Dal liceo Maurolico di Messina, la professoressa Mariella Laurà

Insegnante di francese prima e di inglese adesso. Ha iniziato a fare questo mestiere nell’84 ed ora insegna inglese agli studenti del Liceo Classico Maurolico di Messina, il migliore in Sicilia e tra i primi cinque in Italia.

Da quanti anni conosce e collabora con Diplomatici?

Sono stata contattata da Associazione Diplomatici nel 2008 ed è stato allora che ho conosciuto Claudio Corbino, poi, con l’Associazione, non ci siamo più lasciati

È mai partita in viaggio con Diplomatici?

Scherza? Io parto tutti gli anni con i miei ragazzi. Sono dieci anni che li accompagno a New York e quest’anno alcuni nostri studenti parteciperanno per il primo anno anche al CWMUN di Barcellona.

Quanti studenti partono dal liceo Maurolico?

Quest’anno gli studenti a partire saranno dieci e grazie al passaparola sono riuscita a portare anche altri 6 studenti che vengono da altre scuole di Messina.

Vista la lunga collaborazione, ha notato una crescita di Associazione Diplomatici negli anni?

La crescita c’è stata senz’altro perché il Presidente Claudio Corbino ci tiene moltissimo che tutto funzioni al meglio e che tutti quelli che lavorano con lui diano il massimo. C’è stata una crescita impressionante sia a livello di preparazione dei ragazzi per la simulazione che a livello organizzativo. Vedo la crescita, la volontà e l’attenzione nel migliorare sempre.

Secondo lei a cosa è dovuta questa crescita?

Sicuramente è merito dell’intero staff dei giovani ragazzi di Diplomatici, la sua parte la fa anche la qualità della proposta formativa ma più di tutto la lungimiranza del Presidente Claudio Corbino che ha permesso a quest’Associazione di crescere moltissimo negli anni. È sorprendete la capacità di Claudio di vedere avanti, di creare e inventare.

Cosa colpisce di più gli studenti nei progetti?

Sicuramente la meta newyorkese li alletta però i ragazzi sono davvero interessati a tutto il processo che precede la simulazione, ci tengono molto ad essere preparati. Io vedo la motivazione dei ragazzi nel lavorare sodo e dare il massimo.

In questo contesto il suo ruolo qual è?

Da un punto di vista didattico, in preparazione della simulazione io non devo fare molto. I formatori di Diplomatici sono davvero di alto livello infatti i nostri ragazzi ogni anno vincono dei premi. Un anno sono stati addirittura soprannominati “Macchine da guerra”!

E lei dunque?

Il mio compito è quello di aiutarli da un punto di vista emotivo, li carico molto a credere in questo progetto e insisto sul fatto che questo possa essere un trampolino di lancio per loro. Sono un’idealista, davvero credo che un giorno cambieranno il mondo.

Cosa nota quando gli studenti tornano? Ha ripercussioni positive anche in classe?

Si i ragazzi si confrontano molto, chi resta in Italia è curioso di sapere e chi torna da New York è felice di condividere l’esperienza. E poi la possibilità di avere delle borse di studio ha fatto una grande differenza negli ultimi anni perché è servito da notevole incentivo.

Da come parla sembra molto affezionata ai suoi studenti.

Ho visto la crescita di questi ragazzi, sono coinvolta nelle loro vite a prescindere dallo studio. Per me è importante tanto il loro studio quanto la loro serenità e la loro realizzazione nella vita. Li sprono sempre a dare il meglio. Poi devo dire che loro sono bravissimi e molto autonomi.

Dunque lei parteciperà a questa ottava edizione di New York, è pronta?

Ma certo che parteciperò, io sono sempre pronta! Anche quest’anno non vediamo l’ora di partecipare a questa bellissima esperienza.

WiP Qatar, una prima edizione tra politica estera e cultura islamica

Si è tenuto dal 1 all’8 dicembre WiP EWEI Qatar, che ha visto la partecipazione di 23 studenti provenienti da università italiane e straniere. I World in Progress sono una serie di viaggi studio sul campo in alcune delle aree del mondo più significative da un punto di vista delle relazioni internazionali ed economiche. Nello specifico, WiP EWEI Qatar ha avuto come scopo quello di avvicinare giovani studenti universitari alla comprensione delle dinamiche, politiche ed economiche che governano le relazioni fra i paesi del Golfo alla luce dell’embargo a cui è stato sottoposto il Qatar in questi ultimi anni.

