L’esperienza a New York della Professoressa Maria Michela Papapietro del Liceo Classico Duni-Levi di Matera

La Professoressa Maria Michela Papapitetro, insegnante di inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Duni – Carlo Levi di Matera, racconta il suo percorso professionale e la sua entusiasmante voglia di migliorare l’esperienza scolastica, che è palestra di scambio e di crescita.

Da quanti anni lavora e cosa insegna?
Sono in servizio da quasi 40 anni e insegno inglese presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Emanuele Dumi – Carlo Levi nella bellissima città di Matera.

A distanza di 40 anni è felice di aver intrapreso un lavoro così legato ai giovani?
Il lavoro dell’insegnante non è sempre semplice ma non cambierei il mio mestiere con niente al mondo. Lavorare con i giovani è stimolante, io ad esempio devo tenermi sempre al passo con i tempi ed aggiornarmi per garantire ai miei studenti la migliore istruzione possibile.

La sua materia è l’inglese, crede che i progetti di Associazione Diplomatici siano un modo per avvicinare lo studente allo studio?

Moltissimo, ci sono molte realtà dove l’aspetto internazionale è assente ed i progetti di Diplomatici aiutano a “sprovincializzare” i nostri ragazzi. Hanno l’opportunità di incontrarsi con studenti provenienti da tutto il mondo e fanno un’esperienza unica nel loro genere.

Lei ha mai partecipato ad un progetto di Diplomatici accompagnando i ragazzi?

Si, sono stata al CWMUN New York nel marzo scorso. Ho accompagnato 19 studenti nella Grande Mela ed ho sperimentato in prima persona la validità del progetto. I ragazzi erano molto coinvolti e per loro è stata una grande fonte di riflessione. L’ho trovata un’esperienza molto formativa per gli studenti ma anche un’occasione per potenziare il lavoro didattico.

Si tratta quindi di ragazzi molto giovani. Lei che li ha accompagnati pensa che sia stato faticoso occuparsi di temi così complessi in una lingua che non è la loro?

In realtà no, ho trovato il progetto solo stimolante perché i ragazzi a quell’età sono molto maturi, in più sono tematiche che si dibattono anche a scuola. C’è questo discorso di apertura alle tematiche sociali globali che ormai è comune nelle scuole, per fortuna abbiamo un’ottica internazionale.

E lei Maria Michela, da docente cosa pensa del Change The World?

È un’occasione anche per confrontarci tra docenti, ci sono stati dei momenti in cui ci siamo trovati a dibattere sulle tematiche oggetto della simulazione. Questo contatto con altri docenti che provengono da tanti Paesi è stato un modo per andare oltre all’incontro virtuale. È uno stimolo che poi portiamo nelle nostre classi e nelle scuole e che noi professori potremmo condividere con dei lavori di didattica. Sarebbe bello se anche noi prof. potessimo arrivare a creare un lavoro di gruppo e di scambio di proposte anche tra docenti.

Negli anni che idea si è fatto di Associazione Diplomatici?

Il nostro Istituto partecipa ai progetti di Diplomatici da tre anni ormai e non ho mai visto tornare da un viaggio uno studente scontento o deluso. Della mia esperienza in America, che porterò sempre nel cuore, ricordo la felicità dei ragazzi, la loro serenità ed il loro entusiasmo, abbiamo avuto tutto il tempo di visitare la città e le sue bellezze, e poi diciamolo New York è una favola.
È stato un bel momento che rimarrà nella vita dei ragazzi, quando vivono queste forti esperienze possiamo star sicuri di esser riusciti nell’importante compito di averli formati come cittadini del mondo.

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