Grande successo per la VII edizione del CWMUN Rome

Sono stati più di 400 gli studenti, di cui più della metà provenienti da Paesi stranieri che, dal 7 al 9 febbraio, hanno partecipato alla settima edizione del Change The World Model United Nation a Roma, il progetto di Associazione Diplomatici che prevede la simulazione degli organi delle Nazioni Unite.
Le delegazioni partecipanti, oltre ai circa 200 studenti italiani, provenivano dalle università di tutto il mondo: Arabia Saudita, Santo Domingo, Egitto, Inghilterra, Stati Uniti, Turchia, Francia, Romania, Spagna, solo per citarne alcune. L’intera simulazione, ospitata dall’Università Luiss Guido Carli situata nell’elegante quartiere Trieste di Roma, è stata inaugurata con una Cerimonia di Apertura dei Lavori.
Nonostante la vostra giovane età siete qui oggi a discutere di temi di importanza mondiale, ammiro la vostra determinazione e la vostra voglia di partecipare a progetti come questo”, queste le parole con cui Roberto Costantini, Direttore della Luiss, Orientamento e Entrepreneurship, ha accolto i ragazzi nella sua Università; Arghanoon Farhikhtah, Nutrition Officer presso il World Food Programme, ha spiegato ai ragazzi, attraverso un video, l’importante compito che viene svolto dal World Food Programme; poi è stata la volta di Giuseppe Scognamiglio, Direttore della rivista di geopolitica Eastwest che ha raccontato ai ragazzi dell’ormai consolidata collaborazione tra Diplomatici e Eastwest; infine l’inaugurazione è stata chiusa da Giacomo Branca, il Professore Associato presso il Dipartimento di Economia e Commercio dell’Università della Tuscia, che ha interrogato i ragazzi: “Oggi vorrei parlarvi di produzione, agricoltura e sicurezza alimentare. Pensate che la produzione riesca a soddisfare i bisogni alimentari mondiali? La tecnologia è una nostra alleata? Non c’è una risposta giusta o sbagliata, l’unica certezza è che a pagare è l’ambiente”.

Per tre giornate i ragazzi, divisi in apposite commissioni, hanno discusso i principali temi dell’agenda globale, dalla questione palestinese nel Security Council, alla risoluzione del problema dell’utilizzo di alcol e tabacco nella FAO. Ogni studente ha agito da vero protagonista proponendo azioni da compiere e soluzioni concrete, simulando il lavoro dei delegati delle Nazioni Unite.
La settima edizione del CWMUN Rome si è conclusa con la tradizionale Cerimonia di chiusura dei lavori introdotta da Alessandro Dimaiuta, Direttore Esecutivo di Associazione Diplomatici, La cerimonia di chiusura dei lavori è un momento nostalgico che segna la chiusura di una bella esperienza, sono stati 3 giorni magici, grazie a tutti per essere stati qui, sono molto fiero del vostro lavoro”. Durante la Cerimonia, novità dell’edizione 2019, l’Associazione ha presentato una campagna contro l’uso delle droghe tra i giovani ZONF, Zombie No Fun, e fan della campagna sono diventati proprio i ragazzi del CWMUN Rome 2019. A segnare, poi, la fine vera e propria dei lavori è stata la tanto attesa consegna dei premi, le “Best Delegation” ai ragazzi che durante la simulazione si sono distinti dimostrandosi più attenti, preparati ma soprattutto appasionati.
See you in 2020!

 

 

 

Intervista al prof. di Catania Sebastiano Angelico

Sebastiano Angelico, siciliano di Catania, da 20 anni insegna inglese al Liceo Scientifico Galileo Galilei del capoluogo siculo.

Da quanto tempo la sua scuola partecipa ai progetti di Diplomatici?

Da quando è stata fondata l’Associazione più o meno, dal 2004. Una collaborazione che va avanti da molti anni ormai.

Qual è il segreto per una collaborazione così lunga?

Non c’è un segreto, il progetto che propone l’Associazione Diplomatici è un progetto molto valido che aggiunge molto a quello che la scuola può offrire in termini di formazione degli studenti.

La vostra scuola a quali progetti partecipa?

Noi, come scuola, abbiamo partecipato solo al CWMUN NYC ma a dir la verità quest’anno dei nostri studenti sono partiti autonomamente per Abu Dhabi e ne sono tornati molto contenti.

Quanti studenti partecipano all’edizione americana di quest’anno?

Sono pronti a partire per la Grande Mela 29 studenti e due docenti.

Lei non parte con i suoi studenti?

Quest’anno purtroppo no. Ho accompagnato i ragazzi in America per 9 anni di seguito e devo dire che l’Associazione ed il progetto hanno avuto una grande evoluzione sia da un punto di vista formativo che organizzativo.  È un progetto molto efficace nella formazione dei ragazzi perché vengono in contatto con tematiche che la scuola può affrontare solo a livello accademico.

Cos’è che durante la simulazione la colpisce di più?

I ragazzi si animano, intuiscono di essere in una situazione dove devono gestirsi. La simulazione permette loro di agire proprio in termini pratici, devono avere delle idee e metterle in pratica. In questo contesto i ragazzi amano mettersi alla prova, gli fa capire che sono più grandi di quello che pensavano.