Durante il viaggio, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrare rappresentanti di altissimo livello della diplomazia locale, il Direttore dell’Istituto Diplomatico, Abdelaziz Al Horr e il Direttore del Dipartimento della Cooperazione Internazionale, Tariq Ali Al Ansari, con i quali hanno discusso non solo lo stato attuale delle relazioni con Arabia Saudita e paesi del Golfo ma anche le azioni di diplomazia culturale e sportiva che il Qatar sta intraprendendo, a partire dall’organizzazione dei Mondiali di Calcio 2022.  Delle direttrici di politica estera di questo paese ha parlato anche il Direttore di Brookings a Doha, Tariq Youssef, durante un interessante serie di incontri che si sono tenuti presso lo straordinario complesso museale Msheireb.

Fondamentale alla comprensione del sistema di governo di questo paese è stato poi l’incontro con il Consiglio (Shura) dell’Emiro, il cui rinnovo avrà luogo il prossimo anno e includerà una quota maggiore di presenze femminili al suo interno. La visita all’emittente televisiva Al-Jazeera ha completato il quadro relativo alle politiche e agli strumenti utilizzati dal Qatar per rafforzare il proprio status internazionale.

Un aspetto estremamente importante del viaggio è stata, poi, l’analisi del rapporto fra il Qatar e il nostro paese, sia da un punto di vista diplomatico che economico. L’Ambasciatore d’Italia a Doha, Pasquale Salzano, ha incontrato i partecipanti in due distinte occasioni per illustrare lo stato delle relazioni che intercorrono con il Qatar, che è ottimo sia sotto il profilo diplomatico che delle opportunità di collaborazione economica che si sono aperte reciprocamente per entrambi i paesi.

Per poter toccare con mano la presenza e l’opera di un’importante azienda italiana a Doha, il gruppo ha visitato i cantieri di Italiana Costruzioni e lo stato dei lavori di costruzione della metropolitana per la parte di loro competenza. Infine, gli incontri con l’architetto Diego di Paola, Senior Manager – Interior Design presso il complesso museale Msheireb e con la Direttrice della Camera di Commercio italiana in Qatar, Palma Libotte hanno fornito ai giovani partecipanti un’importante occasione di riflessione anche sulle opportunità professionali in quel paese e di ricevere consigli utili su come prepararsi e muoversi professionalmente in contesti simili.

Non poteva mancare, naturalmente, l’aspetto culturale. La visita guidata al Museo di Arte Islamica di Doha ha rivelato sia gioielli artistici che l’impegno della famiglia governante a promuovere l’arte e a rendere questo paese un importante polo museale dell’area del Golfo ma non solo. Gli ingenti investimenti nel campo dell’istruzione e della formazione universitaria in materie cruciali per lo sviluppo economico e il progresso sociale del paese si sono resi evidenti nel corso della visita alla Qatar Foundation e alla nuova e modernissima Biblioteca Nazionale di Doha. Un paese che guarda al futuro in maniera attiva e che ha una visione ben precisa dei suoi obiettivi è stato quello che i partecipanti al WiP Qatar hanno avuto modo di conoscere e apprezzare nel corso della settimana di viaggio.

 

di Stefania Paradisi

Paola Senesi ed i suoi 15 studenti del Giulio Cesare al CWMUN Emirates

Intervista a Paola Senesi, Dirigente Scolastico dal 1991 ed attualmente Preside del prestigioso Liceo Classico Statale Giulio Cesare di Roma.

“Notte prima degli esami” e “Compagno di scuola” sono due celebri canzoni del grande Antonello Venditti dedicate alla sua scuola, il Liceo Classico Giulio Cesare, è fiera di lavorare in un istituto così importante?

Moltissimo, il mio liceo è il più grande d’Italia: ha il maggior numero di sezioni dedicate ai circa 1040 alunni del liceo classico.

A proposito di cantautori, lei quest’anno ha partecipato alla V edizione del CWMUN EMIRATES che si è conclusa con un bellissimo concerto di Francesco De Gregori.

È stato davvero toccante, ho potuto rivedere il cantautore sotto un’altra luce. Riascoltare di nuovo dal vivo tutte quelle canzoni che hanno accompagnato un pezzo di storia personale di ognuno di noi, non ha prezzo. È stato un concerto bellissimo, c’è stata molta intimità nel canto di De Gregori, ci siamo emozionati tutti.

