenta e le dinamiche che ci stanno dietro», dice Andrea Giuliani, 21 anni, che ha partecipato all’edizione del 2017 e a cui abbiamo chiesto se, dopo questa esperienza, vorrebbe lavorare come politico. «Il mio invito più grande è fare questa simulazione non tanto per dire “voglio fare il politico”, ma per comprendere che la politica ha un ruolo fondamentale nella nostra società. Vivendo in una realtà internazionale, vivendo fuori dall’Italia, credo che la politica debba essere sempre più globale. Non dobbiamo più competere con l’Europa o l’America, ma con i mercati emergenti che investono sul futuro. Non farei il politico, dunque, perché mi sentirei lontano dal cambiamento e dal futuro del mondo».

Anche Riccardo Z. Majer, Alessio Prastano e Luca Caci hanno partecipato a Democracy nel 2017.

«Precedentemente a quell’esperienza ritenevo, come penso tutt’ora, che democrazia significhi pluralismo e governo della maggioranza nel rispetto e tutela delle minoranze – afferma Riccardo Z. Majer, che viene da Treviso.  Tuttavia, oggi sembra non esistere più un’idea di Paese, ma ci si concentra su ciò che non si vuole o meglio su chi non si vuole al potere. Sono diventate preponderanti due degenerazioni del sistema democratico: il personalismo e la demagogia».

Risiede forse in questo il motivo per cui i cittadini sembrano sempre più distanti dal mondo della politica e dai suoi rappresentanti. «Questo nuovo metodo di fare politica porta ad un allontanamento fra amministrazione e amministrato poiché il cittadino ha un sacco di informazioni sui dettagli del panorama politico e dei suoi scandali ma gli manca una visione di insieme e un’idea di futuro. La collettività mai si sentirà pienamente rappresentata se le sue idee vengono concentrate sul “pizzaiolo sotto casa”, anziché sui problemi comuni: la politica, infatti, non ha lo scopo di risolvere i problemi dei singoli, ma fare in modo che non si presentino. Quella che sembra una distinzione puramente logica è in realtà pura sostanza e finché ci sarà quest’ottica persisterà un clima di diffidenza e sdegno nei confronti delle istituzioni».

Alessio Prastano invece ha 26 anni e viene da Galatina, in provincia di Lecce. «Da tre anni svolgo il ruolo di Consigliere Comunale e la mia presenza all’interno del Parlamento è stata strabiliante. Essere arrivato a Montecitorio significa, per me, appassionato alla politica da oltre dieci anni, il coronamento di un sogno, perché è proprio lì che si decidono le sorti di un’intera Nazione. Per cui, l’impatto è stato forte, con conseguente pelle d’oca e un enorme tasso di eccitazione».

Obiettivo principale di Alessio era immergersi nei panni di un vero parlamentare, elaborare un progetto di legge, discuterlo in aula e votarlo. «Volevo capire più a fondo qual è il meccanismo del sistema Parlamentare. Sono stati quattro giorni intensi e che rifarei ancora, qualora ne avessi la possibilità».

«Durante i giorni di simulazione al Parlamento ho compreso che l’approccio learning-by-doing risulta davvero vincente. Avere la possibilità di prendere parte alla stesura di un disegno di legge mi ha permesso di apprendere alcuni aspetti che sfuggono anche alle più attente analisi presenti sui libri di diritto», commenta Luca Caci, che ha vent’anni e vive a Torino.

«Il mio interesse per la politica è maturato, Democracy mi ha aiutato a comprendere che può esistere una politica con la “P” maiuscola, che permetterebbe a tutti i cittadini di vivere meglio e che non si ottiene di certo stando a guardare, bensì dando il proprio contributo per disegnare il futuro. E Democracy, facendo incontrare giovani provenienti da tutta l’Italia, offre la possibilità di avere un ruolo da protagonisti nel delinearlo. I compromessi che si sono dovuti raggiungere durante la stesura mi hanno fatto riflettere sul fatto che, a volte, fare politica significhi rinunciare a perorare la propria opinione personale per perseguire un bene più alto. Democracy permette di “toccare con mano” il grandissimo valore del dialogo, che sta alla base della democrazia».

 

 

 

Vittoria e la sua esperienza con Associazione Diplomatici a CWMUN Emirates: «Ho imparato a collaborare e a portare avanti i miei ideali»

Ciao, sono Vittoria!