Che impatto ha questa esperienza su di loro?

Dai ragazzi che hanno fatto un buon percorso e che si sono spesi di più emerge sicuramente l’acquisizione non tanto di competenze, quanto l’acquisizione di conoscenze, hanno l’occasione di studiare ma soprattutto di capire. Acquisiscono una maggiore fiducia in se stessi, una maggiore consapevolezza.

La simulazione come esperienza didattica oltre che formativa?

Assolutamente si, il segreto sta proprio nel fargli toccare con mano la simulazione, farli agire. Stimolarli ed aiutarli a capire che le loro idee sono valide, non esistono idee migliori o peggiori per giungere ad una risoluzione finale del conflitto.

Lei insegna inglese, in che modo aiuta i ragazzi a prepararsi?

Guidandoli passo passo come farebbe un maestro, nel senso globale del termine, con il suo allievo. Ho un approccio molto diretto e concreto allo studio, gli sottopongo dei documenti in lingua originale, li aiuto ad interpretarli ed a riprodurli. Provo a farli appassionare a quel che fanno.

Pensa che quest’iniziativa possa essere stimolante anche per voi professori oltre che per gli studenti?

Assolutamente, per l’insegnante è tanto stimolante quanto per i ragazzi perché gli da la percezione che si può fare scuola in maniera diversa, si possono insegnare le cose diversamente. È fondamentale per un professore capire che si può insegnare anche con dei contenuti diversi, più interessanti. La simulazione è la prova che una didattica attiva è efficace e con i ragazzi funziona.

Si è conclusa alla grande la 9° edizione di Democracy

Sono ragazzi giovani ma con grandi sogni quelli che hanno partecipato, a Roma, alla 9° edizione di Democracy. Tre intense giornate per redigere, presentare e votare una proposta di legge nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, come veri deputati, sul  delicato tema del Testamento Biologico.

Per i giovani studenti, tra i 14 e i 25 anni, provenienti da tutta Italia, l’avventura ha avuto inizio venerdì 18 gennaio presso l’Hotel Pisana Rome, dove si è svolta la Cerimonia di Apertura dei Lavori.

Come ogni edizione che si rispetti i ragazzi sono stati accolti da Valeria Corbino di Associazione Diplomatici, anche quest’anno perfettamente calata nel panni di Presidente della Camera. “Ciò che lega i progetti di Diplomatici è l’idea che il mondo dei giovani sia un mondo ricco, un mondo che ha molto da dire. È doveroso per noi trovare un modo per colmare il divario tra i giovani e il mondo delle Istituzioni e i nostri progetti hanno questo scopo: farvi conoscere il mondo delle Istituzioni a livello internazionale, europeo e nazionale e farvene entrare nel vivo”, continua “d’ora in poi saremo Onorevoli colleghi, non perdiamo tempo e mettiamoci al lavoro”.

Al termine delle presentazioni apre ufficialmente la seduta di quest’edizione del Cw for Democracy il più giovane tra i parlamentari, il romagnolo Jacopo Esposito, quattordici anni.

Dopo un weekend di duro lavoro arriva il momento tanto atteso: l’ingresso a Montecitorio. Quella all’Aula dei Gruppi Parlamentari è l’ultima mattina di lavori per i ragazzi e l’ultima possibilità di fare un buon lavoro prima delle votazioni finali e della Cerimonia di chiusura dei lavori.

Quest’anno a fare visita ai ragazzi durante la simulazione è stata la parlamentare di Fratelli d’Italia, Ylenya Lucaselli che si è rivolta alla platea con queste parole: “Grazie per questo invito che ho accolto con grande entusiasmo, questa è la mia prima esperienza da parlamentare, sono un avvocato. Devo fare i complimenti a voi, vedere dei ragazzi così giovani eppure così interessati a quello che accade in Italia, è stimolante”.

Da prima esperienza come parlamentare vorrei darvi qualche spunto Onorevoli colleghi: la cosa più bella che potete fare è partecipare a iniziative come questa ed essere partecipi, è capire che partecipare alla democrazia è un lavoro ed è un lavoro che va preso con serietà”. “So che siete in fase di redazione di una norma molto complessa ma ricordate sempre che Anything is possible if you are able to make it possible”.

Durante questa nona edizione le sorprese non finiscono qui perché a consigliare i ragazzi c’è anche Massimo De Meo, uomo impegnato su mille fronti: Vice Presidente di Confassociazione 3° settore, direttore editoriale della rivista di informazione e critica legislativa ITER LEGIS, ideatore del progetto MOPAMBIENTE, socio fondatore di Cuore, un’associazione che si occupa di adozioni a livello internazionale e molto altro ancora.

Per me è un onore essere qui. Sono felice di poter condividere con voi alcuni aspetti procedurali e normativi che potranno esservi di aiuto e stimolo per affrontare al meglio quest’attività così impegnativa con cui vi state dedicando con grande generosità ed entusiasmo. Molto emozionato termina il discorso citando la bellissima poesia “La Giovinezza” di  Albert Bruce Sabin.