È stata la sua prima esperienza in viaggio con Diplomatici?

Si è stata la mia prima volta con Diplomatici e ne sono rimasta davvero colpita. Il progetto è molto interessante e l’organizzazione del viaggio è stata curata nei minimi dettagli.

Come mai ha deciso di partecipare?

Con il mio liceo siamo una vera new entry, negli Emirati è stata la prima volta che abbiamo realizzato un’attività con Diplomatici. Abbiamo battezzato questa collaborazione proprio con il CWMUN Emirates, come sarei potuta mancare?

Il Campus della New York City di Abu Dhabi ha accolto oltre 500 studenti provenienti da tutto il mondo per simulare le principali commissioni delle Nazioni Unite, solo a sentirlo dire non sembra vero, lei cosa ne pensa?

La formazione che se ne ricava va al di là dell’aspetto meramente didattico che già ha la sua rilevanza poiché si ragiona su importanti temi di attualità, senza tralasciare che la simulazione viene svolta tutta in lingua inglese. Il grande valore che questo progetto ha è quello di abituarli a confrontarsi con gli altri e sviluppare quelle competenze anche di relazione che sono fondamentali per una partecipazione da cittadino consapevole e responsabile a quelli che sono i contesti di vita, qualunque essi siano.

Cosa ha notato durante le giornate di simulazione? Cosa l’ha colpita?

Ho seguito la simulazione e ascoltato i pareri dei miei ragazzi, si sono molto impegnati e questo vuol dire che il percorso che hanno fatto ha saputo coinvolgerli.

I suoi studenti sono stati bravi?

Sono riusciti a stare nel ruolo e non è così scontato. Facevano parte del Consiglio di Sicurezza, e come delegates hanno anche vinto un premio, sono molto fiera di loro.

Feedback un volta tornati in Italia?

Gli studenti erano entusiasti di questa iniziativa anche perché alcuni di loro sono interessati a professioni per le quali sono richieste competenze che si tenta di sviluppare con percorsi come questo progetto di Diplomatici.

“Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” è stato il main topic della simulazione, sono temi che normalmente gli studenti affrontano anche in aula?

Si, o meglio, noi come liceo abbiamo messo in campo una progettualità già a partire dallo scorso anno che tiene conto degli obiettivi di Agenda 2030 sull’ecosostenibilità quindi temi come il clima, l’impatto che questo ha sul turismo e simili, sono argomenti che vengono già trattati anche nell’attività ordinaria.

Da Dirigente Scolastico che idea si è fatta sul progetto di Diplomatici e perché pensa che sia importante?

Il progetto mi sembra senz’altro valido, un ottimo modo per conoscere altre realtà e soprattutto sapercisi concentrare. Dell’Associazione mi ha colpita non solo il loro evidente impegno ma soprattutto loro motivazione a portare avanti iniziative di questo genere, il loro modo di agire che va oltre l’aspetto meramente organizzativo e didattico.


Cerimonia di chiusura dei lavori del CWMUN Emirates

Paola Senesi durante la premiazione di alcuni suoi studenti


 

L’esperienza a New York della Professoressa Maria Michela Papapietro del Liceo Classico Duni-Levi di Matera

La Professoressa Maria Michela Papapitetro, insegnante di inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Duni – Carlo Levi di Matera, racconta il suo percorso professionale e la sua entusiasmante voglia di migliorare l’esperienza scolastica, che è palestra di scambio e di crescita.

Da quanti anni lavora e cosa insegna?
Sono in servizio da quasi 40 anni e insegno inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Dumi – Carlo Levi nella bellissima città di Matera.

A distanza di 40 anni è felice di aver intrapreso un lavoro così legato ai giovani?
Il lavoro dell’insegnante non è sempre semplice ma non cambierei il mio mestiere con niente al mondo. Lavorare con i giovani è stimolante, io ad esempio devo tenermi sempre al passo con i tempi ed aggiornarmi per garantire ai miei studenti la migliore istruzione possibile.

La sua materia è l’inglese, crede che i progetti di Associazione Diplomatici siano un modo per avvicinare lo studente allo studio?

Moltissimo, ci sono molte realtà dove l’aspetto internazionale è assente ed i progetti di Diplomatici aiutano a “sprovincializzare” i nostri ragazzi. Hanno l’opportunità di incontrarsi con studenti provenienti da tutto il mondo e fanno un’esperienza unica nel loro genere.

