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«Democracy ti offre la possibilità di dire la tua e confrontarti con gli altri». L’esperienza di Federico Toscano

Ha 23 anni e studia Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze. Federico Toscano ha scelto di partecipare al Change the World for Democracy per coltivare l’interesse crescente nei confronti dell’attività pubblica e politica e per apprendere e comprendere più da vicino il funzionamento delle istituzioni e come sono organizzate. Soprattutto Parlamento e Governo, ma anche tutti i principali organi istituzionali della Repubblica.

«Sicuramente da questa esperienza ho portato a casa un’accresciuta consapevolezza delle mie possibilità – racconta Federico – soprattutto per quanto riguarda la capacità di sostenere delle opinioni ben argomentate nel corso di un dibattito aperto. Ma anche la bellezza del confronto con gli altri, del poter sostenere la propria opinione ma anche, allo stesso tempo, dell’essere aperti alle istanze degli altri e al poter anche cambiare la propria visione in base a un confronto rispettoso, franco e leale. Anche nel corso dei dibattiti e della fase di preparazione alle varie sedute che abbiamo avuto».

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Il futuro, per Federico Toscano, è ancora incerto. «Per ora l’obiettivo principale è prendere la laurea triennale e iscriversi in magistrale. Ma questa esperienza mi ha fatto comprendere che più che la carriera diplomatica o nelle organizzazioni internazionali, preferisco – e ho virato anche come interesse – verso una professione, se sarà possibile in futuro, nelle istituzioni nazionali.

In particolare mi piacerebbe approfondire lo studio del diritto parlamentare ed elettorale e potere, magari un giorno chissà, partecipare a un concorso per entrare come funzionario o nei due rami del Parlamento o nel Governo o nell’ambito di un Ministero.

Mi piacerebbe molto intraprendere un percorso professionale nelle istituzioni, se ci sarà la possibilità».

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Imparare a mediare e coltivare rapporti di amicizia: cos’è Democracy per Michele Gioculano

«Sono sempre stato appassionato di politica, ma sia per mia inclinazione personale che per i miei studi mi sono sempre concentrato sulla politica estera. Mentre credo sia molto importante valutare anche il processo decisionale “interno”, fondamentale per le scelte internazionali».

Da questo ragionamento è nata la scelta del ventiquattrenne Michele Gioculano, laureato in Relazioni internazionali, di partecipare al progetto di Associazione Diplomatici Change the World for Democracy.

«Senza dubbio una cosa che mi ha fatto crescere molto, e che non pensavo fosse possibile in una edizione online, è il legame che si è creato sin da subito con i componenti del mio gruppo – dice Michele. Il lavoro è stato estenuante ma coinvolgente. Non sono mancate le occasioni di confronto, opinioni divergenti, ma anche quelle di conoscenza personale, anche se a distanza. Sono nate delle amicizie che, secondo me, continueranno sia dentro che fuori Democracy. E credo sia uno degli aspetti più importanti».

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Anche in vista di diventare un diplomatico, sogno nel cassetto di Michele, che sta frequentando un master per la preparazione alla carriera diplomatica a Roma. «È una carriera che comporta responsabilità ma che dà anche molte soddisfazioni ed è fondamentale imparare a mediare e a trovare un giusto compromesso. E questa è stata l’occasione per mettermi in gioco e sperimentare queste qualità».

È proprio l’aspetto della mediazione la skill principale che Michele ha portato a casa dall’esperienza con Democracy. «Trovare il giusto compromesso tra opinioni diverse, che sarà anche alla base della mia futura carriera, è stato uno degli aspetti più importanti. Per il resto, spero di ricontrare, in futuro, i ragazzi con cui ho condiviso questa esperienza. Che potrebbero essere colleghi in una futura edizione di Democracy o, chissà, nel mondo del lavoro».

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Giovani disinteressati alla politica? Per Jaohara Hatabi Democracy racconta un’altra storia

«Ho deciso di partecipare al Change the World for Democracy principalmente perché mi sono sempre occupata di politica estera e per una volta ho deciso di cimentarmi anche nell’ambito prettamente italiano.

Il mio interesse è partito da qui, ma si è rivelata una delle migliori esperienze che potessi fare».

Parola di Jaohara Hatabi, 22 anni, studentessa alla facoltà di Studi internazionali a Trento.

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Tanti i motivi per cui Jaohara porterà nel cuore l’esperienza di Democracy.

