Michel Platini special guest all’ONU per 3000 studenti

Trenta anni fa con il crollo del Muro di Berlino si chiudeva una pagina nera del Novecento e si apriva un futuro carico di cambiamenti e di problemi. Aver cancellato il simbolo della divisione del mondo in due blocchi non ha però eliminato la nascita di nuovi muri, invisibili e per questo più pericolosi. E’ contro queste barriere che gli ambasciatori di domani dovranno misurarsi unendo le forze. Quale sede migliore dell’ Onu per raccogliere la sfida? Proprio nell’aula della Assemblea Generale gli oltre tremila studenti italiani e di altri 110 paesi portati a New York dall’ Associazione Diplomatici si sono misurati su questo grande tema e argomenti più specifici come il terrorismo, il riscaldamento globale, la proliferazione di armi di distruzione di massa nella ottava edizione di Change The World, la tre giorni simulazione dei lavori delle Nazioni Unite.

Imparate dagli errori ed evitate di ripeterli. Abbattete i muri che non si vedono, pregiudizi, razzismo, intolleranza, politica e religiosa – ha detto nella cerimonia inaugurale Claudio Corbino, il fondatore della Ong riconosciuta partner ufficiale dell’ Onu -. Dentro ognuno di voi c’ è un talento nascosto. Rispettare le regole, lavorare duro, è la strada per il successo“. L’appuntamento che ogni anno si ripete nel Palazzo di Vetro è l’ evento più prestigioso della rete di occasioni proposte dall’associazione e la risposta quest’ anno ha toccato il picco di iscrizioni, il numero degli stranieri ha superato quello degli italiani e la novità sono i 40 studenti dall’Australia.

Ad accogliere i ragazzi nella General Assembly Hall, anche Maria Latella, giornalista, blogger e conduttrice televisiva che ha moderato il panel con Lucio Caracciolo, direttore di Limes e l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente dell’Italia nelle Nazioni Unite. ”Con il muro costruito nel 1961 ognuno sapeva da che parte stare. Quando cadde molti pensarono che con una Germania unita, si sarebbe arrivati a una Europa Unita e a un mondo più unito. Non è andata così. Si sono creati altri muri, la moltiplicazione di stati, tutto è diventato più complicato. Combattete per le vostre idee. Non dovete essere semplici spettatori ma giocatori protagonisti” – dice ai ragazzi Lucio Caracciolo mentre l’ambasciatrice definisce “un grande privilegio essere europei nell’ Unione Europea. In ogni famiglia ci sono problemi ma la famiglia è comunque un valore”.

L’ex premier Enrico Letta ha messo in guardia “dal peggioramento della democrazia, dai populismi e dai nazionalismi“. “Nel confronto con la Cina e gli Stati uniti l’ Unione Europea può essere protagonista solo se unita – ha detto -. L’Ue è stata troppo concentrata sulla finanza e sui mercati. L’educazione e la cultura devono tornare al primo posto. Dobbiamo chiedere ai nuovi leader l’ estensione del progetto Erasmus“. 

Michel Platini non si sottrae alle domande sul calcio dopo aver parlato di valori e del suo passato di campione stellare, una ‘lectio magistralis’ per gli oltre tremila studenti italiani e di altri 110 Paesi riuniti a New York per l’ ottava edizione di Change the World.  “Le Roi” è stato l’ ospite d’ onore della cerimonia di apertura della simulazione dei lavori delle Nazioni Unite. Con lui, a rievocare i tempi d’ oro della Juventus e della Nazionale, l’ amico e collega Marco Tardelli, che dell’ Associazione è testimonial da cinque anni. “E’ stata una bella emozione ha commentato – . Il luogo è bellissimo. E’ il centro del mondo. E’ qui che si fa la pace. Era giusto accettare l’ invito per parlare ai giovani di leadership. Ho cercato di parlare a loro da dirigente”.

Durante le tre giornate di simulazione, gli oltre tremila studenti si sono subito immersi nel ruolo di ambasciatori, ministri e primi ministri replicando gli incontri di G8, G20, Banca Mondiale e Fondo Monetario internazionale. Si sono svolti gli incontri delle commissioni, il dialogo e il lavoro di lobbying per costruire le alleanze in vista delle votazioni delle risoluzioni.
Bruna Saavedra, 22 anni che studia alla Università of western London, era la delegata italiana nell’ Assemblea Generale. “Sono portoghese e mi sento a mio agio a rappresentare un paese pacifico come l’Italia. Stiamo affrontando il tema della proliferazione delle armi di distruzione di massa. E’ facile relazionarsi con i delegati degli altri paesi perché quando si parla di questi argomenti l’Europa è politicamente abbastanza unita. In questo momento il problema principale per l’Italia è l’immigrazione ma secondo me non è così forte come ad esempio per il Regno Unito. Mi sembra che il nervosismo sia dovuto alla situazione politica europea per questo si chiudono le porte a chi arriva dall’estero“.
Francesco Zagara e Giulia Gianmatteo, sedicenni del liceo Democrito di Roma, rappresentavano la Federazione Russa. “Ci piacerebbe fare la carriera diplomatica – dicono – . Qui ci si confronta con tante persone nuove, si capiscono le realtà degli altri paesi, e il nostro inglese migliora. I genitori ci hanno incoraggiato. Spendere soldi in queste esperienze che ci rimarrà impressa per sempre é un investimento per il futuro“. 

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