#iorestoacasa e scrivo i miei pensieri

Può sembrare una cosa da teenager, ma non stiamo parlando di scrivere un diario segreto con tanto di lucchetto. Quanto, piuttosto, di mettere nero su bianco ciò che si tiene chiuso dentro, qualcosa di cui non vogliamo parlare neanche con i nostri amici più cari, quei pensieri che non diremmo ad alta voce e che, in fondo, ci danno un po’ il tormento. Scrivere è liberatorio, metterli sulla carta ci farà sentire meglio, ci darà conforto. Lo hanno fatto i più grandi poeti e scrittori…con risultati notevoli. Non pensate?

Proviamo a decifrare cosa vorremmo diventare in futuro, che tipo di persona vorremmo essere. Ci aiuterà a focalizzare meglio i nostri obiettivi e il percorso da intraprendere. Magari un ambasciatore che porta pace nel mondo? Forse un volontario che ogni giorno si batte per dare agli altri quello che non hanno e garantire un futuro migliore per tutti? Se vi appassiona la carriera internazionale, scoprite sul nostro blog le tante figure che possono fare la differenza nel mondo. Magari anche voi sarete protagonisti di un cambiamento!

Facciamo una lista di posti che vorremmo visitare non appena sarà finito questo momento. Riportiamo gli amici che non vediamo l’ora di incontrare, corsi che desideriamo frequentare, discipline sportive che abbiamo pensato di provare…e chi più ne ha più ne metta! «Scrivere significa vivere» scrisse la poetessa russa Marina Cvetaeva in uno dei suoi taccuini che cuciva a mano. Ed effettivamente è innegabile che scrivere, come leggere, aiuta a pensare ed esprimersi meglio.

Se avete voglia di scrivere ma non sapete da dove cominciare potete cercare su internet corsi di scrittura o di scrittura creativa, che vi guideranno in un percorso completo dalla A alla Z su tutto quello che c’è da sapere e conoscere prima di iniziare a scrivere un pensiero, un testo o un racconto.

Insomma, che aspettate? Scegliete voi se essere tradizionalisti usando carta e penna o tecnologici con il computer e fateci sapere il risultato commentando questo articolo o sui nostri social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

#iorestoacasa e guardo documentari

Qual è il vostro documentario preferito? Nel mondo di oggi, essere informati su questioni importanti e trovare fonti di informazione varie e affidabili è fondamentale. Gli eventi in tutto il mondo, associati al modo in cui otteniamo, condividiamo e replichiamo le notizie sugli stessi, ci impongono di intensificare la ricerca fonti di informazioni di qualità su ciò che sta accadendo. I film documentari sono una risorsa perfetta ed accessibile.

Servono come potenti strumenti che portano in tavola argomenti importanti in un modo accattivante, che stimola anche la conversazione e, talvolta, persino i movimenti sociali. Inoltre, i documentari possono darvi informazioni su luoghi e stili di vita diversi – a cui altrimenti potreste essere esposti in modo molto limitato. Questo vi offre una prospettiva più ampia al di fuori delle vostre esperienze. Davvero incredibile no?

Possiamo guardare un documentario anche per approfondire un capitolo di storia che non abbiamo capito bene o un argomento di scienze che vorremmo approfondire, basta andare sui canali dedicati per scoprire quanto può essere facile e divertente studiare in modo alternativo! Ci avete mai provato? Tramite le immagini e i video siamo in grado di memorizzare meglio un argomento e sicuramente la prof resterà sorpresa alla prossima interrogazione!

Ci sono tanti documentari che raccontano la vita di personaggi che hanno fatto la storia, il main topic scelto per il nostro Change the World quest’anno. Scopriamone alcuni insieme!

 

1) Planet Earth I e II

Considerati tra i migliori video-documentari sulla natura di sempre. In una parola: epici! Progetto vincitore dell’Emmy Award, 17 episodi in due stagioni, dieci anni in preparazione: le serie di documentari sulla natura più costose mai realizzate dalla BBC e, le prime ad essere girate interamente in altissima definizione.

2) Fahrenheit 11/9, 2018

Dopo Fahrenheit 9/11, il vincitore della Palma d’Oro Michael Moore sposta la sua attenzione su un’altra significativa data, il 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti.

3) Fuocoammare, 2016           

Attraverso gli occhi di un ragazzino che vive a Lampedusa viene raccontato il dramma attualissimo dei migranti in questo documentario di Gianfranco Rosi che ha già ottenuto l’Orso d’oro per il miglior film al Festival di Berlino.

4) Biùtiful cauntri, 2007

Un documentario girato da Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero che affronta l’annoso tema della crisi dei rifiuti in Campania, dell’inquinamento nella Terra dei Fuochi, dell’ecomafia e delle devastanti conseguenze dell’inquinamento sull’allevamento.

5) #AnneFrank – Vite parallele, 2019

L’attrice Premio Oscar Helen Mirren ripercorre, attraverso le pagine del diario, la vita di Anne e ci racconta la storia di cinque donne che, da bambine e adolescenti, sono state deportate nei campi di concentramento ma sono sopravvissute alla Shoah.