«Il lavoro di gruppo è stato portato avanti in un clima di completa collaborazione tra noi ragazzi – spiega la giovane partecipante – abbiamo fatto davvero le ore piccole tutti i giorni per preparare il programma di governo ed è stata una delle esperienze più coinvolgenti che io abbia mai fatto. Mi ha fatto scoprire il mio interesse per l’aspetto prettamente politico più che di analisi dei conflitti esterni».

«Il clima che si è creato durante la simulazione – continua Jaohara – è stato veramente realistico. Siamo arrivati persino a degli scontri in certe situazioni, ma la presidente Corbino è stata sempre pronta e disponibile a moderare le sessioni. Ci siamo realmente calati nel ruolo dei veri parlamentari».

Cosa ha imparato da questa esperienza?

«Una delle cose che mi ha colpito di più è che si sente sempre dire che noi giovani siamo disinteressati dal mondo della politica e Democracy è stata un’esperienza che mi ha dato l’opportunità di constatare che in realtà non è così.

Eravamo veramente tanti, liceali ed universitari, pronti a cercare di sviluppare un programma politico che vorremmo per l’Italia. Sono rimasta piacevolmente colpita dal vedere tantissimi giovani pronti e disponibili a portare avanti il proprio Paese per un futuro migliore».

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Due esperienze a Democracy e il sogno del futuro nella diplomazia: Nicola Zanini racconta la sua avventura

Tra i più “giovani” partecipanti del Change the World for Democracy c’è Nicola Zanini, 18 anni, all’ultimo anno del Liceo linguistico e futuro studente di Scienze Politiche a Pisa, dove abita.

Nicola ha trovato il progetto per caso e ha pensato subito che potesse fare al caso suo.

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«Stavo navigando sul sito di Associazione Diplomatici perché voglio partecipare a CWMUN New York e ho visto che c’era anche questa possibilità. Mi sono detto “Perché no” e mi sono iscritto».

«L’ho fatto due volte – aggiunge – mi piace il fatto che dà la possibilità di parlare, di discutere con persone appassionate degli argomenti di cui si parla e della mia stessa età, più o meno. E apprezzo il fatto che dopo la simulazione si mantiene un certo livello di amichevolezza».

«Il mio futuro? Sarà nell’ambito della diplomazia e questa simulazione mi ha aiutato con le mie capacità di public speaking e nel rapportarmi agli altri».

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Fulvia Romanino: «Democracy è stato più coinvolgente di quanto mi aspettassi»

Fulvia Romanino ha 21 anni e studia Scienze del Servizio sociale all’Università di Pisa. Per lei Change the World for Democracy è stata un’opportunità per mettersi alla prova in un progetto che avesse a che fare con la politica.

«In magistrale vorrei iscrivermi a una Facoltà più vicina a Scienze Politiche e Relazioni internazionali – racconta Fulvia – quindi mi serviva un’esperienza in ambito sociale e/ politico. E quando ho visto il progetto di Associazione Diplomatici ho capito che era fatto apposta per questo momento della mia vita».

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«È stato anche più coinvolgente di quello che mi aspettavo. Pensavo fosse più tecnico, che ci fosse meno partecipazione. Invece abbiamo fatto tantissime attività e mi sono trovata a ricoprire un ruolo che non mi aspettavo. Insomma, è stato più impegnativo del previsto», dice ridendo Fulvia, che l’aspetto del progetto che porterà nel cuore è l’affiatamento con i colleghi.

«Abbiamo dovuto preparare dei programmi di governo in gruppo e ho avuto modo di conoscere ragazzi di tutta Italia con cui ho affrontato tematiche molto care a tutti noi. Io, per esempio, con il mio gruppo mi sono occupata della giustizia e ho portato argomenti che avevo studiato all’Università per alcuni esami. Ed è stato bello poter applicare nel concreto le conoscenze che abbiamo acquisito nel corso di studi».

Progetti per il futuro?

«Per ora il progetto è quello di laurearmi per poter fare il concorso per la carriera diplomatica. O, comunque, mi piacerebbe andare all’estero».

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Il sogno di diventare diplomatico e l’esperienza di Democracy per Lorenzo Caruti

Non parla di sogni, ma di obiettivi. Concretezza è la parola che sta alla base dei discorsi di Lorenzo Caruti, 19 anni, studente in Scienze politiche e Relazioni internazionali, Diritti umani all’Università di Padova.

Quando ha scelto di partecipare al Change the World for Democracy Lorenzo lo ha fatto con uno sguardo rivolto verso il futuro.