Ho il piacere di raccontarvi della mia esperienza con i progetti di Associazione Diplomatici.

L’anno scorso, precisamente durante il mese di Novembre, ho avuto l’occasione di poter partecipare al progetto formativo CWMUN 2019, svoltosi nelle città di Abu Dhabi (nella quale siamo stati ospitati dalla NYU), e Dubai.

Grazie a questa attività ho potuto confrontarmi con molti altri studenti provenienti da diverse parti del mondo, interpretando il ruolo di Ambassadors e riproducendo, attraverso una simulazione, quello che è il meccanismo utilizzato all’interno delle Nazioni Unite, al fine di difendere i valori di tutti i cittadini dei differenti paesi del mondo.

CWMN Emirates mi ha permesso di comprendere a pieno cosa volesse dire collaborare, accettare il contrasto, imparare a portare avanti con determinazione i propri ideali ed obiettivi, ma soprattutto mettersi in gioco!

Durante questo percorso insieme ad Associazione Diplomatici, ho avuto anche la possibilità di assistere ad interessanti conferenze ed alcune, in particolare, sono state molto toccanti. Il Magistrato Giuseppe Ayala, gli ex calciatori Marco Tardelli e Paolo Rossi, ed il grande maestro e cantautore Francesco De Gregori, ci hanno raccontato delle loro esperienze e del loro percorso professionale, spronandoci e ricordandoci che nulla è più importante di seguire la propria strada, imparando a superare con coraggio qualunque ostacolo per realizzare i propri sogni.

Il team di AD è certamente preparato e disponibile per qualsiasi evenienza, in qualunque momento, e l’intero progetto è stato perfettamente organizzato dall’inizio alla fine del percorso.

I luoghi che ho visitato e le persone che mi hanno accompagnata in questo viaggio sono state davvero incredibili, mi hanno regalato emozioni uniche, che porterò per sempre nel mio bagaglio di vita.

É stata un’esperienza indubbiamente formativa, divertente, emozionante… in una parola, indimenticabile!

Spero con tutto il cuore di poter avere presto la possibilità di partecipare nuovamente ad altri progetti e collaborare con Associazioni Diplomatici, che ringrazio tanto per avermi permesso di vivere questa magnifica esperienza!

CWMUN 2017, corrispondenze in diretta da New York City

Eco Internazionale

apparso il 13 Novembre 2017 – di Adriana Brusca

L’Associazione Diplomatici è un’organizzazione non governativa con status consultivo e permanente nel Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC). Diplomatici nasce nel 2000 da un’idea del Dott. Claudio Corbino, Presidente dell’Associazione, e da oltre sedici anni si occupa di formazione di giovani studenti delle scuole medie, superiori e delle università. Costituita da un comitato scientifico d’eccellenza e da uno staff molto giovane, Diplomatici promuove da anni la sua offerta formativa nei migliori istituti e atenei italiani ed esteri.

L’Associazione Diplomatici, tra i suoi più importanti progetti, cura e gestisce il “Change the World Model United Nations” (CWMUN), la prestigiosa simulazione che riproduce fedelmente i meccanismi di funzionamento dei principali organi delle Nazioni Unite.

Ad ogni studente partecipante è assegnata, dunque, la rappresentanza di uno dei 193 Stati membri dell’ONU ed è chiesto di agire per conto di quel Paese seguendo la politica, l’economia e l’habitus culturale propri della Nazione assegnatagli. Ciò comporta uno scambio valoriale molto forte, un’apertura alle diversità rilevante e una tendenza verso il confronto culturale e sociologico. Questi concetti si racchiudono in un principio cardine del CWMUN, quello dello “stay in character”, inteso come obbligo di “stare nel personaggio”.

Ogni studente si insedia all’interno di commissioni che si differenziano le une dalle altre per materie e competenze, e dibatte con altri giovani delegati una tematica studiata in precedenza al fine di pervenire ad una soluzione quanto più condivisa possibile. E’ un esercizio di comprensione, di diplomazia, di leadership, di negoziazione.

Gli studenti partecipanti, prima di simulare concretamente il funzionamento delle commissioni ONU, seguono un corso di formazione trimestrale con appositi tutor, che si propone come obiettivo quello di formare gli studenti su un duplice piano: in primis, pone le basi per l’apprendimento dei principali eventi in materia di geopolitica globale attuale e, successivamente, mira allo studio dei principi che regolano il meccanismo di funzionamento delle Nazioni Unite.