Lei ha mai partecipato ad un progetto di Diplomatici accompagnando i ragazzi?

Si, sono stata al CWMUN New York nel marzo scorso. Ho accompagnato 19 studenti nella Grande Mela ed ho sperimentato in prima persona la validità del progetto. I ragazzi erano molto coinvolti e per loro è stata una grande fonte di riflessione. L’ho trovata un’esperienza molto formativa per gli studenti ma anche un’occasione per potenziare il lavoro didattico.

Si tratta quindi di ragazzi molto giovani. Lei che li ha accompagnati pensa che sia stato faticoso occuparsi di temi così complessi in una lingua che non è la loro?

In realtà no, ho trovato il progetto solo stimolante perché i ragazzi a quell’età sono molto maturi, in più sono tematiche che si dibattono anche a scuola. C’è questo discorso di apertura alle tematiche sociali globali che ormai è comune nelle scuole, per fortuna abbiamo un’ottica internazionale.

E lei Maria Michela, da docente cosa pensa del Change The World?

È un’occasione anche per confrontarci tra docenti, ci sono stati dei momenti in cui ci siamo trovati a dibattere sulle tematiche oggetto della simulazione. Questo contatto con altri docenti che provengono da tanti Paesi è stato un modo per andare oltre all’incontro virtuale. È uno stimolo che poi portiamo nelle nostre classi e nelle scuole e che noi professori potremmo condividere con dei lavori di didattica. Sarebbe bello se anche noi prof. potessimo arrivare a creare un lavoro di gruppo e di scambio di proposte anche tra docenti.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Il nostro Istituto partecipa ai progetti di Diplomatici da tre anni ormai e non ho mai visto tornare da un viaggio uno studente scontento o deluso. Della mia esperienza in America, che porterò sempre nel cuore, ricordo la felicità dei ragazzi, la loro serenità ed il loro entusiasmo, abbiamo avuto tutto il tempo di visitare la città e le sue bellezze, e poi diciamolo New York è una favola.
È stato un bel momento che rimarrà nella vita dei ragazzi, quando vivono queste forti esperienze possiamo star sicuri di esser riusciti nell’importante compito di averli formati come cittadini del mondo.

Il grande successo della V edizione del CWMUN EMIRATES

Ragazzi, cosa significa realmente essere liberi?”. La platea fatta di cinquecento studenti, per una metà italiani, per l’altra metà provenienti da Russia, Australia, Egitto, Emirati Arabi, Canada, India, Cina, Regno Unito, Olanda, Marocco, Germania, Lussemburgo, Algeria, Colombia ed Ecuador, ascolta con attenzione la domanda di Claudio Corbino. Il presidente dell’Associazione Diplomatici ha portato per il quinto anno consecutivo, nel bellissimo campus della New York University, il suo progetto di punta, il CWMUN (Change the World Model UN). Per tre giorni i 500 ragazzi, divisi in apposite commissioni, hanno discusso simulando il lavoro dei delegati delle Nazioni Unite, di cyber bullismo, dei cambiamenti climatici, di turismo o di crescita economica sostenibile. Tutto sotto il tema principale del dibattito che è: “Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” in sintonia con quelle che saranno le linee di indirizzo della prossima Expo universale prevista qui vicino, a Dubai, nel 2020.

Un nuovo grande successo per Corbino e per Diplomatici: il numero dei ragazzi italiani presenti qui ad Abu Dhabi è raddoppiato rispetto all’anno scorso dopo il grande exploit dell’edizione di New York del marzo scorso che ha registrato oltre tremila iscritti per la sessione all’interno del Palazzo di Vetro di New York. Segno evidente della qualità per la formazione offerta ai ragazzi che vogliono intraprendere le carriere dell’associazionismo internazionale, vuoi impegnati nella diplomazia, vuoi nella gestione delle crisi umanitarie, vuoi nel lavoro duro delle ong e della cooperazione internazionale.

L’Associazione Diplomatici, nata a Catania, nel 2000 si è ormai affermata a livello mondiale come la più prestigiosa scuola di formazione per i ragazzi universitari o liceali che hanno voglia di confrontarsi con la salute del mondo e con le possibilità di renderlo migliore. Non a caso il CWMUN di New York, che si svolge ogni anno alla fine di marzo e che la scorsa edizione ha visto la relazione introduttiva affidata all’ex Presidente americano Bill Clinton, è considerato nel mondo il più importante forum studentesco dedicato ai temi della geopolitica e delle relazioni internazionali.

