Dalle aule del Liceo Classico Parini di Milano alle sale del Palazzo di Vetro dell’Onu

Insegnante di latino e greco da 30 anni, la professoressa del Liceo Classico Parini di Milano, Annamaria Braga, ci racconta la sua esperienza quinquennale con Associazione Diplomatici.

 

Da quanto tempo il Liceo Parini partecipa ai progetti di Associazione Diplomatici?

Questo è il 5 anno che partecipiamo al CWMUN di New York City e a Democracy. Ora ci stiamo preparando per l’America, a maggio invece sarà la volta di Roma.

 

Quanti studenti prendono parte ai progetti?

Lo scorso anno hanno partecipato 18 studenti ad entrambi i progetti. Quest’anno, invece, almeno per il momento sono in 24 ad andare a New York. C’è stato un forte incremento di iscrizioni degli studenti.

 

Secondo lei cosa ha condotto al successo l’Associazione Diplomatici?

I ragazzi prendono i progetti come spunto per un orientamento futuro per l’università. Molti di loro sono orientati verso il mondo della giurisprudenza internazionale o dell’economia e queste esperienze li aiutano a capire. D’altra parte sono anche molto stimolati ad incontrare studenti coetanei stranieri e confrontarsi con delle realtà diverse dalle loro.

 

Quale progetto riscuote più successo, il Cwmun a New york o Democracy?

Tendenzialmente i ragazzi preferiscono New York ma non è la regola. Ho avuto una mia studentessa che ha iniziato facendo Democracy, poi è venuta a New York, per conto suo ha partecipato al CWMUN Emirates ma alla fine è tornata a Roma per partecipare nuovamente a Democracy, da più grande, più consapevole del progetto e delle proprie capacità.

 

Lei parte sempre con i ragazzi, c’è un aneddoto divertente che vuole raccontarci?

L’anno scorso a New York la cosa più divertente, infatti ci siamo scatenati nel fare fotografie, sono stati i ragazzi che alle nove di sera, al Planet Hollywood, si sono addormentati con le facce nei piatti per la stanchezza. Normalmente non sono abituati a dei ritmi di lavoro così intensi.

 

Questa è la dimostrazione che per partecipare ai progetti di Diplomatici ci vuole non solo tanta curiosità ma anche grande motivazione e disponibilità a mettersi in gioco.

Assolutamente, io dico sempre ai miei studenti che partire per New York è molto impegnativo e devo dire che mi prendono sul serio specialmente quando iniziano i corsi di formazione a scuola!

 

Lei segue i ragazzi durante le simulazioni, sia del Parlamento italiano che delle Commissioni ONU?

Certo, io seguo tutti i corsi di preparazione affiancando la dottoressa Oliveri e l’anno scorso ho anche tenuto delle lezioni sul Parlamento Italiano. Durante le simulazioni sono sempre presente, cerco di ascoltare e capire se i miei ragazzi riescono ad intervenire, se riescono a mettersi in gioco.

 

Secondo lei, qual è l’impatto che le simulazioni hanno sugli studenti?

Sicuramente molto positivo ma io vedo il riscontro soprattutto da parte dei genitori, trovano che siano delle occasioni di grande crescita dei ragazzi. Se normalmente faticano ad informarsi, invece, dopo aver preso parte alle simulazioni si sentono molto più stimolati ad interessarsi alla realtà esterna, quella quotidiana. Chi partecipa a Democracy spesso, poi, si appassiona alla politica italiana, guardano i telegiornali e capiscono di cosa si tratta. Questi progetti hanno delle ripercussioni (molto positive) nella loro crescita come cittadini.

 

Lei insegna latino e greco, crede ci sia un’ affinità tra le antiche materie classiche ed i temi di attualità che vengono affrontati durante le simulazioni?

Assolutamente, molto spesso si riescono a trovare degli agganci tra l’antico ed il moderno. Le cose attuali hanno sempre le loro radici nella cultura classica, nella lingua, nella letteratura, nell’arte. Cicerone nelle sue orazioni parlava di corruzione, di degrado della politica. Ho fatto notare ai ragazzi che il film Kill Bill di Tarantino contiene tutte le scene tipiche dell’Iliade. E poi l’arte, basti pensare al monumento simbolo di New York, la Statua della Libertà, il suo creatore si è ispirato al modello del Colosso di Rodi.

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