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«Democracy ti dà l’opportunità di toccare con mano la vita politica del Paese»

«Toccare con mano i meccanismi dell’attività parlamentare è stato ciò che mi ha colpito di più di questa esperienza. La politica, infatti, non è fatta solo di discorsi e grandi ideali, ma anche e soprattutto di lavoro all’interno delle istituzioni con regole e dinamiche ben precise, che il progetto Democracy consente di analizzare da vicino». Lorenzo Eccheli è uno dei tanti studenti che negli anni ha preso parte al Change the World for Democracy e che oggi vuole raccontarlo ai suoi coetanei e a chi è curioso di esplorare dall’interno il mondo della politica e dei suoi meccanismi.

Come lui, centinaia di ragazzi. Tra cui il ventunenne romano Daniele Ferraguti, che ha partecipato all’edizione di Democracy di gennaio 2020 e racconta l’impatto con il Palazzo, affascinante e curioso. «Si respirava sin da subito un’atmosfera professionale, con dinamiche che spesso rappresentavano realmente ciò che succede negli ambienti politici. La collaborazione con gli altri ragazzi e ragazze – aggiunge – è stata vera, leale e produttiva.

Il primo obiettivo era quello di partecipare concretamente a un progetto di simulazione legislativa, confrontarmi con coetanei competenti e ambiziosi. E alla fine di questa esperienza ho acquisito un bagaglio personale e tecnico superiore alle mie aspettative».

Motivo per cui molti degli studenti che partecipano a Democracy sono convinti dell’importanza di inserire nei programmi scolastici il diritto e l’educazione civica come materie fondamentali per prepararsi a qualsiasi corso di studi. «Senza ombra di dubbio lo studio dei meccanismi della politica nelle scuole non può che fare bene alla società in prospettiva futura, perché la politica, oltre ad avere un suo fascino, contribuisce ad arricchire la base culturale dello studente spingendolo così a formare una propria e decisa personalità», osserva Elio Pernice, 19 anni, che viene da Mazara del Vallo, in Sicilia, e studia Giurisprudenza a Roma.

Elio ha partecipato a Democracy nel 2018 e ha ottenuto, insieme alla sua coalizione, la maggioranza dei voti con una proposta di legge sulle diposizioni di attuazione del Testamento Biologico. «Personalmente, non nascondo il fatto che lo scarso interesse da parte dei giovani verso la politica desta preoccupazione. Bisognerebbe intervenire in maniera forte e decisa per prendere in mano la situazione, promuovendo progetti come questo in tutte le scuole».

Tra i protagonisti di Democracy 2017, invece, c’era il ventiduenne Graziano Rizzo, siciliano, che ha affrontato il tema Fake news e Web Reputation. «La partecipazione al progetto ha segnato un’esperienza fondamentale nella nostra vita sociale e politica – dice Graziano – grazie a tutor ed esperti abbiamo studiato i meccanismi della democrazia e i percorsi che servono a legiferare, abbiamo instaurato rapporti con gli altri “colleghi onorevoli”, rafforzato le nostre idee politiche.

Sono stato anche eletto leader del partito “Deputati per l’Italia” ed essendo già coordinatore di un partito giovanile italiano aver vissuto all’interno delle Istituzioni ha trasmesso in noi “onorevoli” il senso di responsabilità, il senso del dovere, il senso del bene comune, il senso di governare».

«Molti giovani – conclude – paragonano la politica a qualcosa di sporco, di brutto. Secondo me la politica è mettersi al servizio dei cittadini con dedizione, amore e passione. E credo che progetti come questo debbano coinvolgere le scuole, facendo studiare così ai ragazzi i meccanismi della politica e facendo scoprire il vero significato di una delle più importanti istituzioni: la politica».

 

 

 

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