Dunque: cosa significa realmente essere liberi? In un discorso introduttivo che ha spaziato da Federico Fellini a Luigi Einaudi, da Papa Francesco al fondatore degli Emirati Arabi Zayed bin Sultan a John Kennedy, Corbino ha ricordato l’importanza fondamentale della conoscenza come chiave decisiva per affrontare il presente, disegnare il futuro, provare a cambiare il mondo e soprattutto lasciare alle generazioni future: “Il desiderio e l’umile suggerimento che io posso mandarvi è di provare a camminare sul filo dei vostri e dei nostri sogni ed imparare a stare in equilibrio tra il desiderio di cambiare il mondo e trasferirlo ai vostri figli, così come i nostri padri hanno fatto con noi. Fino a quando scoprirete che la trasformazione e il cambiamento sono basati sulla conoscenza e la capacità di imparare ad interpretare il futuro attraverso la Storia. Fino a quando scoprirete che il delicato filo che pensavate vi sorreggesse lungo il bellissimo viaggio della vita, in realtà non c’è più. E scoprirete che potrete rimanere ugualmente in equilibrio”. E chiudendo il discorso non poteva mancare una citazione per Francesco De Gregori, l’ospite speciale di questa edizione di CWMUN Emirates, accolto da un grandissimo applauso di tutta la platea di studenti e insegnanti che ha concluso l’evento con un concerto straordinario i cui biglietti sono stati prenotati on line e andati esauriti in due ore. Citando “Arlecchino”, una vecchia canzone del 1974 che diceva “…Arlecchino è lì sospeso, ma il filo sotto i piedi non ce l’ha. Ed anche questo in fondo è libertà…” Corbino si è soffermato proprio sull’ultima frase: “Anche questo,in fondo, è libertà” cercando di offrire una risposta aperta alla sua domanda iniziale.

Durante le giornate di simulazione sono intervenuti l’ambasciatore italiano Liborio Stellino, amico del CWMUN dalla nascita che ha esortato i ragazzi: “Fate la vostra scelta, non ascoltate per forza i nostri consigli ma non fate gli errori delle generazioni precedenti”. Oppure l’appassionato intervento di Giuseppe Ayala, ex magistrato del pool antimafia e grande narratore che ha citato Antonio Gramsci: “Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza, studiate perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. E ancora, la campionessa mondiale e straordinaria atleta Tania Cagnotto, intervistata da Corbino, che ha ricordato a tutti come: “Passione e amore sono alla base del successo. Il talento ci vuole ma non basta. Anche io ho avuto momenti nerissimi, ero precipitata giù. Ho preso tempo, mi sono calmata e poi ho sentito la voglia e il bisogno di riprovarci, di farmi guidare dalla passione. E ce l’ho fatta”.

I ragazzi sono stati divisi in tante commissioni e hanno cominciato a trattare, illustrare, mediare, promettere, convincere, mettere ai voti le proprie mozioni. Come fanno “i grandi” nelle sedi deputate a trattare i temi mondiali. Come faranno tra pochissimo proprio loro, il nostro futuro possibile.

CWMUN Emirates: raddoppiano le iscrizioni e De Gregori chiuderà i lavori con un grande concerto

Connecting people, re-thinking of innovation: new routes to the future” è il main topic della V edizione del CWMUN Emirates (Change the World Model United Nations) organizzata da Associazione Diplomatici.

Sono oltre cinquecento gli studenti liceali e universitari provenienti da tutto il mondo che parteciperanno alla simulazione di Abu Dhabi, nel bellissimo campus della New York University della capitale emiratina, che prenderà il via l’8 novembre.

La manifestazione, rapidamente divenuta punto di riferimento per numerosissimi studenti che vogliono intraprendere le carriere legate all’associazionismo internazionale e che ha visto raddoppiare la presenza degli studenti italiani del 50% rispetto al 2017, rappresenta un clamoroso successo dell’Associazione fondata e presieduta da Claudio Corbino.

I partecipanti saranno divisi in singole commissioni e si confronteranno su alcuni temi come il Cyber bullismo, i cambiamenti climatici, il turismo o la crescita economica, pronti a discutere, presentare mozioni e creare alleanze come in un vero organismo delle Nazioni Unite.

