Dal Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma, la professoressa Laura Gambassi

Arrivano dalle aule del Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma, le parole di Laura Gambassi, professoressa di Lettere Antiche e Geostoria e membro dello staff della dirigenza del noto Liceo romano nel quartiere Triste.

Cosa pensa dei progetti di Diplomatici?

In generale penso che sia un’esperienza molto bella per i ragazzi, opinione condivisa anche altrove visto che ne siamo venuti a conoscenza tramite il passaparola di alcuni colleghi di un’altra scuola e li abbiamo trovati subito molto interessanti, tanto da un punto di vista didattico quanto formativo. Inoltre, l’iniziativa ha avuto da subito l’appoggio del nostro Dirigente Scolastico, Paola Senesi.

La prima simulazione a cui avete partecipato?

Il primo CWMUN dei nostri ragazzi è stato quello negli Emirati e l’esperienza è stata oltremodo positiva. Ha solo riconfermato la mia idea iniziale, cioè che un progetto di questo tipo è importante per gli studenti, ha permesso loro di conoscere e di toccare con mano una realtà diversa dalla quella in cui vivono e che spesso viene loro presentata in maniera fuorviante. Lì hanno interagito con ragazzi e ragazze non solo arabe ma provenienti da tutto il mondo, dialogando e difendendo le posizioni dei paesi che impersonavano sempre in lingua inglese e quindi mettendo alla prova le loro competenze linguistiche, culturali e relazionali. Un bel banco di prova per la preparazione ‘a tutto tondo’ che la nostra scuola spera loro di offrire.

Il punto di forza del CWMUN, Emirates in questo caso, qual è secondo lei?

È una ricchissima esperienza formativa a livello umano, come abbiamo già detto, però anche a livello di orientamento universitario, perché loro hanno un approccio con quello che potrebbe essere un possibile percorso professionale futuro, non da spettatori ma da attori. Il tutto nel contesto futuristico di queste città in continuo cambiamento e veramente sorprendenti, dove il fascino del deserto si sposa all’estrema modernità.

Lei ha accompagnato gli studenti ad Abu Dhabi?

Si, insieme alla nostra Dirigente, e poi anche al Cwmun Barcellona, che è stata l’ultima simulazione a cui abbiamo partecipato a maggio.

Gli studenti in che modo affrontano la simulazione?

Con entusiasmo e applicazione, in contesti extrascolastici possono tirare fuori lati di sè che spesso nella scuola non riescono a valorizzare. In un diverso contesto dove sono altre le competenze che devono mettere in gioco possono dare ottimi risultati. Pensi che in tutte e due le simulazioni, sia di Abu Dhabi che di Barcellona, abbiamo avuto degli studenti vincitori.

Emirates e Barcellona, non solo gli studenti ma anche la scuola deve credere molto nei progetti di Diplomatici, in cosa pensate abbiano una marcia in più?

Ai ragazzi sono piaciuti entrambi i progetti. Alcuni che hanno partecipato a Barcellona ora vogliono candidarsi per Emirates, insomma gli studenti che sono partiti sono tornati entusiasti. E vorrei segnalare anche la contentezza dei genitori che hanno evidentemente avuto un feedback a casa estremamente positivo. Sono due simulazioni molto diverse, gli Emirati consentono agli studenti un’interazione più internazionale mentre Barcellona è un po’ più come un trampolino di lancio, certamente più adatta per i ragazzi più piccoli.

Quanti studenti del Giulio Cesare hanno partecipato?

Ad Abu Dhabi hanno partecipato 15 studenti mentre a Barcellona 6. Oggi iniziamo i colloqui per le borse di studio per il nuovo CWMUN Emirates.

In che modo li aiuta e li supporta durante la simulazione anche attraverso la materia che insegna?

Con le mie materie non li preparo direttamente per le simulazioni, poiché insegno lettere antiche al triennio e geostoria al ginnasio, ma certo l’oratoria e la retorica, che tanto studiamo nelle letterature greca e latina, sono strumenti fondamentali per l’attività diplomatica e lo sono altrettanto lo studio della storia e della geografia. Personalmente io spero di supportarli in senso lato tutti i giorni: cercando di rafforzare la loro autostima, di accrescere la loro l’apertura mentale ed il loro senso critico, la tolleranza e l’amore per la bellezza insegno loro ad essere cittadini del mondo.

Un episodio che l’ha colpita particolarmente durante una delle due simulazioni?

A Barcellona hanno preso parte alla simulazione ragazze del 4 ginnasio, eravamo incerti se far partecipare studenti così “inesperti” e invece le nostre piccole studentesse hanno vinto addirittura due premi! Queste vittorie ci ha riempiti di orgoglio, davvero non ce lo aspettavamo.

Ad Abu Dhabi invece?

È stato più un flash che un avvenimento. Ho visto, nel bar dove i ragazzi stavano facendo pausa, alcuni miei studenti pranzare e conversare in inglese con ragazze arabe con il loro lungo velo nero, ma con jeans e tacchi che spuntavano da sotto, ed altri ragazzi americani. Sono stata colpita dalla loro spontaneità, erano lì tutti insieme come se fosse, e come dovrebbe essere, la cosa più normale del mondo.

I ragazzi sono soddisfatti dell’organizzazione?

Assolutamente si, gli studenti sono sempre stati molto contenti dei tutor, sono stati seguiti in maniera molto professionale sia durante le lezioni qui in Italia sia durante le simulazioni in loco, con un tutor di gruppo che li segue h24. E questo credo che sia un punto fondamentale per la serenità nostra e delle famiglie, a favore della serietà dell’Associazione

Gli obiettivi di Associazione Diplomatici coincidono con quelli del liceo Giulio Cesare?

Mettersi in gioco e predisporre gli studenti ad una dimensione internazionale all’insegna della tolleranza e del rispetto, sviluppando ed utilizzando le proprie competenze trasversali: questi sono alcuni degli obiettivi principali di Diplomatici e lo sono certamente anche del nostro liceo classico.

Intervista a Paola Senesi, Dirigente scolastico del Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma

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