L’Associazione, ad oggi, collabora con più di 60 Paesi al mondo e coinvolge ogni anno circa 2000 studenti provenienti dalle più disparate parti del pianeta. Ciò consente ai giovani delegati di mettere alla prova la propria padronanza della lingua inglese, intesa come lingua veicolo d’obbligatorio utilizzo nel corso dei lavori di simulazione.

Il metodo di studio tradizionale italiano è basato su una preparazione prettamente teorica e mnemonica; lo spazio che residua per l’attività pratica è minimo, se non, talvolta, nullo.

In contrapposizione al nostro tradizionale sistema didascalico, invece, si pone il metodo del “learning by doing”, sviluppato negli Stati Uniti e adottato dall’Associazione quale modello maggiormente idoneo ad assurgere alla funzione di integrazione di concetti teorici appresi mediante lo studio manualistico e di nozioni pratiche, volte a fornire strumenti concreti per garantire ai giovani l’apprendimento di tutte quelle prassi ritenute indispensabili per l’accesso nel mondo del lavoro.

Ciò che rende interessante queste simulazioni internazionali, inoltre, è il luogo in cui queste fisicamente si svolgono; all’interno del “Change the World Model Programme” sono inserite diverse tappe, alternative o cumulative, nelle quali l’Associazione, grazie alle sue partnership con importanti enti ed istituzioni del panorama internazionale, organizza le suddette simulazioni: a Febbraio, è prevista una simulazione a Roma, a Novembre negli Emirati Arabi e a Marzo all’interno del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York City. A queste tappe, ormai rituali, si è aggiunta quella di Barcellona, riservata agli studenti delle scuole, che sta già riscontrando un notevole successo.

Oggi, 17 Marzo 2017, tutti i riflettori sono puntanti sul Palazzo di Vetro che si riempie di studenti con tante idee per cambiare il mondo, per apportare un miglioramento con l’entusiasmo che solo gli ideali di giovinezza possono garantire.

Alla cerimonia di apertura partecipano illustri personalità del mondo diplomatico e internazionale, tra cui: Sebastiano Cardi, Rappresentante Permanente Italiano presso le Nazioni Unite, Amina Mohammed, General Secretary delle Nazioni Unite, Lucio Caracciolo, Editore della rivista Limes, Salvatore Carruba, Presidente di Future Leader Society, Marco Tardelli e Tania Cagnotto.

Nei prossimi tre giorni, le chiavi del Palazzo di Vetro saranno consegnate in mano ai giovani ambasciatori che, da veri diplomatici, lavoreranno incessantemente per proporre le soluzioni più efficaci e convincenti al fine di risolvere le problematiche poste dall’argomento che tratteranno e dibatteranno con gli altri studenti.

Mission dell’Associazione e obiettivo finale del progetto, oltre al fisiologico sviluppo di tutte quelle competenze di immediata percezione, strettamente connesse alla simulazione stessa, è quello di creare una rete di contatti che possa condurre alla formazione di una vera leadership positiva globale, intesa come la volontà di pervenire a quell’accordo diplomatico, al quale partecipano i diversi Stati a seguito di una proceduta di negoziazione, e attraverso cui si garantiscono tutte quelle condizioni volte al pieno sviluppo della personalità dell’essere umano.

Se le organizzazioni internazionali costituiscono delle novità nella storia dell’evoluzione della sovranità e della gestione del potere, va sicuramente sottolineato come l’entusiasmo di questi giovani, la passione che mettono nel tentativo di trovare una soluzione condivisa, la preparazione che portano avanti per mesi per rappresentare uno Stato differente da quello di loro appartenenza, sono tutti elementi che fanno ben sperare ad un futuro migliore, più aperto alle diversità e maggiormente tollerante nei confronti dell’estraneo, con gli unici obiettivi di uniformare gli squilibri economici e sociali del mondo moderno e di creare le condizioni per una pacifica convivenza tra Stati e tra popoli.

La pace, la cooperazione e la collaborazione sono valori assoluti ai quali è possibile educare e verso i quali è sempre necessario tendere, per evitare di ripetere gli errori derivanti da determinati eventi storici, di trasformare i cittadini in sudditi, gli Stati in assolutismi e le rivalità in guerre, nonché per garantire a tutti la possibilità di vivere una vita degna di essere definita tale.