6) One Strange Rock 2018

Com’è nata la prima forma di vita sul pianeta? Da dove veniamo? Cosa rende il nostro mondo così speciale? Will Smith racconta la straordinaria storia della Terra in 11 episodi. Un viaggio incredibile attraverso i segreti del nostro mondo visto da una prospettiva unica: quella dei nostri migliori astronauti.

7) Dirty Money, 2018/20

Una serie originale Netflix che documenta varie storie sull’esposizione dell’avidità, della corruzione e del crimine che si diffondono nell’economia globale. 12 episodi consigliatissimi a chi vuole scoprire il “lato oscuro” del capitalismo moderno.

8) A Small Act, 2015

La vita di un povero ragazzo del Kenya è drasticamente cambiata quando una donna anonima svedese si è fatta carico dei suoi studi. Dopo aver studiato ad Harvard ed essere diventato avvocato dei diritti umani, spera di poter replicare la generosità che ha ricevuto finanziando una sua borsa di studio per aiutare la nuova generazione.

9) Alla Corte di Ruth – RBG, 2018

All’età di 85 anni Ruth Bader Ginsburg, seconda donna a essere stata nominata tra i nove componenti della Corte Suprema degli Stati Uniti, è diventata un’icona grazie alla sua dedizione all’attività giudiziaria e legale. Questo documentario esplora la sua vita e la sua carriera, concentrandosi sulle sue lotte per i diritti delle donne che l’hanno portata ad affermarsi come esempio di emancipazione civile.

10) For Sama, 2020

Il documentario di Waad Al-Khateab ed Edward Watts racconta la storia della regista al-Khateab, una donna siriana che decide di registrare un video-messaggio per la figlia Sama, in modo da raccontarle la sua vita e quella del marito Hamza in caso la guerra le impedisca di vederla crescere.

11) Apollo 11, 2019

Un documentario per rivivere la storica missione della NASA attraverso immagini inedite recuperate dagli archivi US.

12) Cesare deve morire, 2012

Docu-fiction dei fratelli Taviani girata nella sezione di alta sicurezza del carcere di Rebibbia di Roma che vede come attori i detenuti.

13) ’68 – Niente come prima – Martin Luther King

Questo documentario è disponibile su RaiPlay e racconta la rivoluzione culturale del 1968, incentrandosi anche sulla figura di Martin Luther King.

14) Lo Stato contro Mandela e gli altri, 2018

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes nel 2018, il documentario ricostruisce lo storico processo di Rivonia, che Mandela dovette affrontare con altri otto imputati, accusati di crimini punibili in Sudafrica con la pena capitale. Con coraggio e determinazione i nove riuscirono a far conoscere al mondo i soprusi dei bianchi sui neri e ad evitare la pena di morte. Disponibile su RaiPlay.

15) I Kennedy – Storia di una famiglia

Le vicende di una grande dinastia sono al centro del documentario disponibile su Sky Arte, che affronta i segreti di un casato ricco e potente: non viene risparmiato nulla ai Kennedy e a finire sotto la lente sono le loro tante virtù, ma anche i vizi più inconfessabili.

 

Fateci sapere il vostro preferito o suggeritene altri alla nostra community commentando questo articolo o sui nostri social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

#iorestoacasa e studio per migliorare l’inglese

Filling the gap! – Usiamo il tempo che abbiamo per migliorarci. Facciamo piccoli sforzi che possono portarci vantaggi in futuro. E se le attività che abbiamo in programma provassimo a farle in inglese? O, più semplicemente, sperimentassimo la visione di un film o una serie tv in lingua originale (magari con i sottotitoli). Potremmo anche provare a tradurre la nostra canzone preferita, o provare a trascriverla e vedere quanti errori abbiamo fatto consultando il testo online! E perché non cimentarsi nella lettura di un libro in inglese? Sappiamo quanto sia importante conoscere questa lingua, ve lo ripetiamo spesso durante i corsi di preparazione.

Possiamo provare a scrivere in inglese, guardare qualche documentario per memorizzare alcuni termini nuovi, e addirittura organizzare delle riunioni su Skype con i nostri amici (meglio se almeno uno dei partecipanti possa aiutare gli altri correggendo magari gli errori)! Ma ci sono, comunque, tanti corsi online per migliorare e praticare l’inglese, e specialmente in questo periodo tante scuole e tante insegnanti sono attive sui social network.

english

Quali dei nostri consigli avete trovato più utile? Quale avete messo in pratica? Quale cambiamento ha portato nella vostra quotidianità? Condividete la vostra esperienza commentando questo articolo o sui nostri social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

#iorestoacasa e ascolto… musica e podcast

Pump up the volume!!! Qual è il modo migliore per rilassarsi se non ascoltando un po’ di buona musica? Su Spotify e Youtube ci sono ormai migliaia di playlist per farci compagnia e possiamo approfittarne anche per scoprire qualche nuovo cantante emergente che potrebbe diventare la colonna sonora della nostra temporanea permanenza a casa. Voi cosa ascoltate? Quali sono i vostri cantanti o gruppi preferiti?

E che dire dei numerosi podcast? Ne ascoltate qualcuno? Ce ne sono tantissimi, si parla di politica e attualità, crimini, sport, cultura, salute, arte, tecnologia e tanto altro ancora!