«Non ho guardato solo alla simulazione del Parlamento italiano – dice – ma ho iniziato da questo con un’ottica futura, pensando di partecipare anche alla simulazione alle Nazioni Unite con Change the World New York. Questo perché ho deciso di perseguire il mio obiettivo, che è entrare nel mondo diplomatico e intraprendere questa carriera. E credo che una simulazione di questo livello sia una buona preparazione per capire come potrebbe essere il mio futuro».

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Cosa ha imparato dall’esperienza di Democracy?

«La cosa principale che mi ha fatto crescere di più, a parte la collaborazione e la condivisione delle idee, è stato il confronto con chi aveva idee opposte alle mie. E il dibattito che si andava a creare su molti dei temi affrontati, mi ha dato uno stimolo in più e mi ha insegnato tanto. Perché eravamo tutti consapevoli del fatto che non ci potessimo trovare d’accordo su tutto. Ma proprio il confronto duro, che è venuto fuori a volte, mi ha aiutato a ricercare con più profondità le mie motivazioni. È stato molto utile».

La passione per la politica e per la geopolitica Lorenzo le coltiva dai primi anni di liceo, dai dibattiti stimolanti con i genitori e dalle notizie che leggeva sui giornali e sui social. «Ho anche una grande passione per la politica italiana e il mio obiettivo è quello di rendermi utile. Mi sento tagliato per il mestiere di diplomatico, che è senz’altro un lavoro impegnativo con onori e oneri.

Credo che rappresentare il mio Paese sia qualcosa di cui andare fieri e orgogliosi e che ai fini di un futuro migliore, perché la mia idea di politica è legata al miglioramento delle situazioni attuali, credo non ci sia nulla di più influente degli accordi internazionali per la stabilità e la cooperazione. Fare il diplomatico, inoltre, ti dà la possibilità di muoverti in tantissimi ambienti e conoscere diverse culture».

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Stefano Pezzolla e il “suo” terzo Democracy: «È l’esperienza più bella che si possa fare»

«È la terza volta che partecipo al Change the World for Democracy e questo dice già tanto su quello che rappresenta per me questo progetto». Per il 21enne di Monopoli Stefano Pezzolla Democracy è «indimenticabile da tutti i punti di vista, soprattutto per quanto riguarda il confronto culturale e generazionale che si viene a creare fra i ragazzi che dibattono di politica».

«Sono ragazzi e ragazze che vengono da città, regioni, contesti, formazione e interessi politici diversi – dice Stefano – ed è un incontro che ti restituisce tantissimo alla fine dell’esperienza».

Stefano studia Giurisprudenza all’Università di Bari ed è politicamente impegnato. Fa anche parte dell’associazionismo universitario della sua Facoltà e la sua terza edizione di Democracy gli ha regalato tante soddisfazioni.

«Sono stato eletto presidente del Senato e mi è stato affidato il mandato esplorativo. Ho avuto modo di condurre le consultazioni e comunicare l’esito positivo. Ancora più da vicino, quindi, ho avuto modo di rappresentare l’assemblea. E sono stato nominato senatore a vita».

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Fondamentale, per Stefano, il confronto con gli altri partecipanti. «Ho avuto modo di ascoltare i colleghi che studiano Relazioni internazionali sulla politica estera, sulla quale non ho mai avuto l’opportunità di approfondire. Per questo penso che Democracy sia l’esperienza più bella che si possa fare».

Oltre a mettersi nei panni dei parlamentari, che ovviamente ha il suo fascino per tutti i ragazzi. «Ho una grande passione per il Diritto costituzionale e per il Diritto parlamentare e mi piacerebbe specializzarmi in questi ambiti, anche solo dal punto di vista giuridico. Poi vedremo cosa mi riserverà il futuro. Sono in politica in prima linea e sicuramente potrebbe essere una strada aperta».

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Livia Perrulli, 19 anni: «Democracy è stata un’occasione per sperimentare le mie capacità e comprendere la realtà politica italiana»

Livia Perrulli ha 19 anni e frequenta l’Università di Trento, dove studia Politica e Organizzazioni Internazionali alla Facoltà di Studi Internazionali. Un corso di studi in linea con il progetto Change the World for Democracy, che per Livia ha rappresentato l’occasione per capire se quello che fa e che studia può essere effettivamente il suo sbocco lavorativo domani.