Adesso non ci resta che cambiare il mondo, noi ci crediamo. E voi?

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“Associazione Diplomatici” punta allo status di osservatore permanente

ONU ITALIA

NEW YORK, 18 Marzo 2016 – “Il Comitato Ngo ha raccomandato all’ECOSOC di assegnare all’Associazione Diplomatici lo status di osservatore permanente, il più importante riconoscimento che le Nazioni Unite possono attribuire a un ente non statale”. Lo ha detto Claudio Corbino, fondatore di “Associazione Diplomatici”, che organizza programmi formativi per studenti universitari e liceali, con l’ambizione di preparare “by doing” i leader di domani.

Riflettori puntati sul 14 aprile, quando l’ECOSOC sarà chiamato ad esprimersi sulla decisione del Comitato: “E’ un passaggio fondamentale, perché sancisce un rafforzamento istituzionale per l’Associazione diplomatici”, ha commentato Corbino ai microfoni di Onuitalia. Oggi, al Palazzo di Vetro, l’apertura di “Change The World Model UN 2016”, la simulazione Onu da lui creata nel 2012 e che quest’anno ha portato a New York 1600 ragazzi, di cui una buona metà italiani.

“Tutto questo [la proposta del Comitato Ngo e l’eventuale status di osservatore permanente] non sarebbe stato possibile certamente senza il sostegno della nostra missione permanente alle Nazioni Unite e dell’ambasciatore Cardi, che si è molto speso perché il nostro lavoro di 15 anni potesse avere questo riconoscimento così importante”, ha sottolineato. (@annaaserafini)

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#CWMUN a New York, 1600 ragazzi con Letta, Moratti, Cardi

ONU ITALIA

Apparso il 18 Marzo 2015 – di Anna Serafini

“Tra democrazia e nuovi media, la soluzione è l’istruzione”, ha detto l’ex premier Enrico Letta, dal podio dell’Assemblea Generale all’Onu, accogliendo i 1600 ragazzi, provenienti da 70 Paesi (ma circa 800 sono italiani), a New York per “Change the World Model Un 2016” (CWMUN). Il progetto di simulazione dell’Associazione Diplomatici, fondata dal catanese Claudio Corbino, e’ arrivato quest’anno alla sua quinta edizione, incentrata sulla relazione tra democrazia e nuove tecnologie.

“L’unico modo di vivere nel mondo di oggi senza sentirsi persi è garantire un alto livello di istruzione”, ha detto l’ex premier, oggi Dean della Scuola di affari internazionali dell’Istituto di studi politici di Parigi (Science Po Paris), sottolineando che Internet ha cambiato “il modo in cui la democrazia funziona”, ridefinendo lo spazio e il tempo: “C’è un gap generazionale”, i più giovani “non sanno cosa vuole una campagna elettorale senza internet, e anche i vecchi strumenti [devices, utilizzati in questo senso] non esistono più. Molto è cambiato anche in termini di “partecipazione, che non è più limitata”, ha continuato Letta, sottolineando che “non è più vero come lo era dieci, vent’anni fa che non puoi vincere un’elezione senza grandi risorse finanziarie”. La situazione in Italia, Spagna e anche Usa è molto interessante, ha continuato l’ex primo ministro, aggiungendo che per andare avanti, “oggi una buona idea ha bisogno soltanto della sua forza e della credibilità di chi la esprime”.

Sulle potenzialità della rete è intervenuta anche Letizia Moratti, parlando di “esempi virtuosi”, come quello del fotografo e blogger iraniano Soheil Arabi, condannato a morte e salvato da 240mila firme raccolte via Change.org, e della blogger cubana Yoani Maria Sánchez Cordero. “Viviamo in un mondo di iperinformazione: con 20 milioni di apparecchi collegati a Internet, nei prossimi anni arriveranno a 50 milioni”, ha aggiunto l’ex ministro dell’Istruzione e sindaco di Milano, mettendo in guardia sui pericoli della velocità della comunicazione e “il rischio di non riuscire a soffermarsi sulle cose e dare giudizi troppo affrettati”.