Riprendono i lavori e dal tavolo di presidenza Valeria Corbino invita a votare secondo coscienza le due proposte di legge, quella presentata dall’onorevole Santoro, capogruppo di Scientia, Potentia Est, e quella presentata dagli onorevoli Mancini, Colangeli e Capograssi, che a grande maggioranza è la proposta che verrà presentata.

Onorevoli siamo giunti alla conclusione del nostro percorso che vi ha visti partecipare attivamente dal momento iniziale di formazione ad oggi. Ho chiesto che fosse scritto nei vostri attestati che questa è stata la migliore assemblea, con il maggior livello di fair play, che abbiamo avuto da quando è nato il progetto. Ricordo a tutti che vincere non significa solo che sia passata la propria proposta di legge, vincere significa anche essere stati capaci di trovare il giusto equilibrio tra le proprie idee e quelle degli altri e soprattutto di trovare il modo di confrontarvi in maniera pacifica e voi Onorevoli colleghi, ci siete riusciti e per questo mi congratulo con voi”.

Da Montecitorio è tutto, ci vediamo alla prossima edizione!

Intervista a Rita Sanna, insegnante di Latino e Greco al liceo di Oristano

Spero che i ragazzi traggano dal mio entusiasmo la spinta giusta per dare il massimo, sempre”. Arrivano dalla Sardegna le parole di Rita Sanna, docente di Latino e Greco all’Istituto Superiore De Castro di Oristano.

In Sardegna, la sua è la prima scuola ad aver partecipato ad un progetto di Diplomatici?

Esatto, il nostro è il primo liceo sardo ad aver partecipato ad un progetto di Diplomatici. Un ex studente ci ha presentati all’Associazione Diplomatici, così è nata la nostra lunga collaborazione. Ricordo che la reazione degli studenti fu immediata, solo il primo anno mandammo 15 studenti a New York.

Dal 2012 e ormai gli eventi di Diplomatici fanno parte integrante della nostra scuola. Oltre alle simulazioni sono diversi i progetti che insieme stiamo portando avanti, dalla collaborazione per un nuovo indirizzo scolastico ad un interessante e innovativo programma per l’alternanza scuola-lavoro.

La vostra scuola partecipa solo a CWMUN NYC?

Si e contiamo di inserirlo anche nel curriculum scolastico nel nuovo indirizzo giuridico internazionale, il nostro punto di forza del prossimo anno. Diplomatici e l’Università di Sassari saranno nostri partner in questa nuova avventura.

In cosa consiste questo nuovo indirizzo?

Vorremmo inserire lo studio del diritto un’ora a settimana ed un’ora di inglese con un’insegnante madrelingua che abbia una certa esperienza soprattutto in inglese giuridico. Durante l’arco dei 5 anni di liceo ci piacerebbe riproporre la stessa simulazione di New York prima a livello locale per gli studenti dei primo anno, poi a livello regionale per i ragazzi del 3 anno, fino ad arrivare al penultimo anno di liceo in cui voremmo portare tutta la classe a New York per fare l’esperienza direttamente sul campo.

Un progetto ambizioso, quale sarà il ruolo di Diplomatici?

Puntiamo a diventare una scuola polo in questo indirizzo e la collaborazione con Diplomatici sarà fondamentale sicuramente nell’organizzazione e nello sviluppo di questo progetto ma anche durante lo svolgimento delle simulazioni.

E per l’alternanza scuola-lavoro?

Loro sono stati fondamentali in tal senso, già la partecipazione al CWMUN garantisce agli studenti delle ore di alternanza scuola-lavoro ma quest’anno vogliamo fare di più. Ci hanno offerto 30 ore, che noi abbiamo collegato ad un nostro progetto, in cui gli studenti studiano in inglese materie che normalmente fanno in italiano, da scienze a storia, da educazione civica a filosofia.

Tornando agli Stati Uniti, lei è mai stata nella Grande Mela con i ragazzi?

Ben 3 volte e mi avvicino alla mia quarta partenza, quest’anno poi saremmo in due ad andare. Mi creda quando le dico che per gli studenti è un’esperienza unica, a qualcuno di loro ha cambiato la vita. Molti dei ragazzi che hanno partecipato ne hanno usato gli effetti anche dopo, specialmente nelle sue scelte universitarie.

Della simulazione cosa pensa?

In primis rimane loro come bagaglio di una grande esperienza. La simulazione ha un’organizzazione perfetta, gli studenti hanno davvero la possibilità di toccare con mano il funzionamento degli organi dell’ONU. Personalmente affronto davvero con entusiasmo questa esperienza perché la ritengo molto formativa, quando vado a New York non mi muovo mai dal Palazzo di Vetro, sto sempre con i miei studenti, li sprono, li incoraggio, li consiglio, si deve essere motivati e presenti per loro, insomma il mio è il lavoro più bello del mondo.

Cos’è che colpisce i ragazzi?