Ecco qualche podcast interessante – in italiano e in inglese – che sta andando per la maggiore (e che possiamo cominciare a seguire):

Muschio selvaggio: Il podcast condotto da Fedez e dallo youtuber Luis Sal è dedicato a temi di cultura e società e ospita diversi personaggi ad ogni puntata. È caratterizzato da momenti di approfondimento, serietà, gioco e imprevedibilità.

 

 

 

SeconDario: Dario Matassa – cofondatore e autore del talk show “Space Valley” in onda ogni martedì, giovedì e domenica su YouTube – riflette, racconta ed esprime opinioni in questo podcast amatissimo dagli ascoltatori.

 

 

 

In 4 minuti: In 4 minuti la redazione di “The Vision” vi racconterà cosa dovete sapere per iniziare la giornata. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, alle 6:30. A cura di Rosa Uliassi e Antonella Serrecchia.

 

 

 

Ted talks daily: Ogni giorno potrete ascoltare (ma anche vedere) idee su ogni argomento immaginabile – dall’intelligenza artificiale alla zoologia passando per scienza, archeologia, arte, letteratura – raccolte dalle conferenze organizzate da TED e TEDx in tutto il mondo.

 

 

Ed eccone altri che parlano di politica, geopolitica e attualità:

The Fresh Air: Podcast in cui viene commentata la società, la cultura pop, la vita nel campus e tanti argomenti di attualità.

NPR politics & The Daily: Tra i tanti podcast che parlano di politica americana, NPR Politics e The Daily (New York Times) riassumono e commentano in 30 minuti i fatti quotidiani per rimanere aggiornati su quello che succede negli USA e nel mondo.

Up first: Podcast di notizie quotidiane che pubblica un episodio al giorno alle 6:00. Up First offre una breve panoramica di ogni notizia, a differenza di altri podcast che approfondiscono ciò che accade nel mondo.

You’re Wrong About: Mike e Sarah sono giornalisti ossessionati dal passato. Ogni settimana riconsiderano un evento, una persona o una tendenza che è stata erroneamente interpretata dal pubblico.

Scientificast: Scientificast è un podcast che si propone di diffondere la cultura scientifica rivolgendosi soprattutto a coloro che ne sono più lontani, parlando di argomenti come scienza, tecnologia, spazio e cambiamento climatico e adottando uno stile divulgativo semplice e divertente ma nello stesso tempo attendibile e rigoroso.

Diplo Voices: Anche Associazione Diplomatici ha il suo canale podcast! Diplo Voices, settimana dopo settimana, si riempie di contenuti in italiano e in inglese per tenervi compagnia, con i contributi e gli interventi degli ospiti che sono stati con noi nei diversi progetti e appuntamenti in sede.

 

Che aspettate? Con le casse o in cuffia, siamo pronti a viaggiare con la fantasia. Condividi i tuoi preferiti con la nostra community nei commenti qui sotto o sui nostri social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

 

#iorestoacasa… e faccio sport

Cari delegates, “Mens sana in corpore sano” dicevano i latini…e avevano ragione! È stato dimostrato che vi è una stretta correlazione tra le capacità motorie e le capacità attentive e mnemoniche delle persone. Se è vero che con le piscine, le palestre e i campi chiusi non è possibile continuare i nostri allenamenti con continuità, non vuol dire che non possiamo mantenerci lo stesso in forma!

Troviamo degli esercizi che possiamo fare in casa. Anche in questo caso internet ci viene incontro con tanti suggerimenti, e se di certo tutti sappiamo che non è il caso di usare una racchetta o una mazza da baseball in casa, sicuramente nessuno avrà qualcosa in contrario se ci dedicheremo al nostro benessere fisico facendo crunch, squat o piegamenti per non impigrirci troppo. Possiamo utilizzare un tappetino da palestra e qualche attrezzo come pesi, corde, elastici, palle mediche e mattoncini o anche fare allenamenti a corpo libero sfruttando semplicemente il nostro corpo!

Coraggio, l’estate si avvicina, non facciamoci cogliere impreparati! Avete qualche consiglio da darci? Saremmo felici se voleste condividerlo con la nostra community nei commenti qui sotto o sui nostri social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

Intanto ecco qualche app da scaricare per avere un personal trainer a portata di click!

Down Dog: Con Down Dog hai una nuova pratica yoga ogni volta che vieni sul tuo tappetino. A differenza del seguire video pre-registrati, Down Dog non ti farà fare lo stesso allenamento ancora ed ancora. Con oltre 60.000 diverse configurazioni, Down Dog ti dà il potere di costruire una pratica yoga che ami!

 

 

 

Freeletics: Puoi scaricare l’app di Freeletics gratis e accedere a molti dei nostri workout esclusivi, dei nostri esercizi singoli e delle nostre corse. In più, hai accesso gratuito a numerosi dei nostri episodi audio nella sezione del Coach Mentale; lì, puoi ascoltare consigli sull’allenamento che ti aiuteranno a raggiungere i tuoi obiettivi fisici. Per accedere alla parte gratuita dell’app clicca sulla scheda Esplora.