Il tema delle tecnologie è fortemente legato allo sviluppo, ha aggiunto Moratti, presidente anche della Fondazione E4Impact fondata con università e businessmen per formare “imprenditori di impatto” in Africa. “L’Africa è il continente al quale guardare per lo sviluppo, cresce a ritmo significativo, pur avendo criticità, ma ha anche potenzialità straordinarie”, ha dichiarato, aggiungendo che oltre al contatto con i professori, come Fondazione “facciamo formazione attraverso le tecnologie, che mettiamo così al servizio dello sviluppo sostenibile, senza cui è difficile parlare di democrazia”.

Ai 1.600 ragazzi ha portato il suo saluto Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri, dove al Palazzo di Vetro con Emma Bonino ha guidato in questi giorni la delegazione italiana per la 60a sessione della Conferenza sulla Condizione della donna: “Non c’è nulla di perfetto al mondo neanche all’Onu, ma ci sono gli strumenti per renderlo migliore di quello che abbiamo ereditato”. La Rappresentanza italiana all’Onu ha dato sostegno all’iniziativa: “Gli aspetti negativi e le difficolta’ sono sotto gli occhi di tutti, ma il 2015 ha dimostrato che l’Onu puo’ essere motore di un multilateralismo efficace e costruttivo”, ha detto l’ambasciatore Sebastiano Cardi che ha accolto gli studenti parlando anche della campagna per la candidatura dell’Italia al Consiglio di Sicurezza, “fondata sul contributo che il nostro Paese puo’ dare alla comunita’ internazionale come la riconosciuta capacita’ di ascolto e di mediazione, l’attivita’ di prevenzione dei conflitti, la conoscenza del Mediterraneo e delle sue dinamiche”. Una candidatura che ha avuto l’endorsment di Megid Abdelaziz, consigliere speciale di Ban Ki moon per l’Africa: “Cardi e la sua squadra stanno conducendo una splendida campagna: ho piena fiducia”.

La simulazione dei lavori Onu “Change the World Model United Nations” è stata lanciata nel 2012 da Claudio Corbino, fondatore di “Associazione Diplomatici”, che mira a sostenere la formazione dei leader di domani. Il comitato NGO ha raccomandato all’ECOSOC di assegnare all’Associazione Diplomatici lo status di osservatore permanente. Il 14 aprile dovrebbe avvenire la ratifica.

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Studenti da tutto il mondo a NY per il CWMUN

LEONE XIII.it

“Ma lo sentite, ragazzi, il profumo della storia, non provate emozione nel sedervi ai posti di
coloro che ogni giorno contribuiscono a decidere le sorti del mondo?”.

Con queste parole il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha salutato 1500 studenti rappresentanti di 92 Paesi del mondo, che sono intervenuti all’edizione annuale del Change the World Model United Nations a New York.

Tra di loro c’era un gruppetto di undici alunni dei nostri Licei. L’Associazione Diplomatici quest’anno ha richiamato un parterre veramente eccezionale di ospiti che hanno innalzato ulteriormente il già notevole livello di questa manifestazione.

Nella sala dell’Assemblea Generale, recentemente rinnovata senza perdere il suo fascino anni Cinquanta, l’ambasciatore Sebastiano Cardi, della Missione permanente italiana alle Nazioni Unite, ha dato il benvenuto alla platea di giovani e docenti, ricordando il ruolo internazionale dell’Italia e l’importanza delle missioni e dei programmi a cui il nostro Paese prende parte.

Si sono poi susseguiti nomi importanti del Palazzo di Vetro, come Nassir Abdulazziz al-Nasser, Alto Rappresentante dell’UNAOC (che si occupa di alleanze e civilizzazione), Ahmad Alhendawi, inviato del Segretario Generale per la gioventù, Amir Dossal, fondatore e presidente del Global Partnership Forum, che si occupa di scambi internazionali e Lakshmi Puri, direttore esecutivo del programma UN women.

La presenza di questi rappresentanti ufficiali delle Nazioni Unite dimostra come il lavoro della Diplomatici stia sempre più impressionando per quantità e qualità e sia arrivato ad interessare i gradini più alti del Palazzo. Come dire che il gioco di simulazione si sta pian piano trasformando in realtà, e questo permette ai nostri ragazzi un bagno nella realtà sempre più autentico e profondo.

E’ stata poi la volta di un testimone di eccezione, l’ex calciatore campione del mondo 1982 Marco Tardelli, che ha portato l’importante testimonianza di come i valori dello sport possano contribuire alla formazione di coscienze autentiche in un mondo di pace.