L’esperienza nella città, il Palazzo di Vetro che li lascia quasi attoniti ma più di tutto veramente vengono colpiti dall’esperienza: calarsi in un ruolo e riuscire a vedere come funzionano le commissioni Onu, questo è quello che li colpisce di più. Per loro è tutto straordinariamente interessante.

Il segreto per portare avanti queste collaborazione con Diplomatici?

Senza dubbio la grande motivazione e la fiducia reciproca nella realizzazione di questo progetto ci ha portati fin qui. Il voler perseguire obiettivi comuni che riteniamo fondamentali per la crescita dei nostri studenti.

Dalle aule del Liceo Classico Parini di Milano alle sale del Palazzo di Vetro dell’Onu

Insegnante di latino e greco da 30 anni, la professoressa del Liceo Classico Parini di Milano, Annamaria Braga, ci racconta la sua esperienza quinquennale con Associazione Diplomatici.

 

Da quanto tempo il Liceo Parini partecipa ai progetti di Associazione Diplomatici?

Questo è il 5 anno che partecipiamo al CWMUN di New York City e a Democracy. Ora ci stiamo preparando per l’America, a maggio invece sarà la volta di Roma.

 

Quanti studenti prendono parte ai progetti?

Lo scorso anno hanno partecipato 18 studenti ad entrambi i progetti. Quest’anno, invece, almeno per il momento sono in 24 ad andare a New York. C’è stato un forte incremento di iscrizioni degli studenti.

 

Secondo lei cosa ha condotto al successo l’Associazione Diplomatici?

I ragazzi prendono i progetti come spunto per un orientamento futuro per l’università. Molti di loro sono orientati verso il mondo della giurisprudenza internazionale o dell’economia e queste esperienze li aiutano a capire. D’altra parte sono anche molto stimolati ad incontrare studenti coetanei stranieri e confrontarsi con delle realtà diverse dalle loro.

 

Quale progetto riscuote più successo, il Cwmun a New york o Democracy?

Tendenzialmente i ragazzi preferiscono New York ma non è la regola. Ho avuto una mia studentessa che ha iniziato facendo Democracy, poi è venuta a New York, per conto suo ha partecipato al CWMUN Emirates ma alla fine è tornata a Roma per partecipare nuovamente a Democracy, da più grande, più consapevole del progetto e delle proprie capacità.

 

Lei parte sempre con i ragazzi, c’è un aneddoto divertente che vuole raccontarci?

L’anno scorso a New York la cosa più divertente, infatti ci siamo scatenati nel fare fotografie, sono stati i ragazzi che alle nove di sera, al Planet Hollywood, si sono addormentati con le facce nei piatti per la stanchezza. Normalmente non sono abituati a dei ritmi di lavoro così intensi.

 

Questa è la dimostrazione che per partecipare ai progetti di Diplomatici ci vuole non solo tanta curiosità ma anche grande motivazione e disponibilità a mettersi in gioco.

Assolutamente, io dico sempre ai miei studenti che partire per New York è molto impegnativo e devo dire che mi prendono sul serio specialmente quando iniziano i corsi di formazione a scuola!

 

Lei segue i ragazzi durante le simulazioni, sia del Parlamento italiano che delle Commissioni ONU?

Certo, io seguo tutti i corsi di preparazione affiancando la dottoressa Oliveri e l’anno scorso ho anche tenuto delle lezioni sul Parlamento Italiano. Durante le simulazioni sono sempre presente, cerco di ascoltare e capire se i miei ragazzi riescono ad intervenire, se riescono a mettersi in gioco.

 

Secondo lei, qual è l’impatto che le simulazioni hanno sugli studenti?

Sicuramente molto positivo ma io vedo il riscontro soprattutto da parte dei genitori, trovano che siano delle occasioni di grande crescita dei ragazzi. Se normalmente faticano ad informarsi, invece, dopo aver preso parte alle simulazioni si sentono molto più stimolati ad interessarsi alla realtà esterna, quella quotidiana. Chi partecipa a Democracy spesso, poi, si appassiona alla politica italiana, guardano i telegiornali e capiscono di cosa si tratta. Questi progetti hanno delle ripercussioni (molto positive) nella loro crescita come cittadini.

 

Lei insegna latino e greco, crede ci sia un’ affinità tra le antiche materie classiche ed i temi di attualità che vengono affrontati durante le simulazioni?

Assolutamente, molto spesso si riescono a trovare degli agganci tra l’antico ed il moderno. Le cose attuali hanno sempre le loro radici nella cultura classica, nella lingua, nella letteratura, nell’arte. Cicerone nelle sue orazioni parlava di corruzione, di degrado della politica. Ho fatto notare ai ragazzi che il film Kill Bill di Tarantino contiene tutte le scene tipiche dell’Iliade. E poi l’arte, basti pensare al monumento simbolo di New York, la Statua della Libertà, il suo creatore si è ispirato al modello del Colosso di Rodi.

Dal liceo Maurolico di Messina, la professoressa Mariella Laurà

Insegnante di francese prima e di inglese adesso. Ha iniziato a fare questo mestiere nell’84 ed ora insegna inglese agli studenti del Liceo Classico Maurolico di Messina, il migliore in Sicilia e tra i primi cinque in Italia.