 

 

 

Nike Training Club: Più di 100 allenamenti firmati da atleti Nike e personal trainer. Si può anche scegliere un allenamento personalizzato per tipo, accessori e livelli di guida richiesto. Ci sono infine raccolte di allenamenti guidati con workout selezionati e suggerimenti di esperti. Una parte è in abbonamento ma molto si può fare gratuitamente: ci sono video che mostrano come svolgere correttamente ogni singolo esercizio.

 

 

 

7 Minute Workout: Un’app del tutto gratuita è quella proposta dal colosso Johnson & Johnson, progettata da Chris Jordan, direttore di fisiologia dell’esercizio al J&J’s Human Performance Institute. Ci sono 72 esercizi diversi e 22 piani di allenamento, con opzioni che variano dalla durata all’intensità, sempre a seconda del proprio livello.

 

 

 

Daily Yoga: Fra le più apprezzate per praticare yoga, offre sette giorni gratuiti per capirne di più e poi una quantità di lezioni in abbonamento con video guida in HD, personalizzazioni o allenamenti fra i diversi stili.

 

#iorestoacasa… e guardo un film

Avete dato un’occhiata ai suggerimenti di libri che vi abbiamo proposto lunedì? Avete trovato qualcosa di interessante? In tanti ci avete segnalato i vostri testi del cuore, quelli che vi stanno portando a viaggiare lontano seppur rimanendo nella vostra stanza, questo è il potere dei libri!

Ed ecco un altro modo per fare qualcosa di produttivo e divertente mentre #restiamoacasa. Quanti di voi amano il cinema e le serie tv? Quanto è lungo l’elenco dei film che vorreste vedere? Trascorrendo le prossime giornate a casa potete finalmente sbizzarrirvi a esplorare i mondi più disparati (senza tralasciare le ore da dedicare allo studio giornaliero!).

Non vi chiederemo quante ore avete finora totalizzato tra Netflix e Youtube, ma se state cercando qualche bel titolo che tratti di argomenti relativi alla diplomazia e le relazioni internazionali, ecco la nostra top-ten:

the spy

 

The Spy (2019): una miniserie televisiva di 6 episodi scritta e diretta da Gideon Raff e Max Perry e distribuita in Francia da OCS e a livello internazionale da Netflix. L’opera è basata sulla vita della spia israeliana del Mossad Eli Cohen, che viene interpretato da Sacha Baron Cohen.

 

 

argo

 

Argo (2012): In questo film del 2012 la CIA deve elaborare un delicato piano per salvare dei cittadini americani rifugiatisi nell’ambasciata canadese di Teheran.

 

 

 

 

Hotel Rwanda (2004): Paul Rusesabagina gestisce l’Hotel des Mille Collines e vive una vita felice con la propria famiglia. Tutto cambia quando le forze militari hutu avviano una campagna di pulizia etnica contro la minoranza tutsi e l’uomo permette a diverse persone che tentano di scappare al genocidio di rifugiarsi nell’albergo.

 

 

 

                               Fauda (2015): La serie racconta la storia di un ufficiale di una unità delle Forze Speciali dell’esercito che operano travestiti da palestinesi a Gaza ed in Cisgiordania e del suo reparto faudamentre cercano di prendere un terrorista di Hamas responsabile di diversi attacchi terroristici. Nella seconda stagione danno la caccia a una cellula dell’ISIS nei territori occupati.

 

 

 

syriana

 

Syriana (2005): Il giovane e carismatico principe Nasir sta cercando di modificare le relazioni commerciali che da lungo tempo sono state favorevoli agli uomini d’affari degli Stati Uniti, e questo non piace a molti.

 

 

no man's land

 

No Man’s Land (2001): Due soldati nemici, uno serbo e l’altro bosniaco, restano intrappolati in un una trincea situata tra fronti opposti di guerra.

 

 

 

Thirteen Days (2000): Nell’ottobre del 1962, il mondo si trovò sull’orlo di un terzo conflitto mondiale. Sorvolando Cuba, gli aerei americani notarono un accumularsi progressivo di missili sovietici sull’isola.

 

 

 

Fail Saif – A prova di errore (1964): A prova d’errore è un film drammatico del 1964 diretto da Sidney Lumet. Basato sul romanzo omonimo di Eugene Burdick e Harvey Wheeler, ha avuto un rifacimento per la televisione nel 2000.

 

 

 

The Last King of Scotland (2006): Durante una missione in Uganda, il medico scozzese Nicholas Garrigan diventa il dottore personale ed il confidente del dittatore Idi Amin e presto si rende conto di essere complice delle sue atrocità.

 

 

babel

 

Babel (2006): Quattro storie ambientate in Marocco, Tunisia, Messico e Giappone. La storia inizia con una tragedia che colpisce una coppia di coniugi in vacanza.

 

 

 

Non vediamo l’ora di sapere quale vedrete e cosa ne pensate, fatecelo sapere nei commenti o sui nostri canali social utilizzando gli hashtag #andràtuttobene, #iorestoacasa, #staywithDiplomatici.

