Gli ospiti del CWMUN NYC 2019

Gli studenti sono stanchi ed emozionati per le giornate appena trascorse. Hanno discusso, si sono confrontati, hanno alzato anche i toni in certi casi. Hanno votato, si sono schierati, hanno trovato un accordo. Proprio come fanno i delegati dei Paesi di tutto il mondo. A fine giornata sono entrati nella General Assembly, hanno preso posto ed è iniziata la prima Cerimonia di chiusura di Change the World New York City 2019, quella dedicata ai ragazzi delle scuole.

Esponenti della cultura, dello sport, dell’industria, hanno portato le loro testimonianze ai giovani in sala. Nomi illustri come Lucio Caracciolo, Giuseppe Ayala, Enrico Letta, Angelino Alfano, Michel Platini, Ilaria Capua, Antonio Monda, Enrico Giovannini, hanno offerto esempi e incoraggiamento.

A inaugurarla il vice ambasciatore Stefano Stefanile, rappresentante dell’Italia alle Nazioni Unite. «Riceviamo un grande numero di studenti da ogni parte del mondo ed è un segno positivo, perché mostra l’interesse dei giovani nelle relazioni internazionali che oggi significa molto, perché aiuta a costruire una società più tollerante. E in questa particolare occasione l’Associazione Diplomatici, con i suoi illustri ospiti, eleva il valore della visita».

«I goals dell’Agenda 2030 ci devono ricordare il mondo che vogliamo», dice Enrico Giovannini, ex Ministro italiano del lavoro, intervistato da Giuseppe Scognamiglio. «Non ce n’è uno più importante degli altri, per realizzarli, però, abbiamo bisogno di una leadership unita e di un governo solido», conclude Giovannini, che invita i giovani a far sentire la propria voce e contribuire al cambiamento.

Il giornalista, scrittore e regista Antonio Monda, intervistato dalla collega Maria Latella, dà ai ragazzi alcuni tips per il successo. «Take the risk, non bisogna avere paura di fallire, se si prova ogni giorno e si fallisce, almeno si fallisce sempre meglio, fino a riuscirci. Quindi ragazzi ricordate sempre: “Try Again, Fail Again, Fail Better”».

Enrico Letta intervistato da Giuseppe Scognamiglio
Enrico Giovannini intervistato da Giuseppe Scognamiglio
Michel Platini, Marco Tardelli e Claudio Corbino
Alcuni ospiti del CWMUN durante la Cerimonia di chiusura

Si parla subito di muri, invece, durante la parte di cerimonia di chiusura dedicata agli studenti universitari. E lo si fa con Giuseppe Scognamiglio e Angelino Alfano. «Dobbiamo considerare il 1989 una grande vittoria – commenta Alfano riferendosi al topic principale di questa edizione di CWMUN New York – ma dobbiamo soprattutto imparare dalla storia per non ripetere gli stessi errori e difendere la nostra idea di società aperta».

I giovani delegates l’hanno definita “una vera rockstar, è riuscita a parlarci di argomenti importantissimi intrattenendoci e non facendoci mai annoiare”.  «Sono felice di essere a New York e di essere all’ONU per confrontarmi con voi studenti. Sono tempi difficili, è vero, ma c’è altro a cui pensare, bisogna inventare novità e crederci». Sono le parole che Ilaria Capua, virologa italiana che si è distinta per le sue ricerche e per la sua lotta all’accesso libero delle informazioni sui virus, specialmente quello dell’ebola, dedica ai ragazzi. E parla proprio dei vaccini, il suo cavallo di battaglia, conquistandosi con la sua energia l’applauso del pubblico. «La scienza può fare errori, proprio come le persone, ma insieme salviamo vite. Divisi non possiamo».

Lo speech di Ilaria Capua all’ONU
Alcuni ospiti della Cerimonia di Chiusura

Poi è la volta di Giuseppe Ayala, ex magistrato che ha concluso la cerimonia con un ringraziamento: «Questo anziano difensore della legalità vi ringrazia. Vedervi impegnati in un confronto sulla base del dialogo e del rispetto mi da fiducia. Ho fiducia in voi per il futuro».

Ma fra tutti gli ospiti ha torreggiato la testimonianza di Liliana Segre, intervistata in video-conferenza da Myrta Merlino: «Le cose si dimenticano – ha ammonito la senatrice, una delle più autorevoli voci nel mondo a testimonianza della shoa – e i sentimenti osceni di intolleranza riemergono. E ciò che li fa riemergere è l’indifferenza generale». La platea di 3 mila ragazzi è balzata in piedi ad applaudirla, quasi a volerle testimoniare che fra loro non c’era indifferenza, ma impegno e passione.

Simone Cucco, 23 anni da Torino racconta che “È la primissima volta che partecipo ad un progetto di Associazione Diplomatici. Un’esperienza estremamente formativa ed educativa e che riesce a far comprendere ai ragazzi l’importanza della partecipazione e della consapevolezza. Di questa simulazione mi hanno colpito moltissimo le procedure, i sistemi di votazione, il rapporto che si instaura con gli altri ragazzi fino a questi ospiti meravigliosi che sono riusciti davvero a lasciare qualcosa di grande nelle coscienze di tutti noi. Per emozione personale l’ospite che mi è piaciuta di più è stata la senatrice Liliana Segre. Da grande vorrei impegnarmi nella psicologia delle emergenze, il mio sogno è dare un piccolo contributo al mondo“.

Premiazioni delle scuole
La gioia delle delegazioni vincenti
Corbino ed i ragazzi del cwmun

 

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