All’edizione prenderanno parte anche numerosi ospiti fra cui l’ambasciatore italiano negli Emirati, Liborio Stellino, il presidente dell’International Board di Diplomatici, Salvatore Carrubba, l’ex magistrato e parlamentare Giuseppe Ayala, l’ex campionessa mondiale di tuffi, Tania Cagnotto ed il campione del mondo 1982 nonché Goodwill Ambassador di Associazione Diplomatici, Marco Tardelli.

Il grande cantautore italiano Francesco De Gregori chiuderà i lavori di simulazione il 10 novembre con uno straordinario concerto dedicato agli studenti italiani del CWMUN e alla comunità italiana negli Emirati e che ha registrato il tutto esaurito in pochissime ore.

L’evento sarà, inoltre, anche un’occasione per introdurre il tema dell’Expo 2020 di Dubai “Connecting Minds, Creating the Future”.

La Prof. Annalisa Onorato ci racconta la sua esperienza con Diplomatici

I progetti dell’Associazione Diplomatici hanno grande riflesso sul lavoro scolastico e per noi professoresse è una vera soddisfazione”, le parole della Prof. Annalisa Onorato insegnante storia e filosofia nel liceo Mamiani a Pesaro.

Conosce i progetti di Associazione Diplomatici?

Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di accompagnare i ragazzi durante i viaggi ma conosco tutti i progetti di Diplomatici, in particolare l’anno scorso ho seguito le lezioni per la preparazione al CWMUN di New York e soprattutto ho avuto i feedback degli studenti al ritorno dal viaggio.

Quanti studenti hanno partecipato al Change the World Model UN di New York City lo scorso anno?

Hanno preso parte al progetto otto ragazzi provenienti da 3 diversi indirizzi: linguistico, classico e scienze umane.

Dalle testimonianze riportate dai suoi giovani studenti, che idea si è fatta dei progetti?

Assolutamente positiva, i ragazzi erano entusiasti della simulazione svoltasi nelle aule dell’ONU. Si tratta di un’esperienza che offre la possibilità di confrontarsi con la politica internazionale ed ampia molto i loro orizzonti, sia culturali che relazionali.

A livello didattico, trova dei miglioramenti negli studenti che partecipano alle simulazioni?

I ragazzi maturano, acquisiscono maggiore sicurezza in se stessi, diventano più autonomi e capaci di organizzare meglio il lavoro. Oltretutto ho notato dei grandi benefici non solo nelle esperienze dei singoli studenti partecipanti ma anche nell’intera classe.

In che senso?

Ho notato una maggiore attenzione nei confronti della storia, una maggiore curiosità, i ragazzi si appassionano a ciò che studiano. Per me che sono un’insegnante di storia è stata una ricchezza per la classe.

Lei non ha mai partecipato ad un progetto ma personalmente che ruolo ha nello svolgimento dell’attività?

Indipendentemente dalla partecipazione dei ragazzi ai progetti di Diplomatici, i nostri ragazzi a scuola trattano molti dei temi che sono oggetto delle simulazioni. Inoltre, i progetti di Diplomatici offrono l’opportunità di approfondire maggiormente queste tematiche che poi vengono nuovamente affrontate con tutta la classe poiché attinenti con il nostro percorso di studi.

Cw for Democracy: si è conclusa alla grande l’ottava edizione

Grazie a tutta l’associazione di Democracy per averci offerto la possibilità di prendere parte a questa coinvolgente simulazione e grazie a tutti voi ragazzi per avere realizzato questo piccolo percorso con tanta energia, passione, dedizione e impegno”, le parole di una giovane partecipante alla simulazione.

È da poco terminata l’ottava edizione del progetto CW for Democracy.  Sono stati circa 300 gli studenti provenienti da tutta Italia, universitari e liceali, che dal 23 al 26 ottobre si sono ritrovati a Roma per rivestire l’importante ruolo di parlamentari.

Riforma del Trattato sul libero scambio” e “Il diritto di asilo”, questi i due topic assegnati, rispettivamente agli universitari il primo ed hai ragazzi del liceo il secondo.

I giovani deputati sono stati accolti presso l’Hotel Rome Pisana da Alessandro Pisanu, coordinatore operativo della sede di Roma e dai Presidenti delle due Camere per questa edizione del CW for Democracy, l’avvocato Marco Stasi, coordinatore della sede Puglia e Presidente della commissione università e Valeria Corbino, Coordinatrice della sede di Associazione Diplomatici a Palermo e Presidente della sessione scuole.