WiP Kosovo 2019: grande successo per la terza edizione

Un viaggio alla scoperta del territorio del Kosovo

Il progetto WIP Kosovo 2019 consiste in un viaggio all’interno del territorio del Kosovo. Attraverso incontri con la società civile, organizzazioni internazionali, personale diplomatico e basi militari viene offerto ai partecipanti l’opportunità di comprenderne la storia, il contributo della comunità internazionale nella ricostruzione post-conflict e le prospettive di integrazione regionale ed europea.

Uno dei principali obiettivi è stato quello di analizzare e far comprendere, innanzitutto dal punto di vista storico, quanto è successo in Kosovo: la tragedia della guerra, la necessità di proteggere i diritti umani e di avviare un processo di ricostruzione economica, l’intervento delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea che ancora oggi si impegnano nel Paese, cercando soprattutto di favorire una riconciliazione inter-etnica.

Il Patriarcato di Peć e il Monastero di Visoki Dečani

Sono stati i primi luoghi che i partecipanti hanno avuto modo di visitare: importanti simboli della spiritualità serbo – ortodossa, entrambi i luoghi sono inseriti nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Presso il Patriarcato di Peć, oltre ad aver modo di entrare nel vivo nella cultura e nell’arte serba, i partecipanti hanno avuto l’occasione di incontrare il Generale Mauro del Vecchio, primo comandante Contingente Multinazionale West in Kosovo all’ingresso della NATO nel 1999.

Invece, grazie a Padre Petar, del Monastero di Visoki Dečani, il gruppo ha avuto la possibilità di conoscere la storia e ammirare il più grande affresco bizantino conservato fino ad oggi, nonché i numerosi altri affreschi conservati nella chiesa. Alcuni dei partecipanti poi hanno deciso di prendere parte alla funzione ortodossa celebrata tutti i giovedì sera e in quest’occasione hanno visto le reliquie di Santo Stefano Dečanski.

L’incontro con il Generale Mauro del Vecchio al Patriarcato di Peć

I ragazzi con Padre Petar, del Monastero di Visoki Dečani

Il più grande affresco bizantino – Monastero di Visoki Dečani

Seguendo il filo delle vicende storiche del Kosovo, dopo aver approfondito il tema dell’importanza di questa terra per la cultura serba, abbiamo affrontato quello del conflitto, delle sue vittime e delle conseguenze che permangono ancora oggi.
Una di queste, tuttora irrisolta, riguarda le “missing persons”, le persone scomparse durante la guerra e i cui resti non sono mai stati ritrovati. Oggi le loro famiglie continuano a battersi per ottenere verità sulla fine dei loro cari. Abbiamo quindi incontrato a Gjakove la Sig.ra Cerkezi, che durante la guerra ha perso il marito e i tre figli, due dei quali ancora oggi sono missing, e la Presidente dell’Associazione “Le Grida delle Madri”, Nesrete Kumnova. L’incontro ha avuto un forte impatto emotivo su tutti noi e ci ha consentito di fare un viaggio nel tempo, di tornare a quei giorni terribili della guerra e capire come, anche a distanza di venti anni, le ferite siano ancora aperte.

 

Un altro aspetto relativo all’impatto della guerra sui civili riguarda la vita della minoranza serba in Kosovo. A vent’anni di distanza, parte di questa si è integrata nella vita del Kosovo indipendente dalla Serbia, un’altra, invece, soffre della mancanza di prospettive economiche e di adeguata istruzione.

 

Altra giornata, altra visita e gli studenti hanno raggiunto il villaggio serbo di Velika Hoca

Ad accogliere i ragazzi c’era il rappresentante del villaggio, Nenad. Ha raccontato loro le ragioni del progressivo abbandono dei giovani serbi di questa parte del Kosovo. Le ragioni non sono più legate alla mancanza di sicurezza, come era stato un tempo, quanto piuttosto alla necessità di trovare lavoro e offrire ai propri figli un livello di istruzione adeguata per un futuro più dignitoso. È stato importante rendersi conto di come si viva oggi in una zona protetta dalla legge per la sua importante eredità culturale e religiosa.

L’incontro presso il Centro di Documentazione a Pristina con Humanitarian Law Center ha infine chiuso il cerchio per quanto riguarda il processo di transitional justice e riconciliazione. Particolarmente toccante è stata la mostra allestita al suo interno sugli oltre mille bambini vittime della guerra.

Visita all’Humanitarian Law Center di Pristina
Mostra allestita in memoria dei bambini vittime di guerra

Conclusa la parte dedicata alla guerra e alle sue conseguenze, si è aperta quella relativa al tema della sicurezza

A Film City, dove di trova il Quartier Generale della KFOR, la forza militare internazionale a guida NATO, abbiamo incontrato il Comandante, il Generale di Divisione Lorenzo D’Addario che, insieme al Colonnello Grasso, ci hanno descritto l’evoluzione del mandato della KFOR e il ruolo che oggi svolge all’interno del Kosovo e quale sia la situazione relativa alla sicurezza nel paese. A seguire, la visita alla base militare dei Carabinieri – nucleo MSU (Multinational Specialized Unit), componente della missione KFOR. I partecipanti hanno potuto visionare, insieme al personale dell’Arma, gli armamenti e automezzi in dotazione alla MSU e ha ricevuto un briefing sul ruolo dell’Unità nell’area di Mitrovica.