Da quanti anni conosce e collabora con Diplomatici?

Sono stata contattata da Associazione Diplomatici nel 2008 ed è stato allora che ho conosciuto Claudio Corbino, poi, con l’Associazione, non ci siamo più lasciati

È mai partita in viaggio con Diplomatici?

Scherza? Io parto tutti gli anni con i miei ragazzi. Sono dieci anni che li accompagno a New York e quest’anno alcuni nostri studenti parteciperanno per il primo anno anche al CWMUN di Barcellona.

Quanti studenti partono dal liceo Maurolico?

Quest’anno gli studenti a partire saranno dieci e grazie al passaparola sono riuscita a portare anche altri 6 studenti che vengono da altre scuole di Messina.

Vista la lunga collaborazione, ha notato una crescita di Associazione Diplomatici negli anni?

La crescita c’è stata senz’altro perché il Presidente Claudio Corbino ci tiene moltissimo che tutto funzioni al meglio e che tutti quelli che lavorano con lui diano il massimo. C’è stata una crescita impressionante sia a livello di preparazione dei ragazzi per la simulazione che a livello organizzativo. Vedo la crescita, la volontà e l’attenzione nel migliorare sempre.

Secondo lei a cosa è dovuta questa crescita?

Sicuramente è merito dell’intero staff dei giovani ragazzi di Diplomatici, la sua parte la fa anche la qualità della proposta formativa ma più di tutto la lungimiranza del Presidente Claudio Corbino che ha permesso a quest’Associazione di crescere moltissimo negli anni. È sorprendete la capacità di Claudio di vedere avanti, di creare e inventare.

Cosa colpisce di più gli studenti nei progetti?

Sicuramente la meta newyorkese li alletta però i ragazzi sono davvero interessati a tutto il processo che precede la simulazione, ci tengono molto ad essere preparati. Io vedo la motivazione dei ragazzi nel lavorare sodo e dare il massimo.

In questo contesto il suo ruolo qual è?

Da un punto di vista didattico, in preparazione della simulazione io non devo fare molto. I formatori di Diplomatici sono davvero di alto livello infatti i nostri ragazzi ogni anno vincono dei premi. Un anno sono stati addirittura soprannominati “Macchine da guerra”!

E lei dunque?

Il mio compito è quello di aiutarli da un punto di vista emotivo, li carico molto a credere in questo progetto e insisto sul fatto che questo possa essere un trampolino di lancio per loro. Sono un’idealista, davvero credo che un giorno cambieranno il mondo.

Cosa nota quando gli studenti tornano? Ha ripercussioni positive anche in classe?

Si i ragazzi si confrontano molto, chi resta in Italia è curioso di sapere e chi torna da New York è felice di condividere l’esperienza. E poi la possibilità di avere delle borse di studio ha fatto una grande differenza negli ultimi anni perché è servito da notevole incentivo.

Da come parla sembra molto affezionata ai suoi studenti.

Ho visto la crescita di questi ragazzi, sono coinvolta nelle loro vite a prescindere dallo studio. Per me è importante tanto il loro studio quanto la loro serenità e la loro realizzazione nella vita. Li sprono sempre a dare il meglio. Poi devo dire che loro sono bravissimi e molto autonomi.

Dunque lei parteciperà a questa ottava edizione di New York, è pronta?

Ma certo che parteciperò, io sono sempre pronta! Anche quest’anno non vediamo l’ora di partecipare a questa bellissima esperienza.

WiP Qatar, una prima edizione tra politica estera e cultura islamica

Si è tenuto dal 1 all’8 dicembre WiP EWEI Qatar, che ha visto la partecipazione di 23 studenti provenienti da università italiane e straniere. I World in Progress sono una serie di viaggi studio sul campo in alcune delle aree del mondo più significative da un punto di vista delle relazioni internazionali ed economiche. Nello specifico, WiP EWEI Qatar ha avuto come scopo quello di avvicinare giovani studenti universitari alla comprensione delle dinamiche, politiche ed economiche che governano le relazioni fra i paesi del Golfo alla luce dell’embargo a cui è stato sottoposto il Qatar in questi ultimi anni.

Durante il viaggio, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrare rappresentanti di altissimo livello della diplomazia locale, il Direttore dell’Istituto Diplomatico, Abdelaziz Al Horr e il Direttore del Dipartimento della Cooperazione Internazionale, Tariq Ali Al Ansari, con i quali hanno discusso non solo lo stato attuale delle relazioni con Arabia Saudita e paesi del Golfo ma anche le azioni di diplomazia culturale e sportiva che il Qatar sta intraprendendo, a partire dall’organizzazione dei Mondiali di Calcio 2022.  Delle direttrici di politica estera di questo paese ha parlato anche il Direttore di Brookings a Doha, Tariq Youssef, durante un interessante serie di incontri che si sono tenuti presso lo straordinario complesso museale Msheireb.