Durante le tre giornate di simulazione del Parlamento italiano i ragazzi si sono concentrati al massimo a negoziare, dibattere e fare nuove proposte legislative sui temi loro proposti. Nella commissione universitaria, presieduta dall’Avv Marco Stasi, ad esempio, gli studenti hanno approfondito il CETA, il trattato sul libero scambio UE – Canada. In particolare si sono contrapposte le ragioni di chi si dichiarava a favore delle ratifica del trattato da parte del nostro parlamento o chi si dichiarava contrario.

La fase finale della simulazione si è svolta come sempre presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio.  I giovani onorevoli, prima di votare le diverse proposte di legge finali, sono stati accolti da Claudio Corbino, Presidente di Associazione Diplomatici, che ha spronato i ragazzi “a dare al massimo, sempre”, dall’ex magistrato Giuseppe Ayala che ha affrontato in generale il tema relativo alle libertà in assoluto e dal direttore della rivista EastWest, Giuseppe Scognamiglio, che ha toccato la delicata ed attuale situazione della democrazia in Italia ed in Europa, ripercorrendo la storia dalla caduta del muro di Berlino ad oggi.

Una volta conclusasi la Cerimonia di Accoglienza dei ragazzi nelle Aule del Parlamento, gli studenti si sono poi potuti nuovamente concentrare sulla simulazione. Quest’anno i giovani deputati delle due diverse commissioni hanno potuto votare reciprocamente le leggi degli altri, novità dell’ottava edizione. La commissione scuola ha infatti votato la proposta di legge della commissione università sul tema del libero scambio e la commissione università si è espressa votando sulla proposta di legge della commissione scuola sul diritto d’asilo, favorendo così un’integrazione finale degli argomenti.

Il CW for Democracy è un’esperienza utile a sviluppare la capacità di confronto e dialogo dei partecipanti in un’ottica propositiva e le parole dei nostri ragazzi ne sono la prova: “Democracy in fondo era un gioco, un bellissimo gioco, un’esperienza che ci ha indubbiamente migliorato come persone e come cittadini”.

Ottanta ragazzi a Bruxelles per la prima edizione del Model EU

Dal 22 al 25 ottobre si è svolto a Bruxelles la prima edizione del Model EU, un progetto che ha coinvolto quasi ottanta studenti ed organizzato dal think tank di nuova formazione EastWest European Institute (EWEI) in collaborazione con Associazione Diplomatici.

Nel corso di quattro giorni intensivi di incontri e seminari, i ragazzi partecipanti hanno avuto modo di entrare in contatto con le Istituzioni europee e i loro funzionari nel cuore della Capitale d’Europa. Dapprima Christine Grau, capo dell’Unità per le relazioni inter-istituzionali e della cittadinanza della Direzione generale della Migrazione e degli Affari Interni e Katerina Wolfova, coordinatrice delle politiche della Commissione Europea per la Migrazione e degli Affari Interni, hanno illustrato agli studenti la situazione migratoria attuale, ovvero il tema affrontato nel corso di questo progetto formativo, sottolineando i passi avanti fatti dall’Unione, specialmente per quanto riguarda la cooperazione con paesi terzi. In seguito a questo primo incontro, gli studenti sono stati ospiti nella residenza dell’Ambasciatore Maurizio Massari, Rappresentante Permanente della Repubblica Italiana presso l’Unione Europea. Con l’occasione, il presidente di EWEI, Giuseppe Scognamiglio, ha rivolto i saluti istituzionali a tutti i partecipanti, i quali hanno avuto occasione di entrare in contatto con i diplomatici in servizio in ambasciata e conoscere da vicino una realtà decisamente lontano dal quotidiano.

Il secondo giorno gli studenti hanno visitato il Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE), il “ministero degli esteri” dell’Unione. Seguendo il leitmotif dell’immigrazione, gli studenti hanno partecipato a seminari tenuti da personalità di spicco delle istituzioni europee e non, come Giulio Di Blasi, membro del gabinetto di Federica Mogherini, David Tunney, responsabile della comunicazione strategica della SEAE, Kristiina Lilleorg e Laura Palatini, rappresentanti dell’IOM (Organizzazione Internazionale della Migrazione) e il diplomatico Fernando Gentilini, Direttore della SEAE per l’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa). A chiusura della giornata di incontri, l’Ambasciatore Maurizio Massari ha chiarito la posizione del governo italiano sul controverso tema dell’immigrazione.