Ha concluso la giornata l’incontro con l’Ambasciatore Italiano Pietro Sardi presso l’Ambasciata, durante il quale si è parlato dei rapporti fra Italia e Kosovo e le prospettive future di questo paese sia in termini economici che di avvicinamento all’UE. Al termine dell’interessantissimo briefing dell’Ambasciatore si è tenuto un rinfresco al quale hanno partecipato espatriati italiani che lavorano nelle organizzazioni internazionali e ong in Kosovo, offrendoci l’opportunità di venire a contatto diretto con alcune delle figure professionali in ambito internazionale più interessanti.

I dubbi e le domande sulle prospettive di integrazione europea del Kosovo sono stati affrontati durante l’incontro organizzato presso la Europe House a Pristina da funzionari dell’Ufficio del Rappresentante Speciale dell’UE presso il Kosovo e di EULEX. Questo incontro ci è stato molto utile per capire le sfide poste dal capacity building internazionale e dal raggiungimento dei requisiti necessari per procedere sulla strada dell’avvicinamento all’UE. Non ultimo, naturalmente, l’andamento del Dialogo fra Belgrado e Pristina per la normalizzazione dei loro rapporti.

Durante la penultima giornata in Kosovo i ragazzi hanno visitato la città di Mitrovica

Chiamata anche la “Berlino dei Balcani”, essendo divisa dal fiume Ibar, fin dalla guerra nel 1999, in due zone: la zona nord la cui maggioranza degli abitanti è di etnia serba, e la parte sud di maggioranza albanese. Dopo aver visitato l’ufficio dell’OSCE situato nella parte sud della città, ci siamo recati al ponte di Austerlitz, ponte sul quale non è permesso il transito dei veicoli e che è strettamente sorvegliato da entrambe le estremità da personale armato dei carabinieri e occasionalmente anche dal personale KFOR e costantemente monitorato attraverso telecamere di sicurezza.  Costato milioni di euro, il ponte più che un simbolo di unione sembrerebbe quasi un simbolo di divisione.

La contrapposizione etnica tra le due parti si presenta in modo palese e tangibile se ci si sofferma su certi aspetti. Un esempio molto concreto è il tipo di valuta usato: nella parte sud viene utilizzato l’euro, mentre nella parte nord si utilizza dinaro serbo; oppure le targhe dei veicoli, targati RKS (Repubblica Kosovara) al sud e SRB (Serbia) a nord; o ancora l’alfabeto utilizzato, quello latino al sud e quello cirillico a nord e la doppia indicazione delle località e/o distretti è indicata prima in serbo e poi in albanese. Al suono dei canti della moschea situata nella parte meridionale si contrappone il suono delle campane della chiesa ortodossa che si staglia all’ingresso della parte settentrionale.

Ma la cosa che risalta subito all’occhio mentre ci si trova ancora sul ponte, sospesi fra le due parti, sono i graffiti disegnati sui rispettivi muraglioni del ponte. Dal lato albanese si nota subito una scritta in verde a caratteri cubitali rivolta all’altra sponda ‘A.S.A.B.’, tanto ironica quanto emblematica. Sul muraglione serbo, invece, rivolti alla parte sud, si leggono svariati graffiti in cirillico e altri in inglese, dei quali un ‘Serbia is Kosovo’, contrapposto ad uno speranzoso ‘give peace a chance!’. Una volta attraversato il ponte non ci si può non accorgere del patriottismo serbo di Mitrovica nord, la cui strada che continua dal ponte si trova interamente tappezzata di bandiere serbe, murales e opere celebrative serbe, tra le quali una statua di Prince Lazar Hrebeljanović di Serbia.

Ecco dunque il manifestarsi di un fenomeno che si è ritrovato spesso in questo viaggio alla scoperta delle radici della repubblica Kosovara: in mezzo a tanti avvenimenti, simboli e narrazioni contrastanti fatti propri dalle due etnie al fine di rivendicare la propria identità sull’altro, spuntano elementi di unità, come il monumento per i caduti sul lavoro, che accomunano la storia personale degli abitanti di questo dibattuto territorio. E anche il ponte Austerlitz, dal canto suo, seppur imposto, e magari non accettato, è oramai impiantato nel territorio; esso simboleggia tanti discorsi teorici che possono prendere vita, come la tanto auspicata convivenza messa in pratica con l’unificazione di una città, Mitrovica, tramite la costruzione di un ponte che aspetta solo di essere usato.

Le visite al Villagio Italia e la città di Prizren

Infine, l’ultimo giorno è stato passato fra la visita a Villaggio Italia, sede della KFOR italiana, dalla quale dipende la protezione del Monastero di Visoki Decani, dove siamo stati ospitati dal Comandante per pranzo e dove abbiamo assistito ad un’esercitazione di gestione della folla, e la visita libera della città di Prizren. Con quest’ultima, che mostra ancora una forte impronta ottomana, si è chiuso il cerchio sull’importanza del Kosovo per la popolazione albanese: luogo storicamente importante per il sentimento di unità della nazione albanese, qui nell’800 si tenne la riunione che diede vita alla Lega di Prizren.