Fondamentale alla comprensione del sistema di governo di questo paese è stato poi l’incontro con il Consiglio (Shura) dell’Emiro, il cui rinnovo avrà luogo il prossimo anno e includerà una quota maggiore di presenze femminili al suo interno. La visita all’emittente televisiva Al-Jazeera ha completato il quadro relativo alle politiche e agli strumenti utilizzati dal Qatar per rafforzare il proprio status internazionale.

Un aspetto estremamente importante del viaggio è stata, poi, l’analisi del rapporto fra il Qatar e il nostro paese, sia da un punto di vista diplomatico che economico. L’Ambasciatore d’Italia a Doha, Pasquale Salzano, ha incontrato i partecipanti in due distinte occasioni per illustrare lo stato delle relazioni che intercorrono con il Qatar, che è ottimo sia sotto il profilo diplomatico che delle opportunità di collaborazione economica che si sono aperte reciprocamente per entrambi i paesi.

Per poter toccare con mano la presenza e l’opera di un’importante azienda italiana a Doha, il gruppo ha visitato i cantieri di Italiana Costruzioni e lo stato dei lavori di costruzione della metropolitana per la parte di loro competenza. Infine, gli incontri con l’architetto Diego di Paola, Senior Manager – Interior Design presso il complesso museale Msheireb e con la Direttrice della Camera di Commercio italiana in Qatar, Palma Libotte hanno fornito ai giovani partecipanti un’importante occasione di riflessione anche sulle opportunità professionali in quel paese e di ricevere consigli utili su come prepararsi e muoversi professionalmente in contesti simili.

Non poteva mancare, naturalmente, l’aspetto culturale. La visita guidata al Museo di Arte Islamica di Doha ha rivelato sia gioielli artistici che l’impegno della famiglia governante a promuovere l’arte e a rendere questo paese un importante polo museale dell’area del Golfo ma non solo. Gli ingenti investimenti nel campo dell’istruzione e della formazione universitaria in materie cruciali per lo sviluppo economico e il progresso sociale del paese si sono resi evidenti nel corso della visita alla Qatar Foundation e alla nuova e modernissima Biblioteca Nazionale di Doha. Un paese che guarda al futuro in maniera attiva e che ha una visione ben precisa dei suoi obiettivi è stato quello che i partecipanti al WiP Qatar hanno avuto modo di conoscere e apprezzare nel corso della settimana di viaggio.

 

di Stefania Paradisi

Paola Senesi ed i suoi 15 studenti del Giulio Cesare al CWMUN Emirates

Intervista a Paola Senesi, Dirigente Scolastico dal 1991 ed attualmente Preside del prestigioso Liceo Classico Statale Giulio Cesare di Roma.

“Notte prima degli esami” e “Compagno di scuola” sono due celebri canzoni del grande Antonello Venditti dedicate alla sua scuola, il Liceo Classico Giulio Cesare, è fiera di lavorare in un istituto così importante?

Moltissimo, il mio liceo è il più grande d’Italia: ha il maggior numero di sezioni dedicate ai circa 1040 alunni del liceo classico.

A proposito di cantautori, lei quest’anno ha partecipato alla V edizione del CWMUN EMIRATES che si è conclusa con un bellissimo concerto di Francesco De Gregori.

È stato davvero toccante, ho potuto rivedere il cantautore sotto un’altra luce. Riascoltare di nuovo dal vivo tutte quelle canzoni che hanno accompagnato un pezzo di storia personale di ognuno di noi, non ha prezzo. È stato un concerto bellissimo, c’è stata molta intimità nel canto di De Gregori, ci siamo emozionati tutti.

È stata la sua prima esperienza in viaggio con Diplomatici?

Si è stata la mia prima volta con Diplomatici e ne sono rimasta davvero colpita. Il progetto è molto interessante e l’organizzazione del viaggio è stata curata nei minimi dettagli.

Come mai ha deciso di partecipare?

Con il mio liceo siamo una vera new entry, negli Emirati è stata la prima volta che abbiamo realizzato un’attività con Diplomatici. Abbiamo battezzato questa collaborazione proprio con il CWMUN Emirates, come sarei potuta mancare?

Il Campus della New York City di Abu Dhabi ha accolto oltre 500 studenti provenienti da tutto il mondo per simulare le principali commissioni delle Nazioni Unite, solo a sentirlo dire non sembra vero, lei cosa ne pensa?

La formazione che se ne ricava va al di là dell’aspetto meramente didattico che già ha la sua rilevanza poiché si ragiona su importanti temi di attualità, senza tralasciare che la simulazione viene svolta tutta in lingua inglese. Il grande valore che questo progetto ha è quello di abituarli a confrontarsi con gli altri e sviluppare quelle competenze anche di relazione che sono fondamentali per una partecipazione da cittadino consapevole e responsabile a quelli che sono i contesti di vita, qualunque essi siano.

Cosa ha notato durante le giornate di simulazione? Cosa l’ha colpita?

Ho seguito la simulazione e ascoltato i pareri dei miei ragazzi, si sono molto impegnati e questo vuol dire che il percorso che hanno fatto ha saputo coinvolgerli.

I suoi studenti sono stati bravi?

Sono riusciti a stare nel ruolo e non è così scontato. Facevano parte del Consiglio di Sicurezza, e come delegates hanno anche vinto un premio, sono molto fiera di loro.