«Non avendo mai avuto esperienze di associazionismo in partiti o gruppi giovanili l’ho vista come un’occasione per sperimentare sia le mie capacità, sia le competenze che ho acquisito nei pochi mesi di Università», racconta Livia.

Il risultato è stato avere un’idea più chiara sulla realtà politica italiana. «Si capisce molto bene quello che vediamo in tv, ma che in realtà non comprendiamo mai appieno. È poca la percentuale della popolazione italiana che capisce realmente le dinamiche parlamentari. E Democracy mi ha aiutato molto a capire quello che succede e a sapermi orientare, saper prendere una posizione qualora dovesse essere necessario».

Questa esperienza ha dato la possibilità a Livia di crescere tanto. «In soli quattro giorni ho sperimentato tanto e la cosa che mi fa più piacere è che ho costruito dei rapporti che durano ancora oggi. Ho conosciuto persone con cui ho lavorato e ho scambiato opinioni».

E oggi, Livia, non esclude di poter lavorare in ambito politico. Le auguriamo un grande in bocca al lupo per il suo futuro!

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Cosa succede dopo il Change the World for Democracy: l’esperienza di nove studenti che hanno dato vita a un’associazione

Nove ragazzi diversi fra loro ma legati da un interesse comune: quello per la politica. Una passione che li ha portati prima a Roma per partecipare al progetto di Associazione Diplomatici Change the World for Democracy, dove si sono conosciuti, e poi a fondare un’associazione di promozione sociale per dare seguito alla loro missione comune: promuovere la cittadinanza attiva valorizzando i principi e i valori fondanti dell’Unione Europea. «Studiando Giurisprudenza sono sempre più convinta che lo Stato deve essere libero e deve parlare al popolo e fare l’interesse dei cittadini tenendo sempre presente il concetto di democrazia» – dice la ventunenne Roberta Ruggieri, che frequenta il 3° anno di Giurisprudenza alla LUISS Guido Carli di Roma.

Partecipando a Democracy ho avuto la possibilità di entrare nel meccanismo della politica e rendermi conto che non sempre è facile parlare di democrazia. Ci siamo accorti che è facile giudicare l’operato finale senza tenere conto dell’iter legislativo e normativo che c’è dietro». Un giudizio che, spesso, porta i cittadini, soprattutto giovani, ad allontanarsi dalla politica. «Molti dei ragazzi sono già influenzati da esperienze pregresse – interviene Riccardo Testa, 22 anni, al 4° anno di Giurisprudenza alla LUMSA di Roma e impegnato in uno stage presso l’organizzazione europea di cyber security – mentre credo che bisognerebbe avere un approccio obiettivo, soprattutto alla nostra età.

Anche Andrea Natale studia Giurisprudenza, ha 24 anni e sta per laurearsi alla Statale di Milano. «Fin dalle scuole medie sono stato affascinato dall’idea di mettere in pratica le proprie idee nella vita di tutti i giorni. La politica, per me, non è solo mera burocrazia, ma mettere in atto una tua idea e riportarla nel concreto».

Per Roberta la passione per la politica nasce dalla curiosità di capire come sono strutturate le cose e dall’ammirazione per uomini e donne che nel corso della storia si sono fatte valere dal punto di vista politico e umano. Ma anche dalla voglia di non restare fuori da quello che succede in Italia e nel mondo. Mentre nella famiglia di Riccardo si respira da sempre aria di politica. «Da piccolo pensavo significasse appartenere a un’unica bandiera, ma crescendo mi sono reso conto che abbraccia tanti rami della nostra società», dice lo studente, convinto dell’importanza di insegnare l’educazione civica nelle scuole per essere pronti, a 18 anni, ad affrontare il mondo istituzionale.

«Il primo obiettivo che mi ero prefissato partecipando a Democracy era capire come si costruisce una legge, mettere in pratica le doti di mediazione fondamentali in politica, riuscire a raggiungere un compromesso», spiega Andrea. Ma anche fare network con coetanei che condividono le stesse passioni e con cui, oltre a una bella amicizia, è nata pure un’associazione. Insieme a Federica Torre, Marco Laudato, Federica Andreotti, Paolo Intennimeo, Mariavittoria Natale e Giorgio Autieri, i tre ragazzi hanno dato vita a Europa per l’Italia, che nasce a Roma nel febbraio 2020.