 

Scarica il Report di WiP Kosovo 2018

Stefania Paradisi
Responsabile Relazioni Esterne e Didattica
Associazione Diplomatici

Visita alla base militare dei Carabinieri – nucleo MSU (Multinational Specialized Unit), componente della missione KFOR.
Incontro organizzato presso la Europe House a Pristina da funzionari dell’Ufficio del Rappresentante Speciale dell’UE presso il Kosovo e di EULEX.

Silvia Nicolini ed i suoi 8 studenti del Collegio Don Bosco Borgomanero

Silvia Nicolini, 32 anni, è una giovane insegnante di inglese che da due anni e mezzo lavora al Collegio Don Bosco di Borgomanero. L’amore per il suo lavoro e l’ottimo rapporto con i suoi studenti, nel novembre 2017, l’hanno portata ad Abu Dhabi per il Change the World Model UN Emirates. Il suo è un mestiere importante e faticoso al tempo stesso ma che affronta con tutto l’entusiasmo e la freschezza della sua età.

Lei è molto giovane, se avesse potuto avrebbe partecipato ad uno dei progetti di Diplomatici?

Assolutamente si, se ne avessi avuto l’opportunità l’averi fatto subito, prima di tutto per l’interesse che ho per questo tipo di iniziative e poi perché sarebbe stato un bel modo per mettersi in gioco. Quando ero una studentessa ero molto timida, un’esperienza del genere mi avrebbe resa sicuramente più spigliata e sicura di me stessa. Quest’anno per la prima volta ho potuto vivere l’esperienza della simulazione ed è strata meravigliosa.

A quale progetto di Diplomatici ha partecipato?

Io, almeno per ora, sono stata solo al CWMUN Emirates ma i nostri studenti hanno partecipato anche al Change the World di New York ed a Democracy, la simulazione del Parlamento italiano a Roma.

Quanti studenti partecipano in media?

La nostra è una grandissima scuola ma gli studenti sono molto incuriositi dalle iniziative proposte da Associazione Diplomatici. Negli Emirati ad esempio eravamo in otto.

Quanto è importante e quanto può essere costruttivo per un professore, vivere un’esperienza simile con i propri studenti?

Ha un valore enorme, la nostra esperienza negli Emirati è stata meravigliosa. Siamo partiti che avevamo già un ottimo rapporto ma ad Abu Dhabi si è creato di qualcosa di ancora più profondo, è nato un rapporto di ancor più grande rispetto e stima reciproca. È stato bellissimo, li ho visti sbocciare.

Lei insegna inglese, il suo ruolo sarà stato fondamentale per loro

Si, assolutamente. Il primo giorno di simulazione, prima dell’insediamento di tutti gli studenti nelle diverse commissioni, ho rivisto gli speech di ognuno di loro anche per infondere un po’ coraggio. La verità è che, giustamente, non vogliono sfigurare. Si devono confrontare con degli studenti, spesso anche madrelingua, che sono abituati a parlare in pubblico. Molti dei nostri studenti quando tornano dalla prima esperienza di simulazione poi vogliono ripeterla l’anno dopo per essere più preparati. Finché non sono lì non possono capire la difficoltà della simulazione.

Il meccanismo della simulazione è molto complesso, come se la sono cavata i suoi studenti?

Onestamente devo dire che sono stati molto bravi. Inoltre, quest’anno sono partita con tutti ragazzi ripartenti che erano già stati a New York, tranne due, che infatti sono rimasti letteralmente sconvolti! C’erano moltissimi ragazzi indiani che erano bravissimi, una capacità di espressione e una capacità di dibattere davvero impressionanti per dei ragazzi di 15 anni e tutto questo ha solo stimolato i nostri ragazzi a dare il meglio.

Secondo Lei qual è il punto di forza di questi progetti?

I ragazzi tornano più sicuri e più arricchiti. Noi a scuola stiamo promuovendo l’iniziativa non solo per il suo valore linguistico ma anche come un’esperienza orientativa, è stato bello vederli all’opera. Hanno scoperto lati nascosti di se stessi, doti che non sapevano di avere, capiscono se questa può essere la loro strada ma soprattutto capiscono come va il mondo. In definitiva no, non credo ci sia un punto in particolare, penso che la forza del progetto sia insita nella totalità dell’esperienza. 

Gli studenti quale progetto preferiscono? New York o Abu Dhabi?

Sono piaciuti tutti e due ma in maniera diversa, inoltre molti dei nostri studenti hanno partecipato ad entrambe le simulazioni. New York colpisce sia per la città che ovviamente per la location della simulazione (il Palazzo di Vetro dell’ONU); ad Abu Dhabi, invece, la simulazione si svolge in maniera meno “caotica”, è composta da meno persone per cui è più facile partecipare, anche se si è un po’ timidi. Poi negli Emirati hanno apprezzato soprattutto il confronto con studenti di nazionalità e culture davvero molto distanti da noi.

Da insegnante di inglese, ha avuto dei consigli particolari ?