Il terzo giorno gli studenti sono entrati nel vivo dell’esperienza, simulando un meeting del Consiglio dell’Unione Europea, riunitosi per proporre un emendamento all’articolo 18 del Regolamento Frontex. Per tutta la durata della simulazione, tenutasi nella sala Aldo Moro del Parlamento Europeo, i ragazzi hanno imparato l’importanza della diplomazia nella ricerca di alleati che potessero supportare e votare la loro proposta, il tutto rispettando il principio dello “stay in character”. Solo dopo sette intense ore di negoziati, la proposta di Austria, Belgio e Bulgaria è passata con pochi voti di scarto. Ai margini della simulazione vi è stato discorso introduttivo tenuto da Laura Corrado, capo dell’Unità per l’Immigrazione Legale e l’Integrazione del Direttorato Generale Giustizia e Affari Interni della Commissione Europea e il racconto finale dell’esperienza personale di due giovani collaboratori del Parlamento Europeo.

Infine, l’ultimo giorno del viaggio è stato dedicato all’orientamento alle carriere europee tramite l’intervento di Mario Nava, capo dell’Unità “Financial Market Infrastructure” della Commissione e Marina Manfredi Magillo, ex direttore della Commissione Europea, e la presentazione di Michele Colucci, collaboratore di EPSO (European Personnel Selection Office). A conclusione della giornata, Andrea Sabatini ha presentato agli studenti i corsi di dottorato offerti dal College of Europe, una delle università europee più rinomate a livello mondiale.

I ragazzi durante la simulazione del Consiglio Europeo

 

L’intervista a Giovanni Magistrale, Preside del liceo Scacchi di Bari

Come ha conosciuto Associazione Diplomatici e da quanto tempo i suoi studenti partecipano?

È l’ottavo anno che gli studenti del liceo Scacchi di Bari partecipano agli eventi dell’Associazione. Dei ragazzi poco più grandi dei miei studenti si presentarono nel mio liceo con questa iniziativa delle simulazioni dei principali organi dell’ONU e si instaurò subito un rapporto di fiducia.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Abbiamo iniziato con il CWMUN di New York e poi si sono aggiunti Democracy, Abu Dhabi e via dicendo. Dalle prime esperienze sia gli studenti che i docenti sono tornati sempre molto soddisfatti, dunque eccoci ancora qui, pronti a partire per la stagione 2018/2019.

E lei invece? Ha mai partecipato ad un progetto?

Sono stato sempre invitato ma a causa del lavoro non sono mai potuto andare.. fino a quest’anno quando finalmente ho potuto partecipare di persona alla grande simulazione di New York.

Ci racconti la sua esperienza nella Grande Mela.

È stato davvero emozionante. Ho alloggiato con i ragazzi, ho seguito i lavori delle commissioni,  ho partecipato alle sedute, sono stato nell’Assemblea Generale dell’ONU dove ho assistito al discorso di Bill Clinton. Ho potuto vedere di persona la serietà dell’Associazione, la serietà della formazione, l’entusiasmo dei ragazzi che partecipavano, il livello e la qualità dell’iniziativa.

Dunque il Cwmun come esperienza non solo didattica ma anche formativa, ritiene che sia un’attività realmente efficace, formativa e utile per i ragazzi?

Molto positiva da molti punti di vista, in primo luogo perché insegna agli studenti la metodologia didattica del “debate”. I ragazzi si abituano a documentarsi e a discutere le loro tesi, per non parlare dell’acquisizione delle competenze linguistiche, sono soft skills fondamentali per i giovani di oggi. Noi crediamo molto in questo tipo di formazione.

Quanti studenti partecipano ogni anno?

Il numero degli studenti varia. Non è un progetto della scuola ma un progetto che la scuola ospita e a cui partecipano non solo i nostri studenti ma anche quelli di altre scuole baresi. In genere il numero oscilla da 8 a 20, poi ci sono i ragazzi delle altre scuole. Onestamente penso che sia  un numero destinato ad aumentare perché sempre più anche le famiglie credono in questo tipo di iniziative così come ci credono i ragazzi che partono.

Qual è il progetto più amato dagli studenti, cosa li colpisce di più e perché secondo lei?

Non credo di poter parlare di preferenze, sono tanti gli studenti che partecipano sia a Democracy sia alle simulazioni dell’ONU. Da ex studente, però, credo che nel cuore dei ragazzi New York sia sempre la meta più ambita.