Feedback un volta tornati in Italia?

Gli studenti erano entusiasti di questa iniziativa anche perché alcuni di loro sono interessati a professioni per le quali sono richieste competenze che si tenta di sviluppare con percorsi come questo progetto di Diplomatici.

“Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” è stato il main topic della simulazione, sono temi che normalmente gli studenti affrontano anche in aula?

Si, o meglio, noi come liceo abbiamo messo in campo una progettualità già a partire dallo scorso anno che tiene conto degli obiettivi di Agenda 2030 sull’ecosostenibilità quindi temi come il clima, l’impatto che questo ha sul turismo e simili, sono argomenti che vengono già trattati anche nell’attività ordinaria.

Da Dirigente Scolastico che idea si è fatta sul progetto di Diplomatici e perché pensa che sia importante?

Il progetto mi sembra senz’altro valido, un ottimo modo per conoscere altre realtà e soprattutto sapercisi concentrare. Dell’Associazione mi ha colpita non solo il loro evidente impegno ma soprattutto loro motivazione a portare avanti iniziative di questo genere, il loro modo di agire che va oltre l’aspetto meramente organizzativo e didattico.


Cerimonia di chiusura dei lavori del CWMUN Emirates

Paola Senesi durante la premiazione di alcuni suoi studenti


 

L’esperienza a New York della Professoressa Maria Michela Papapietro del Liceo Classico Duni-Levi di Matera

La Professoressa Maria Michela Papapitetro, insegnante di inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Duni – Carlo Levi di Matera, racconta il suo percorso professionale e la sua entusiasmante voglia di migliorare l’esperienza scolastica, che è palestra di scambio e di crescita.

Da quanti anni lavora e cosa insegna?
Sono in servizio da quasi 40 anni e insegno inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Dumi – Carlo Levi nella bellissima città di Matera.

A distanza di 40 anni è felice di aver intrapreso un lavoro così legato ai giovani?
Il lavoro dell’insegnante non è sempre semplice ma non cambierei il mio mestiere con niente al mondo. Lavorare con i giovani è stimolante, io ad esempio devo tenermi sempre al passo con i tempi ed aggiornarmi per garantire ai miei studenti la migliore istruzione possibile.

La sua materia è l’inglese, crede che i progetti di Associazione Diplomatici siano un modo per avvicinare lo studente allo studio?

Moltissimo, ci sono molte realtà dove l’aspetto internazionale è assente ed i progetti di Diplomatici aiutano a “sprovincializzare” i nostri ragazzi. Hanno l’opportunità di incontrarsi con studenti provenienti da tutto il mondo e fanno un’esperienza unica nel loro genere.

Lei ha mai partecipato ad un progetto di Diplomatici accompagnando i ragazzi?

Si, sono stata al CWMUN New York nel marzo scorso. Ho accompagnato 19 studenti nella Grande Mela ed ho sperimentato in prima persona la validità del progetto. I ragazzi erano molto coinvolti e per loro è stata una grande fonte di riflessione. L’ho trovata un’esperienza molto formativa per gli studenti ma anche un’occasione per potenziare il lavoro didattico.

Si tratta quindi di ragazzi molto giovani. Lei che li ha accompagnati pensa che sia stato faticoso occuparsi di temi così complessi in una lingua che non è la loro?

In realtà no, ho trovato il progetto solo stimolante perché i ragazzi a quell’età sono molto maturi, in più sono tematiche che si dibattono anche a scuola. C’è questo discorso di apertura alle tematiche sociali globali che ormai è comune nelle scuole, per fortuna abbiamo un’ottica internazionale.

E lei Maria Michela, da docente cosa pensa del Change The World?

È un’occasione anche per confrontarci tra docenti, ci sono stati dei momenti in cui ci siamo trovati a dibattere sulle tematiche oggetto della simulazione. Questo contatto con altri docenti che provengono da tanti Paesi è stato un modo per andare oltre all’incontro virtuale. È uno stimolo che poi portiamo nelle nostre classi e nelle scuole e che noi professori potremmo condividere con dei lavori di didattica. Sarebbe bello se anche noi prof. potessimo arrivare a creare un lavoro di gruppo e di scambio di proposte anche tra docenti.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Il nostro Istituto partecipa ai progetti di Diplomatici da tre anni ormai e non ho mai visto tornare da un viaggio uno studente scontento o deluso. Della mia esperienza in America, che porterò sempre nel cuore, ricordo la felicità dei ragazzi, la loro serenità ed il loro entusiasmo, abbiamo avuto tutto il tempo di visitare la città e le sue bellezze, e poi diciamolo New York è una favola.
È stato un bel momento che rimarrà nella vita dei ragazzi, quando vivono queste forti esperienze possiamo star sicuri di esser riusciti nell’importante compito di averli formati come cittadini del mondo.