Un input importante per il nostro Istituto, che si appresta ad aprire il prossimo anno una sezione di Liceo Scientifico Sportivo.

Hanno chiuso la cerimonia gli interventi di Claudio Corbino, Presidente della Diplomatici, e dell’on. Maria Letizia Moratti, che dal prossimo anno assumerà la carica di Presidente del CWMUN: il nostro ex sindaco ha parlato ovviamente di EXPO, argomento fondamentale delle simulazioni di questi giorni, che lei stessa ha fortemente voluto per la città di Milano e per l’Italia.

Tanta storia davanti ai nostri occhi, tante testimonianze di uomini e donne che, in un modo o nell’altro, ciascuno nel loro campo, hanno lavorato e stanno ancora lavorando per l’umanità. Un monito importante perché i nostri giovani assumano nella loro vita una dimensione sempre più partecipativa e solidale e diventino, insomma, uomini e donne per gli altri.

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ISPI Globe sbarca a New York

ISPI ONLINE

Orientamento alle carriere internazionali all’ombra del Palazzo di Vetro

New York è una città che emana un grande fascino per tutti coloro che desidererebbero lavorare nelle organizzazioni internazionali. Un’esperienza lavorativa presso le Nazioni Unite, negli uffici del Palazzo di Vetro come in giro per il mondo, rappresenta sicuramente un ottimo biglietto da visita per chi sogna una carriera internazionale ad alto livello.

Per questi motivi, l’ISPI ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione Diplomatici, un’edizione speciale di “Globe – orientamento alle carriere internazionali” proprio nella Grande Mela, rivolta agli studenti delle scuole superiori e delle università che partecipano al Change the World Model UN.

Durante l’iniziativa, che si svolgerà il 21 marzo, Emanuela Curnis, Consigliere presso la Rappresentanza Permanente d’Italia all’Onu, Paolo Fontana, Political Affairs Officer presso le Nazioni Unite, Stefania Paradisi, ISPI, e Roberto Storaci, Consulente della delegazione europea presso l’Onu, racconteranno la propria esperienza lavorativa, presenteranno le diverse opportunità di carriera nei rispettivi enti e forniranno utili consigli.

Dopo il grande successo dell’edizione 2014, l’ISPI rinnova così la sua presenza all’interno di un’importante manifestazione che richiama 1500 ragazzi da tutto il mondo per partecipare alla simulazione dei lavori delle Commissioni delle Nazioni Unite, confrontandosi su temi reali di attualità e agendo come Delegati delle Missioni Permanenti delle Nazioni Unite.

La Change the World Model UN aprirà ufficialmente i battenti venerdì 20 marzo con una cerimonia di apertura nella General Assembly Hall del Segretariato Generale delle Nazioni Unite presieduta, tra gli altri, da Sebastiano Cardi, Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite, Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante di UN for Alliance of Civilization, Ahmad Alhendawi, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la gioventù, e Salvatore Carrubba, Presidente di Future Leaders Society.

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Tardelli all’Onu per parlare di lealtà, correttezza, lotta al razzismo

TUTTO JUVE.COM

Marco Tardelli finisce all’Onu. Il campione del Mondo di Spagna ’82, infatti, venerdì 20 marzo al Palazzo di Vetro di New York parlerà davanti a duemila studenti provenienti da cinque continenti di lealtà, correttezza in campo, lotta al doping e al razzismo. E’ stato invitato negli Stati Uniti dall’associazione “Diplomatici” guidata dal presidente Claudio Corbino. Ad ascoltarlo gli aspiranti ambasciatori di domani: giovani tra i 16 e i 25 anni che vogliono cambiare il mondo, “Change the world”, come recita lo slogan della loro settimana di studio nel cuore del Palazzo più importante del mondo. Ecco le sue parole sull’esperienza che si accinge a vivere. “In campo sapevo cosa fare, alle Nazioni Unite sarà tutto più difficile,ma spero di superare l’esame. Certo, per un italiano – ha ammesso – è ancora più difficile parlare di lealtà e correttezza, sport giovanile, razzismo: sono mali che affliggono pesantemente il nostro calcio. Ma spero che i ragazzi recepiscano il mio grande amore per lo sport e la voglia di cambiarlo perché ritorni finalmente quello spettacolo che 33 anni fa portò la nostra Nazionale – ha concluso – a sorprendere il mondo e a trionfare in Spagna“.

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