«L’anno scorso Andrea ci ha proposto di organizzare conferenze e seminari con l’obiettivo di informare i ragazzi che avrebbero votato per la prima volta per le elezioni del parlamento europeo e l’idea ci è piaciuta molto», racconta Riccardo, che insieme ai colleghi ha organizzato gli incontri a Roma, Milano, Salerno e Siena». Un lavoro di sensibilizzazione e informazione che oggi, a causa della pandemia, sta proseguendo online, in attesa di poter riprendere gli appuntamenti nelle scuole e nelle università.

«Vogliamo avvicinarci ai nostri coetanei, ma anche ai ragazzi più piccoli, per sensibilizzarli e aiutarli a sviluppare una propria idea, attraverso un’open community e diverse rubriche in cui affrontare svariati argomenti e scambiarsi opinioni».

 

 

 

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«Democracy ti dà l’opportunità di toccare con mano la vita politica del Paese»

«Toccare con mano i meccanismi dell’attività parlamentare è stato ciò che mi ha colpito di più di questa esperienza. La politica, infatti, non è fatta solo di discorsi e grandi ideali, ma anche e soprattutto di lavoro all’interno delle istituzioni con regole e dinamiche ben precise, che il progetto Democracy consente di analizzare da vicino». Lorenzo Eccheli è uno dei tanti studenti che negli anni ha preso parte al Change the World for Democracy e che oggi vuole raccontarlo ai suoi coetanei e a chi è curioso di esplorare dall’interno il mondo della politica e dei suoi meccanismi.

Come lui, centinaia di ragazzi. Tra cui il ventunenne romano Daniele Ferraguti, che ha partecipato all’edizione di Democracy di gennaio 2020 e racconta l’impatto con il Palazzo, affascinante e curioso. «Si respirava sin da subito un’atmosfera professionale, con dinamiche che spesso rappresentavano realmente ciò che succede negli ambienti politici. La collaborazione con gli altri ragazzi e ragazze – aggiunge – è stata vera, leale e produttiva.

Il primo obiettivo era quello di partecipare concretamente a un progetto di simulazione legislativa, confrontarmi con coetanei competenti e ambiziosi. E alla fine di questa esperienza ho acquisito un bagaglio personale e tecnico superiore alle mie aspettative».

Motivo per cui molti degli studenti che partecipano a Democracy sono convinti dell’importanza di inserire nei programmi scolastici il diritto e l’educazione civica come materie fondamentali per prepararsi a qualsiasi corso di studi. «Senza ombra di dubbio lo studio dei meccanismi della politica nelle scuole non può che fare bene alla società in prospettiva futura, perché la politica, oltre ad avere un suo fascino, contribuisce ad arricchire la base culturale dello studente spingendolo così a formare una propria e decisa personalità», osserva Elio Pernice, 19 anni, che viene da Mazara del Vallo, in Sicilia, e studia Giurisprudenza a Roma.

Elio ha partecipato a Democracy nel 2018 e ha ottenuto, insieme alla sua coalizione, la maggioranza dei voti con una proposta di legge sulle diposizioni di attuazione del Testamento Biologico. «Personalmente, non nascondo il fatto che lo scarso interesse da parte dei giovani verso la politica desta preoccupazione. Bisognerebbe intervenire in maniera forte e decisa per prendere in mano la situazione, promuovendo progetti come questo in tutte le scuole».

Tra i protagonisti di Democracy 2017, invece, c’era il ventiduenne Graziano Rizzo, siciliano, che ha affrontato il tema Fake news e Web Reputation. «La partecipazione al progetto ha segnato un’esperienza fondamentale nella nostra vita sociale e politica – dice Graziano – grazie a tutor ed esperti abbiamo studiato i meccanismi della democrazia e i percorsi che servono a legiferare, abbiamo instaurato rapporti con gli altri “colleghi onorevoli”, rafforzato le nostre idee politiche.

Sono stato anche eletto leader del partito “Deputati per l’Italia” ed essendo già coordinatore di un partito giovanile italiano aver vissuto all’interno delle Istituzioni ha trasmesso in noi “onorevoli” il senso di responsabilità, il senso del dovere, il senso del bene comune, il senso di governare».

«Molti giovani – conclude – paragonano la politica a qualcosa di sporco, di brutto. Secondo me la politica è mettersi al servizio dei cittadini con dedizione, amore e passione. E credo che progetti come questo debbano coinvolgere le scuole, facendo studiare così ai ragazzi i meccanismi della politica e facendo scoprire il vero significato di una delle più importanti istituzioni: la politica».

 

 

 

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