Il grande successo della V edizione del CWMUN EMIRATES

Ragazzi, cosa significa realmente essere liberi?”. La platea fatta di cinquecento studenti, per una metà italiani, per l’altra metà provenienti da Russia, Australia, Egitto, Emirati Arabi, Canada, India, Cina, Regno Unito, Olanda, Marocco, Germania, Lussemburgo, Algeria, Colombia ed Ecuador, ascolta con attenzione la domanda di Claudio Corbino. Il presidente dell’Associazione Diplomatici ha portato per il quinto anno consecutivo, nel bellissimo campus della New York University, il suo progetto di punta, il CWMUN (Change the World Model UN). Per tre giorni i 500 ragazzi, divisi in apposite commissioni, hanno discusso simulando il lavoro dei delegati delle Nazioni Unite, di cyber bullismo, dei cambiamenti climatici, di turismo o di crescita economica sostenibile. Tutto sotto il tema principale del dibattito che è: “Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” in sintonia con quelle che saranno le linee di indirizzo della prossima Expo universale prevista qui vicino, a Dubai, nel 2020.

Un nuovo grande successo per Corbino e per Diplomatici: il numero dei ragazzi italiani presenti qui ad Abu Dhabi è raddoppiato rispetto all’anno scorso dopo il grande exploit dell’edizione di New York del marzo scorso che ha registrato oltre tremila iscritti per la sessione all’interno del Palazzo di Vetro di New York. Segno evidente della qualità per la formazione offerta ai ragazzi che vogliono intraprendere le carriere dell’associazionismo internazionale, vuoi impegnati nella diplomazia, vuoi nella gestione delle crisi umanitarie, vuoi nel lavoro duro delle ong e della cooperazione internazionale.

L’Associazione Diplomatici, nata a Catania, nel 2000 si è ormai affermata a livello mondiale come la più prestigiosa scuola di formazione per i ragazzi universitari o liceali che hanno voglia di confrontarsi con la salute del mondo e con le possibilità di renderlo migliore. Non a caso il CWMUN di New York, che si svolge ogni anno alla fine di marzo e che la scorsa edizione ha visto la relazione introduttiva affidata all’ex Presidente americano Bill Clinton, è considerato nel mondo il più importante forum studentesco dedicato ai temi della geopolitica e delle relazioni internazionali.

Dunque: cosa significa realmente essere liberi? In un discorso introduttivo che ha spaziato da Federico Fellini a Luigi Einaudi, da Papa Francesco al fondatore degli Emirati Arabi Zayed bin Sultan a John Kennedy, Corbino ha ricordato l’importanza fondamentale della conoscenza come chiave decisiva per affrontare il presente, disegnare il futuro, provare a cambiare il mondo e soprattutto lasciare alle generazioni future: “Il desiderio e l’umile suggerimento che io posso mandarvi è di provare a camminare sul filo dei vostri e dei nostri sogni ed imparare a stare in equilibrio tra il desiderio di cambiare il mondo e trasferirlo ai vostri figli, così come i nostri padri hanno fatto con noi. Fino a quando scoprirete che la trasformazione e il cambiamento sono basati sulla conoscenza e la capacità di imparare ad interpretare il futuro attraverso la Storia. Fino a quando scoprirete che il delicato filo che pensavate vi sorreggesse lungo il bellissimo viaggio della vita, in realtà non c’è più. E scoprirete che potrete rimanere ugualmente in equilibrio”. E chiudendo il discorso non poteva mancare una citazione per Francesco De Gregori, l’ospite speciale di questa edizione di CWMUN Emirates, accolto da un grandissimo applauso di tutta la platea di studenti e insegnanti che ha concluso l’evento con un concerto straordinario i cui biglietti sono stati prenotati on line e andati esauriti in due ore. Citando “Arlecchino”, una vecchia canzone del 1974 che diceva “…Arlecchino è lì sospeso, ma il filo sotto i piedi non ce l’ha. Ed anche questo in fondo è libertà…” Corbino si è soffermato proprio sull’ultima frase: “Anche questo,in fondo, è libertà” cercando di offrire una risposta aperta alla sua domanda iniziale.

Durante le giornate di simulazione sono intervenuti l’ambasciatore italiano Liborio Stellino, amico del CWMUN dalla nascita che ha esortato i ragazzi: “Fate la vostra scelta, non ascoltate per forza i nostri consigli ma non fate gli errori delle generazioni precedenti”. Oppure l’appassionato intervento di Giuseppe Ayala, ex magistrato del pool antimafia e grande narratore che ha citato Antonio Gramsci: “Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza, studiate perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. E ancora, la campionessa mondiale e straordinaria atleta Tania Cagnotto, intervistata da Corbino, che ha ricordato a tutti come: “Passione e amore sono alla base del successo. Il talento ci vuole ma non basta. Anche io ho avuto momenti nerissimi, ero precipitata giù. Ho preso tempo, mi sono calmata e poi ho sentito la voglia e il bisogno di riprovarci, di farmi guidare dalla passione. E ce l’ho fatta”.

I ragazzi sono stati divisi in tante commissioni e hanno cominciato a trattare, illustrare, mediare, promettere, convincere, mettere ai voti le proprie mozioni. Come fanno “i grandi” nelle sedi deputate a trattare i temi mondiali. Come faranno tra pochissimo proprio loro, il nostro futuro possibile.

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