Si è appena concluso il Change the World Model UN catalano

Per moltissimi dei circa trecento studenti presenti a Barcellona per il Change the World Model UN catalano, si è trattata della primissima esperienza di simulazione degli organi delle Nazioni Unite.

Sono arrivati dall’Italia, dall’Inghilterra, dalla Francia ed una delegazione anche dalla Repubblica Domenicana, i giovanissimi ragazzi, tra i quattordici ed i quindici anni, che dal 4 al 6 maggio si sono riuniti nella bellissima città spagnola per la terza edizione del CWMUN Barcellona.

Come dei veri delegates, per tre giorni hanno indossato i panni di ambasciatori, in rappresentanza del Paese loro assegnatogli, e ne hanno rappresentato le posizioni e i punti di vista, hanno scritto risoluzioni, si sono confrontati con gli altri delegati ed hanno votato. Come nella realtà, hanno cercato soluzioni ai problemi di importanza mondiale.

Anche quest’anno il CWMUN si è svolto in collaborazione con la St Peter’s School, illustre scuola di Barcellona, e con la Singularity Foundation.
Prima dell’inizio della simulazione vera e propria, come da consuetidine, il progetto è  stato anticipato da alcune attività, dette “ice-breaking activity”, che hanno coinvolto tutti gli studenti per consentire loro di conoscersi meglio, a creare gruppi di lavoro e sono state utili per far entrare gli studenti nella dinamica del lavoro di gruppo.

L’inizio dei lavori delle commissioni si è svolto presso l’Aula Sacra dell’Universitat Abat Oliba CEU, pensata ed edificata da un allievo del “maestro” Antoni Gaudì. “In questo nuovo mondo, le sfide globali richiedono soluzioni globali” sono queste le parole con cui Claudio Corbino, Presidente di Associazione Diplomatici, ha inaugurato la Cerimonia di Apertura dei lavori. Parole che sono state seguite da quelle di Josep M. Ginjaume, Presidente della Singularity Foundation – “l’apprendimento deve essere inteso come un’attività altamente proattiva in cui lo studente è l’unico protagonista”. Importante per gli studenti è stata anche la presenza del Vice Rettore dell’università, Alessandro Mini, che con entusiasmo ha spiegato loro come – “dovremmo imparare tanto quanto questa Organizzazione (ONU) ci insegna, specialmente riguardo alla pace ed al suo mantenimento”.

Dal 4 al 6 maggio, la St Peter’s School è stata teatro della simulazione, dove i ragazzi all’interno delle commissioni si sono confrontati su importanti temi come: “Increase responsiveness of the International Community on human trafficking in the Mediterranean Sea” nella General Assembly; “The reform of the Security Council” nel Security Council B e di “Addressing the threat of foreign terrorist fighters in Europe” nel Security Council Counter-terrorism (SCTC).

All’interno di quest’ultima commissione, il SCTC, per la prima volta nella storia del CWMUN, è stata data la possibilità agli studenti di scegliere un’altra delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, lo spagnolo, da utilizzare come lingua nel dibattito.

La conferenza si è conclusa in un clima molto festoso presso la St Peter’s School, con la premiazione delle delegazioni che durante i lavori si sono distinte dimostrandosi più attente, più preparate, più abili, ma soprattutto più appassionate.

La simulazione di Barcellona, riservata agli studenti delle scuole superiori, per molti degli studenti che vi partecipano è un trampolino di lancio ed offre loro un’esperienza unica, ricca di cultura e storia dove iniziare a comportarsi da veri diplomatici, e questa edizione ne è stata la conferma.

 

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