Nel periodo di preparazione (ma in realtà lo faccio sempre e a prescindere) ho consigliato loro di leggere molto, sia siti internazionali che giornali di attualità, per cercare di essere sicuri nell’utilizzo di un lessico specifico che difficilmente si acquisisce in poco tempo e soprattutto non viene insegnato a livello scolastico. Ho detto loro di non farsi trattenere dalle loro paure, che se avevano deciso di partecipare era giusto che vivessero l’esperienza a 360°, di partecipare attivamente alla simulazione ma soprattutto di stare tranquilli anche perché è proprio sbagliando che si impara.

Oggi invece, che consiglio vuole dare ai suoi studenti?

Sono sempre stata convinta che il buon insegnante sia colui che trasmette agli allievi non solo nozioni, ma soprattutto un metodo per imparare a organizzare il sapere e a ragionare. Aiutare gli studenti a trovare una loro prospettiva del mondo è la mia missione e consiglio loro di essere sempre curiosi e appassionati.

Associazione Diplomatici per neolaureati e professionisti

A Catania lo IULM Master Tour per presentare l’offerta formativa post lauream

La comunicazione declinata in diversi ambiti: Food, Moda, Design, Turismo, Sport, Digital Marketing e Retail. Parte da questi concetti il primo master tour organizzato da IULM Communication School per presentare l’offerta formativa post lauream, che farà tappa anche a Catania, ospitato da Associazione Diplomatici (via Duca degli Abruzzi 180), martedì 25 giugno dalle 11 alle 13.

Dopo aver girato Milano, Bari, Napoli e Palermo, la data catanese servirà per presentare anche nella parte orientale della Sicilia la ricca offerta di Master Universitari ed Executive che inizieranno il prossimo ottobre. Oltre trenta master che IULM Communication School rivolge a neolaureati e professionisti che vogliono acquisire una formazione di eccellenza e all’avanguardia sui temi della comunicazione declinata in diversi ambiti e misurarsi in contesti e carriere internazionali attraverso esperienze sul campo nelle più prestigiose realtà mondiali, con study tour in Europa e negli Stati Uniti e sessioni formative tenute da docenti provenienti da tutto il mondo.

La Masterclass catanese – dal titolo “Digital e Artificial Intelligence per il Marketing e la Comunicazione: le professionalità più richieste dalle aziende” – sarà tenuta dal professor Guido Di Fraia, prorettore alla Comunicazione e all’Innovazione dell’Università IULM, che dopo la presentazione del corso risponderà alle domande degli interessati.

Il Master Tour si concluderà a Milano il 19 settembre con il Master Day, che si terrà dalle 10 alle 18 alla IULM 6 (via Carlo Bo, 7).

Per chi si registrerà all’evento e confermerà la sua immatricolazione ai Master Universitari e/o Executive che si svolgeranno presso le sedi di Milano e Roma di IULM Communication School sono stati predisposti alloggi all’interno del Campus, borse di studio, borse a copertura totale o parziale, finanziamenti agevolati e uno sconto sulla retta. Particolari agevolazioni sono previste anche per aziende e istituzioni che iscriveranno due o più dipendenti ai master o corsi.

Per registrarsi allo IULM Master Tour 2019 – Catania 25 giugno è necessario compilare il form al seguente link: https://gotomaster.iulm.com/eventi/mastertour_catania/

Borse di studio per CWMUN Emirates

Anche per l’edizione 2019, previste borse di studio per CWMUN Emirates.

Associazione Diplomatici tiene molto ai giovani e al loro futuro! Ecco perché, per ogni progetto, mette a disposizione degli studenti più meritevoli e motivati borse di studio per agevolare le iscrizioni e contribuire alla formazione etica e consapevole delle nuove generazioni.

Anche per CWMUN Emirates, che l’anno scorso ha riunito tra Abu Dhabi e Dubai cinquecento studenti da tutto il mondo, Associazione Diplomatici ha deciso di rifinanziare il fondo per il 2019 e mettere a disposizione ancora più borse di studio per il Change the World che si terrà dal 6 al 13 novembre.

Gli studenti interessati avranno tempo fino al 20 settembre 2019 per inviare la propria candidatura.

Oltre alle borse di studio, un altro elemento fondamentale – molto ben accolto dalle famiglie degli studenti iscritti nelle precedenti edizioni – è la convenzione con Unicredit che permette di rateizzare la quota di iscrizione al Change the World Emirates.

Tolleranza, disarmo, sfide globali e minacce alla pace sono solo alcuni dei principali temi che gli studenti dovranno affrontare durante la sesta edizione di CWMUN Emirates, che si svolgerà presso il Campus della New York University ad Abu Dhabi.

Come nelle precedenti edizioni i delegates verranno accolti per una settimana di studio e di lavoro con centinaia di altri studenti delle scuole superiori e universitari di tutto il mondo e i più grandi esperti di geopolitica, studi internazionali, ex capi di governo e ministri, alti rappresentati delle istituzioni ONU e campioni dello sport.

Borse di studio per CWMUN Emirates

Da destra, Claudio Corbino, Francesco De Gregori, Giuseppe Ayala e Tania Cagnotto, al CWMUN Emirates 2018.

Borse di studio per CWMUN Emirates

Oltre 500 gli studenti che hanno partecipato all’edizione 2018.